Io alzo gli occhi ai monti: da dove mi verrà l’aiuto?
A volte vien da chiedersi, come fecero gli apostoli: “E chi si salverà?”.
I precetti dei farisei li abbiamo fatto nostri e molti non se ne curano più. Fossimo robots come le AI, non sbaglieremmo mai consapevolmente.
E qual è l’obiettivo umano per santificarsi? Indifferenza al peccato o raggiungimento di una carità tale (che non comprendiamo) che ci faccia ignorare le cose che non siano fatte con amore?
Che valore hanno le varie teologie morali, i catechismi?
Nemmeno nella Chiesa c’è unità d’intenti e ci si trova dinanzi a diatribe che non sempre sono normale dialettica.
Chi ci verrà in soccorso? Come capire se uno scrupolo ci è stato inculcato o viene dal nostro cuore?
Materia grave, non grave, va confessata e bisogna cercare di non farlo diventare una routine, un meccanismo che ci logora.
Non possiamo fare altro che continuare a pregare Dio, Colui che ci ha creati, perché ci aiuti a discernere, come per esempio a comprendere la frase “Ama e fa ciò che vuoi” che si trova in:
Sant’Agostino, In Epistulam Ioannis ad Parthos Tractatus VII, 8.
“Ama e fa’ ciò che vuoi.
Se taci, taci per amore.
Se gridi, grida per amore.
Se correggi, correggi per amore.
Se perdoni, perdona per amore.
Sia in te la radice dell’amore:
da questa radice non può uscire se non il bene.”
L’amore è la radice da cui nasce ogni opera buona.
Non è l’azione in sé a determinare se sia buona o cattiva,
ma l’intenzione che viene dall’amore.
Remo Rosati
