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4 Dicembre 2025

L’Umiltà e la Gloria di Cristo – Meditazione su Filippesi 2,6-11 | Verità Eterna

 

Cristo Gesù, pur essendo nella condizione di Dio, non ritenne un privilegio l’essere come Dio, ma svuotò se stesso assumendo una condizione di servo, diventando simile agli uomini. Dall’aspetto riconosciuto come uomo, umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e a una morte di croce.

Per questo Dio lo esaltò e gli donò il nome che è al di sopra di ogni nome, perché nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi nei cieli, sulla terra e sotto terra, e ogni lingua proclami: «Gesù Cristo è Signore!», a gloria di Dio Padre. (Filippesi  2, 6-11)

 

Questo passo di Filippesi è uno dei vertici della rivelazione cristiana. Racchiude il paradosso più profondo: il Dio onnipotente si fa servo per amore, si abbassa fino alla morte per innalzare l’uomo, e proprio per questo viene esaltato sopra ogni nome. 

Quando noi pensiamo all’umiltà, molto probabilmente ci riferiamo alla nostra condizione, di quando ci sentiamo poca cosa, quindi sono le situazioni esterne a renderci umili, per forza di cose. L’umiltà riferita a Gesù è altra cosa e quindi anche per noi dovrebbe essere altra cosa, non devono essere gli eventi a tenerci umili, come una situazione di forzatura ma conseguente ad una predisposizione che venga dalla nostra libertà, considerando tutto come dono e come sola nostra proprietà la buona volontà.

 

Remo Rosati

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