IL MISTERO DELL’ESISTENZA E LA LIBERTÀ SOTTO IL PESO
Il Mistero dell’Esistenza e la Libertà: Perché la Sofferenza non Giustifica Ogni Scelta
Non prendiamo abbastanza sul serio il mistero della nostra esistenza.
Nasciamo già caricati di fardelli:
la morte, la sofferenza, le solitudini, le separazioni.
E spesso pensiamo che questo basti a giustificare qualsiasi scelta.
“Soffro, quindi posso.”
Ma è davvero così?
La libertà non è evasione dal limite
Non scegliamo di nascere.
Non scegliamo di essere mortali.
Non scegliamo di essere vulnerabili.
La nostra libertà non è assoluta: è situata. È una libertà dentro il limite.
Proprio perché la vita è finita, ogni scelta pesa.
Se fossimo eterni, potremmo rimandare tutto.
Poiché siamo mortali, ogni decisione è definitiva.
La sofferenza non annulla la libertà.
La rende drammatica.
L’equivoco moderno
Abbiamo trasformato la libertà in autodeterminazione illimitata.
In diritto soggettivo assoluto.
Ma quando la libertà si sgancia dalla verità, diventa potere.
Diventa compensazione.
Diventa arbitrio.
Il dolore non è un credito morale automatico.
Non autorizza tutto.
Al contrario: rende ogni atto più grave, più serio, più carico di significato.
La prospettiva cristiana: il peso come vocazione
La Scrittura non nega la sofferenza.
Non la minimizza.
Ma non dice mai: “Dato che soffri, fai ciò che vuoi.”
Dice: “Ti è posta davanti la vita e la morte. Scegli.”
Nel cristianesimo il dolore non viene eliminato: viene assunto.
La croce non è fuga dal limite. È libertà che si dona dentro il limite.
La libertà non è fare ciò che mi alleggerisce,
ma ciò che compie il senso.
La questione decisiva
La sofferenza è solo un dato biologico?
O è il segno che siamo chiamati oltre noi stessi?
Se il mistero dell’esistenza non viene preso sul serio, la libertà diventa capriccio.
Se viene preso sul serio, la libertà diventa risposta.
Non siamo liberi perché non abbiamo pesi.
Siamo liberi nel modo in cui li portiamo.
E lì si decide tutto.
Verità Eterna
