La fede non elimina automaticamente l’agitazione, ma le dà una direzione.
“La fede non elimina automaticamente l’agitazione, ma le dà una direzione.”
Questa verità tocca un punto centrale della vita spirituale: credere non significa smettere di tremare, ma imparare dove orientare il proprio tremore.
La Scrittura è estremamente realistica. Non idealizza l’uomo, ma lo attraversa.
Il re Davide prega così:
“Perché ti rattristi, anima mia, perché ti agiti in me?” (Sal 42,6)
Non nega l’agitazione. La riconosce. Ma subito dopo la dirige:
“Spera in Dio.”
Anche Gesù Cristo, nel momento più alto della comunione con il Padre, attraversa l’angoscia:
“La mia anima è triste fino alla morte” (Mt 26,38)
Questo è decisivo:
l’agitazione non è assenza di fede, ma luogo in cui la fede si esercita.
San Paolo va ancora più in profondità:
“Non angustiatevi per nulla, ma in ogni circostanza fate presenti a Dio le vostre richieste… e la pace di Dio custodirà i vostri cuori” (Fil 4,6-7)
Non promette l’eliminazione immediata dell’ansia, ma una custodia.
La pace non cancella, governa.
Viviamo in una tensione continua: tra ciò che passa e ciò che resta, tra il limite e il desiderio di infinito. L’agitazione nasce spesso proprio da qui. E non si risolve fuggendo dalla realtà, ma attraversandola con una Presenza.
La fede allora diventa direzione:
- non elimina la paura, ma la orienta verso Dio
- non spegne il turbamento, ma lo trasforma in invocazione
- non anestetizza il cuore, ma lo ancora a qualcosa di eterno
La vera svolta non è “non sentire più”, ma non essere più in balia di ciò che si sente.
Remo Rosati – Verità Eterna
