Apostolato della preghiera_Proposta di adozione spirituale di Don Aldo Buonaiuto_
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“Ecco la dimora di Dio con gli uomini”. (Giovanni Paolo II – 1995) Il Santuario di Loreto è sorto nel luogo in cui, la dimora di Maria Vergine sarebbe stata trasportata prodigiosamente dagli Angeli. Questo santuario risale al IV secolo, ed è uno dei più antichi. Anche oggi questa basilica è meta di continui pellegrinaggi, e considerata la “Lourdes italiana”. La convinzione di questa miracolosa traslazione ha spinto papa Benedetto XV a costituire la Beata Vergine di Loreto “Patrona principale presso Dio di tutti gli aeronautici”. La Santa Casa di Loreto è un luogo mirabile che dona all’uomo la possibilità di “affacciarsi” sul mistero dell’Incarnazione attraverso Maria. Quella casa, oltre ad essere una reliquia preziosa della Terra Santa, rappresenta in maniera tangibile lo spazio concreto dove ha avuto inizio il SI’ di Maria e l’incarnazione del Verbo divino nel giorno dell’annunciazione. Preghiera quotidiana nella Santa Casa di Loreto Accendi, o Maria, la lampada della fede in ogni casa d’Italia e del mondo.
Dona ad ogni mamma e ad ogni padre il tuo limpido cuore, affinché riempiano la casa della luce e dell’amore di Dio. Aiutaci, o Madre del sì, a trasmettere alle nuove generazioni la Buona Notizia che Dio ci salva in Gesù, donandoci il Suo Spirito d’Amore. Fa’ che in Italia e nel mondo non si spenga mai il canto del Magnificat, ma continui di generazione in generazione attraverso i piccoli e gli umili, i miti, i misericordiosi e i puri di cuore che fiduciosamente attendono il ritorno di Gesù, frutto benedetto del tuo seno.
O clemente, o pia, o dolce Vergine Maria!
Amen. Santuario di Loreto Basilica della Santa Casa http://www.oasidiengaddi.it/salve-regina/le-apparizioni-mariane/index.html http://www.oasidiengaddi.it/salve-regina/santuari-mariani/index.html L’Oasi di Engaddi www.oasidiengaddi.it... Read More | Share it now!
“Ecco la dimora di Dio con gli uomini”. (Giovanni Paolo II – 1995) Il Santuario di Loreto è sorto nel luogo in cui, la dimora di Maria Vergine sarebbe stata trasportata prodigiosamente dagli Angeli. Questo santuario risale al IV secolo, ed è uno dei più antichi. Anche oggi questa basilica è meta di continui pellegrinaggi, e considerata la “Lourdes italiana”. La convinzione di questa miracolosa traslazione ha spinto papa Benedetto XV a costituire la Beata Vergine di Loreto “Patrona principale presso Dio di tutti gli aeronautici”. La Santa Casa di Loreto è un luogo mirabile che dona all’uomo la possibilità di “affacciarsi” sul mistero dell’Incarnazione attraverso Maria. Quella casa, oltre ad essere una reliquia preziosa della Terra Santa, rappresenta in maniera tangibile lo spazio concreto dove ha avuto inizio il SI’ di Maria e l’incarnazione del Verbo divino nel giorno dell’annunciazione. Preghiera quotidiana nella Santa Casa di Loreto Accendi, o Maria, la lampada della fede in ogni casa d’Italia e del mondo.
Dona ad ogni mamma e ad ogni padre il tuo limpido cuore, affinché riempiano la casa della luce e dell’amore di Dio. Aiutaci, o Madre del sì, a trasmettere alle nuove generazioni la Buona Notizia che Dio ci salva in Gesù, donandoci il Suo Spirito d’Amore. Fa’ che in Italia e nel mondo non si spenga mai il canto del Magnificat, ma continui di generazione in generazione attraverso i piccoli e gli umili, i miti, i misericordiosi e i puri di cuore che fiduciosamente attendono il ritorno di Gesù, frutto benedetto del tuo seno.
O clemente, o pia, o dolce Vergine Maria!
Amen. Santuario di Loreto Basilica della Santa Casa http://www.oasidiengaddi.it/salve-regina/le-apparizioni-mariane/index.html http://www.oasidiengaddi.it/salve-regina/santuari-mariani/index.html L’Oasi di Engaddi www.oasidiengaddi.it... Read More | Share it now!…
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O Maria Loretana, Vergine gloriosa, noi ci accostiamo fiduciosi a Te: accogli oggi la nostra umile preghiera. L’umanità è sconvolta da gravi mali dai quali vorrebbe liberarsi da sola. Essa ha bisogno di pace, di giustizia, di verità, di amore e si illude di poter trovare queste divine realtà lontano da tuo Figlio. O Madre! Tu portasti il Salvatore divino nel tuo seno purissimo e vivesti con Lui nella santa Casa che noi veneriamo su questo colle loretano, ottienici la grazia di cercare Lui e di imitare i suoi esempi che conducono alla salvezza. Con fede e amore filiale, ci portiamo spiritualmente alla tua Casa benedetta. Per la presenza della tua Famiglia essa è la Casa santa per eccellenza alla quale vogliamo si ispirino tutte le famiglie cristiane: da Gesù ogni figlio impari l’ubbidienza e il lavoro; da Te, o Maria, ogni donna apprenda l’umiltà e lo spirito di sacrificio; da Giuseppe, che visse per Te e per Gesù, ogni uomo impari a credere in Dio e a vivere in famiglia e nella società con fedeltà e rettitudine. Molte famiglie, o Maria, non sono un santuario dove si ama e si serve Dio; per questo Ti preghiamo affinché Tu ci ottenga che ognuna imiti la tua, riconoscendo ogni giorno e amando sopra ogni cosa il tuo Figlio divino. Come un giorno, dopo anni di preghiera e di lavoro, egli uscì da questa Casa santa per far sentire la sua Parola che è Luce e Vita, così ancora dalle sante mura che ci parlano di fede e di carità, giunga agli uomini l’eco della sua parola onnipotente che illumina e converte. Ti preghiamo, o Maria, per il Papa, per la Chiesa universale, per l’Italia e per tutti i popoli della terra, per le istituzioni ecclesiali e civili e per i sofferenti e i peccatori, affinché tutti divengano discepoli di Dio. O Maria, in questo giorno di grazia, uniti ai devoti spiritualmente presenti a venerare la santa Casa ove fosti adombrata dallo Spirito Santo, con viva fede Ti ripetiamo le parole dell’Arcangelo Gabriele: Ave, o piena di grazia, il Signore è con Te! Noi Ti invochiamo ancora: Ave, o Maria, Madre di Gesù e Madre della Chiesa, Rifugio dei peccatori, Consolatrice degli afflitti, Aiuto dei Cristiani. Tra le difficoltà e nelle frequenti tentazioni noi siamo in pericolo di perderci, ma guardiamo a Te e Ti ripetiamo: Ave, Porta del Cielo; ave, Stella del Mare! Salga a Te la nostra supplica, o Maria. Essa Ti dica i nostri desideri, il nostro amore a Gesù e la nostra speranza in Te, o Madre nostra. Ridiscenda la nostra preghiera sulla terra con abbondanza di grazie celesti. Amen. – Salve, o Regina Invocazioni alla Vergine di Loreto. Vergine di Loreto, prega per me Vergine di Loreto, proteggimi Vergine di Loreto, guariscimi Vergine di Loreto, custodisci i miei piccoli Vergine di Loreto, addolcisci le mie pene Vergine di Loreto, intercedi per me Vergine di Loreto, proteggi i miei cari Vergine di Loreto, assistimi nell’ora della morte. Amen. “Ecco la dimora di Dio con gli uomini”. (Giovanni Paolo II – 1995) Santuario di Loreto Basilica della Santa Casa L’Oasi di Engaddi www.oasidiengaddi.it... Read More | Share it now!
O Maria Loretana, Vergine gloriosa, noi ci accostiamo fiduciosi a Te: accogli oggi la nostra umile preghiera. L’umanità è sconvolta da gravi mali dai quali vorrebbe liberarsi da sola. Essa ha bisogno di pace, di giustizia, di verità, di amore e si illude di poter trovare queste divine realtà lontano da tuo Figlio. O Madre! Tu portasti il Salvatore divino nel tuo seno purissimo e vivesti con Lui nella santa Casa che noi veneriamo su questo colle loretano, ottienici la grazia di cercare Lui e di imitare i suoi esempi che conducono alla salvezza. Con fede e amore filiale, ci portiamo spiritualmente alla tua Casa benedetta. Per la presenza della tua Famiglia essa è la Casa santa per eccellenza alla quale vogliamo si ispirino tutte le famiglie cristiane: da Gesù ogni figlio impari l’ubbidienza e il lavoro; da Te, o Maria, ogni donna apprenda l’umiltà e lo spirito di sacrificio; da Giuseppe, che visse per Te e per Gesù, ogni uomo impari a credere in Dio e a vivere in famiglia e nella società con fedeltà e rettitudine. Molte famiglie, o Maria, non sono un santuario dove si ama e si serve Dio; per questo Ti preghiamo affinché Tu ci ottenga che ognuna imiti la tua, riconoscendo ogni giorno e amando sopra ogni cosa il tuo Figlio divino. Come un giorno, dopo anni di preghiera e di lavoro, egli uscì da questa Casa santa per far sentire la sua Parola che è Luce e Vita, così ancora dalle sante mura che ci parlano di fede e di carità, giunga agli uomini l’eco della sua parola onnipotente che illumina e converte. Ti preghiamo, o Maria, per il Papa, per la Chiesa universale, per l’Italia e per tutti i popoli della terra, per le istituzioni ecclesiali e civili e per i sofferenti e i peccatori, affinché tutti divengano discepoli di Dio. O Maria, in questo giorno di grazia, uniti ai devoti spiritualmente presenti a venerare la santa Casa ove fosti adombrata dallo Spirito Santo, con viva fede Ti ripetiamo le parole dell’Arcangelo Gabriele: Ave, o piena di grazia, il Signore è con Te! Noi Ti invochiamo ancora: Ave, o Maria, Madre di Gesù e Madre della Chiesa, Rifugio dei peccatori, Consolatrice degli afflitti, Aiuto dei Cristiani. Tra le difficoltà e nelle frequenti tentazioni noi siamo in pericolo di perderci, ma guardiamo a Te e Ti ripetiamo: Ave, Porta del Cielo; ave, Stella del Mare! Salga a Te la nostra supplica, o Maria. Essa Ti dica i nostri desideri, il nostro amore a Gesù e la nostra speranza in Te, o Madre nostra. Ridiscenda la nostra preghiera sulla terra con abbondanza di grazie celesti. Amen. – Salve, o Regina Invocazioni alla Vergine di Loreto. Vergine di Loreto, prega per me Vergine di Loreto, proteggimi Vergine di Loreto, guariscimi Vergine di Loreto, custodisci i miei piccoli Vergine di Loreto, addolcisci le mie pene Vergine di Loreto, intercedi per me Vergine di Loreto, proteggi i miei cari Vergine di Loreto, assistimi nell’ora della morte. Amen. “Ecco la dimora di Dio con gli uomini”. (Giovanni Paolo II – 1995) Santuario di Loreto Basilica della Santa Casa L’Oasi di Engaddi www.oasidiengaddi.it... Read More | Share it now!…
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Testo della “Novena della Grazia” Carissimo S. Francesco Saverio, con te adoro Dio nostro Signore, ringraziandolo per i grandi doni di grazia che ti ha concesso durante la tua vita, e per la gloria di cui ti ha coronato in Cielo. Ti supplico con tutto il cuore di intercedere per me presso il Signore, perché mi dia anzitutto la grazia di vivere e morire santamente, e mi conceda la grazia particolare di cui ho bisogno in questo momento, sempre che sia secondo la Sua volontà e la Sua maggior gloria. Amen. – Padre nostro – Ave Maria – Gloria. – Prega per noi, S. Francesco Saverio. – E saremo degni delle promesse di Cristo. Preghiamo: O Dio, che con la predicazione apostolica di S. Francesco Saverio hai chiamato molti popoli dell’Oriente alla luce del Vangelo, fa’ che ogni comunità cristiana abbia il suo fervore missionario, perché su tutta la terra la Santa Chiesa si allieti di nuovi figli. Per Cristo nostro Signore. Amen. * Con il Rosario, S. Francesco Saverio non solo faceva catechesi e inculcava l’amore filiale alla Madonna, ma operava anche guarigioni e miracoli. La cosa, dapprima sorprendente e meravigliosa, divenne poi semplice e comune fra i cristiani. La Madonna era davvero vicina a questo suo grande figlio e confermava con i miracoli la sua dottrina e la sua vita. I fedeli si erano via via abituati a chiedere in prestito a S. Francesco Saverio la sua corona del Rosario e la facevano passare da un malato all’altro, perché guarissero. A guarigioni avvenute, spesso il Rosario non ritornava più a S. Francesco Saverio, perché si amava conservarlo per devozione e ricordo, con grande riconoscenza. A volte egli stesso era richiesto con insistenza per una visita a qualche ammalato. E, se gli era proprio impossibile, affidava il suo Rosario ad alcuni fanciulli, perché lo portassero all’infermo e glielo appoggiassero sopra. I ragazzi facevano così, e non era difficile che l’infermo guarisse! Per questo persino gli stessi pagani, per curare i loro infermi, si facevano prestare il Rosario di S. Francesco Saverio. E la Madonna, Madre universale, non mancava di far sentire la sua presenza di grazia, anche a quei figli ancora lontani. Specialmente ai novelli convertiti, S. Francesco Saverio raccomandava con premura la devozione del S. Rosario, assicurandoli che con questo mezzo stavano sotto la protezione della Madonna e non sarebbero mai andati perduti. Una volta uno di questi, un mercante, andò a salutare il Santo prima di imbarcarsi e gli chiese un piccolo ricordo da portare sempre con sè. Insistette molto e S. Francesco Saverio, per accontentarlo, si tolse dal collo la corona del Rosario e gliela diede dicendogli: Custoditela devotamente e voi non morirete in mare. Durante la traversata, infatti, una bufera spaventosa sfasciò la nave. Tutti perirono. Solo quel mercante, perduta la conoscenza si vide in compagnia di S. Francesco Saverio e, quando riprese i sensi, si trovò sano e salvo sulla spiaggia. […] * Nella prima domenica dopo l’Immacolata, l’11 dicembre 1633, si svolse nel palazzo reale di Napoli la festa tradizionale della monarchia spagnola, molto devota alla Vergine Maria. Per rendere più solenne la festa, il Viceré aveva voluto che nella loggia intorno al gran cortile fossero eretti quattro altari. Ne fu affidata la realizzazione ad altrettanti nobili cavalieri, tra cui Carlo Brancaccio, fratello del cardinale omonimo. Carlo a sua volta, per meglio riuscire nell’intento, si rivolse al Padre Marcello Mastrilli s.j., sicuro che l’altare da lui eretto sarebbe risultato di sicura finezza artistica. Terminata la festa, il P. Mastrilli volle tornare al suo altare dove gli operai si apprestavano a togliere gli addobbi. Ed ecco che improvvisamente uno degli operai, che lavorava su una lunga scala, si lasciò sfuggire un pesante martello, che colpì violentemente P. Mastrilli alla testa. Soccorso e portato nel collegio gesuitico del “Gesù Vecchio”, il ferito ricevette tutte le cure possibili dai medici, ma – nonostante un breve periodo di miglioramento – ogni rimedio si rivelò vano, e P.Mastrilli si aggravò al punto che – dopo 21 giorni – il 2 gennaio 1634 era ormai in fin di vita, né c’erano altre speranze per salvarlo. Il giorno seguente le sue condizioni erano sempre disperate, ma ecco che il mattino di mercoledì 4 gennaio P.Mastrilli fu visto, con stupore di tutti, all’altare a celebrare la Messa, quando ormai ci si attendeva la sua morte. Evidentemente qualcosa di straordinario era avvenuto, e fu lo stesso P.Mastrilli a riferirlo.
Testo della “Novena della Grazia” Carissimo S. Francesco Saverio, con te adoro Dio nostro Signore, ringraziandolo per i grandi doni di grazia che ti ha concesso durante la tua vita, e per la gloria di cui ti ha coronato in Cielo. Ti supplico con tutto il cuore di intercedere per me presso il Signore, perché mi dia anzitutto la grazia di vivere e morire santamente, e mi conceda la grazia particolare di cui ho bisogno in questo momento, sempre che sia secondo la Sua volontà e la Sua maggior gloria. Amen. – Padre nostro – Ave Maria – Gloria. – Prega per noi, S. Francesco Saverio. – E saremo degni delle promesse di Cristo. Preghiamo: O Dio, che con la predicazione apostolica di S. Francesco Saverio hai chiamato molti popoli dell’Oriente alla luce del Vangelo, fa’ che ogni comunità cristiana abbia il suo fervore missionario, perché su tutta la terra la Santa Chiesa si allieti di nuovi figli. Per Cristo nostro Signore. Amen. * Con il Rosario, S. Francesco Saverio non solo faceva catechesi e inculcava l’amore filiale alla Madonna, ma operava anche guarigioni e miracoli. La cosa, dapprima sorprendente e meravigliosa, divenne poi semplice e comune fra i cristiani. La Madonna era davvero vicina a questo suo grande figlio e confermava con i miracoli la sua dottrina e la sua vita. I fedeli si erano via via abituati a chiedere in prestito a S. Francesco Saverio la sua corona del Rosario e la facevano passare da un malato all’altro, perché guarissero. A guarigioni avvenute, spesso il Rosario non ritornava più a S. Francesco Saverio, perché si amava conservarlo per devozione e ricordo, con grande riconoscenza. A volte egli stesso era richiesto con insistenza per una visita a qualche ammalato. E, se gli era proprio impossibile, affidava il suo Rosario ad alcuni fanciulli, perché lo portassero all’infermo e glielo appoggiassero sopra. I ragazzi facevano così, e non era difficile che l’infermo guarisse! Per questo persino gli stessi pagani, per curare i loro infermi, si facevano prestare il Rosario di S. Francesco Saverio. E la Madonna, Madre universale, non mancava di far sentire la sua presenza di grazia, anche a quei figli ancora lontani. Specialmente ai novelli convertiti, S. Francesco Saverio raccomandava con premura la devozione del S. Rosario, assicurandoli che con questo mezzo stavano sotto la protezione della Madonna e non sarebbero mai andati perduti. Una volta uno di questi, un mercante, andò a salutare il Santo prima di imbarcarsi e gli chiese un piccolo ricordo da portare sempre con sè. Insistette molto e S. Francesco Saverio, per accontentarlo, si tolse dal collo la corona del Rosario e gliela diede dicendogli: Custoditela devotamente e voi non morirete in mare. Durante la traversata, infatti, una bufera spaventosa sfasciò la nave. Tutti perirono. Solo quel mercante, perduta la conoscenza si vide in compagnia di S. Francesco Saverio e, quando riprese i sensi, si trovò sano e salvo sulla spiaggia. […] * Nella prima domenica dopo l’Immacolata, l’11 dicembre 1633, si svolse nel palazzo reale di Napoli la festa tradizionale della monarchia spagnola, molto devota alla Vergine Maria. Per rendere più solenne la festa, il Viceré aveva voluto che nella loggia intorno al gran cortile fossero eretti quattro altari. Ne fu affidata la realizzazione ad altrettanti nobili cavalieri, tra cui Carlo Brancaccio, fratello del cardinale omonimo. Carlo a sua volta, per meglio riuscire nell’intento, si rivolse al Padre Marcello Mastrilli s.j., sicuro che l’altare da lui eretto sarebbe risultato di sicura finezza artistica. Terminata la festa, il P. Mastrilli volle tornare al suo altare dove gli operai si apprestavano a togliere gli addobbi. Ed ecco che improvvisamente uno degli operai, che lavorava su una lunga scala, si lasciò sfuggire un pesante martello, che colpì violentemente P. Mastrilli alla testa. Soccorso e portato nel collegio gesuitico del “Gesù Vecchio”, il ferito ricevette tutte le cure possibili dai medici, ma – nonostante un breve periodo di miglioramento – ogni rimedio si rivelò vano, e P.Mastrilli si aggravò al punto che – dopo 21 giorni – il 2 gennaio 1634 era ormai in fin di vita, né c’erano altre speranze per salvarlo. Il giorno seguente le sue condizioni erano sempre disperate, ma ecco che il mattino di mercoledì 4 gennaio P.Mastrilli fu visto, con stupore di tutti, all’altare a celebrare la Messa, quando ormai ci si attendeva la sua morte. Evidentemente qualcosa di straordinario era avvenuto, e fu lo stesso P.Mastrilli a riferirlo.…
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