 | Catechismo della Chiesa Cattolica... Read More | Share it now! … Leggi tuttoEsempi di fede (IV): Il profeta Elia Il profeta Elia è portato in cielo su un carro di fuoco Dopo Abramo, Mosè e Davide, emerge uno degli uomini più celebri dell’Antico Testamento: il profeta Elia, che il Catechismo della Chiesa cattolica indica come «padre dei profeti, “della generazione di coloro che cercano Dio, che cercano il suo Volto” (Sal 24, 6)»[1], e che, come Mosè, ha goduto di una grande intimità con il Signore. Il suo esempio ci può servire per riflettere su una esigenza della fede: la necessità di dare culto esclusivamente al Signore. La vita di Elia – che era un uomo della nostra stessa natura[2] – dimostra che Dio aiuta coloro che ricorrono a Lui mediante la preghiera, soprattutto nelle difficoltà.... Read More | Share it now! Esempi di fede (IV): Il profeta Elia Il profeta Elia è portato in cielo su un carro di fuoco Dopo Abramo, Mosè e Davide, emerge uno degli uomini più celebri dell’Antico Testamento: il profeta Elia, che il Catechismo della Chiesa cattolica indica come «padre dei profeti, “della generazione di coloro che cercano Dio, che cercano il suo Volto” (Sal 24, 6)»[1], e che, come Mosè, ha goduto di una grande intimità con il Signore. Il suo esempio ci può servire per riflettere su una esigenza della fede: la necessità di dare culto esclusivamente al Signore. La vita di Elia – che era un uomo della nostra stessa natura[2] – dimostra che Dio aiuta coloro che ricorrono a Lui mediante la preghiera, soprattutto nelle difficoltà.... Read More | Share it now! … Leggi tuttoIl Vangelo a cura di Ermes Ronchi Gesù, fuori dagli schemi anche per i suoi parenti X Domenica – Tempo ordinario – Anno B In quel tempo, Gesù entrò in una casa e di nuovo si radunò una folla, tanto che non potevano neppure mangiare. Allora i suoi, sentito questo, uscirono per andare a prenderlo; dicevano infatti: «È fuori di sé». Gli scribi, che erano scesi da Gerusalemme, dicevano: «Costui è posseduto da Beelzebùl e scaccia i demòni per mezzo del capo dei demòni». Ma egli li chiamò e con parabole diceva loro: «Come può Satana scacciare Satana? Se un regno è diviso in se stesso, quel regno non potrà restare in piedi; se una casa è divisa in se stessa, quella casa non potrà restare in piedi. Anche Satana, se si ribella contro se stesso ed è diviso, non può restare in piedi, ma è finito […].... Read More | Share it now! Il Vangelo a cura di Ermes Ronchi Gesù, fuori dagli schemi anche per i suoi parenti X Domenica – Tempo ordinario – Anno B In quel tempo, Gesù entrò in una casa e di nuovo si radunò una folla, tanto che non potevano neppure mangiare. Allora i suoi, sentito questo, uscirono per andare a prenderlo; dicevano infatti: «È fuori di sé». Gli scribi, che erano scesi da Gerusalemme, dicevano: «Costui è posseduto da Beelzebùl e scaccia i demòni per mezzo del capo dei demòni». Ma egli li chiamò e con parabole diceva loro: «Come può Satana scacciare Satana? Se un regno è diviso in se stesso, quel regno non potrà restare in piedi; se una casa è divisa in se stessa, quella casa non potrà restare in piedi. Anche Satana, se si ribella contro se stesso ed è diviso, non può restare in piedi, ma è finito […].... Read More | Share it now! … Leggi tuttoPapa Francesco, la comunione dei santi è una delle realtà più consolanti delle fede Ott 30, 2013  Udienza generale del mercoledì, Bergoglio si sofferma sul significato profondo della “comunione dei santi”All’udienza generale di oggi in Piazza San Pietro, il Papa ha parlato “di una realtà molto bella della nostra fede, cioè della ‘comunione dei santi’. Il Catechismo della Chiesa Cattolica – ha detto – ci ricorda che con questa espressione si intendono due realtà: la comunione alle cose sante e la comunione tra le persone sante (n. 948). Mi soffermo sul secondo significato: si tratta di una verità tra le più consolanti della nostra fede, poiché ci ricorda che non siamo soli ma esiste una comunione di vita tra tutti coloro che appartengono a Cristo. Una comunione che nasce dalla fede; infatti, il termine “santi” si riferisce a coloro che credono nel Signore Gesù e sono incorporati a Lui nella Chiesa mediante il Battesimo. Per questo i primi cristiani erano chiamati anche “i santi” (cfr At 9,13.32.41; Rm 8,27; 1 Cor 6,1)”. “Il Vangelo di Giovanni – ha proseguito – attesta che, prima della sua Passione, Gesù pregò il Padre per la comunione tra i discepoli, con queste parole: «Perché tutti siano una sola cosa; come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch’essi in noi, perché il mondo creda che tu mi hai mandato» (17,21). La Chiesa, nella sua verità più profonda, è comunione con Dio, familiarità con Dio, comunione di amore con Cristo e con il Padre nello Spirito Santo, che si prolunga in una comunione fraterna. Questa relazione tra Gesù e il Padre è la “matrice” del legame tra noi cristiani: se siamo intimamente inseriti in questa “matrice”, in questa fornace ardente di amore che è la Trinità, allora possiamo diventare veramente un cuore solo e un’anima sola tra di noi, perché l’amore di Dio brucia i nostri egoismi, i nostri pregiudizi, le nostre divisioni interiori ed esterne. L’amore di Dio brucia anche i nostri peccati”. Il Papa ha poi sottolineato: “Se c’è questo radicamento nella sorgente dell’Amore, che è Dio, allora si verifica anche il movimento reciproco: dai fratelli a Dio; l’esperienza della comunione fraterna mi conduce alla comunione con Dio. Essere uniti fra noi ci conduce ad essere uniti con Dio, a questo legame con Dio che è nostro Padre. La nostra fede ha bisogno del sostegno degli altri, specialmente nei momenti difficili. E se noi siamo uniti, la fede viene forte. Quanto è bello sostenerci gli uni gli altri nell’avventura meravigliosa della fede! Dico questo perché la tendenza a chiudersi nel privato ha influenzato anche l’ambito religioso, così che molte volte si fa fatica a chiedere l’aiuto spirituale di quanti condividono con noi l’esperienza cristiana. Chi di noi – tutti, tutti! – chi di noi non ha sperimentato insicurezze, smarrimenti e perfino dubbi nel cammino della fede? Tutti! Tutti abbiamo sperimentato questo: anche io. Tutti. E’ parte del cammino della fede, è parte della nostra vita. Tutto ciò non deve stupirci, perché siamo esseri umani, segnati da fragilità e limiti. Tutti siamo fragili, tutti abbiamo limiti: non spaventatevi. Tutti ne abbiamo!”. “Tuttavia – ha proseguito il Papa – in questi momenti difficoltosi è necessario confidare nell’aiuto di Dio, mediante la preghiera filiale, e, al tempo stesso, è importante trovare il coraggio e l’umiltà di aprirsi agli altri per chiedere aiuto, per chiedere una mano: ‘Dammi una mano, ho questo problema’. Quante volte l’abbiamo fatto? E poi, siamo riusciti ad uscire dal problema e incontrare Dio un’altra volta. In questa comunione – comunione che vuol dire ‘comune unione’, tutti uniti, comune unione – in questa comunione siamo una grande famiglia, tutti noi, dove tutti i componenti si aiutano e si sostengono fra loro”. Il Papa ha infine affrontato un ultimo aspetto: “la comunione dei santi – ha detto – va al di là della vita terrena, va oltre la morte e dura per sempre. Questa unione fra noi va al di là e continua nell’altra vita. E’ una unione spirituale che nasce dal Battesimo, non viene spezzata dalla morte, ma, grazie a che Cristo è risorto, è destinata a trovare la sua pienezza nella vita eterna. C’è un legame profondo e indissolubile tra quanti sono ancora pellegrini in questo mondo, fra noi, e coloro che hanno varcato la soglia della morte per entrare nell’eternità. Tutti i battezzati quaggiù sulla terra, le anime del Purgatorio e tutti i beati che sono già in Paradiso formano una sola grande Famiglia. Questa comunione tra terra e cielo si realizza specialmente nella preghiera di intercessione”. E ha concluso: “Cari amici, abbiamo questa bellezza, la memoria della fede: è una realtà nostra, di tutti, che ci fa fratelli, che ci accompagniamo nel cammino della vita, e ci troveremo un’altra volta lassù, in Cielo. Andiamo su questo cammino con fiducia, con gioia. Un cristiano dev’essere gioioso, con la gioia di avere tanti fratelli battezzati che camminano con noi, e anche con l’aiuto dei fratelli e delle sorelle che fanno questa strada per andare al Cielo, e anche con l’aiuto dei fratelli e delle sorelle che sono in Cielo e pregano Gesù per noi. Avanti per questa strada, e con gioia!”. ... Read More | Share it now!Papa Francesco, la comunione dei santi è una delle realtà più consolanti delle fede Ott 30, 2013  Udienza generale del mercoledì, Bergoglio si sofferma sul significato profondo della “comunione dei santi”All’udienza generale di oggi in Piazza San Pietro, il Papa ha parlato “di una realtà molto bella della nostra fede, cioè della ‘comunione dei santi’. Il Catechismo della Chiesa Cattolica – ha detto – ci ricorda che con questa espressione si intendono due realtà: la comunione alle cose sante e la comunione tra le persone sante (n. 948). Mi soffermo sul secondo significato: si tratta di una verità tra le più consolanti della nostra fede, poiché ci ricorda che non siamo soli ma esiste una comunione di vita tra tutti coloro che appartengono a Cristo. Una comunione che nasce dalla fede; infatti, il termine “santi” si riferisce a coloro che credono nel Signore Gesù e sono incorporati a Lui nella Chiesa mediante il Battesimo. Per questo i primi cristiani erano chiamati anche “i santi” (cfr At 9,13.32.41; Rm 8,27; 1 Cor 6,1)”. “Il Vangelo di Giovanni – ha proseguito – attesta che, prima della sua Passione, Gesù pregò il Padre per la comunione tra i discepoli, con queste parole: «Perché tutti siano una sola cosa; come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch’essi in noi, perché il mondo creda che tu mi hai mandato» (17,21). La Chiesa, nella sua verità più profonda, è comunione con Dio, familiarità con Dio, comunione di amore con Cristo e con il Padre nello Spirito Santo, che si prolunga in una comunione fraterna. Questa relazione tra Gesù e il Padre è la “matrice” del legame tra noi cristiani: se siamo intimamente inseriti in questa “matrice”, in questa fornace ardente di amore che è la Trinità, allora possiamo diventare veramente un cuore solo e un’anima sola tra di noi, perché l’amore di Dio brucia i nostri egoismi, i nostri pregiudizi, le nostre divisioni interiori ed esterne. L’amore di Dio brucia anche i nostri peccati”. Il Papa ha poi sottolineato: “Se c’è questo radicamento nella sorgente dell’Amore, che è Dio, allora si verifica anche il movimento reciproco: dai fratelli a Dio; l’esperienza della comunione fraterna mi conduce alla comunione con Dio. Essere uniti fra noi ci conduce ad essere uniti con Dio, a questo legame con Dio che è nostro Padre. La nostra fede ha bisogno del sostegno degli altri, specialmente nei momenti difficili. E se noi siamo uniti, la fede viene forte. Quanto è bello sostenerci gli uni gli altri nell’avventura meravigliosa della fede! Dico questo perché la tendenza a chiudersi nel privato ha influenzato anche l’ambito religioso, così che molte volte si fa fatica a chiedere l’aiuto spirituale di quanti condividono con noi l’esperienza cristiana. Chi di noi – tutti, tutti! – chi di noi non ha sperimentato insicurezze, smarrimenti e perfino dubbi nel cammino della fede? Tutti! Tutti abbiamo sperimentato questo: anche io. Tutti. E’ parte del cammino della fede, è parte della nostra vita. Tutto ciò non deve stupirci, perché siamo esseri umani, segnati da fragilità e limiti. Tutti siamo fragili, tutti abbiamo limiti: non spaventatevi. Tutti ne abbiamo!”. “Tuttavia – ha proseguito il Papa – in questi momenti difficoltosi è necessario confidare nell’aiuto di Dio, mediante la preghiera filiale, e, al tempo stesso, è importante trovare il coraggio e l’umiltà di aprirsi agli altri per chiedere aiuto, per chiedere una mano: ‘Dammi una mano, ho questo problema’. Quante volte l’abbiamo fatto? E poi, siamo riusciti ad uscire dal problema e incontrare Dio un’altra volta. In questa comunione – comunione che vuol dire ‘comune unione’, tutti uniti, comune unione – in questa comunione siamo una grande famiglia, tutti noi, dove tutti i componenti si aiutano e si sostengono fra loro”. Il Papa ha infine affrontato un ultimo aspetto: “la comunione dei santi – ha detto – va al di là della vita terrena, va oltre la morte e dura per sempre. Questa unione fra noi va al di là e continua nell’altra vita. E’ una unione spirituale che nasce dal Battesimo, non viene spezzata dalla morte, ma, grazie a che Cristo è risorto, è destinata a trovare la sua pienezza nella vita eterna. C’è un legame profondo e indissolubile tra quanti sono ancora pellegrini in questo mondo, fra noi, e coloro che hanno varcato la soglia della morte per entrare nell’eternità. Tutti i battezzati quaggiù sulla terra, le anime del Purgatorio e tutti i beati che sono già in Paradiso formano una sola grande Famiglia. Questa comunione tra terra e cielo si realizza specialmente nella preghiera di intercessione”. E ha concluso: “Cari amici, abbiamo questa bellezza, la memoria della fede: è una realtà nostra, di tutti, che ci fa fratelli, che ci accompagniamo nel cammino della vita, e ci troveremo un’altra volta lassù, in Cielo. Andiamo su questo cammino con fiducia, con gioia. Un cristiano dev’essere gioioso, con la gioia di avere tanti fratelli battezzati che camminano con noi, e anche con l’aiuto dei fratelli e delle sorelle che fanno questa strada per andare al Cielo, e anche con l’aiuto dei fratelli e delle sorelle che sono in Cielo e pregano Gesù per noi. Avanti per questa strada, e con gioia!”. ... Read More | Share it now!… Leggi tuttoPapa: Dante, cantore del riscatto umano dalla “selva oscura” di Papa Francesco – Messaggio per i 750 anni dalla nascita di Dante Alighieri, lunedì 4 maggio 2015... Read More | Share it now! Papa: Dante, cantore del riscatto umano dalla “selva oscura” di Papa Francesco – Messaggio per i 750 anni dalla nascita di Dante Alighieri, lunedì 4 maggio 2015... Read More | Share it now! … Leggi tuttoDa: “L’Evangelo come mi è stato rivelato”, di Maria Valtorta, ed. CEV... Read More | Share it now! Da: “L’Evangelo come mi è stato rivelato”, di Maria Valtorta, ed. CEV... Read More | Share it now! … Leggi tutto Cari fratelli e sorelle!... Read More | Share it now!
Cari fratelli e sorelle!... Read More | Share it now!
… Leggi tuttoIX Mio caro Malacoda, spero che la mia ultima lettera t’abbia convinto che la fase depressiva di ottusità o di “aridità” che il tuo paziente sta ora attraversando non ti può dare, per se stessa, la sua anima, ma deve essere sfruttata convenientemente. Ora voglio considerare le forme che dovrebbe prendere lo sfruttamento. In primo luogo ho sempre visto che il periodo di depressione dell’ondulazione umana offre un’occasione eccellente per tutte le tentazioni sensuali in particolar modo per quelle che hanno relazione col sesso. Ciò può recarti sorpresa perché, naturalmente, l’energia fisica, e perciò l’appetito potenziale sono maggiori nei periodi dell’elevazione che non in quelli della depressione; ma devi ricordare che allora anche le forze della resistenza sono al massimo grado. La salute e la vivacità che tu hai bisogno di usare nel produrre la libidine, possono anche, ahimè! essere usati molto facilmente per il lavoro, o per il giuoco, per il pensiero, per un divertimento innocuo. L’attacco ha una ben più grande possibilità di successo quando tutto il mondo interiore dell’uomo è grigio, freddo, vuoto. E si deve inoltre notare che la sessualità della depressione possiede una qualità sottilmente diversa da quella della elevazione – che vi sono minori probabilità di dirigerla a quel fenomeno d’acqua e di latte che gli umani chiamano “essere innamorati”, che si può molto più facilmente trascinare alla perversione, che è molto meno contaminata da quelle qualità concomitanti, generose e colme d’immaginazione e perfino di spiritualità, che spesso rendono la sessualità umana fonte di tante disillusioni. Lo stesso avviene con desideri della carne d’altro genere. È molto più probabile che tu riesca a fare un ubriacone del tuo giovanotto spingendolo al bere come a un qualcosa di anodino quando è stanco e insensibile che non incoraggiandolo a usarne come di un mezzo per stare allegro con i suoi amici quando è felice ed espansivo. Non dimenticare mai che quando stiamo trattando con il piacere, con qualsiasi piacere, nella sua forma sana e normale e soddisfacente, siamo, in un certo senso, sul terreno del Nemico. So benissimo che abbiamo guadagnato un buon numero di anime attraverso il piacere. Tuttavia il piacere è un’invenzione Sua, non nostra. I piaceri li ha inventati Lui. Finora tutte le nostre ricerche non ci hanno reso capaci di produrne neppure uno. Tutto quanto ci è dato di fare è di incoraggiare gli umani a servirsi dei piaceri che il Nemico ha prodotto, nei tempi, o nei modi, o nella misura che gli ha proibito. Per cui noi ci sforziamo sempre di allontanare dalla condizione naturale del piacere per far scivolare in quella che è meno naturale, che ha meno l’odore del suo Fattore, e che è meno piacevole. La formula è questa: una brama che aumenta continuamente per un piacere che continuamente diminuisce. È più sicuro; ed è stile migliore. Impossessarsi dell’anima dell’uomo e non dargli nulla in cambio – ecco ciò che riempie veramente di gioia il cuore di Nostro Padre. E i momenti di depressione sono i momenti nei quali cominciare il processo.
Ma v’è una maniera ancora maggiore per sfruttare la depressione: fare in modo che l’ammalato ci pensi. Come sempre, il primo passo consiste nel tener lontano dalla sua mente la conoscenza. Non bisogna permettere che abbia neppure un sospetto sulla legge dell’ondulazione. Fagli credere che i primi ardori della sua conversione si sarebbe potuto attendersi che continuassero, e che avrebbero dovuto continuare, e che la sua attuale aridità è anch’essa una condizione permanente. Una volta che gli si sia ben fissata nella mente codesta concezione errata, puoi continuare in vari modi. Tutto dipende dalla classe alla quale appartiene il tuo uomo. Può appartenere alla classe di coloro che facilmente si scoraggiano e quindi essere preso da disperazione, oppure alla classe di quelli che sono pieni di desideri, ai quali si può infondere la sicurezza che tutto va bene. La prima classe si fa sempre più smilza fra gli esseri umani. Se per caso il tuo ammalato vi appartenesse, allora tutto è facile. Le sole cose da farsi sono di non fargli incontrare cristiani sperimentati (compito facile oggigiorno), di guidare la sua attenzione ai brani adatti della scrittura, e poi di metterlo al lavoro nell’impresa disperata di risentire i suoi vecchi sentimenti unicamente con la forza della volontà, e il gioco è vinto. Se invece è un tipo speranzoso il tuo lavoro consisterà nel farlo star tranquillo nella bassa temperatura del suo presente stato di spirito e di assuefarlo a poco a poco, infondendo la persuasione che dopo tutto la temperatura non è poi tanto bassa. In una settimana o due gli metterai il dubbio che forse nei primi giorni della sua vita cristiana egli era un pochino eccessivo. Parlagli della “moderazione in tutto”. Se ti accadrà di condurlo al punto di pensare che “la religione, sì, va bene, ma fino a un certo punto”, potrai sentirti felicissimo nei riguardi della sua anima. Per noi una religione moderata vale quanto una religione nulla – ed è più divertente, V’è anche la possibilità di un attacco diretto alla sua fede. Una volta che sarai riuscito a fargli ritenere che il periodo di depressione è permanente, perché non potrai convincerlo che la sua “fase religiosa” sta morendosene, proprio come tutte le sue altre fasi precedenti? Naturalmente non si può concepire che sia ragionevole passare dalla proposizione: « Sto perdendo interesse in questa cosa » alla proposizione: « Questa cosa è falsa ». Ma, come ho già detto, è sul gergo, non sulla ragione che ti devi appoggiare. La stessa parola Fase potrà molto probabilmente raggiungere lo scopo. Ritengo che quella creatura sia passata prima attraverso molte fasi – lo hanno fatto tutte – e che si senta sempre superiore e in una posizione di compassione protettrice verso quegli stati d’animo dai quali è uscita, non proprio perché ne abbia fatto una vera critica, ma semplicemente perché sono nel passato. (Io confido che tu continui a riempirlo ben bene delle vaghe idee di progresso e di sviluppo e di “punto di vista storico”, e che gli faccia leggere una quantità di biografie moderne. Nelle quali le persone di cui si parla escono sempre da fasi, vero?) Capisci ciò che voglio dire? Fa’ in modo che la sua mente stia lontana dalla semplice antitesi di vero e falso. Simpatiche espressioni ermetiche: « Era una fase », « Io sono passato in mezzo a tutto ciò » e non dimenticare quel termine benedetto: « Adolescente ». Tuo affezionatissimo zio Berlicche ... Read More | Share it now!IX Mio caro Malacoda, spero che la mia ultima lettera t’abbia convinto che la fase depressiva di ottusità o di “aridità” che il tuo paziente sta ora attraversando non ti può dare, per se stessa, la sua anima, ma deve essere sfruttata convenientemente. Ora voglio considerare le forme che dovrebbe prendere lo sfruttamento. In primo luogo ho sempre visto che il periodo di depressione dell’ondulazione umana offre un’occasione eccellente per tutte le tentazioni sensuali in particolar modo per quelle che hanno relazione col sesso. Ciò può recarti sorpresa perché, naturalmente, l’energia fisica, e perciò l’appetito potenziale sono maggiori nei periodi dell’elevazione che non in quelli della depressione; ma devi ricordare che allora anche le forze della resistenza sono al massimo grado. La salute e la vivacità che tu hai bisogno di usare nel produrre la libidine, possono anche, ahimè! essere usati molto facilmente per il lavoro, o per il giuoco, per il pensiero, per un divertimento innocuo. L’attacco ha una ben più grande possibilità di successo quando tutto il mondo interiore dell’uomo è grigio, freddo, vuoto. E si deve inoltre notare che la sessualità della depressione possiede una qualità sottilmente diversa da quella della elevazione – che vi sono minori probabilità di dirigerla a quel fenomeno d’acqua e di latte che gli umani chiamano “essere innamorati”, che si può molto più facilmente trascinare alla perversione, che è molto meno contaminata da quelle qualità concomitanti, generose e colme d’immaginazione e perfino di spiritualità, che spesso rendono la sessualità umana fonte di tante disillusioni. Lo stesso avviene con desideri della carne d’altro genere. È molto più probabile che tu riesca a fare un ubriacone del tuo giovanotto spingendolo al bere come a un qualcosa di anodino quando è stanco e insensibile che non incoraggiandolo a usarne come di un mezzo per stare allegro con i suoi amici quando è felice ed espansivo. Non dimenticare mai che quando stiamo trattando con il piacere, con qualsiasi piacere, nella sua forma sana e normale e soddisfacente, siamo, in un certo senso, sul terreno del Nemico. So benissimo che abbiamo guadagnato un buon numero di anime attraverso il piacere. Tuttavia il piacere è un’invenzione Sua, non nostra. I piaceri li ha inventati Lui. Finora tutte le nostre ricerche non ci hanno reso capaci di produrne neppure uno. Tutto quanto ci è dato di fare è di incoraggiare gli umani a servirsi dei piaceri che il Nemico ha prodotto, nei tempi, o nei modi, o nella misura che gli ha proibito. Per cui noi ci sforziamo sempre di allontanare dalla condizione naturale del piacere per far scivolare in quella che è meno naturale, che ha meno l’odore del suo Fattore, e che è meno piacevole. La formula è questa: una brama che aumenta continuamente per un piacere che continuamente diminuisce. È più sicuro; ed è stile migliore. Impossessarsi dell’anima dell’uomo e non dargli nulla in cambio – ecco ciò che riempie veramente di gioia il cuore di Nostro Padre. E i momenti di depressione sono i momenti nei quali cominciare il processo.
Ma v’è una maniera ancora maggiore per sfruttare la depressione: fare in modo che l’ammalato ci pensi. Come sempre, il primo passo consiste nel tener lontano dalla sua mente la conoscenza. Non bisogna permettere che abbia neppure un sospetto sulla legge dell’ondulazione. Fagli credere che i primi ardori della sua conversione si sarebbe potuto attendersi che continuassero, e che avrebbero dovuto continuare, e che la sua attuale aridità è anch’essa una condizione permanente. Una volta che gli si sia ben fissata nella mente codesta concezione errata, puoi continuare in vari modi. Tutto dipende dalla classe alla quale appartiene il tuo uomo. Può appartenere alla classe di coloro che facilmente si scoraggiano e quindi essere preso da disperazione, oppure alla classe di quelli che sono pieni di desideri, ai quali si può infondere la sicurezza che tutto va bene. La prima classe si fa sempre più smilza fra gli esseri umani. Se per caso il tuo ammalato vi appartenesse, allora tutto è facile. Le sole cose da farsi sono di non fargli incontrare cristiani sperimentati (compito facile oggigiorno), di guidare la sua attenzione ai brani adatti della scrittura, e poi di metterlo al lavoro nell’impresa disperata di risentire i suoi vecchi sentimenti unicamente con la forza della volontà, e il gioco è vinto. Se invece è un tipo speranzoso il tuo lavoro consisterà nel farlo star tranquillo nella bassa temperatura del suo presente stato di spirito e di assuefarlo a poco a poco, infondendo la persuasione che dopo tutto la temperatura non è poi tanto bassa. In una settimana o due gli metterai il dubbio che forse nei primi giorni della sua vita cristiana egli era un pochino eccessivo. Parlagli della “moderazione in tutto”. Se ti accadrà di condurlo al punto di pensare che “la religione, sì, va bene, ma fino a un certo punto”, potrai sentirti felicissimo nei riguardi della sua anima. Per noi una religione moderata vale quanto una religione nulla – ed è più divertente, V’è anche la possibilità di un attacco diretto alla sua fede. Una volta che sarai riuscito a fargli ritenere che il periodo di depressione è permanente, perché non potrai convincerlo che la sua “fase religiosa” sta morendosene, proprio come tutte le sue altre fasi precedenti? Naturalmente non si può concepire che sia ragionevole passare dalla proposizione: « Sto perdendo interesse in questa cosa » alla proposizione: « Questa cosa è falsa ». Ma, come ho già detto, è sul gergo, non sulla ragione che ti devi appoggiare. La stessa parola Fase potrà molto probabilmente raggiungere lo scopo. Ritengo che quella creatura sia passata prima attraverso molte fasi – lo hanno fatto tutte – e che si senta sempre superiore e in una posizione di compassione protettrice verso quegli stati d’animo dai quali è uscita, non proprio perché ne abbia fatto una vera critica, ma semplicemente perché sono nel passato. (Io confido che tu continui a riempirlo ben bene delle vaghe idee di progresso e di sviluppo e di “punto di vista storico”, e che gli faccia leggere una quantità di biografie moderne. Nelle quali le persone di cui si parla escono sempre da fasi, vero?) Capisci ciò che voglio dire? Fa’ in modo che la sua mente stia lontana dalla semplice antitesi di vero e falso. Simpatiche espressioni ermetiche: « Era una fase », « Io sono passato in mezzo a tutto ciò » e non dimenticare quel termine benedetto: « Adolescente ». Tuo affezionatissimo zio Berlicche ... Read More | Share it now!… Leggi tutto Il brindisi del Cardinale... Read More | Share it now! Il brindisi del Cardinale... Read More | Share it now! … Leggi tuttoDai “Quaderni” di Maria Valtorta, ed. CEV... Read More | Share it now! Dai “Quaderni” di Maria Valtorta, ed. CEV... Read More | Share it now! … Leggi tutto631. Gli apostoli mandati sul Golgota e il loro ritorno
al Cenacolo.
Poema: X, 17
14 aprile 1947.... Read More | Share it now! 631. Gli apostoli mandati sul Golgota e il loro ritorno
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Poema: X, 17
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