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17 Aprile 2026

Dicembre 2015

La preghiera del malato alla Vergine di Loreto_G. Santarelli_

Il tuo sguardo risplende sul mondo. Tu sei Mamma di tutta la terra; allontana da noi questa guerra dei nemici del Tuo buon Gesù. Mamma, dolce speranza, cresca la nostra fede! Questo dono ti chiede il malato che spera in Te. Noi malati a te ricorriamo mentre il corpo consunto si spegne; il Tuo cuore che tutto comprende ci dia forza allo spirito ognor. Mamma, dolce speranza, cresca la nostra fede! Questo dono ti chiede il malato che spera in Te. Siam venuti imploranti a Loreto tra le mura che parlan d’amore: Ti commuova lo strazio e il dolore di chi spera soltanto per Te. Mamma, dolce speranza, cresca la nostra fede! Questo dono ti chiede il malato che spera in Te. Nella Casa ove il Verbo discese nel Tuo seno, o del mondo Regina, alla nostra preghiera T’inchina ridonando la gioia e il vigor. Mamma, dolce speranza, cresca la nostra fede! Questo dono ti chiede il malato che spera in Te. Amen Vergine di Loreto benedici gli ammalati In questo sacro luogo ti preghiamo, o Madre di misericordia, di invocare Gesù per i fratelli infermi: “Ecco, colui che tu ami è ammalato”. Vergine lauretana, fai conoscere il tuo materno amore a tanti afflitti dalla sofferenza. Volgi il tuo sguardo agli infermi che con fede ti pregano: ottieni loro il conforto dello spirito e la guarigione del corpo. Possano glorificare il nome santo di Dio e attendere alle opere della santificazione e della carità. Salute degli infermi, prega per noi. Santuario di Loreto Basilica della Santa Casa http://www.oasidiengaddi.it/salve-regina/le-apparizioni-mariane/index.html http://www.oasidiengaddi.it/salve-regina/santuari-mariani/index.html L’Oasi di Engaddi www.oasidiengaddi.it... Read More | Share it now!

Il tuo sguardo risplende sul mondo. Tu sei Mamma di tutta la terra; allontana da noi questa guerra dei nemici del Tuo buon Gesù. Mamma, dolce speranza, cresca la nostra fede! Questo dono ti chiede il malato che spera in Te. Noi malati a te ricorriamo mentre il corpo consunto si spegne; il Tuo cuore che tutto comprende ci dia forza allo spirito ognor. Mamma, dolce speranza, cresca la nostra fede! Questo dono ti chiede il malato che spera in Te. Siam venuti imploranti a Loreto tra le mura che parlan d’amore: Ti commuova lo strazio e il dolore di chi spera soltanto per Te. Mamma, dolce speranza, cresca la nostra fede! Questo dono ti chiede il malato che spera in Te. Nella Casa ove il Verbo discese nel Tuo seno, o del mondo Regina, alla nostra preghiera T’inchina ridonando la gioia e il vigor. Mamma, dolce speranza, cresca la nostra fede! Questo dono ti chiede il malato che spera in Te. Amen Vergine di Loreto benedici gli ammalati In questo sacro luogo ti preghiamo, o Madre di misericordia, di invocare Gesù per i fratelli infermi: “Ecco, colui che tu ami è ammalato”. Vergine lauretana, fai conoscere il tuo materno amore a tanti afflitti dalla sofferenza. Volgi il tuo sguardo agli infermi che con fede ti pregano: ottieni loro il conforto dello spirito e la guarigione del corpo. Possano glorificare il nome santo di Dio e attendere alle opere della santificazione e della carità. Salute degli infermi, prega per noi. Santuario di Loreto Basilica della Santa Casa http://www.oasidiengaddi.it/salve-regina/le-apparizioni-mariane/index.html http://www.oasidiengaddi.it/salve-regina/santuari-mariani/index.html L’Oasi di Engaddi www.oasidiengaddi.it... Read More | Share it now!

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Il Santuario di Loreto_“Ecco la dimora di Dio con gli uomini”. (Giovanni Paolo II – 1995)_

Loreto card oasi “Ecco la dimora di Dio con gli uomini”. (Giovanni Paolo II – 1995) Il Santuario di Loreto è sorto nel luogo in cui, la dimora di Maria Vergine sarebbe stata trasportata prodigiosamente dagli Angeli. Questo santuario risale al IV secolo, ed è uno dei più antichi. Anche oggi questa basilica è meta di continui pellegrinaggi, e considerata la “Lourdes italiana”. La convinzione di questa miracolosa traslazione ha spinto papa Benedetto XV a costituire la Beata Vergine di Loreto “Patrona principale presso Dio di tutti gli aeronautici”. La Santa Casa di Loreto è un luogo mirabile che dona all’uomo la possibilità di “affacciarsi” sul mistero dell’Incarnazione attraverso Maria. Quella casa, oltre ad essere una reliquia preziosa della Terra Santa, rappresenta in maniera tangibile lo spazio concreto dove ha avuto inizio il SI’ di Maria e l’incarnazione del Verbo divino nel giorno dell’annunciazione. Preghiera quotidiana nella Santa Casa di Loreto Accendi, o Maria, la lampada della fede in ogni casa d’Italia e del mondo. Dona ad ogni mamma e ad ogni padre il tuo limpido cuore, affinché riempiano la casa della luce e dell’amore di Dio. Aiutaci, o Madre del sì, a trasmettere alle nuove generazioni la Buona Notizia che Dio ci salva in Gesù, donandoci il Suo Spirito d’Amore. Fa’ che in Italia e nel mondo non si spenga mai il canto del Magnificat, ma continui di generazione in generazione attraverso i piccoli e gli umili, i miti, i misericordiosi e i puri di cuore che fiduciosamente attendono il ritorno di Gesù, frutto benedetto del tuo seno. O clemente, o pia, o dolce Vergine Maria! Amen. Santuario di Loreto Basilica della Santa Casa http://www.oasidiengaddi.it/salve-regina/le-apparizioni-mariane/index.html http://www.oasidiengaddi.it/salve-regina/santuari-mariani/index.html L’Oasi di Engaddi www.oasidiengaddi.it... Read More | Share it now!

Loreto card oasi “Ecco la dimora di Dio con gli uomini”. (Giovanni Paolo II – 1995) Il Santuario di Loreto è sorto nel luogo in cui, la dimora di Maria Vergine sarebbe stata trasportata prodigiosamente dagli Angeli. Questo santuario risale al IV secolo, ed è uno dei più antichi. Anche oggi questa basilica è meta di continui pellegrinaggi, e considerata la “Lourdes italiana”. La convinzione di questa miracolosa traslazione ha spinto papa Benedetto XV a costituire la Beata Vergine di Loreto “Patrona principale presso Dio di tutti gli aeronautici”. La Santa Casa di Loreto è un luogo mirabile che dona all’uomo la possibilità di “affacciarsi” sul mistero dell’Incarnazione attraverso Maria. Quella casa, oltre ad essere una reliquia preziosa della Terra Santa, rappresenta in maniera tangibile lo spazio concreto dove ha avuto inizio il SI’ di Maria e l’incarnazione del Verbo divino nel giorno dell’annunciazione. Preghiera quotidiana nella Santa Casa di Loreto Accendi, o Maria, la lampada della fede in ogni casa d’Italia e del mondo. Dona ad ogni mamma e ad ogni padre il tuo limpido cuore, affinché riempiano la casa della luce e dell’amore di Dio. Aiutaci, o Madre del sì, a trasmettere alle nuove generazioni la Buona Notizia che Dio ci salva in Gesù, donandoci il Suo Spirito d’Amore. Fa’ che in Italia e nel mondo non si spenga mai il canto del Magnificat, ma continui di generazione in generazione attraverso i piccoli e gli umili, i miti, i misericordiosi e i puri di cuore che fiduciosamente attendono il ritorno di Gesù, frutto benedetto del tuo seno. O clemente, o pia, o dolce Vergine Maria! Amen. Santuario di Loreto Basilica della Santa Casa http://www.oasidiengaddi.it/salve-regina/le-apparizioni-mariane/index.html http://www.oasidiengaddi.it/salve-regina/santuari-mariani/index.html L’Oasi di Engaddi www.oasidiengaddi.it... Read More | Share it now!

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Supplica alla Madonna di Loreto da recitare a mezzogiorno del 10 Dicembre; si recita inoltre, il 25 marzo, il 15 agosto e l ‘8 settembre

O Maria Loretana, Vergine gloriosa, noi ci accostiamo fiduciosi a Te: accogli oggi la nostra umile preghiera. L’umanità è sconvolta da gravi mali dai quali vorrebbe liberarsi da sola. Essa ha bisogno di pace, di giustizia, di verità, di amore e si illude di poter trovare queste divine realtà lontano da tuo Figlio. O Madre! Tu portasti il Salvatore divino nel tuo seno purissimo e vivesti con Lui nella santa Casa che noi veneriamo su questo colle loretano, ottienici la grazia di cercare Lui e di imitare i suoi esempi che conducono alla salvezza. Con fede e amore filiale, ci portiamo spiritualmente alla tua Casa benedetta. Per la presenza della tua Famiglia essa è la Casa santa per eccellenza alla quale vogliamo si ispirino tutte le famiglie cristiane: da Gesù ogni figlio impari l’ubbidienza e il lavoro; da Te, o Maria, ogni donna apprenda l’umiltà e lo spirito di sacrificio; da Giuseppe, che visse per Te e per Gesù, ogni uomo impari a credere in Dio e a vivere in famiglia e nella società con fedeltà e rettitudine. Molte famiglie, o Maria, non sono un santuario dove si ama e si serve Dio; per questo Ti preghiamo affinché Tu ci ottenga che ognuna imiti la tua, riconoscendo ogni giorno e amando sopra ogni cosa il tuo Figlio divino. Come un giorno, dopo anni di preghiera e di lavoro, egli uscì da questa Casa santa per far sentire la sua Parola che è Luce e Vita, così ancora dalle sante mura che ci parlano di fede e di carità, giunga agli uomini l’eco della sua parola onnipotente che illumina e converte. Ti preghiamo, o Maria, per il Papa, per la Chiesa universale, per l’Italia e per tutti i popoli della terra, per le istituzioni ecclesiali e civili e per i sofferenti e i peccatori, affinché tutti divengano discepoli di Dio. O Maria, in questo giorno di grazia, uniti ai devoti spiritualmente presenti a venerare la santa Casa ove fosti adombrata dallo Spirito Santo, con viva fede Ti ripetiamo le parole dell’Arcangelo Gabriele: Ave, o piena di grazia, il Signore è con Te! Noi Ti invochiamo ancora: Ave, o Maria, Madre di Gesù e Madre della Chiesa, Rifugio dei peccatori, Consolatrice degli afflitti, Aiuto dei Cristiani. Tra le difficoltà e nelle frequenti tentazioni noi siamo in pericolo di perderci, ma guardiamo a Te e Ti ripetiamo: Ave, Porta del Cielo; ave, Stella del Mare! Salga a Te la nostra supplica, o Maria. Essa Ti dica i nostri desideri, il nostro amore a Gesù e la nostra speranza in Te, o Madre nostra. Ridiscenda la nostra preghiera sulla terra con abbondanza di grazie celesti. Amen. – Salve, o Regina Invocazioni alla Vergine di Loreto. Vergine di Loreto, prega per me Vergine di Loreto, proteggimi Vergine di Loreto, guariscimi Vergine di Loreto, custodisci i miei piccoli Vergine di Loreto, addolcisci le mie pene Vergine di Loreto, intercedi per me Vergine di Loreto, proteggi i miei cari Vergine di Loreto, assistimi nell’ora della morte. Amen. “Ecco la dimora di Dio con gli uomini”. (Giovanni Paolo II – 1995) Santuario di Loreto Basilica della Santa Casa L’Oasi di Engaddi www.oasidiengaddi.it... Read More | Share it now!

O Maria Loretana, Vergine gloriosa, noi ci accostiamo fiduciosi a Te: accogli oggi la nostra umile preghiera. L’umanità è sconvolta da gravi mali dai quali vorrebbe liberarsi da sola. Essa ha bisogno di pace, di giustizia, di verità, di amore e si illude di poter trovare queste divine realtà lontano da tuo Figlio. O Madre! Tu portasti il Salvatore divino nel tuo seno purissimo e vivesti con Lui nella santa Casa che noi veneriamo su questo colle loretano, ottienici la grazia di cercare Lui e di imitare i suoi esempi che conducono alla salvezza. Con fede e amore filiale, ci portiamo spiritualmente alla tua Casa benedetta. Per la presenza della tua Famiglia essa è la Casa santa per eccellenza alla quale vogliamo si ispirino tutte le famiglie cristiane: da Gesù ogni figlio impari l’ubbidienza e il lavoro; da Te, o Maria, ogni donna apprenda l’umiltà e lo spirito di sacrificio; da Giuseppe, che visse per Te e per Gesù, ogni uomo impari a credere in Dio e a vivere in famiglia e nella società con fedeltà e rettitudine. Molte famiglie, o Maria, non sono un santuario dove si ama e si serve Dio; per questo Ti preghiamo affinché Tu ci ottenga che ognuna imiti la tua, riconoscendo ogni giorno e amando sopra ogni cosa il tuo Figlio divino. Come un giorno, dopo anni di preghiera e di lavoro, egli uscì da questa Casa santa per far sentire la sua Parola che è Luce e Vita, così ancora dalle sante mura che ci parlano di fede e di carità, giunga agli uomini l’eco della sua parola onnipotente che illumina e converte. Ti preghiamo, o Maria, per il Papa, per la Chiesa universale, per l’Italia e per tutti i popoli della terra, per le istituzioni ecclesiali e civili e per i sofferenti e i peccatori, affinché tutti divengano discepoli di Dio. O Maria, in questo giorno di grazia, uniti ai devoti spiritualmente presenti a venerare la santa Casa ove fosti adombrata dallo Spirito Santo, con viva fede Ti ripetiamo le parole dell’Arcangelo Gabriele: Ave, o piena di grazia, il Signore è con Te! Noi Ti invochiamo ancora: Ave, o Maria, Madre di Gesù e Madre della Chiesa, Rifugio dei peccatori, Consolatrice degli afflitti, Aiuto dei Cristiani. Tra le difficoltà e nelle frequenti tentazioni noi siamo in pericolo di perderci, ma guardiamo a Te e Ti ripetiamo: Ave, Porta del Cielo; ave, Stella del Mare! Salga a Te la nostra supplica, o Maria. Essa Ti dica i nostri desideri, il nostro amore a Gesù e la nostra speranza in Te, o Madre nostra. Ridiscenda la nostra preghiera sulla terra con abbondanza di grazie celesti. Amen. – Salve, o Regina Invocazioni alla Vergine di Loreto. Vergine di Loreto, prega per me Vergine di Loreto, proteggimi Vergine di Loreto, guariscimi Vergine di Loreto, custodisci i miei piccoli Vergine di Loreto, addolcisci le mie pene Vergine di Loreto, intercedi per me Vergine di Loreto, proteggi i miei cari Vergine di Loreto, assistimi nell’ora della morte. Amen. “Ecco la dimora di Dio con gli uomini”. (Giovanni Paolo II – 1995) Santuario di Loreto Basilica della Santa Casa L’Oasi di Engaddi www.oasidiengaddi.it... Read More | Share it now!

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“Novena della Grazia”_ San Francesco Saverio_

san francesco saverio Testo della “Novena della Grazia” Carissimo S. Francesco Saverio, con te adoro Dio nostro Signore, ringraziandolo per i grandi doni di grazia che ti ha concesso durante la tua vita, e per la gloria di cui ti ha coronato in Cielo. Ti supplico con tutto il cuore di intercedere per me presso il Signore, perché mi dia anzitutto la grazia di vivere e morire santamente, e mi conceda la grazia particolare di cui ho bisogno in questo momento, sempre che sia secondo la Sua volontà e la Sua maggior gloria. Amen. – Padre nostro – Ave Maria – Gloria. – Prega per noi, S. Francesco Saverio. – E saremo degni delle promesse di Cristo. Preghiamo: O Dio, che con la predicazione apostolica di S. Francesco Saverio hai chiamato molti popoli dell’Oriente alla luce del Vangelo, fa’ che ogni comunità cristiana abbia il suo fervore missionario, perché su tutta la terra la Santa Chiesa si allieti di nuovi figli. Per Cristo nostro Signore. Amen. * Con il Rosario, S. Francesco Saverio non solo faceva catechesi e inculcava l’amore filiale alla Madonna, ma operava anche guarigioni e miracoli. La cosa, dapprima sorprendente e meravigliosa, divenne poi semplice e comune fra i cristiani. La Madonna era davvero vicina a questo suo grande figlio e confermava con i miracoli la sua dottrina e la sua vita. I fedeli si erano via via abituati a chiedere in prestito a S. Francesco Saverio la sua corona del Rosario e la facevano passare da un malato all’altro, perché guarissero. A guarigioni avvenute, spesso il Rosario non ritornava più a S. Francesco Saverio, perché si amava conservarlo per devozione e ricordo, con grande riconoscenza. A volte egli stesso era richiesto con insistenza per una visita a qualche ammalato. E, se gli era proprio impossibile, affidava il suo Rosario ad alcuni fanciulli, perché lo portassero all’infermo e glielo appoggiassero sopra. I ragazzi facevano così, e non era difficile che l’infermo guarisse! Per questo persino gli stessi pagani, per curare i loro infermi, si facevano prestare il Rosario di S. Francesco Saverio. E la Madonna, Madre universale, non mancava di far sentire la sua presenza di grazia, anche a quei figli ancora lontani. Specialmente ai novelli convertiti, S. Francesco Saverio raccomandava con premura la devozione del S. Rosario, assicurandoli che con questo mezzo stavano sotto la protezione della Madonna e non sarebbero mai andati perduti. Una volta uno di questi, un mercante, andò a salutare il Santo prima di imbarcarsi e gli chiese un piccolo ricordo da portare sempre con sè. Insistette molto e S. Francesco Saverio, per accontentarlo, si tolse dal collo la corona del Rosario e gliela diede dicendogli: Custoditela devotamente e voi non morirete in mare. Durante la traversata, infatti, una bufera spaventosa sfasciò la nave. Tutti perirono. Solo quel mercante, perduta la conoscenza si vide in compagnia di S. Francesco Saverio e, quando riprese i sensi, si trovò sano e salvo sulla spiaggia. […] * Nella prima domenica dopo l’Immacolata, l’11 dicembre 1633, si svolse nel palazzo reale di Napoli la festa tradizionale della monarchia spagnola, molto devota alla Vergine Maria. Per rendere più solenne la festa, il Viceré aveva voluto che nella loggia intorno al gran cortile fossero eretti quattro altari. Ne fu affidata la realizzazione ad altrettanti nobili cavalieri, tra cui Carlo Brancaccio, fratello del cardinale omonimo. Carlo a sua volta, per meglio riuscire nell’intento, si rivolse al Padre Marcello Mastrilli s.j., sicuro che l’altare da lui eretto sarebbe risultato di sicura finezza artistica. Terminata la festa, il P. Mastrilli volle tornare al suo altare dove gli operai si apprestavano a togliere gli addobbi. Ed ecco che improvvisamente uno degli operai, che lavorava su una lunga scala, si lasciò sfuggire un pesante martello, che colpì violentemente P. Mastrilli alla testa. Soccorso e portato nel collegio gesuitico del “Gesù Vecchio”, il ferito ricevette tutte le cure possibili dai medici, ma – nonostante un breve periodo di miglioramento – ogni rimedio si rivelò vano, e P.Mastrilli si aggravò al punto che – dopo 21 giorni – il 2 gennaio 1634 era ormai in fin di vita, né c’erano altre speranze per salvarlo. Il giorno seguente le sue condizioni erano sempre disperate, ma ecco che il mattino di mercoledì 4 gennaio P.Mastrilli fu visto, con stupore di tutti, all’altare a celebrare la Messa, quando ormai ci si attendeva la sua morte. Evidentemente qualcosa di straordinario era avvenuto, e fu lo stesso P.Mastrilli a riferirlo.
  1. Francesco Saverio guarisce il P. Mastrilli s.j.
Come scrisse in una relazione – firmata e consegnata alle autorità della Diocesi – prima di ricevere l’estrema unzione fece voto, davanti al suo Padre Provinciale, P.Carlo di Sangro, di partire come missionario in India, se il Signore lo avesse voluto guarire. Pregò quindi il suo confessore di far portare nella sua camera una immagine di S. Francesco Saverio, pregandolo che gli concedesse di poter fare la Comunione prima di morire, data la difficoltà che aveva di inghiottire. E per questo si accostò alla gola una piccola reliquia del Santo. Difatti poté poi ricevere la Comunione, e per il resto del giorno, poiché si sentiva soffocare, pregò pure la Madonna di affrettare la sua morte. Ma ecco che a questo punto si sentì chiamare: “Marcello! Marcello!” Sentì poi ancora la medesima voce, e volgendo gli occhi verso l’immagine di San Francesco Saverio, ecco che scomparvero ai suoi occhi i confratelli che gli stavano vicino, e vide una persona vestita da pellegrino, col volto di San Francesco Saverio. “Ebbene – gli disse il Santo – che si fa? Volete morire o andare alle Indie?” P. Mastrilli rispose che desiderava fare quello che Dio voleva. “Non vi ricordate -proseguì allora il Santo – che ieri, col permesso del vostro Provinciale, avete fatto voto di andare in India se Dio vi avesse ridato la salute?” Alla sua risposta affermativa il Santo continuò: “Dunque, allegramente, dite con me queste parole…” E il Santo gli fece ripetere, con alcune aggiunte concernenti la partenza per le Indie e la domanda del martirio, la formula dei voti propria della Compagnia di Gesù. Infine aggiunse: “Ormai siete sano. Ringraziate Dio di un favore così grande, e in segno di adorazione baciate le cinque piaghe del vostro crocifisso». Infatti, come tutti poterono costatare, il P.Mastrilli era completamente guarito. E tre anni dopo partì per l’Oriente, dove tre anni dopo, nel 1637, morì martire in Giappone, a Nagasaki. Grato della guarigione ottenuta, il Mastrilli conservò per S. Francesco Saverio una grande devozione, che si sforzò di diffondere tra quanti il Signore metteva nel suo cammino di missionario. Molti da allora testimoniarono di grazie ricevute da S. Francesco Saverio, e si diffuse così quella che venne chiamata la «Novena della Grazia», che in modo particolare si pratica dal 4 al 12 marzo. Vita di San Francesco Saverio Il Rosario di San Francesco Saverio_guarigioni e miracoli_ http://www.oasidiengaddi.it/?p=230... Read More | Share it now!

san francesco saverio Testo della “Novena della Grazia” Carissimo S. Francesco Saverio, con te adoro Dio nostro Signore, ringraziandolo per i grandi doni di grazia che ti ha concesso durante la tua vita, e per la gloria di cui ti ha coronato in Cielo. Ti supplico con tutto il cuore di intercedere per me presso il Signore, perché mi dia anzitutto la grazia di vivere e morire santamente, e mi conceda la grazia particolare di cui ho bisogno in questo momento, sempre che sia secondo la Sua volontà e la Sua maggior gloria. Amen. – Padre nostro – Ave Maria – Gloria. – Prega per noi, S. Francesco Saverio. – E saremo degni delle promesse di Cristo. Preghiamo: O Dio, che con la predicazione apostolica di S. Francesco Saverio hai chiamato molti popoli dell’Oriente alla luce del Vangelo, fa’ che ogni comunità cristiana abbia il suo fervore missionario, perché su tutta la terra la Santa Chiesa si allieti di nuovi figli. Per Cristo nostro Signore. Amen. * Con il Rosario, S. Francesco Saverio non solo faceva catechesi e inculcava l’amore filiale alla Madonna, ma operava anche guarigioni e miracoli. La cosa, dapprima sorprendente e meravigliosa, divenne poi semplice e comune fra i cristiani. La Madonna era davvero vicina a questo suo grande figlio e confermava con i miracoli la sua dottrina e la sua vita. I fedeli si erano via via abituati a chiedere in prestito a S. Francesco Saverio la sua corona del Rosario e la facevano passare da un malato all’altro, perché guarissero. A guarigioni avvenute, spesso il Rosario non ritornava più a S. Francesco Saverio, perché si amava conservarlo per devozione e ricordo, con grande riconoscenza. A volte egli stesso era richiesto con insistenza per una visita a qualche ammalato. E, se gli era proprio impossibile, affidava il suo Rosario ad alcuni fanciulli, perché lo portassero all’infermo e glielo appoggiassero sopra. I ragazzi facevano così, e non era difficile che l’infermo guarisse! Per questo persino gli stessi pagani, per curare i loro infermi, si facevano prestare il Rosario di S. Francesco Saverio. E la Madonna, Madre universale, non mancava di far sentire la sua presenza di grazia, anche a quei figli ancora lontani. Specialmente ai novelli convertiti, S. Francesco Saverio raccomandava con premura la devozione del S. Rosario, assicurandoli che con questo mezzo stavano sotto la protezione della Madonna e non sarebbero mai andati perduti. Una volta uno di questi, un mercante, andò a salutare il Santo prima di imbarcarsi e gli chiese un piccolo ricordo da portare sempre con sè. Insistette molto e S. Francesco Saverio, per accontentarlo, si tolse dal collo la corona del Rosario e gliela diede dicendogli: Custoditela devotamente e voi non morirete in mare. Durante la traversata, infatti, una bufera spaventosa sfasciò la nave. Tutti perirono. Solo quel mercante, perduta la conoscenza si vide in compagnia di S. Francesco Saverio e, quando riprese i sensi, si trovò sano e salvo sulla spiaggia. […] * Nella prima domenica dopo l’Immacolata, l’11 dicembre 1633, si svolse nel palazzo reale di Napoli la festa tradizionale della monarchia spagnola, molto devota alla Vergine Maria. Per rendere più solenne la festa, il Viceré aveva voluto che nella loggia intorno al gran cortile fossero eretti quattro altari. Ne fu affidata la realizzazione ad altrettanti nobili cavalieri, tra cui Carlo Brancaccio, fratello del cardinale omonimo. Carlo a sua volta, per meglio riuscire nell’intento, si rivolse al Padre Marcello Mastrilli s.j., sicuro che l’altare da lui eretto sarebbe risultato di sicura finezza artistica. Terminata la festa, il P. Mastrilli volle tornare al suo altare dove gli operai si apprestavano a togliere gli addobbi. Ed ecco che improvvisamente uno degli operai, che lavorava su una lunga scala, si lasciò sfuggire un pesante martello, che colpì violentemente P. Mastrilli alla testa. Soccorso e portato nel collegio gesuitico del “Gesù Vecchio”, il ferito ricevette tutte le cure possibili dai medici, ma – nonostante un breve periodo di miglioramento – ogni rimedio si rivelò vano, e P.Mastrilli si aggravò al punto che – dopo 21 giorni – il 2 gennaio 1634 era ormai in fin di vita, né c’erano altre speranze per salvarlo. Il giorno seguente le sue condizioni erano sempre disperate, ma ecco che il mattino di mercoledì 4 gennaio P.Mastrilli fu visto, con stupore di tutti, all’altare a celebrare la Messa, quando ormai ci si attendeva la sua morte. Evidentemente qualcosa di straordinario era avvenuto, e fu lo stesso P.Mastrilli a riferirlo.
  1. Francesco Saverio guarisce il P. Mastrilli s.j.
Come scrisse in una relazione – firmata e consegnata alle autorità della Diocesi – prima di ricevere l’estrema unzione fece voto, davanti al suo Padre Provinciale, P.Carlo di Sangro, di partire come missionario in India, se il Signore lo avesse voluto guarire. Pregò quindi il suo confessore di far portare nella sua camera una immagine di S. Francesco Saverio, pregandolo che gli concedesse di poter fare la Comunione prima di morire, data la difficoltà che aveva di inghiottire. E per questo si accostò alla gola una piccola reliquia del Santo. Difatti poté poi ricevere la Comunione, e per il resto del giorno, poiché si sentiva soffocare, pregò pure la Madonna di affrettare la sua morte. Ma ecco che a questo punto si sentì chiamare: “Marcello! Marcello!” Sentì poi ancora la medesima voce, e volgendo gli occhi verso l’immagine di San Francesco Saverio, ecco che scomparvero ai suoi occhi i confratelli che gli stavano vicino, e vide una persona vestita da pellegrino, col volto di San Francesco Saverio. “Ebbene – gli disse il Santo – che si fa? Volete morire o andare alle Indie?” P. Mastrilli rispose che desiderava fare quello che Dio voleva. “Non vi ricordate -proseguì allora il Santo – che ieri, col permesso del vostro Provinciale, avete fatto voto di andare in India se Dio vi avesse ridato la salute?” Alla sua risposta affermativa il Santo continuò: “Dunque, allegramente, dite con me queste parole…” E il Santo gli fece ripetere, con alcune aggiunte concernenti la partenza per le Indie e la domanda del martirio, la formula dei voti propria della Compagnia di Gesù. Infine aggiunse: “Ormai siete sano. Ringraziate Dio di un favore così grande, e in segno di adorazione baciate le cinque piaghe del vostro crocifisso». Infatti, come tutti poterono costatare, il P.Mastrilli era completamente guarito. E tre anni dopo partì per l’Oriente, dove tre anni dopo, nel 1637, morì martire in Giappone, a Nagasaki. Grato della guarigione ottenuta, il Mastrilli conservò per S. Francesco Saverio una grande devozione, che si sforzò di diffondere tra quanti il Signore metteva nel suo cammino di missionario. Molti da allora testimoniarono di grazie ricevute da S. Francesco Saverio, e si diffuse così quella che venne chiamata la «Novena della Grazia», che in modo particolare si pratica dal 4 al 12 marzo. Vita di San Francesco Saverio Il Rosario di San Francesco Saverio_guarigioni e miracoli_ http://www.oasidiengaddi.it/?p=230... Read More | Share it now!

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