Apparizioni Mariane riconosciute

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Apparizioni Mariane riconosciute

Anno Luogo Paese Messaggio
40 Saragozza Spagna Prodigiosa “Venuta” della Vergine da Gerusalemme a Saragozza per confortare l’Apostolo assai deluso dei risultati negativi della sua predicazione.
40 Le Puy en Velay Francia Le Puy non era mai stata una “città romana” ma un tipico villaggio gallico, con un santuario pagano che vantava la presenza di “pietre sonore” cioè particolari rocce vulcaniche, ritenute terapeutiche ed è noto che in Gallia il cristianesimo fu introdotto in modo pacifico, completando in tutta naturalezza le tradizioni locali.. Le apparizioni mariane dunque inserirono questo contesto nella religione cristiana ed oggi all’interno della chiesa, si può vedere ancora la “pietra delle febbri”, un dolmen vulcanico sul quale i pellegrini, anche in epoca cristiana, si stendevano per essere guariti dalle febbri più persistenti, soprattutto la notte fra venerdì e sabato Le Puy divenne molto importante nel primo millennio, anche perché costituiva il punto di partenza di una delle quattro principali vie che conducevano i cristiani di tutta Europa verso Santiago di Compostela in Spagna, per pregare sulla tomba di San Giacomo e dell’unica via che attraversava il Massiccio Centrale per arrivare a Nimes e Saint Gilles du Gard, verso il Mediterraneo, lungo quella “route Regordane” di cui parla anche la Chanson de Roland. Ed è proprio durante questo periodo che si fa avanti la tradizione più caratteristica di questo santuario: ogni volta che la festa dell’Annunciazione cade di venerdì santo, si apre un periodo di grazia per tutta la cristianità.
352 Roma Italia Papa Sisto III la fece erigere nel 440 sul colle Esquilino. La volle grande, una grande chiesa per Maria, da cui il nome di “Maggiore”.La tradizione dice che fu costruita su un’altra chiesa fatta erigere nel 352 dal Papa Liberio dopo che la Madonna, nella notte tra il 4 e 5 agosto, gli era apparsa in sogno chiedendogli di costruire una chiesa sul luogo ove quella notte fosse caduta la neve.
660 Toledo Spagna Il 15 agosto del 660 la vergine apparve a sant’Idelfonso (660-667), arcivescovo di Toledo, nel presbiterio della cattedrale. Maria lodò il fervore religioso del santo, consegnandogli una preziosa veste quale simbolo della Sua benevolenza e protezione.
1000 Montefortino (AP) Italia “Nel maggio del mille la Vergine SS., cinta di straordinario splendore, apparve in questa sacra roccia alla umile pastorella Santina, muta fin dalla nascita. La fanciulla ottenne il dono della parola in premio delle preghiere ed offerte di fiori silvestri che ogni giorno faceva ad una immagine della Madonna, posta nella cavità di un faggio.”
1001 Borgo Incoronata (FG) Italia “Non paventare, o figliuolo, perché io sono la Madre di Dio. troverai su quest’albero una statua che diverrà un pegno di benedizione per molti. Tu la farai collocare in una chiesa che avrai cura di costruire qui in mio onore”.
1124 Montevergine (AV) Italia Durante una delle sue meditazioni, la Vergine apparve al santo, esortandolo ad erigere un santuario sul luogo ove prima veniva praticato il culto di Cibele.
1208 Sorso (Sassari) Italia Attonito il muto non sapeva come esprimersi per significare alla sua interlocutrice l’impossibilità di eseguire la missione affidatagli, ed alla meglio che potè fece capire e forza di cenni ch’era privo della favella; ma la Signora lo esortò a ubbidire, assicurandolo che avrebbe potuto eseguire quanto essa gli raccomandava.Ritornò l’uomo al paese, e incontrò il Parroco con altri principali del popolo, con gesti e con cenni cercava di voler fare capire il caso che gli era accorso; e mentre la gente, attratta dalla novità della cosa, accorreva da tutte le parti, il muto ebbe sciolta la lingua e potè chiaramente narrare quanto aveva veduto e gli era stato raccomandato di riferire.Tutti ne rimasero ammirati, ed il miracolo col quale veniva confermato il fatto riferito, niente lasciava dubitare.
1218 Barcellona Spagna Nella notte del 1° agosto 1218 la Vergine apparve a san Pietro Nolasco, per aiutarlo a fondare un’organizzazione capace di riscattare i cristiani prigionieri dei mussulmani. Per questo il santo, assieme a Raimondo de Penafort, e con l’appoggio del vescovo di Barcellona e del re d’Aragona Giacomo I°, fondò l’Ordine dei Mercedari.
1233 Firenze Italia Il 15 agosto 1233 la Vergine apparve a sette nobili fiorentini, che si erano associati nella fratellanza della “Laude”, invitandoli a ritirarsi dal mondo e a scegliere la vita contemplativa.Il venerdì Santo del 1240 la vergine, vestita a lutto e attorniata da uno stuolo di spiriti celesti, riapparve loro per mostrare un abito talare nero, che avrebbero dovuto indossare, spingendoli con ciò a fondare un nuovo ordine religioso: l’Ordine dei Servi di Maria. Infatti, uno degli spiriti angelici avrebbe retto uno scritto a lettere d’oro che diceva: “Servi di Maria”, mentre un altro aveva tra le mani la regola di sant’Agostino, ed un terzo agitava la palma, simbolo della vittoria.Maria avrebbe detto loro: “Prendete quest’abito di duolo e portatelo in memoria dei miei dolori. Ricevete la regola di sant’Agostino. Continuate ad essermi fedeli servi coll’esercizio delle virtù; propagate ovunque la devozione ai miei dolori ed otterrete un giorno questa palma di vita sempiterna”.
1282 Messina Italia La battaglia fu durissima ma i messinesi non furono da soli a combattere, durante la lotta fece apparizione una maestosa dama bianca della quale i francesi non potevano sostenere lo sguardo,
1301 Messina Italia la Madonna voleva un tempio su quel colle, dedicato a Lei con il nome di SANTA MARIA DELL’ALTO
1310 Bergamo Italia la Madonna appare ad un umile contadino che vi sta lavorando, e gli affida l’incarico di promuovere tra la popolazione dei paesi vicini la costruzione in quel luogo di una chiesa in suo onore
1336 Bra (CN) Italia La tradizione fa risalire questo prodigio al 29 dicembre 1336, quando la Vergine apparve in protezione della giovane sposa Egidia Mathis, prossima a diventare madre, insidiata da due soldati. Due soldati di ventura si appostarono dietro alcuni cespugli sorgenti sul cammino della bella sposa. Passò un po’ di tempo, ed infine un rumore si fece sentire.

– Eccola che viene!
– Tu l’afferri, ed io…
– Abbiamo giuocato ai dadi stamane a chi tocca, dunque…
– Tanto ce n’è per tutti! – e una risata sommessa ma volgare finì il breve dialogo furfantesco.

Un pilone sorgeva a pochi passi ed uno dei due soldati vi si appiattò vicino. Egidia cantarellando intanto si avvicinava sempre più, pensando forse alla gioia del maritale ritorno; ma improvvisamente due braccia di ferro la strinsero ed una barba irsuta le sfiorò le morbide guance. Un grido soffocato, qualche stretta violenta, un divincolarsi impetuoso, ed Egidia cadde a mani giunte davanti al pilone, dove una Madonna bizantina era dipinta con arte singolarmente primitiva.

– Maria Vergine Santissima, aiutatemi voi…! –

– Lascia stare la Madonna che a te ci penso io, bellezza! –

E le braccia già stavano per stringere meglio la donna, quando il miracolo si compì.
Il ciuffo di aridi cespugli s’illuminò improvvisamente e parve tutto fiorito; il pilone fu avvolto da un raggio scendente dal cielo, e i due birbanti, lasciata la preda intatta, si diedero a fuga precipitosa verso il corpo di guardia o verso l’inferno. Egidia rinvenne, e si vide daccanto una Dama sfolgorante di luce che la stava rassicurando; nella nicchia del pilone la pittura bizantina non c’era più. Scomparve poi anche la Dama, ma tutta la campagna rimase d’attorno miracolosamente in fiore, come se non fosse dicembrina quella sera straordinaria.

Egidia avrebbe voluto fare delle domande alla signora, ma si accorse che stava per partorire anticipatamente, ed allora si ricoverò alla meglio fra i prugnoli, dove diede alla luce un bambino. Poiché faceva molto freddo, cercava di riparare il figlio fra le sue braccia, quando le si avvicinò nuovamente la Signora e, confortandola, le porse delle candide fasce per coprire il bambino. Egidia le prese e fasciò il bambino. Guardandosi poi attorno si accorse che i pruni, in mezzo ai quali era apparsa la sua soccorritrice, erano miracolosamente fioriti.

Allora capì che ella era la Madonna.

1347 Bibbiena (AR) Italia La bambina, mentre la madre lavava i panni nel torrente Vessa, si discostò un poco, ponendosi vicino ad un sasso. Qui vide una bellissima donna tutta vestita di bianco che,entrata nel vicino campo di fave,ne raccolse parecchie e le pose in seno alla fanciulla. La madre nel frattempo era intenta a lavare i panni; la fanciulla le raccontò dell’incontro e le mostrò le fave avute in dono, ma la madre non prestò attenzione all’incontro della figlia. Tornando poi verso il paese Caterina si lamentò con la madre perché le fave erano talmente cresciute che il loro peso le risultava faticoso da reggere; ma la madre le disse di portare pazienza che presto sarebbero giunte a casa e lì si sarebbe riposata. La sera la madre volle cuocere un po’ di quelle fave, ma si accorse che erano piene di sangue. Tutto il paese corse a vedere il prodigio. La mattina seguente tutti si recarono in processione presso il sasso e qui decisero di costruire una cappella in onore della Madonna.
1356 Basella (BG) Italia La sua storia si fonda su una apparizione, il più antico avvenimento del genere in terra bergamasca. Molte volte, in quei luoghi, le lotte fra i vari signorotti avevano portato devastazioni, ma anche la natura si era accanita rendendo vano il lavoro dei contadini. Era l’8 aprile del 1356 quando una forte brinata devastò la campagna distruggendo i novelli germogli. Una contadinella si recò nel campo paterno, detto Basella, per vedere ciò che era successo e, alla vista di quel disastro, pianse. Le apparve una Signora che la rincuorò e le fece promettere di tornare dopo nove giorni. La fanciulla ritornò, la Signora l’attendeva e, dopo averle detto che era la Regina del cielo, le ordinò di dire ai suoi compaesani che scavassero nel luogo in cui Ella posava i piedi; avrebbero trovato un altare e le vestigia di un’antica chiesa. Dapprima la ragazza non fu creduta, ma in seguito si scavò e si trovò ciò che era stato annunciato.
1356 Basella (BG) Italia “Sotto queste pietre troveranno un altare a me dedicato. Dirai che, appena la mia chiesa sarà riedificata, un sacerdote novello celebri qui la sua prima messa per le anime dei defunti qui sepolti. Sappi che, se sapessero la devozione di questa chiesa, perfino gli sciancati si farebbero portare qui. Dirai poi che ti confezionino una veste color rosso e celeste, che tu porterai tutte le domeniche venendo a questa chiesa. Inoltre ti sceglierai nove vergini, con le quali starai nella chiesa di Urgnano dalla prossima domenica delle Palme fino all’ora della Resurrezione di Cristo. In seguito verrai tutte le domeniche con queste fanciulle a questa chiesa e visiterai anche tutte le chiese del territorio di Urgnano”.
1399 Assisi Italia Mentre il padre taglia la siepe, al figlio appare la Madonna vestita di bianco che lo chiama e gli ordina di portare un messaggio nella città:Tutti si devono rivestire con l’abito bianco, lasciato per continuare la penitenza per altri sei giorni perché quella fatta fino a quel giorno dagli Assisani non basta per far rimettere i loro peccati. Chi non segue l’ordine deve prepararsi alla morte e all’inferno, in cui verranno torturati. Il padre nota la paura del figlio, ma non può vedere la Madonna. Il figlio spiega al padre che non ha potuto vedere l’apparizione perché non è puro nell’anima.
1399 Valverde di Rezzato (BS) Italia tornato al laghetto il contadino trova la Madonna che gli permette di gettare in acqua uno dei tre pani, e gli dice: “Ora vai ad annunziare le cose che hai viste ed udite. Esorta la gente ad abbandonare le vie dell’empietà, esortali a vivere cristianamente per placare la divina giustizia che hanno gravemente irritata. Suggerisci loro la purificazione nel sacramento della penitenza, facciano devote novene con processioni… vestano bianche vesti… assistano con devozione alla S. Messa… ricevano con fede la S. Comunione. Tra i canti mi è assai gradito lo Stabat Mater dolorosa…”.
1417 Albano Sant’Alessandro (BG) Italia Nella notte tra il 3 ed il 4 gennaio 1417, due mercanti romagnoli, diretti da Brescia verso Bergamo, si trovano sperduti in una boscaglia nei pressi del villaggio chiamato Albano. Improvvisamente dal cielo, raggi di luce rompono le tenebre ed una striscia di rugiada luminosa indica loro il cammino. Con animo sollevato e riconoscente seguono quel sentiero che sembra loro dire: «questa è la via, camminate per essa!», fino al suo sbocco nella strada maestra ritrovata, quindi, accompagnati da un amico chiarore, in brevissimo tempo.
1420 Castel di Godego (TV) Italia “Fa’ animo, o Pietro: Io ti sono nunzia di pace; lungo la dritta e larga via che là vedi troverai salva la greggia; va’ pur sicuro a Bassano, dove sei incamminato; ma prima voglio che ti presenti al rettore di questo borgo di Godègo e, tanto a lui che al popolo, annunzi che qua dove pianto questa croce bramo che sia alzato un tempietto ad onore della Madre di Dio, dalla quale, secondo i loro voti, otterranno copiose grazie e vedranno operate grandi e mirabili cose dalla mano Divina”.
1426 Monte Berico (VI) Italia Nei primi decenni del 1400 una pestilenza ostinata mieteva vittime nel Vicentino. Verso la metà del Marzo 1426 una donna di età avanzata, certa Vincenza Pasini, si recò dal Vescovo di Vicenza per raccontargli che, pochi giorni prima, il 7 Marzo, mentre si recava dal marito, che stava lavorando nella sua piccola vigna sul Monte Berico, nel luogo ove oggi sorge il Santuario, le era apparsa una donna bellissima che le aveva detto: “Non temere, Vincenza. Io sono Maria, la Madre di Cristo morto in Croce per la salvezza del genere umano. Va’ e di’ ai Vicentini che innalzino in questo luogo una Chiesa consacrata al mio nome, se vogliono essere liberati dal flagello della peste che li colpisce…”.Il Vescovo non le credette; come non le credettero i Magistrati della Città, ai quali pure Vincenza si era rivolta. Eppure, per fornire la prova che la Madonna aveva fatto la sua richiesta sul serio, la Veggente spiegò che essa aveva tracciato con un ramo di olivo il perimetro della Chiesa da edificare in suo onore, assicurando che quanti si fossero qui recati nella prima domenica del mese, avrebbero ricevuto grazie abbondanti…Soltanto due anni dopo, il 1 Agosto 1428, Vincenza ebbe una seconda visione; e questa volta scese in Città, mettendosi a gridare a gran voce quanto le era accaduto. E la gente – che intanto continuava a morire per la pestilenza – cominciò a crederle: fu così che, il 25 di quel mese, Autorità e popolo decisero di iniziare la costruzione di una primitiva chiesetta, nucleo originario di quello che, con successivi ampliamenti, sarebbe diventato il più bello e importante Santuario mariano del Veneto: della “Madonna di Monte Berico”.
1428 Stia (AR) Italia apparizione della Madonna ad una contadina
1428 Monteortone (PD) Italia “Va’, Pietro, e in questo fonte lavati che recupererai la sanità. Risanato, cerca nel fondo delle acque, perché sepolto tra i sassi troverai un quadretto con la Mia Immagine. Manifesta a tutti, con la grazia ricevuta, il quadro ritrovato, dichiarando che questo luogo silvestre è sotto la mia protezione e che bramo per l’avvenire sia qui riverito il nome del Mio Santissimo Figlio e il Mio. A conferma di quanto andrai loro dicendo, prendi un ramo d’ulivo di questo monte, simbolo di pace per il popolo padovano e di riconciliazione con Dio che, alle mie preghiere, perdonando i loro errori, si compiace sollevarli dal flagello presente (della peste). Prendi pure un ramo di quercia, simbolo di stabile e perpetua custodia che io voglio avere di questo luogo. Il ramo di quercia, cingendotene il capo, si seccherà, per rinverdire toccandoti con esso il fianco. Il ramo di ulivo posto sul fianco si seccherà per rinverdire quando con esso vi cingerai il capo”.
1432 Caravaggio (BG) Italia “Ascolta bene e ricorda le mie parole.- disse Maria – Mio Figlio Onnipotente voleva distruggere la terra tutta per la cattiveria degli uomini che continuano a compiere sempre nuove scellerataggini e peccati. Ma io l’ho pregato per sette anni perché ciò non facesse. Voglio che tu dica a tutti che digiunino a pane e acqua il venerdì in onore di Mio Figlio e che celebrino il sabato dopo il vespro per devozione a Me. Alzati e non temere. Riferisci ciò che ti ho comandato e quanto dirai sarà comprovato da tali meraviglie che nessuno dubiterà della verità delle tue parole”.
1440 Desenzano al Serio (BG) Italia Da quindici mesi soffriva atroci dolori alla gamba sinistra, e il male si aggravava ogni giorno di più, al punto che ormai, dal ginocchio in giù, la gamba aveva perso ogni sensibilità e restava viva solo per un piccolo nervo che congiungeva il ginocchio con la tibia…
Vide avvicinarsi a lei una Signora di aspetto nobilissimo, che le disse di sollevare la veste e di scoprire la gamba piagata. Ventura rimase immobile per la sorpresa. Allora la Signora le sollevò la veste, passò la sua mano sulla gamba, sul piede, sulle dita; poi si tolse dal seno una benda bianca: la svolse, tolse un pizzico di terra, la bagnò di saliva, e la spalmò sulla gamba piagata.
1449 Cubas de la Sagra Spagna In quel periodo la regione della Castiglia si trovava nella tormenta delle guerre tra principi, di cui il popolo faceva le spese per i numerosi morti e prigionieri. Quel lunedì 3 marzo 1449, Inés, dodici anni, accudiva ai maiali di suo padre, Alfonso Martinez. La loro famiglia era la più povera del villaggio. Era circa “verso mezzogiorno”, quando una Signora “molto magnifica” appare, splendente nelle sue “biancherie di ori” parlandogli in castigliano di allora: – Che fai tu qui, figliola? – Custodisco i maiali. – Perché lo fai nel giorno di Santa Maria, il venerdì? – Perché i miei genitori me lo comandano. – Fai bene, ma digiuna i giorni della festa di Santa Maria, alle Guardie notturne, perché chi lo fa guadagno 80000 anni di perdono. (Hai capito bene?). Ti ordino di dire a tutti di confessarsi, di alzare e di fortificare le loro anime; che sappiano che altrimenti verrà una grande pestilenza con dolori… un male come la peste di cui molti morranno. – Ma allora mio padre, mia madre ed io moriremo di questa pestilenza? – Sarà come Dio lo vorrà.Poi la “Signora sparì” secondo i termini riportati nelle dichiarazioni sotto giuramento raccolte dal cappellano di allora. La povertà non impediva alla famiglia di Inès, che si confessava dall’età di sei anni, di essere molto devota. Recitava il Santo Rosario custodendo le bestie, e le Guardie notturne dei santi fin dall’età di quattro anni. Tuttavia, l’apparizione della Signora “snella, molto magnifica” dalla voce “soave” fecero paura alla veggente. Continuando il suo lavoro, recitava il Santo Rosario tutto intero; ma temendo le osservazioni della sua famiglia, la bambina non ne parlò a nessuno. Martedì 4 marzo uscì con gli stessi compagni, ma verso il ruscello di Torrejon questa volta. Alla stessa ora “verso mezzogiorno”, ebbe un’altra apparizione della Signora: – Figliola, perché non hai detto ciò che ti ho ordinato di ripetere ieri? – Non ho osato, ho avuto paura di non essere creduta. – Ti ordino di dirlo e se non ti credono, ti darò un segno affinché ti credano. – Ma voi chi siete, mia Signora? – Non lo dirò ora. Questo volta Inés raccontò l’accaduto ai suoi genitori… che non credettero e gli intimarono di tacere. Il venerdì 7, la veggente si recò alla località Prado Nuevo, Nuovo Prato, dove, a digiuno, portò i suoi maiali. Sempre alla stessa ora la Signora ritornò, tanto magnificamente ornata: – Figliola, hai detto ciò che ti ho comandato? – Sì, mia Signora, ai miei genitori ed ad altri. – Devi dirlo al prete ed a tutti, senza paura né timore. Fatto ritorno alla casa, Inés ripete nuovamente tutto ai suoi genitori.. Suo padre la rimproverò: “Figlia mia, tu menti”. Sua madre invece l’incoraggiò… e la notizia si sparse in fretta. La domenica 9 marzo, il cappellano, Juan Gonzalez, giunse accompagnato da alcuni uomini dai genitori di Inés Martinez. Dopo averla ascoltata, il sacerdote disse alla bambina: “Vai lì e se rivedi questa Signora, chiedigli un segno affinché crediamo”. Poi partì per celebrare la sua Messa. Accompagnata da suo padre e da suo fratello, Inés, coi maiali, prende la direzione della “Ciroleda”, Il Luogo delle Ciliegie. Lasciando suo fratello a custodire le bestie, si inginocchia, con la faccia per terra, piena di timore, chiedendo con ansia alla Signora di mostrarsi. Tutto il villaggio aspetta! “verso mezzogiorno…” – sollevati, figliola, non aver paura. – Voi chi siete mia Signora? – Sono la Santa Vergine Maria. Avvicinandosi allora alla bambina, gli afferra la mano diritta, e stringendogli le dita si ritrovano “come gommati, il pollice che forma una croce con gli altri”. In quanto al suo braccio, è “indolenzito e come secco fino al gomito”.- Ecco, dice la Vergine: va’ affinché credano con questo segno e con ciò che vai a soffrire per essi. Va’ alla chiesa, all’uscita della Messa, mostralo a tutti affinché credano ciò che dirai poiché porti questo segno”.Fu proprio alla fine della Messa che il prete la vede giungere in lacrime ed inginocchiarsi davanti all’altare della Madonna. Inés si mise a raccontare pubblicamente tutto. Tutto il villaggio esaminò la sua mano, senza poter allentare le dita. Molti depositarono un bacio “sul miracolo”. “Il cappellano, il sindaco e tutti gli uomini buoni del luogo, molto devoti di suddetta Signora Vergine Santa Maria, seguiti per tutto il villaggio in grande fervore, portante delle croci, dei ceri e delle candele accesi se ne fu in processione, scalzata, coi bambini ed Inés. Portarono una Croce di bosco per piantarla al luogo stesso dove suddetta Dama gli aveva preso la mano”, attestano le cronache. Inés sente la Vergine chiamarla “Vieni di qua”. Si ferma la processione e si rimette la Croce di bosco alla veggente che si scosta, per andare con la Vergine Maria, alla sua destra: “Andavano a piccoli passi ma giunsero, non si sa come, in un lampo”, al posto del segno. Allora, Nostra Signora prende la Croce dalle mani di Inés e si inginocchia verso il bosco. Poi alzandosi, la pianta nel suolo “verso mezzogiorno” e si inginocchia di nuovo, “il tempo di un salmo e mezzo”. La vergine Maria chiese ad Inès di inginocchiarsi e di dirlo a tutta la processione e che…. “Si deve costruire qui una chiesa, che si deve chiamare Santa Maria. Ritornerai con la processione. Con alcuni bambini innocenti, resterai davanti al mio altare fino alla notte. Si devono dire due messe in mio onore, al mio altare…. Una volta dette queste messe, dovrai recarti a Santa Maria di Guadalupe (in Estrémadure, Spagna) dove porterai quattro libri di cera. Resterai due giorni. Per la preghiera, il segno sarà disfatto e ritornera”. La processione giunse sui luoghi dove adesso si trovavano, e videro la Croce piantata da Maria e la piccola Inés che ripetè il messaggio. Notando delle leggere tracce di passo, alcuni raccolsero devotamente un poco di questa terra sabbiosa. Poi lasciando là alcuni fusti per custodire la Croce, la processione ripartì per la chiesa dove si fece tutto ciò che Maria aveva chiesto. Fin dal lunedì 10, tutti i paesani che avevano chiamato quelli dei borghi vicini, cominciarono per ripartire “in processione generale in onore e riverenza alla Madonna fino alla sua Croce”. Siccome la Chiesa locale prese seriamente ciò che chiameremmo oggi “una presunta apparizione della Vergine”, organizzarono, fin dal loro ritorno, il processo immediato del caso, nella chiesa Sant’Andrea: in presenza delle autorità religiose e civili, notai compresi per redigere gli atti delle dichiarazioni dei testimoni. Poi partirono il pomeriggio stesso, a schiena di asino ed a cavallo per Guadalupe, a… 150 km, con Inés, suo padre ed alcuni uomini. Quattro giorni di viaggio all’epoca. Al suo passaggio, la mano paralizzata di Inés guarisce un primo malato. Arrivarono al Santuario di Estrémadure, il venerdì 14 alle tre del pomeriggio. Allora al suo apogeo, il monastero contava cento monaci e non era solamente un luogo di pellegrinaggio per tutta l’Europa ed il Portogallo, ma anche l’ospedale era famoso per essere la migliore e più avanzata scuola di medicina dell’epoca. (Primo luogo al mondo dove si cominciò a praticare delle autopsie, con autorizzazione della Santa Sede) Buoni fratelli e medici opinarono che la mano ed il braccio di Inés dovevano essere sicuramente malati dalla sua nascita. Prima sorpresa, Inés non riconosce, quando la vede, la statua della Vergine di Guadalupe, ma la descrive come se vedesse un’altra Madonna, più piccola “tanto minima e tanto coperta di oro, come gli era apparsa e che la guardava”. I monaci allora la chiudono, per la notte, in una cella all’interno di una torre. Seconda sorpresa, l’indomani mattina: monaci e medici constatano che Inés aveva ritrovato l’uso della sua mano. Come? Non aveva visto la Vergine né nessuno. Come aveva ripreso vita il braccio? E le dita una posizione normale? I monaci riconobbero con umiltà “che essi ne non sapevano niente”.Sulla strada del ritorno, lunedì 17, uno dei viaggiatori si ammala: dolore ai fianchi e forte febbre (sintomi della peste annunciata?). Si chiede ad Inés di pregare la Vergine affinché La Madonna gli permetta di ritornare a casa. Dolori e febbri spariscono e tutti ritornano a casa salvi. Mercoledì 19, Inés tornò al Ciroleda e si mette in preghiera. La Madonna gli riappare per quella che doveva essere la penultima volta. La bambina chiede: – Signora, la vostra Signoria mi ha detto che la mia mano non si sarebbe riaperta prima di ritornare qui. Perché non fu così? – Nella tua grande fretta ad interrogarmi, hai male compreso. Perché ti ho mandato per ciò, nella mia Casa di Guadalupe, affinché ciò si decida laggiù. Poi alla domanda di un nuovo segno, La Vergine risponde “Darò loro questo segno…. Beati quelli che senza vedere crederanno”.Frase stupefacente e che sembra rinviare ad Is 6, 10,; Mt 13, 13-15 e Gv 12, 37-40. Il primo segno che diede la Vergine: la peste che non fece vittime, evitata grazie alla fede spontanea del villaggio. Poi, col passare del tempo, degli innumerevoli miracoli debitamente constatati ed un santuario sempre benedetto.Fin dal 7 aprile, A.Carrillo di Acuna, Arcivescovo di Toledo, inviò una lettera che autorizzava la costruzione della chiesa chiesta “là dove è apparsa Nostra Signora” chiedendo ai due arcipreti di condurre “con diligenza memorie e notizie supplementari… poiché sentiamo eseguire il nostro servizio per Dio il Nostro Signore”.Il 23 aprile, venti testimoni furono così separatamente sentiti, con l’aiuto di “lo scrittore privato del Roy… e del notaio pubblico della sua Corte”. Perso e ritrovato, l’atto comprende 36 pagine, di prima mano. I notai registrano delle guarigioni miracolose Se non hanno potuto beneficiare delle verifiche scientifiche di cui dispone la nostra epoca, i racconti sotto giuramento degli otto primi miracoli furono riportati da “il notaio apostolico e scrittore del Roy, notaio pubblico in tutti i suoi regni, Juan Gonzalez di Roa”.Fin dal 9 aprile, una neonata era tenuta per persa. I suoi genitori chiedono misericordia alla Vergine e propongono di portarla già sui luoghi, a 8 km, nella chiesa in costruzione, e di fare tutte le offerte possibili: la bambina guarisce il 15. Durante i tre seguenti anni, fino al 1452, il notaio dà atto di trentotto altri casi: guarigioni di malati del cuore, degli occhi, di muti, di malattie di ogni tipo e… di morti già in sudario che si rialzano. Cita anche delle liberazioni inspiegabili di prigionieri e dei superstiti di incidenti funesti caduti in un pozzo profondo, “una farfalla bianca guida uno di essi verso l’uscita, poi su otto chilometri”. Tutti loro, o i loro vicini, hanno invocato “Santa Maria della Croce”, “perché avevano sentito parlare dei numerosi miracoli che compiva” – ed effettuata subito la visita, doni ed ex voto promisero. A partire da 1452, un altro notaio, Pedro Sanchez di Boro,descrisse i fatti più notevoli: delle vere risurrezioni, come accadde a Lazzaro. Oggi, una sorgente trovata nella corte del convento, costruita sui luoghi dell’apparizione, sgorga, abbondante, ai piedi della statua di Notre Dame della Croce: si sa, per esempio che la sua acqua ha reso la vista ad un cieco. La costruzione della cappella, “La Casa della Vergine” e di un eremitaggio, cominciarono immediatamente, fin da 1449. A partire da 1464, un gruppo di “Sorelle della penitenza del San Francesco” vivevano in ciò che si chiamava allora il béguinage. Le tradizioni rimangono incerte sul destino della piccola Inés. Diventata vedova, avrebbe finito la sua vita dalle Clarisse di Zamora? La Santa Vergine mandò, nel 1496, un’altra ragazza di quindici anni che diventerà una badessa celebre: “la Santa Juana” (Jeanne), rivelandogli “che era stata scelta per supplire alla defezione di Inès”. Sotto l’influenza di questa grande badessa carismatica – più tardi dichiarata Venerabile -, il béguinage diventò monastero. All’epoca della riforma francescana del cardinale Cisneros, la comunità diventò Terzordine, accettando la chiusura ed una regola rigorosa. Dal 1974, le religiose sono delle Clarisse. Fin da 1789, un padre francescano, Fray Joaquin Diaz Bernardo, cappellano del convento, ricopiò i documenti originari dei processi ecclesiastici, in triste stato. Ma questa copia fu persa all’epoca delle vicissitudini che subirono monastero e chiesa: spogliati e mezzo distrutti dalle truppe di Napoleone, alla fine del XVIII secolo, furono incendiati e rasi al suolo a causa delle truppe anarco-comuniste del 1936 – che assassinarono otto religiose. Ricostruiti in parte dal programma “Regioni devastate”, le Clarisse ripresero la loro vita comunitaria fin da 1943. In quanto alla copia persa dei documenti dell’ epoca, essa fu ritrovata da Padre Urrutia per caso, in una particolare casa dove era stata nascosta per sicurezza. Il manoscritto è affidato ora di nuovo alla custodia delle Clarisse.
1453 Ghisalba (BG) Italia L’origine del Santuario è legato al fatto avvenuto il 14/8/1453. Antoniola, una contadina di 60 anni, chiamata col diminutivo di Tonolla, la mattina ebbe la visione di Maria, mentre faceva colazione, che le chiese che in quel luogo si erigesse una cappella ed a riprova della sua richiesta infisse nella gola il coltello con il quale Tonolla tagliava il pane, dicendole che lo avrebbe tenuto fino a quando non fosse stata decisa la costruzione sacra.Maria le disse:”Io voglio che tu dica agli uomini e alle donne di Ghisalba che qui mi facciano edificare una cappella e, affinché ti credano, ti darò un segno. Ti metterò il tuo coltello nella gola e nessuno te lo potrà levare fino a che non decideranno di costruirmi la cappella”. Quando Tonolla ottenne l”impegno delle autorità per la costruzione, essa potè estrarre il coltello dalla gola senza alcuna conseguenza.
1465 Garlasco (PV) Italia Il 1° Settembre del 1465, giorno di domenica, la Vergine apparve ad una pastorella tredicenne muta, di nome Maria. La ragazza, sorpresa da un fortunale presso un’edicola mariana, aveva invocato l’aiuto della madonna, che le apparve rincuorandola e risanandola, chiedendole inoltre di fare edificare una chiesetta in suo onore.
1468 Ospedaletto E. (PD) Italia Il 21 settembre 1468 la vergine apparve a Giovanni Zelo, un barcaiolo di Ponso che da padova stava ritornando a casa. Raggiunta Este sul far della sera, l’uomo s’era fermato a dormire in barca sotto il ponte del Borini. verso mezzanotte fu svegliato da una voce femminile che per tre volte lo chiamò. L’uomo vide due belle Signore che gli ingiunsero di seguirle. Trovato stranamente abbassato il ponte levatoio della città, si incamminarono verso la campagna dove, in località Tresto, una delle due Signore si sedette sulla riva di un fosso e disse all’altra di andare a prenderle un grappolo d’uva; quindi chiese a Giovanni se la conoscesse. Alla sua risposta negativa ella soggiunse che era Maria, la Madre di Dio, invitandolo poi a non bestemmiare e ad adoperarsi affinché su quel luogo le fosse edificata una chiesa secondo il disegno e le misure che le illustrò.
1470 Badia di Cava (SA) Italia Gabriele vede in sogno la Madonna, che gli dice:

«Gabriele, lascia ad altri la cura delle capre; edificami in quella grotta una cappella, ed io sarò sempre la tua Avvocata».

1479 Mogliano Veneto (TV) Italia Nell’agosto del 1479 la Vergine apparve ad una sordomuta donandole la guarigione ed esprimendo il desiderio che venisse costruita una cappella su quel luogo.
1480 Canzano (TE) Italia “Io sono la Regina del Cielo: va in Canzano, e dì a quel popolo esser mia volontà che si edifichi una Chiesa in mio onore nel Piano del Castellano”.
1480 Boccadirio (BO) Italia Da questa balza partendosi, la SS. Vergine s’accostò ai due putti dalla parte del Rio, verso levante, dov’essi l’invocavano, e disse loro, e primieramente a Donato che dovesse farsi sacerdote, come felicemente successe; alla Cornelia, poi, che si facesse monaca, aggiungendole, che ciò seguirebbe nella Toscana e additandole e mostrandole quel monastero col suo sito e forma, dov’ella si sarebbe monacata. Comandò finalmente ad ambedue che facessero intendere al popolo di Baragazza che in quel luogo fabbricasse un tempio ad onor suo, promettendo che tutti quelli che fossero poi divoti e frequenti in detto luogo, otterrebbero tutto ciò che sotto la protezione ed invocazione di Lei domandassero sommo Iddio”.
1483 Imola (BO) Italia Un pio pellegrino, di nome Stefano Mangelli, percorre solitario la «strada regale», che da Bologna conduce alle città di Romagna. Viene da Cremona ed è diretto a Loreto, per venerare la santa Casa di Nazareth, dove il Verbo si è fatto carne.A mano a mano che avanza, il pellegrino non manca di rendere omaggio alle tante immagini della Madonna che incontra per via e di accendere una candela davanti a ciascuna di esse.Il Giovedì Santo del 1483, quell’anno cadeva il 27 marzo, ed era ancora una rigidissima giornata d’inverno; il pellegrino arriva a tre miglia da Imola, dove scorge, all’incrocio con una strada secondaria, un rozzo pilastro, fiancheggiato da un piccolo pero «un Piradel», che custodisce, in una finestrella, un’immagine di Maria col Bambino, dolce e materna. La località, a causa di quel piccolo pero «un Piradel», si chiama «il Piradello o Piratello».Il pellegrino si accosta a compiere il rito consueto di recitare una preghiera e di accendere una candela, quando accade un fatto meraviglioso: la sua candela si rovescia e si spegne, ma subito dopo, come per mano di un angelo, si risolleva e si riaccende da sé. Lo stupore del pellegrino si accresce, quando ode distintamente una voce dolcissima, che gli dice di andare alla vicina città a dire alla gente che lei, «la Immacolata Maria Regina di vita eterna», vuole essere venerata in quel luogo.«Non aver paura, Stefano, sono proprio la Madonna, la Madre di Dio. Se quelli non ti credono, mostra queste»;mentre la Madonna gli parla, Stefano sente che la sua casacca si riempie di rose, nonostante la stagione ancora fredda. Con la gioia nel cuore e la certezza che Maria gli abbia veramente parlato, il pellegrino percorre d’un fiato le tre miglia che lo separano dalla città e si presenta al Magistrato, al quale narra l’accaduto. Il fascio di rose freschissime, che si ritrova in grembo, nonostante il rigidissimo inverno, vale a dissipare ogni dubbio sulla veridicità del messaggio che egli reca.
1484 Sasso (FI) Italia La Madonna, apparendo, restituì la salute al moribondo genitore e, contemporaneamente,chiese alle due pastorelle “di far sapere a Firenze – la rinascimentale! – al Clero e al Popolo che la loro Madre Celeste invitava tutti a ritornare a leggere e meditare il Vangelo, accogliendo la Parola di Dio con le disposizioni di mente e di cuore con le quali Ella stessa accolse la Parola nella Annunciazione”.La Madonna inoltre ordinò alle due giovinette e anche al miracolato babbo Giovanni Ricovera di invitare le Autorità a costruire sul Sasso una chiesa più ampia dell’Oratorio primitivo esistente presso il Tabernacolo dell’Eremita” perché – avrebbe promesso la Vergine SS.ma – qui mi piace essere venerata e da qui effondere grazie su chi degnamente le richiederà”.Le Apparizioni della Madonna furono diverse – la Vergine per i suoi messaggi, si rivolse di preferenza ad Eletta la più grandicella delle due sorelline Ricovera – ma il Santuario fa memoria liturgica soltanto di cinque apparizioni perché storicamente ben circostanziate: 24 giugno, 2 luglio, 22 aprile, 21 settembre, 26 dicembre. Di altre apparizioni che vengono datate nel 1490, anno in cui fu posta la prima pietra della”Nuova Chiesa” richiesta dalla Madonna, oltre l’annalista fiorentino Arcangelo Giani (1621), ne parlano il Cassi, il Del Soldato etc …Le due veggenti non interposero indugio nel comunicare a tutti i desideri della Madre di dio: ma – benché corroborate dalla testimonianza del miracolato genitore al quale parimenti era apparsa la Vergine – non furono benevolmente ascoltate.In particolare la realizzazione del tempio si arenava a causa di opposizioni di ogni specie che furono però superate in forza della cosiddetta Grande Apparizione. Infatti il 22 agosto1485 la Vergine, portando in braccio il Bambino Gesù, si mostrò a tutto il popolo, radunato in preghiera con le sorelline Ricovera davanti al Tabernacolo dell’Eremita, e con chiara voce confermò la veridicità dei messaggi trasmessi dai Ricovera e ripeté il suo invito e la sua promessa: “Costruite qui una chiesa più grande perché qui mi piace essere venerata e da qui effondere grazie su coloro che, dando ascolto ai miei materni inviti, le chiederanno in modo degno”.
1490 Crema Italia Bartolomeo e CaterinaIl bergamasco Bartolomeo Pederbelli, soprannominato Contaglio, aveva precipitosamente abbandonato la sua dimora in Valle Imagna, esattamente a Cà de’ Contagli presso Cornabusa, perché colpito dal bando per omicidio. Non si sa né quando né come né perché uccise. Si rifugiò a Crema, dove si dedicò al commercio delle stoffe. Qui conobbe e sposò Caterina degli Uberti il 13 febbraio 1489. Caterina apparteneva alla rinomata Famiglia degli Uberti, probabile diramazione del ceppo fiorentino. Era di animo gentile e nutriva una tenera devozione alla Madonna. Sappiamo che era rimasta orfana anche del padre nel 1486; sappiamo che viveva nella casa paterna con la vedova del fratello Giandomenico e i tre nipotini; sappiamo che era sotto la tutela del fratello Cristoforo, il quale combinò, secondo le abitudini del tempo, il suo matrimonio con Bartolomeo Contaglio sulla base di lire imperiali 700 in dote da pagarsi in due anni. Ma, dopo un anno di matrimonio, nella giovane famiglia scoppiò la tragedia. Bartolomeo, o perché infastidito nella sua condotta sregolata dai richiami e dagli esempi della sposa o perché irritato dal fatto che il cognato Cristoforo si rifiutava di anticipargli la liquidazione della dote o per altre ragioni che ignoriamo, prese a odiare Caterina. E l’odio sfociò nel delitto.Il delittoBartolomeo, per affari o per capricci, si assentava spesso da Crema. Il 3 aprile 1490 vi ritornò deciso a portare Caterina dai suoi familiari nel bergamasco. Disse che sua madre era ammalata, che i suoi parenti volevano conoscere la sposa, che il bando era stato tolto e molte altre cose. Caterina si lasciò convincere. Prese quanto di meglio avesse in roba e gioielli e, al tramonto, uscì dalle porte della Città per andare a pernottare, secondo l’accordo con il marito, presso il fratello Cristoforo al fine di partire di buon’ora, l’indomani. Mentre era in cammino, Bartolomeo la raggiunse, la obbligò a salire sul suo cavallo e si diresse verso Bergamo. Quando fu lontano da Crema circa un miglio e fu sicuro che le porte della Città fossero chiuse, deviò per un sentiero che portava al fiume Serio. Arrestò il cavallo nel bosco detto “il Novelletto” e obbligò Caterina a smontare. Si era fatto buio e pioveva. Bartolomeo si avventò contro la moglie terrorizzata, le strappò gli anelli e cominciò a vibrarle violenti colpi di spada. Caterina si difese il capo con la mano destra, che le venne tagliata e buttata lontano; poi fu alla mercé della furia del marito, che la colpì brutalmente quattordici volte al capo e al corpo, ruppe la spada e brandì il pugnale. L’assassino, infine, raccolse il fardello con i gioielli, balzò a cavallo e si dileguò nella notte. Di lui non si seppe più nulla.L’ApparizioneLa sventurata Caterina agonizzava in una pozza di sangue. Invocò la Madonna, implorando la grazia di ricevere i santi Sacramenti prima di morire. Immediatamente vide accanto a sé una donna poveramente vestita, che la prese per un braccio e le disse: «Alzati, figlia, e non dubitare». L’emorragia delle ferite si arrestò all’improvviso. «Ma voi chi siete?», domandò Caterina. E la Vergine: «Io sono Colei che tu hai invocato. Seguimi! ». L’accompagnò al vicino casolare abitato dai Samanni e dai Mongia, e poi scomparve. Le porte della Città erano chiuse e Caterina trascorse la notte circondata dalle cure di quella gente povera e fortunata. L’indomani, Domenica delle Palme, dai parenti costernati venne trasportata in Città, nella casa di Filippo Tensini, suocero di una sua sorella. Il fratello Cristoforo era assente. Fu assistita dal medico Cristoforo di Marco Barbiero, fu interrogata dal “Giudice del Maleficio” (cioè il Magistrato) Martino de’ Mastellari, ricevette con fede e commozione i santi Sacramenti ad opera del “prete Filippo di S. Benedetto”. Subito dopo, l’emorragia riprese inarrestabile e Caterina spirò serenamente, perdonando al marito. Venne sepolta nello stesso giorno nella Chiesa di S. Benedetto in Crema.Il cerchio luminosoIl Podestà veneto di allora, Nicolò Friuli, mal tollerava l’entusiasmo della folla al “Novelletto”. Il 18 giugno 1490, nel pomeriggio, si lasciò convincere a farvi un sopralluogo: una visione straordinaria colpì lui e tutti i presenti. In un cielo tersissimo, attorno al sole apparve come un cerchio iridato, che per tre volte scese verso il luogo dell’Apparizione e risalì scomparendo definitivamente. Il Priuli pianse di stupore e di pentimento e, poi, si fece promotore del Comitato per la costruzione di un grande Tempio. Si dice che il Tempio sorse con forma circolare in ricordo di quella visione. Lo stesso Priuli, in una solennissima cerimonia del 6 agosto 1490, pose una delle prime pietre che davano l’avvio alla costruzione dello splendido Santuario, che venne appunto dedicato alla Madonna della neve, festa che si celebrava il 5 agosto.
1490 Monte Figogna (GE) Italia la Beata Vergine lo confortò dicendogli dolcemente: “Non temere, o Benedetto; io sono Maria, la madre di Gesù Cristo”; e indicandogli colla mano il punto soggiunse:”Io voglio che là tu mi fabbrichi una cappella”.
1491 Trois-Epis Francia « Rialzati, brav’uomo, – disse la Vergine dolcemente- e ascolta. Vedi queste spighe? Sono il simbolo dell’abbondanza delle belle messi che verranno a ricompensare gli esseri virtuosi, generosi e a portare il benessere e l’allegria nei focolari dei cristiani fedeli.Quanto a questo ghiacciolo, significa che la grandine, il gelo, l’inondazione, la fame e tutte le loro conseguenze di desolazione e mali verranno a punire i miscredenti la cui gravità dei peccati ha potuto sopraffare la misericordia divina. Va’ buon uomo, vai per i villaggi ed annuncia a tutti gli abitanti il senso di queste profezie. »
1492 Gallivaggio (CO) Italia dissero di aver visto una donna maestosa che rivelò di essere la Vergine Maria, apparsa per convertire i peccatori, per ricordare ai fedeli di santificare le feste, di pregare e di fare penitenza. Sul luogo fu costruita una cappella, in seguito una chiesa; qui affluirono nel corso dei secoli molti pellegrini.
1493 Racconigi (TO) Italia Il 16 luglio 1493 la Santa Vergine apparve lungo la sponda del torrente Maira ad un giovane pastore sordomuto, Antonio Chiavassa, sanandolo. I Carmelitani scalzi edificarono sul luogo dell’apparizione una chiesa, distrutta nel 1802.Carlo Alberto, nel 1835, avviò l’edificazione del santuario in ringraziamento alla Madonna delle Grazie, che aveva fatto cessare l’epidemia di colera al termine di una novena votiva che la popolazione le aveva rivolto.
1494 Balze di Verghereto (FC) Italia A quota 1096 metri sul livello del mare sorge Balze, il più alto paese dell’Appennino romagnolo, collocato alle falde di una granitica barriera formata da rupi ciclopiche vicine alle sorgenti del Tevere. Secondo la tradizione il paese sarebbe nato in seguito ad un fatto prodigioso, ossia l’apparizione, datata 17 luglio 1494, della Madonna a due pastorelle. Il paese si sviluppa lungo la strada, con a monte Balze villaggio e a valle Balze castello. Il paese, ben attrezzato sia per il turismo estivo che per quello invernale, offre occasioni per varie escursioni a piedi. Sembra che le due ragazzine, dopo avere assistito all’apparizione della Vergine sopra un grosso masso, guarirono dalla loro menomazione.
1496 Monte Altino (BG) Italia Un abitante di Vall’Alta, di nome Quinto Foglia, si trovava in compagnia dei suoi due figli sulle pendici del Monte Altino (da cui il Santuario prende il nome) intento a lavorare nei boschi. La giornata era afosa, la terra riarsa per la prolungata siccità di quell’anno; frustrato per le fatiche e il caldo torrido, Quinto Foglia e i suoi due figlioletti furono presi da grandissima sete.Non sapendo che fare, con i figli che rischiavano di morire su quei boschi, Quinto Foglia si rivolse con grandissima fiducia alla Mamma del cielo perché potesse soccorrerlo in quella gravissima difficoltà. La preghiera venne esaudita, la Madonna apparve e disse a Quinto Foglia di battere con il falcetto la roccia che gli stava davanti. Miracolosamente sgorgò uno zampillo di acqua sorgiva.
1504 Tirano (SO) Italia “Va’ dovunque puoi andare e a tutti fa conoscere la mia apparizione in questo luogo e il mio volere”.
1505 San Polo (RI) Italia Giovanna percepì con immediatezza di trovarsi di fronte alla Vergine Maria, si inginocchiò e incrociò, tremante per lo spavento, le braccia sul petto. La Beata Vergine la calmò subito e le chiese dolcemente quale fosse stato l’effetto dell’apparizione del suo servo il giorno precedente. Al silenzio della giovane, Maria soggiunse di chiamare il prete di San Polo, di ingiungergli a suo nome di suonare le campane e di radunare tutto il popolo, di fargli la predica e di invitarlo:1 – a ravvedersi;2 – a confessare i propri peccati;3 – a perdonare le offese ricevute;4 – a fare tre giorni di devote processioni;5 – ad osservare i giorni festivi, rispettando l’obbligo di partecipare alla santa messa;6 – a rispettare scrupolosamente tutti gli altri precetti della Chiesa;7 – a non trascurare in particolare le feste dedicate alla Madonna.Se i sanpolesi avessero eseguito gli ordini ricevuti sarebbero stati felici, altrimenti guai a loro.
1508 Chioggia (VE) Italia Improvvisamente si sentì chiamare da una voce proveniente dal lido; si voltò e vide una maestosa Signora. Era vestita di un manto nero e sedeva sopra un tronco di un albero sospinto sulla spiaggia dalle onde. La Signora, che si rivelò essere la Madre di Dio, gli disse che era profondamente amareggiata per la vita sregolata condotta dal popolo di Chioggia, in particolare per le:”profanazioni del giorno festivo, per il vizio della bestemmia e la pratica di una sfacciata immoralità”.L’uragano, con le sue rovine, non era che un preavviso di un cataclisma peggiore, se la città non si fosse convertita a avesse fatto penitenza. Gli chiese poi:”Informa il Vescovo dell’apparizione e ingiungigli, a nome Mio, di indire una crociata di preghiere, di penitenze e di esortazioni per scongiurare i mali gravissimi che opprimono la vita cristiana”.Prima di scomparire su una navicella ferma poco distante dalla spiaggia, gli si mostrò con il Figlio così come lo ricevette sulle ginocchia dopo la deposizione dalla Croce, cioè col corpo straziato, tutto lividure, piaghe e sangue, dicendogli:”Così l’hanno ridotto i peccati dei tuoi concittadini”.
1510 Motta di Livenza (VE) Italia Il 9 marzo 1510 la vergine apparve a Giovanni Cigana, un pio contadino di 79 anni, nativo di Redigole, che da vent’anni recitava ogni giorno il Rosario davanti ad un ‘Capitello’ della Beata Vergine, tuttora esistente. Mentre stava passando davanti al capitello della Madonna, posto all’incrocio di tre strade, l’uomo si arrestò colpito da una visione celeste: una bellissima giovane, vestita di bianco, se ne stava seduta sul campo di grano ancora verde.Tra il vecchio, stupito, e la misteriosa Fanciulla si svolse un dialogo semplice e cordiale. Poi, Maria gli avrebbe ordinato di digiunare insieme con la famiglia per tre sabati consecutivi, di predicare tale digiuno a tutta la popolazione di Motta e di proclamarlo per nove giorni continui in tutte le città, borgate e villaggi della terra trevisana. Chi avesse digiunato con vero pentimento avrebbe ottenuto misericordia e perdono dal Signore, sdegnato per i troppi peccati del popolo. Inoltre, gli ordinò di far costruire una chiesa in legno, dove il popolo si potesse raccogliere in preghiera.In seguito ai prodigi che si verificarono, l’autorità ecclesiastica istituì un processo canonico che confermò l’apparizione. La primitiva edicola in legno venne sostituita da un santuario, edificato tra il 1486 e il 1570.
1510 Aviano (PD) Italia Egli, dopo aver recitato le quotidiane orazioni presso un capitello sulla costa del monte di Aviano, udì una voce che dolcemente gli diceva:”Dove vuoi andare tu uomo dabbene?”.Scosso, rispose che voleva andare da un amico a chiedergli di venire ad arargli la terra.La voce gli rispose: “Verrà volentieri”. Dopodiché, alzando gli occhi, l’uomo vide Maria, vestita di bianco, che gli disse:”Orsù Antonio, sollevati pure e non temere. Da te io voglio, che alla tua casa ritornato, intimi rigorosi digiuno di tre sabati successivi in Mio onore; voglio quindi che per nove giorni interi a tutti d’intorno annunzi l’istessa opera di pietà e di penitenza, onde il Figliuol Mio Divino si plachi per li tanti peccati che in questi tempi oltraggiano la Divina Maestà. Voglio infine che a quanti tel chiederanno rechi notizia di ciò che ora ti accade ed ora Io ti dico, esortando ed intimando che in questo luogo stesso, ove mi vedi, sia la Mia Immagine onorata con tempio e con altare a me consacrati”.Ai timori ed ai dubbi dell’anziano, la Madonna replicò:”Tutti crederanno li miei devoti, e li fedeli servi del Mio Divin Figliuolo. Ma perché a te e a tutti credibile riesca questa Mia apparizione e questo Mio comando, tu avrai un contrassegno benché più meraviglioso del sole, che a te, e a quanti questa sera l’osserveranno, vermiglio comparirà e tutto di sangue cosparso e macchiato”.
1511 Castelleone (CR) Italia “Alzati, Domenica, non temere! Io sono la Madre di Misericordia. Tutti preghino Dio e facciano penitenza dei loro peccati. Troppo è offeso il Signore. Assicura tutti che io non mancherò mai di intercedere per i peccatori pentiti e di ottenere per loro perdono e misericordia. Si facciano pubbliche preghiere e rigorosi digiuni nei giorni di mercoledì, venerdì e sabato. Siano santificati e non profanati i giorni di festa. E’ mio desiderio che si costruisca in questo luogo una chiesa e sia chiamata Santa Maria della Misericordia”.
1511 Quero (TV) Italia Il 27 settembre 1511 la Vergine apparve a san Girolamo Emiliani, o Miani (1481-1537), fondatore a Somasca del sodalizio “De’ Servi dei poveri”, ovvero della Congregazione dei chierici Somaschi. Il Santo, capitano dell’esercito veneto, combattendo contro i francesi ed i loro alleati della lega di Cambrai, fu fatto prigioniero e rinchiuso nella fortezza di Castelnuovo. Qui, convertitosi, ricorse all’aiuto di Maria, promettendole che, se fosse stato liberato, si sarebbe recato in pellegrinaggio al santuario di Santa Maria Maggiore in Treviso. Mentre stava pregando, la Madonna gli apparve, sciogliendolo dai ceppi e dalle catene e liberandolo dalla grossa palla di marmo che gli avevano appeso al collo. Maria lo accompagnò fuori dal carcere e scomparve.
1512 Oneta (BG) Italia Il miracolo raccontato dalla tradizione (1) E’ in fama il santuario della B.V. Maria, posto alle radici del monte Albeno nel paese di Oneta in Valle Brembana. Ebbe origine quella fabbrica nel cadere del secolo XVI° da una apparizione della Madonna. Una fanciulla mendica, ma ricca di virtù al cospetto di Dio, guidando un giorno alcune pecore al pascolo, là ove un altissimo frassino stendeva assai largamente le sue braccia, piangendo per forte dolore che pativa negli occhi, alla intercessione della madre di Dio teneramente si raccomandava. Mentre struggevasi in lagrime ed in preghiere si espandeva, le apparve in avvenente aspetto quella Vergine che è salute agli infermi; e, rincoratala dal tremore che a quella apparizione l’aveva sorpresa, comandolle che ivi stesso edificare facesse una chiesa in onor del suo nome. Al comando univa Maria anche un portento, poiché imporporandole di gocce di sangue il grembiale, ordinolle di appressarselo agli occhi. A quel tocco fu liberata dal fiero dolore.
1512 Strugnano Slovenia All’improvviso, vicino alla porta della vecchia chiesetta qualcosa brillo – ad entrambi si presentò la miracolosa apparizione della bellissima Maria, vestita di bianco in una luce accecante con ai suoi piedi un venerabile vecchio. Era seduta sui resti di una meravigliosa colonna; tristemente, disse:”Nonostante vegli su di voi, mi avete dimenticato. Non ardono più le candele sotto la Mia Immagine, la chiesetta è trascurata e dalle pareti cadono le pietre”.Lasciò scendere una lacrima che, cadendo, si trasformo in migliaia di piccole gocce perlate. La triste Maria di Strugnano spari …
1514 Liveri di Nola (NA) Italia Apparizione di Liveri di Nola (Na)Il santuario di S.Maria a Parete è dedicato alla Immacolata Regina delle Vittorie e deve le sue origini alle apparizioni della Madre di Dio ad una giovane pastorella di Liveri di nome Autilia Scala. Tali apparizioni, tramandate da una veneranda e incontestabile tradizione, sono comprovate dalla seguente scritta che una volta si leggeva qui:D.O.M.DEIPARAE VIRGINI CUIUS OLIM IMAGOSUB TERRA SEPTA VEPRIBUS AUTILIA SCALA DIVINO MONTI INDICANTE, MIRACULIS LATE CLARUITET A PARETE, IN QUO PICTA EST NOMEN HABUIT ANNO AB EILSDEM VIRGINIS PARTU MDXIVPIDIE IDUS APRILIS Che tradotta in Italiano dice:“Alla vergine Madre di Dio, la cui immagine, una volta sotto coperta di spine, fu dissepolta in seguito ad una rivelazione divina fatta ad Autilia Scala, ampiamente rifulse per miracoli e prese il nome della parete sulla quale è dipinta, il 12 aprile nell’anno dell’era volgare 1514”.La vergine fece sentire ben presto ai suoi devoti la sua materna protezione con un abbondante pioggia di grazie per cui la devozione alla regina delle Vittorie di Liveri si diffuse rapidamente.La sacra immagine consiste in un affresco di scuola italo-bizantina, databile al sec. IX e raffigura la Madre del Signore con le mani congiunte in atteggiamento di preghiera, vestita in maniera regale, con il capo coperto e incoronato. Ai lati due Angeli, in espressione di servizio e di profonda venerazione, offrono alla Regina delle Vittorie il mondo, la palma e lo scettro, segni evidenti della efficacia e della universalità della sua mediazione materna.L’affresco, dopo un lungo periodo di abbandono, fu riscoperto in seguito alle apparizioni alla giovinetta Aurilia Scala, avvenute nei giorni 12 e 13 aprile 1514, con le quali Ella chiedeva la ripresa e la diffusione del culto in suo onore, in questo luogo.Ai piedi della icona fu trovata la famosa “CAMPANELLA DELLA MADONNA”, al cui suono la fede del popolo devoto associa un flusso continuo di grazie per i casi gravi ed urgenti della vita. Alle richieste quasi quotidiane del suono della campanella si unisce la preghiera solidale e fervente di quanti la ascoltano.
1518 Camogli (GE) Italia Allora la Beata Vergine le fece un segno sul palmo della mano, precisamente una M che al tempo si usava raffigurare in carattere gotico, presentando agli occhi del popolo molta somiglianza con un ferro di cavallo, e altrettanto fece su di una grossa pietra che si trovava li vicino, indicando in tal maniera il sito dove si sarebbe dovuto costruire il Santuario e il Monastero.
1519 Adro (BS) Italia La Vergine gli apparve dicendo di essere la Madre di Dio e dandogli un messaggio per gli abitanti di Adro.Il messaggio della Madonna conteneva un richiamo ad una vita cristiana un po’… più cristiana, e la costruzione di un santuario. Questi, appunto, dovevano costruirle una chiesa lì sul luogo dell’apparizione; dovevano, inoltre, emendarsi dai loro peccati, mutare la loro vita peccaminosa, santificare le feste, non bestemmiare il nome santo di Dio e astenersi dagli altri peccati. Se così non avessero fatto, dovevano aspettarsi grandi castighi.Soggiunse, poi, Maria:”E se ti domandano chi ti ha parlato dì a loro che è stata l’Avvocata de’ Peccatori, e per segno, oltre che tutti sanno che eri muto, prendi questa pietra e dalla a qualunque vuol vedere, che si muterà di colore di tempo in tempo: ed io intanto guarderò la greggia.”
1521 Cori (LT) Italia  
1527 Bovegno (BS) Italia “Ben hai risposto perché ben hai ricevuto e ben riceverai. Sappi che io sono la Vergine Maria della quale tanto sei devota; persevera nel bene come hai fatto finora e non venir meno alla tua devozione perché così tu sarai salva. Sappi che il primo del presente mese, cioè maggio, il mio Figlio aveva preparato un flagello sopra la terra che mai non fu l’uguale ed io inginocchiata ai suoi piedi, mostrandogli il seno al quale lo allattai, e domandandogli grazia, implorai la remissione di quel castigo. Questo tu dovrai far conoscere a tutti, dicendo loro che ognuno digiuni tre sabati a pane ed acqua e faccia penitenza dei suoi peccati affinché il mio Figliolo non si adiri un’altra volta. Facendo tutto ciò non abbiano paura di nessun castigo”.
1529 Napoli Italia “Nello mese di giugno di questo anno 1529, il terzo giorno di Pasca Rosata (martedì di Pentecoste), fu ritrovata vicino le mura della città di Napoli una immagine della Madonna Santissima Madre di Dio, per rivelazione de una vecchierella, che abitava là vicino, alla quale fu promesso dalla Madre di Dio il fine della peste, come si vedde con effetto; et perciò la Città di Napoli diede principio subito ad edificare una Chiesa a detta Immagine, con lo titolo di Madonna di Costantinopoli, et si spera, che la protegga da detto morbo per l’avenire in ogni tempo futuro. E non solamente la Madonna di Costantinopoli liberò Napoli dalla peste, ma anco dalla guerra…”.La Vergine disse:”Rallegrati, o figlia, perché si è placata l’ira del mio Divin Figlio; porta questa buona nuova ai tuoi afflitti concittadini. Dirai loro, da parte mia, che in rendimento di grazie scavino la terra qui vicino, ove troveranno dipinta sopra un muro la mia immagine nascosta sotto le rovine di un’antica cappella. Qui voglio che, ad onore del Mio Figlio Gesù ed a Mio nome, sia edificata una chiesa, dove onorandomi mi farò conoscere loro pietosa avvocata”.
1531 Guadalupe Messico La Signora gli dice di essere “la Perfetta Sempre Vergine Maria, la Madre del verissimo ed unico Dio” e gli ordina di recarsi dal vescovo a riferirgli che desidera le si eriga un tempio ai piedi del colle.
1532 Paitone (BS) Italia Narrano i libri esistenti negli archivi della Chiesa di Paitone: «Traeva stentata la vita con le fatiche dello sue mani un povero giovane della terra di Paitone, chiamato Filippo Viotti, il quale, fino dalla sua nascita privo dell’uso di favellare, temeva però Dio e, con atti di cristiana pietà, lo venerava e obbediva.In un giorno dell’anno 1532, mentre nel parco suo vivere questo buon fanciullo raccoglieva sopra una collina acerbi frutti, detti more, dagli spinosi cespugli gli apparve all’improvviso, assisa sopra di un sasso, la Santissima Madre di Dio, ammantata di bianca veste e coperta di velo brunato, la quale, riempiendo il di lui cuore d’insolita gioia, significogli di voler essere Ella la Protettrice del popolo di Paitone. Onde volesse egli avvisare i Reggenti di quel Comune perché colà fabbricassero a di Lei onore un tempio, dal qual sortir dovevano larghi doni della sua misericordia.
1536 San Bernardo (SV) Italia La mattina del 18 marzo del 1536 un anziano e pio contadino della valle di San Bernardo, Antonio Botta,dopo aver ascoltato la messa, si diresse verso un suo campo posto nella Valle di San Bernardo. Strada facendo recitava il rosario con la corona in mano, come era solito fare. Giunto ad un piccolo ruscello che si trovava presso la confluenza di un ruscello col torrente Lavagnola (ora Letimbro), si inginocchiò, forse per bere, quando udì una voce soavissima chiamarlo per nome più volte.Alzati gli occhi vide davanti a sé una luce abbagliante, mentre la voce continuava a chiamarlo. In mezzo a tale luce riuscì a scorgere una Donna di bellezza splendente, vestita di bianco, che poggiava i piedi su una pietra del torrente, ed era circondata da creature celesti, che gli disse:”Antonio, Antonio, alzati, non temere, io sono Maria. Va’ dal tuo confessore e dì a lui che annunzi, in chiesa, al popolo, un digiuno di tre sabati, e faccia tre processioni in onore di Dio e della Madre sua. Tu poi confessati e cibati del Sacramento istituito dal Figlio mio ed il quarto sabato ritorna in questo luogo, perché ho ancora da parlarti”.Passavano in quel momento sulla strada sovrastante alcuni barrocciai, ed egli stava per rialzarsi, temendo di essere scorto in quella posizione; ma la Madonna gli disse: “Non temere, non muoverti, perché non potranno vederti”.Eseguito il comando, Antonio fu creduto e il popolo fece quanto richiesto da Maria.Reggeva la diocesi monsignore Bartolomeo Zabrera, vicario del cardinale savonese Spinola, ed era podestà il genovese Baldassarre Doria. Le prime impressioni furono che si tentasse di creare subbugli in nome della fede, contro la tirannia genovese. Antonio Botta fu convocato in città per essere interrogato e, mentre arrivava, sulla cattedrale e sul castello apparvero tre fiammelle.L’8 aprile 1536, dopo un po’ che stava raccolto in preghiera nel luogo della prima apparizione, Antonio rivide la Madonna, che gli disse: “Tu andrai dai savonesi, i quali per chiarirsi delle cose che io avevo detto nell’altra mia visita a te, mandaron a chiamarti, e dirai loro che essi ancora annunzino al popolo che digiuni similmente tre sabati e facciano fare per tre giorni la processione a tutti i religiosi ed a tutte le confraternite, ed a questi sia raccomandata la disciplina, massimamente nel venerdì Santo; perché se non fossero quelle poche orazioni e buone opere che si fanno dalle confraternite e da altri servi di Dio, sarebbe il mondo più tribolato che ora non è: dicano poi a tutto il popolo che si emendi dalle iniquità, lasciando i vizi ed i peccati, perché il mio Figlio è molto adirato contro il mondo per le grandi enormità che in quello al presente regnano e se questo non faranno, breve sarà la loro vita”.Antonio avrebbe voluto un segno, ma la Vergine gli rispose:” Va’, io diedi ad essi un tal segno interno in quella sera, quando dinanzi a loro fosti chiamato, che senz’altro ti crederanno. Tu seguiterai il tuo tenore di vita, ed io ispirerò a molti quello che avranno a fare”. Quindi, alzando gli occhi al cielo, Maria benedisse tre volte il ruscello, tre volte ripetendo:”Misericordia, o Figlio, non Giustizia”.Scomparsa lasciò per qualche tempo il quel luogo un soavissimo profumo.Molti pellegrini accorsero sul luogo dell’apparizione e le acque del ruscelletto si rivelarono miracolose; due uomini ciechi di Cantù e una signora storpia di Alassio furono toccati dalla grazia. Sul “Rivo della Madonna” (che, col passare del tempo, prese il nome di “Rivolo”) fu edificato prima un oratorio, e quindi un tempio con vicino un ospizio per pellegrini. Inoltre, per agevolare i pellegrinaggi, fu fatta la strada Savona-Santuario (nel 1568), sul cui itinerario vi sono nove cappellette votive, edificate per volontà del patrizio Franco Corsotti, in ricordo delle grazie ricevute. Maria fu ancora vista da un padre cappuccino in località Poggio il 18 marzo del 1580, in atteggiamento di benedire la processione giunta nella piazza sottostante, e li fu eretta prima una croce e, nel 1680, una cappella, “La Crocetta”, con affreschi di Bartolomeo Guidobono. Fra i tanti famosi pellegrini ricordiamo: Papa Pio VII Filippo I di Spagna, Emanuele Filiberto di Savoia, l’Imperatrice Maria d’Austria, Papa Pio IX, Carlo Alberto e Vittorio Emanuele II.La madonna apparve nuovamente il 18 marzo 1606 a padre Agostino da Genova, instancabile predicatore contro gli eretici, nell’atto di benedire i savonesi. Tale manifestazione avvenne sul luogo in cui la Madonna era apparsa ad Antonio Botta nel 1536.
1536 San Bernardo (SV) Italia La mattina del 18 marzo del 1536 un anziano e pio contadino della valle di San Bernardo, Antonio Botta,dopo aver ascoltato la messa, si diresse verso un suo campo posto nella Valle di San Bernardo. Strada facendo recitava il rosario con la corona in mano, come era solito fare. Giunto ad un piccolo ruscello che si trovava presso la confluenza di un ruscello col torrente Lavagnola (ora Letimbro), si inginocchiò, forse per bere, quando udì una voce soavissima chiamarlo per nome più volte.Alzati gli occhi vide davanti a sé una luce abbagliante, mentre la voce continuava a chiamarlo. In mezzo a tale luce riuscì a scorgere una Donna di bellezza splendente, vestita di bianco, che poggiava i piedi su una pietra del torrente, ed era circondata da creature celesti, che gli disse:”Antonio, Antonio, alzati, non temere, io sono Maria. Va’ dal tuo confessore e dì a lui che annunzi, in chiesa, al popolo, un digiuno di tre sabati, e faccia tre processioni in onore di Dio e della Madre sua. Tu poi confessati e cibati del Sacramento istituito dal Figlio mio ed il quarto sabato ritorna in questo luogo, perché ho ancora da parlarti”.Passavano in quel momento sulla strada sovrastante alcuni barrocciai, ed egli stava per rialzarsi, temendo di essere scorto in quella posizione; ma la Madonna gli disse: “Non temere, non muoverti, perché non potranno vederti”.Eseguito il comando, Antonio fu creduto e il popolo fece quanto richiesto da Maria.Reggeva la diocesi monsignore Bartolomeo Zabrera, vicario del cardinale savonese Spinola, ed era podestà il genovese Baldassarre Doria. Le prime impressioni furono che si tentasse di creare subbugli in nome della fede, contro la tirannia genovese. Antonio Botta fu convocato in città per essere interrogato e, mentre arrivava, sulla cattedrale e sul castello apparvero tre fiammelle.L’8 aprile 1536, dopo un po’ che stava raccolto in preghiera nel luogo della prima apparizione, Antonio rivide la Madonna, che gli disse: “Tu andrai dai savonesi, i quali per chiarirsi delle cose che io avevo detto nell’altra mia visita a te, mandaron a chiamarti, e dirai loro che essi ancora annunzino al popolo che digiuni similmente tre sabati e facciano fare per tre giorni la processione a tutti i religiosi ed a tutte le confraternite, ed a questi sia raccomandata la disciplina, massimamente nel venerdì Santo; perché se non fossero quelle poche orazioni e buone opere che si fanno dalle confraternite e da altri servi di Dio, sarebbe il mondo più tribolato che ora non è: dicano poi a tutto il popolo che si emendi dalle iniquità, lasciando i vizi ed i peccati, perché il mio Figlio è molto adirato contro il mondo per le grandi enormità che in quello al presente regnano e se questo non faranno, breve sarà la loro vita”.Antonio avrebbe voluto un segno, ma la Vergine gli rispose:” Va’, io diedi ad essi un tal segno interno in quella sera, quando dinanzi a loro fosti chiamato, che senz’altro ti crederanno. Tu seguiterai il tuo tenore di vita, ed io ispirerò a molti quello che avranno a fare”. Quindi, alzando gli occhi al cielo, Maria benedisse tre volte il ruscello, tre volte ripetendo:”Misericordia, o Figlio, non Giustizia”.Scomparsa lasciò per qualche tempo il quel luogo un soavissimo profumo.Molti pellegrini accorsero sul luogo dell’apparizione e le acque del ruscelletto si rivelarono miracolose; due uomini ciechi di Cantù e una signora storpia di Alassio furono toccati dalla grazia. Sul “Rivo della Madonna” (che, col passare del tempo, prese il nome di “Rivolo”) fu edificato prima un oratorio, e quindi un tempio con vicino un ospizio per pellegrini. Inoltre, per agevolare i pellegrinaggi, fu fatta la strada Savona-Santuario (nel 1568), sul cui itinerario vi sono nove cappellette votive, edificate per volontà del patrizio Franco Corsotti, in ricordo delle grazie ricevute. Maria fu ancora vista da un padre cappuccino in località Poggio il 18 marzo del 1580, in atteggiamento di benedire la processione giunta nella piazza sottostante, e li fu eretta prima una croce e, nel 1680, una cappella, “La Crocetta”, con affreschi di Bartolomeo Guidobono. Fra i tanti famosi pellegrini ricordiamo: Papa Pio VII Filippo I di Spagna, Emanuele Filiberto di Savoia, l’Imperatrice Maria d’Austria, Papa Pio IX, Carlo Alberto e Vittorio Emanuele II.La madonna apparve nuovamente il 18 marzo 1606 a padre Agostino da Genova, instancabile predicatore contro gli eretici, nell’atto di benedire i savonesi. Tale manifestazione avvenne sul luogo in cui la Madonna era apparsa ad Antonio Botta nel 1536.
1536 Monte Stella (BS) Italia Sul monte detto della Selva, fra San Vigilio, Gussago e Cellatica, nel 1536 la Vergine col Bambino apparve al pastore sordomuto di Gardone Antonio de’ Antoni. Narra la tradizione che la commissione incaricata di amministrare le offerte elargite dai devoti, giunta sul luogo dell’apparizione trovò, tracciata sul terreno, la pianta del futuro tempio “nel cui mezzo elevavasi un giglio … su cui spargeva i suoi raggi una stella ”.
1536 Combarbio di Anghiari (AR) Italia “L’11 luglio 1536 la Vergine santissima apparve ad una pastorella dodicenne in località Combarbio, comune di Anghiari. Le apparizioni si ripeterono nei giorni seguenti e la notizia si diffuse tra le popolazioni dell’alta Valtiberina, della valle della Sovara e dei dintorni, che accorsero sempre più numerose, manifestando fervida devozione verso la Madre di Dio. Le testimonianze storiche riferiscono fatti miracolosi attribuiti all’intercessione della Vergine.”
1543 Ameno (NO) Italia L’origine del Santuario della Bocciola nel comune di Ameno, frazione di Vacciago, provinca di Novara, si riconduce ad un espisodio della prima metà del Millecinquecento, in un’epoca che vede anche il sorgere dei Santuari mariani della Madonna di Re in Vigezzo (1494) e del Boden presso Ornavasso (1528), nonchè del vasto Sacro Monte di Varallo nella vicina Val Sesia (1481). Secondo quanto si legge nel diario di un notaio ortense, Elia Olina, il lunedì 28 maggio (o marzo secondo la tradizione) del 1543, “la Beata Vergine Maria apparve ad una fanciulla che custodiva le bestie”.Successive notizie precisano le circostanze miracolose dell’episodio. Giulia Manfredi, così si chiamava la fanciulla, era muta dalla nascita e abitava a Vacciago, in una casa che ancora oggi si trova lungo un viottolo poco prima del Santuario.Quel giorno stava pascolando al solito il bestiame poco lontano, presso una cappella in cui era effigiata la Madonna in trono con il Bambino fra le braccia.Ad un tratto vide sfolgorare fra i rami di un pruno selvatico (BOCCIOLO nel dialetto locale; ovvero su un alberello di bosso) la Madonna con il Bambino. Le parlò e disse che gradiva molto le sue preghiere; che presto l’avrebbe accolta in Paradiso, ma che prima le affidava un messaggio da portare a tutti gli abitanti del posto: la Madonna chiedeva loro di solennizzare in suo onore, oltre la domenica, il sabato pomeriggio; in cambio avrebbero avuto da lei speciale protezione.A prova della verità della promessa e dell’apparizione, Giulia Manfredi acquistò la parola. Quando riferì ai compaesani ciò che le era accaduto e ciò che le era stato comandato, l’incredulità fu vinta da un altro miracolo: improvvisamente le campane della chiesa di Vacciago presero a suonare a festa senza essere toccate da nessuno. Introdotta l’usanza del riposo del sabato, altrettanto rapidamente si pensò all’erezione di una chiesetta devozionale là dove ancora oggi una lapide posta nel 1852 sul ciglio della strada che da Vacciago porta a Miasino, ricorda la discesa della Regina del Cielo.
1543 Cantù (CO) Italia “Angelina, ritorna alla tua famiglia, e dì ai tuoi che vengano fuori a mietere il grano che è tutto maturo”.
1550 Castel San Pietro (BO) Italia «Nell’anno del Signore 1550, il 22 febbraio, la Beata Vergine Maria, nella forma che qui appare, si mostrò ad Antonia Bedini che andava elemosinando un po’ di pane. La Madre SS. le disse: entra in casa, e nella madia, troverai quello di cui hai bisogno e vai in cerca; né finché vivrai, ciò ti verrà più meno».
1555 Corbetta (MI) Italia Il Bambino Gesù sfugge dal braccio della Madonna e scende in piazza a giocare con tre suoi coetanei.
1556 Arcola (SP) Italia L’apparizione mariana di Arcola avviene mentre fervono i lavori del Concilio di Trento (1545-1563) che con le sue coraggiose riforme tanto impulso darà alla nascita di diversi movimenti ecclesiali e di nuovi modelli di santità, in un borgo tormentato, come tanti altri in Italia, da rivalità tribali e da cicliche epidemie. “Andate e dite al popolo di pregare e fare penitenza”.
1557 Giulianova (TE) Italia “Su, Bertolino, levati e vanne tosto in Giulianova e spargi per tutto il paese la lieta novella che la Gran Madre di Dio qui ha scelto la sua dimora. Avvisa il clero che venga senza indugio alcuno con solenne processione ad onorarmi e che qui, dove tu ora mi vedi, mi si costruisca un santuario”.
1557 Montallegro (GE) Italia «Non temere Giovanni! Sono la Madre di Dio. Ti ho scelto a messaggero del mio materno volere. Va’ agli ecclesiastici di Rapallo e fa’ loro sapere che la Madre di Dio ha prescelto questo luogo a sua perpetua dimora e desidera che qui sia eretta una chiesa al suo nome».
1558 Gerosa (BG) Italia il prodigioso evento: immerse devotamente nella preghiera, appare loro la Madonna! La Vergine Santa stringe le loro mani e le conforta con il suo «celestiale sorriso», indicando alle due bambine assetate una vena d’acqua purissima che sta sgorgando ai loro piedi, ed invitandole a refrigerarsi.Poi ordina loro di annunciare agli abitanti del paesello la Sua volontà: che si edifichi in quel punto una chiesa. A prova della sua apparizione invita le fanciulle a mostrare a tutti la sorgente, poi si congeda da loro annunciando che: «Entro otto giorni verrò a prendervi ed entrerete in paradiso».Quindi l’accorrere del popolo meravigliato per la sorgente… e, soprattutto, per la prematura dipartita delle due fanciulle dopo gli otto giorni vaticinati.
1562 Petrella (RI) Italia La vergine ordina alla fanciulla di chiedere al suoi concittadini conversione, penitenza, preghiera, rispetto per il sabato come giorno consacrato alla Madonna, frequenza dei Sacramenti.
1562 MONCRIVELLO (VC) Italia Un giorno, mentre sta pregando, vede comparire proprio su quel tronco, in una luce vivissima, La Vergine Santissima, con in braccio il Bambino Gesù, che le sorride amabilmente. Nel medesimo tempo sente rifluire nel suo povero corpo la vita: la schiena le si drizza, la sua lingua si scioglie e tutti i mali se ne vanno. Si sente completamente guarita. La Madonna le avrebbe anche parlato dicendole che desiderava che si edificasse al Trompone una Chiesa, perché potesse diventare proprio lì distributrice di grazie ai sofferenti.
1572 Caltagirone (CT) Italia Il 15 agosto 1572, alla fonte del rione Ponte, una bambina sordomuta, attingendo acqua, vide riflessa la Vergine con in braccio il Bambino Gesù. La notizia si sparse per l’intero paese, ma l’immagine della Madonna era visibile soltanto a chi era in grazia di Dio. Una di queste persone che poté vedere la Santa Vergine, un pittore, La ritrasse (il dipinto è conservato nel santuario) e un anno dopo, nel 1573, in occasione dell’edificazione del Santuario, il quadro si trovava sul luogo dell’apparizione.Alla fine del XVI secolo si avverò un altro straordinario evento: la domenica dopo il giorno dell’Ascensione si udirono le campane suonare spontaneamente e nella fonte, ormai divenuta celebre, si vide una Stella luminosa con sei candele intorno.
1573 Monsummano Terme (PT) Italia Alzando gli occhi pieni di lacrime, Jacopina vede l’Immagine animarsi:La Madonna muove gli occhi e stendendo il braccio le indica dove si è radunato il gregge. Aggiunge pure di recarsi al castello e di dire al rettore della Chiesa di San Nicolao di costruire una chiesa lì dove si trova il Tabernacolo.
1574 Casalpusterlengo (LO) Italia tutti vedono la Madonna che appare sopra la Cappellina e benedice il popolo accorso (circa 4000 persone).
1576 Casalbordino (CH) Italia apparve la Vergine avvolta in una luce vivissima.Se fu grande lo stupore del veggente, più materna non poteva essere la Madonna: gli affidò il pressante messaggio, quale richiamo del cielo da riferire al suo parroco, sul dovere della Santificazione della Festa. Inoltre lo rassicurò che il su campo non aveva subito alcun danno.
1578 Conflenti (CZ) Italia Spaventato, rivolse lo sguardo verso una collinetta denominata Serracampanara e vide la Vergine Maria circondata da angeli, scendere su una grande quercia. Abbandonato il gregge, Lorenzo subito accorse innanzi all’albero e si inginocchiò devotamente in preghiera. La Madonna sorridendo gli chiese di avvicinarsi e gli affidò questo messaggio: “Và, o figlio, dal sindaco e dal parroco e racconta loro ciò che hai visto. Dì che io sono la Madre di Dio e che voglio che si costruisca una chiesa nel luogo che ti mostro”.
1578 Kazan Russia Fu allora che la Madre di Dio apparve tre volte ad una ragazza di dieci anni, Matrëna (Matrona), per invitarla a ricercare sotto le macerie di una casa distrutta una sua icona, nascostavi da alcuni fedeli durante la dominazione tartara.
1578 Poggio di Roio (AQ) Italia “Un semplice pastore di nome FELICE CALCAGNO – egli dice – nativo forse della terra di Lucoli, portatosi a svernare, come era in uso, nei pascoli delle Puglie in un bosco denominato RUO, un giorno ebbe la disavventura di smarrire il gregge affidato alla sua custodia. Temendo per questo un gran castigo dai suoi padroni, supplicò fervorosamente la Vergine perché lo soccorresse in così duro frangente. Mossa a pietà, la Regina dei Cielo apparve al pio garzone in forma di vaghissima dama col Suo Gesù fra le braccia e cortesemente gli precisa il luogo dove s’erano rifugiate le sue pecorelle. All’insolito celeste favore rimase estatico il buon guardiano! Riavutosi dallo stupore e ritrovato il gregge nel luogo indicatogli, giulivo riferì il prodigio agli altri pastori. Mossi tutti da forte curiosità si portarono in quel luogo e trovarono una statua in grandezza al naturale con quelle stesse forme e fattezze che il semplice pastore ebbe vedute nell’ignota Signora”.
1585 Pumenengo (BG) Italia “Il 24 maggio 1585 Maria Santissima apparve qui e disse al vecchio campagnolo sordomuto Francesco Zamboni, che qui per la prima volta acquistò l’udito: Dirai al tuo signore che qui mi dedichi un tempio. A tanto prodigio il conte Francesco Barbò e tutti credettero”.
1586 Stezzano (BG) Italia Il 12 luglio 1586 la vergine apparve a due contadinelle, Bartolomea Bucanelli di 10 anni e Dorotea Battistoni di 11, presso una chiesetta sita nella campagna stazzanese. Il tempietto era sorto sopra un’antica edicola del XIII° secolo in seguito all’apparizione della Madonna ad una donna raccolta in preghiera. Uno degli affreschi della chiesetta, raffigurante la Vergine con in braccio il Bambino Gesù, all’inizio dell’estate del 1586, cominciò a trasudare acqua. Il fenomeno si ripeteva con intervallo di due o tre giorni, ma con tale intensità da allagare il pavimento.E’ qui che il 12 luglio le due veggenti, intente a pascolare le loro mucche nei prati circostanti, volendo entrare nel piccolo tempio per pregare, non lo poterono fare perché la porta era chiusa. Iniziarono allora le loro orazioni affacciate alle finestre, difese da grate, quando videro una nobile figura di Donna, vestita di nero e con un velo bianchissimo che le scendeva sulle spalle, e che leggeva un libretto tenuto fra le mani. Naturalmente le due bimbe ne fecero parola alle rispettive famiglie. Parecchie persone, in ore e in tempi diversi, poterono vedere la stessa stupenda Donna pregare, ora in ginocchio e ora a mezz’aria, per subito dileguarsi e poi ricomparire.
1594 Morbo Inferiore Svizzera Sullo spiazzo antistante, le due madri, angustiate da una nuova crisi delle due fanciulle, pregano con fede, dopo aver condotto, con l’aiuto di alcune donne di Morbio, le due ragazze davanti all’immagine sacra.E allora avviene il miracolo. Quelle due povere creature semplici e innocenti sono salve. Questo è il miracolo di Morbio: la Madonna appare alle due fanciulle e le guarisce.
1595 Monte Bonicca (GE) Italia L’11 settembre 1595 la Santa Vergine apparve agli abitanti di Campo Ligure e di Masone, due borghi della Valle Stura. Le due comunità erano divise da motivi politici e da inimicizie campanilistiche e da 4 secoli erano in aspra lotta.
1596 Fivizzano (MS) Italia Vaseschi ritorna, e Margherita per prima cosa gli chiede: «E l’Immagine?». Dall’ansia dell’inferma, il povero uomo comprende la gravità della sua dimenticanza, e confuso, a testa bassa risponde con un fil di voce «Margherita, mi sono dimenticato!». L’inferma che nell’impeto del desiderio, alla vista di Vaseschi si è leggermente sollevata, ricade sui cuscini, gli occhi le si riempiono di lacrime e, con un gesto di invocazione, volge lo sguardo al cielo. Meraviglia! Alla trave del soffitto è appesa un’Immagine della Madonna, piuttosto grande: l’Immagine tanto desiderata. È la Madonna della Ghiara, dolce e soave nell’atto di adorare il Figlio, con graziosi fiorellini ai suoi piedi. Margherita lancia un grido e sente una vitalità nuova nelle sue membra; d’un tratto le è ritornata l’elasticità dei movimenti. Si fa portare le vesti, si precipita dal letto ed in ginocchio, con le braccia protese verso l’Immagine, esclama: «Sono guarita, sono guarita!». Le lacrime sgorgano abbondanti dai suoi occhi. Dopo diciotto anni di immobilità e di malattia, ora è fuori dal letto, sana e in forze, davanti all’Immagine miracolosamente apparsa.
1602 Lenola (LT) Italia Un gruppo di perseguitati trovò riparo sul Colle di Lenola, un tempo roccioso e selvaggio, trovando rifugio in una caverna celata tra piante e rovi, dove eressero un edicola con l’immagine della Madonna col Bambino. Là pregavano e celebravano i divini misteri della Fede. Alcuni soldati romani, fedeli all’ordine imperiale di far minuziosa ricerca in ogni luogo, scoprirono la piccola caverna dove trovarono i martiri Onorio e Livio insieme ad altri che pregavano; li uccisero tutti lasciandoli insepolti. La notizia dell’eccidio avvenuto sul Colle di Lenola si propagò tra i cristiani rimasti nell’agro fondano, i quali informarono il monaco egiziano San Paterno, che si trovava di passaggio per Roma per venerare le tombe degli Apostoli Pietro e Paolo. Avutane notizia, egli insieme ad altri cristiani si recò sul Colle, per dare una degna sepoltura ai corpi dei martiri. Terminata l’opera pietosa pose sul sepolcro una rozza pietra, con una scritta incisa in lingua sconosciuta ai pagani: “Qui giace Onorio, Livio ed altri, morti per la Fede nella metà del terzo secolo”. Presso il sepolcro piantarono un albero di cipresso, segno di resurrezione. Calate le tenebre, si misero a pregare salmodiando e, presi dalla stanchezza, si addormentarono profondamente. In piena notte furono scossi da un rumore, semisvegli e sgomenti videro la caverna inondata di una forte luce, ma una voce angelica li rincuorò: “Non temete, sperate in Dio, Io sono tra voi per vostro conforto, qui è la mia Immagine”. Svegliati dal sonno videro l’Immagine della Vergine col Bambino, circondata da Angeli che agitavano palme e corone del martirio.
1606 Argenta (FE) Italia “Tu dirai e farai dire ovunque che chi digiunerà tre sabati e domanderà grazie, le otterrà se ne sarà degno”.
1607 Ardesio (BG) Italia Mentre le due ragazze genuflesse stavano pregando, videro l’immagine del Crocifisso e di sua Madre, affrescati sulla parete della stanza, illuminarsi di una luce vivissima, che promanava dalla piaga attorno al chiodo che trafiggeva i piedi di Cristo. Subito dopo apparve Maria, seduta su una seggiola color oro, con Gesù Cristo tra le braccia.Si calmò il temporale e ritornò il sereno.
1609 Chiavari (GE) Italia Nel 1493 una donna del luogo aveva fatto dipingere, da Benedetto Borzone, sul muro esterno di un orto l’immagine della Madonna benedicente, con ai lati san Sebastiano e san Rocco, in ringraziamento del fatto di essere stata risparmiata della peste che allora infieriva sulla zona. Col passare del tempo l’orto divenne un deposito e un immondezzaio, ma il dipinto conservava la freschezza originale dei colori.

La devozione verso quella effige era, nonostante tutto, sempre viva. La notte del 18 dicembre 1609, una levatrice di Rupinaro, Geronima Turrio, che la sera soleva recarsi a pregare presso l’immagine sacra, si destò ad un tratto dal sonno e la Vergine, illuminata da una fulgidissima luce e con le stesse sembianze del dipinto venerato, le apparve dinanzi. A conferma di tale evento miracoloso, il 2 luglio dell’anno seguente, Maria apparve anche a Sebastiano Descalzo, un povero minorato, guarendolo. L’uomo vide la Madonna che aveva ai due lati due lumi come sospesi da mani invisibili, salire e scendere nell’orto per fermarsi poi davanti all’immagine che anche lui venerava, per lasciare, una volta scomparsa, un soavissimo profumo.

1610 Chiavari (GE) Italia Nel 1493 una donna del luogo aveva fatto dipingere, da Benedetto Borzone, sul muro esterno di un orto l’immagine della Madonna benedicente, con ai lati san Sebastiano e san Rocco, in ringraziamento del fatto di essere stata risparmiata della peste che allora infieriva sulla zona. Col passare del tempo l’orto divenne un deposito e un immondezzaio, ma il dipinto conservava la freschezza originale dei colori.La devozione verso quella effige era, nonostante tutto, sempre viva. La notte del 18 dicembre 1609, una levatrice di Rupinaro, Geronima Turrio, che la sera soleva recarsi a pregare presso l’immagine sacra, si destò ad un tratto dal sonno e la Vergine, illuminata da una fulgidissima luce e con le stesse sembianze del dipinto venerato, le apparve dinanzi. A conferma di tale evento miracoloso, il 2 luglio dell’anno seguente, Maria apparve anche a Sebastiano Descalzo, un povero minorato, guarendolo. L’uomo vide la Madonna che aveva ai due lati due lumi come sospesi da mani invisibili, salire e scendere nell’orto per fermarsi poi davanti all’immagine che anche lui venerava, per lasciare, una volta scomparsa, un soavissimo profumo.
1615 Chioggia (VE) Italia Il 5 luglio 1615, dopo aver trascorso tutta la notte in preghiera, al primo albeggiare ebbe la visione della sacra Famiglia, che gli si presentò come di solito viene raffigurata nella fuga verso l’Egitto, con la Vergine seduta su un asinello che portava il Bimbo in braccio, mentre S. Giuseppe guidava la cavalcatura verso… il santuario della Navicella.
1616 San Salvatore Monferrato (AL) Italia L’aggressore, per nascondere il delitto e per evitare la vendetta dei commilitoni poco distanti, getta Martino nel pozzo. Al contatto con l’acqua fresca, Martino rinviene e si aggrappa ad una radice d’olmo che vi si trova. Chiede aiuto, ma l’eco della sua voce si perde nel silenzio. Alzando lo sguardo vede, nello spazio di cielo che si apre sul pozzo, l’immagine della Madonna dipinta sul pilone. Si rivolge allora a Lei chiedendo con fede soccorso. Sull’orlo del pozzo Martino scorge una bellissima Signora che regge in braccio un dolce Bambino, mentre l’acqua, tinta di rosso dal suo sangue, cresce lentamente, portandolo fino all’orlo del pozzo. Martino è sorpreso: la Signora dal volto celestiale, gli tende la mano e così pure il Bambino. È felice e si sente sicuro anche sull’acqua che non cede più al peso del suo corpo. Martino guarda estasiato, ora il volto della Donna, ora quello del Bambino ed esce, sorretto, dal pozzo. Non ha parole per ringraziare la sua Benefattrice che lo aiuta, sorreggendolo, ad andare verso il bivacco dei soldati, a circa trecento metri.
1616 Berzo Inferiore (BS) Italia Maria, librata in aria, le disse:”Marta, la tua preghiera è stata accolta ed esaudita; tu guarirai. Però dirai da parte mia ai reggitori del Comune che più non abbiano ad indugiare nell’erigere in questo luogo la mia chiesa, se vogliono evitare il flagello che nostro Signore vuole loro mandare”.
1617 Napoli Italia La Ven.Orsola Benincasa, fondatrice delle Eremite Teatine piangendo, il 2.2.1617, sulla rovina dei peccatori, vide la Madonna col Bimbo bianco vestita, ricoperta da un velo ceruleo e circondata da Vergini vestite allo stesso modo che le disse:«Cessa dal Pianto, muta i sospiri in dolcissima gioia ed ascolta quanto sta per dirti Gesù».Gesù allora le disse che voleva erigesse un eremitaggio ad onore dell’Immacolata, ove 33 Vergini, vestite come la Madonna, conducessero vita penitente, promettendo grazie straordinarie; Orsola osò allora domandare le stesse grazie anche per chi, stando nel mondo, professasse una sincera devozione all’Immacolata, e, vivendo castamente secondo il proprio stato, in segno di suddItanza a Maria, portasse l’abito della Madonna.Gradì Gesù la sua preghiera e le fece vedere una moltitudine di angeli intenti a spargere ovunque l’abitino ceruleo, accompagnato da grazie copiose e meravigliose.
1617 Imbersago (LE) Italia Ad Imbersago, in provincia di Lecco, sulle rive dell’Adda di fronte alla Grigna ed al Resegone, si trova il bellissimo Santuario della “Madonna del Bosco” o della “Madonna del Riccio” come anticamente si chiamava per uno dei primi segni avuti, ossia la maturazione delle castagne nel mese di maggio. Questo fatto avvenne il 9 maggio del 1617, ma già dal 1615 si diceva che proprio sulla cima di tre maestosi castagni appariva un essere misterioso, come una grande Signora in mezzo a luci e splendori celestiali con armoniose melodie mai udite.
1623 Ozegna (TO) Italia Ad un tratto Giovanni sente una voce soave che lo chiama per nome. Si volta e vede vicinissima una splendida Signora, bella e radiosa; i suoi occhi lo guardano con una espressione dolcissima e le sue labbra si schiudono per chiamarlo ancora una volta per nome, proprio come le labbra della mamma quando lo chiama. La Signora è vestita di bianco, un po’ sollevata da terra; sembra quasi sia sostenuta da due graziosi paggetti. Giovanni è estasiato! La bella Signora gli parla maternamente. Giovanni ha la percezione che un nodo gli si sciolga in gola! Ora anche lui parla ed è come se avesse sempre parlato in vita sua. Quei movimenti che osservava sulle labbra degli altri, ora senza difficoltà si modulano sulla sua bocca, ed egli parla. La Signora gli ordina di farsi insegnare dallo zio Besso l’Ufficio della Madonna e di non mancare di adempiere il voto fatto di andare in pellegrinaggio ad Oropa. Quindi la Signora scompare e Giovanni rimane nuovamente muto.
1630 Forno Alpi Graie (TO) Italia Il santuario è inoltre famoso per i 444 gradini della gradinata di accesso e per il simulacro della Madonna Nera: l’attuale statua è opera di uno scultore di Ortisei, Raimondo Santifaller e sostituisce quella originale rubata nel 1977.
Storia dell’apparizione

L’origine del primo pilone è frutto di un prodigio di cui fu protagonista Pietro Garino, originario di Groscavallo ma residente a Torino, che nel 1629 si recò sul Rocciamelone.
Qui rinvenne due ex-voto in pessimo stato e decise di portarli con sé e di farli restaurare, in attesa di riposizionarli sul luogo del ritrovamento. I due quadretti raffiguravano uno la Madonna di Loreto e l’altro san Carlo Borromeo. Nel 1630 fu costretto a tornare a Groscavallo a causa della peste e recò con sé i due quadretti: li sistemò per sicurezza in una cassa ma, recandosi all’imbocco del Vallone di Sea per procurare cibo al bestiame, li trovò improvvisamente appesi ai rami di un albero. L’uomo si rivolse in preghiera a Maria, chiedendole il motivo di quella inspiegabile presenza.

La Madonna allora gli apparve, dicendogli che si presentasse ai sacerdoti del luogo, affinché “zelassero con più ardore la vita cristiana nel popolo”, in modo da ottenere la cessazione della peste che stava in quel periodo infierendo in Valsusa. I due quadretti, racchiusi in preziosi reliquiari, furono collocati in una cappella subito costruita sul luogo della visione.

1639 Savigliano Italia – Torna a casa tua perché tuo figlio e tuo marito sono in pena per te -.

La gente, quando seppe che Petrina era stata curata dalla Madonna, andò a pregare sul luogo dell’Apparizione dove sorse dapprima, per l’interesse del Vescovo, un pilone; questo divenne poi una cappella, officinata dai Benedettini di Santa Maria della Pieve.

1647 Ponzano Magra (SP) Italia Il 10 luglio 1647 la Santa Vergine apparve ad un pastore e, sempre nello stesso mese, ad un certo Giovanni Battistoni che vide una nube luminosa che contornava la Madonna col Bambino. In ricordo dell’avvenimento un’immagine della Madonna di Loreto venne collocata in una cappella, nei pressi del luogo dell’apparizione.
1648 Corigliano Calabro (CS) Italia Nella notte del 23 agosto 1648, mentre osservava il mare nelle vicinanze della Chiesa di S.Leonardo e della Torre del Cupo, gli apparve la Vergine Santissima. La Vergine, apparsa seduta su di un seggio sul mare, con le braccia distese, tranquillizzò l’attonito cavaliere e dichiarò di essere la Madonna della Schiavonea. Gli chiese poi di far dipingere una Sua effigie da venerare nella vicina chiesetta di San Leonardo, in riva al mare. Maria Santissima ripeté per altre due volte la sua apparizione, prima che si credesse alla realtà delle visioni e che si provvedesse a quanto da Lei richiesto. Fu dato incarico ad un pittore di Corigliano, un certo Scamardella, di dipingere un ritratto della Vergine apparsa.
1651 Torino Italia
1652 Coromoto Venezuela Il capo tribù, il cacicco chiamato Coromoto, un giorno camminava lungo il rio Guanare con la moglie, quando sulle acque apparve una bellissima Signora, che teneva in braccio un bambino radioso di luce. Coromoto e la moglie rimasero come paralizzati dalla visione, ma la Signora sorridendo li rassicurò, rivolgendosi ad essi nella loro stessa lingua. “Esci dal bosco – disse a Coromoto – e va nel posto dove abitano i bianchi per ricevere l’acqua sulla testa e poter così andare in Cielo”.
1654 Colere (BG) Italia La mattina del 2 luglio un pastore di Borno, Bartolomeo Burat (1) a buon’ora partì da casa sua (forse nei pressi di Salven o Paline), con il suo gregge, e valicato il giogo del Giot, scese ad Azzone e poi al Dezzo. Pagato ivi una piccola tassa, proseguì lungo il Dezzo verso l’alta Val di Scalve. Il suo aspetto era abbastanza buono, ma una malattia insidiosa, la tubercolosi, minava la sua vita. Una tosse secca secca, che di tanto in tanto lo tormentava, sembrava facesse contrasto con la statura robusta e la faccia abbronzata del pastore.Giunse poco dopo al luogo detto “Fontane”. Ivi la Valle si biforca e l’un ramo conduce a Schilpario e l’altro alla Manina. Vi erano alcune fontanelle (che davano appunto il nome al luogo) e una Cappellina in cui era dipinta la Madonna con Gesù in braccio. Si fermò col suo gregge. Era terribilmente stanco. Quando ecco uno sbocco di sangue, un secondo, un terzo, un altro ancora.Si vide perduto, anche perchè il luogo era deserto; le prime case lontane. Appoggiato al suo bastone, sollevò gli occhi supplichevoli alla Vergine Santa che sembrava lo guardasse dalla sua Cappellina, e… meraviglia!, accanto alla Cappella vede una nobile e fulgente Signora che gli sorride. La visione si avvicina, china la mano nella fontana, sfiora la sua fronte ed esclama: “Fa cuore, caro figlio, sei guarito”.
1655 Pieve di Rosa (PN) Italia Il 2 febbraio 1655 una bambina epilettica di otto anni, Maria Giacomuzzi, sta pregando davanti ad un affresco della Beata Vergine Maria, situato su una parete della casa del nonno Giovanni (Zuane), a Villa di Rosa, allora sulla sinistra Tagliamento. Mentre la bambina pregava assorta, improvvisamente, venne rapita in estasi. Quando ritornò in sé si trovò completamente guarita e raccontò ai familiari di aver visto una Bella Signora vestita di bianco con queste parole: “Ho visto là, vicino al quadro, una Bella Signora, vestita di bianco, che mi sorrideva e mi chiamava. Quando le fui vicino la buona signora mi disse:”Io non sto bene in questo luogo, dove si bestemmia contro Mio Figlio; di’ a tuo padre che si converta e che mi faccia trasportare in una chiesa, su strada pubblica; avverti anche gli altri della villa di astenersi dal peccato della bestemmia. Per causa di questa enorme empietà furono devastate dalla grandine le vostre campagne negli ultimi anni e stanno sospesi sul vostro capo castighi anche più terribili; obbedisci ai miei cenni e d’oggi in avanti non sarai più esposta agli insulti del male che finora ti ha molestato”.
1664 Laus A questa apparizione presto se ne aggiungono delle altre, ma tutte silenziose. Maria non parla, non dice nulla. Sembra quasi, la sua, una precisa “pedagogia”, volta a educare, attraverso la strategia spirituale dei piccoli passi, una rozza e ignorante pastorella.
1668 Pancole di S. Gimignano (SI) Italia Una bella Signora le apparve e la consolò: a casa avrebbe trovato il necessario. Intanto non era più muta né sorda, e il miracolo della farina, del vino e dell’olio farà venerare la bella Signora di Pancole “Madre della Divina Provvidenza”.
1671 S. Bartolomeo al Mare (IM) Italia In fondo alla navata di destra, in una stupenda cornice di marmi policromi, spicca il crocifisso catalano, di epoca quattrocentesca. La storia di questo crocifisso è legata al passaggio di un gruppo di pellegrini francesi. Si tratta probabilmente di una compagnia di “flagellanti”. Fermatisi per trascorrere la notte presso la chiesa della Rovere, quando l’indomani mattina entrarono in chiesa per riprendere il crocifisso, lo trovarono così saldamente conficcato in terra che non poterono muoverlo. Mentre pregavano sforzandosi di alzarlo, udirono la voce del Cristo: “Dov’è la Madre può stare il Figlio…”.
1671 San Bartolomeo al Mare (IM) Italia In fondo alla navata di destra, in una stupenda cornice di marmi policromi, spicca il crocifisso catalano, di epoca quattrocentesca. La storia di questo crocifisso è legata al passaggio di un gruppo di pellegrini francesi. Si tratta probabilmente di una compagnia di “flagellanti”. Fermatisi per trascorrere la notte presso la chiesa della Rovere, quando l’indomani mattina entrarono in chiesa per riprendere il crocifisso, lo trovarono così saldamente conficcato in terra che non poterono muoverlo. Mentre pregavano sforzandosi di alzarlo, udirono la voce del Cristo: “Dov’è la Madre può stare il Figlio…”. Così il crocifisso in legno d’ulivo restò nella chiesa.
1675 Bianzone (SO) Italia
1677 Torre di Ruggiero (CZ) Italia Ad Isabella la Madonna chiese che in quel luogo venisse riverita e venerata da popoli vicini e lontani e che avrebbe distribuito molte grazie ai suoi fedeli.
1699 Castenaso (BO) Italia Poco distante dalla piccola chiesa della Madonna del Pilar o del Pilaro, vive una famiglia di contadini, Giambattista Azzaroni con la moglie Isabella Mazzoli e cinque figli. La figlia maggiore, Maria Maddalena, passando davanti alla chiesina, è solita fermarsi qualche istante per onorare la Vergine con devote preghiere. Il martedì 27 gennaio 1699, la mamma la incarica di andare dalla zia, poco distante, a chiederle una misura di aceto. Quella volta, Maria Maddalena, presa dalla fretta, passa davanti all’Immagine della Madonna senza fermarsi per rivolgerle un saluto. Fatti pochi passi le pare di udire una voce che la chiama per nome. Si volta, ma non vedendo nessuno, prosegue frettolosa il suo cammino. Ritirato quanto richiesto alla zia, affretta i suoi passi verso casa. Passando davanti alla chiesetta sente nuovamente la misteriosa voce che più chiaramente le dice: Attonita e confusa, la giovane si accosta alla chiesetta e, giunte le mani al petto, fissa lo sguardo sull’immagine di Maria e prega. La Beata Vergine, come staccandosi dal quadro, le viene incontro, le stringe amorevolmente le mani e le raccomanda di essere sempre a Lei devota.
1705 Capurso (BA) Italia Una notte imprecisata di quel mese di agosto, la Madonna appare al sacerdote dicendogli che sarebbe subito guarito se avesse bevuto dell’acqua dell’antico pozzo detto «di Santa Maria» e avesse fatto voto di erigere una chiesa con annesso Convento per i Frati Francescani. Fiducioso nelle parole della Madonna, che gli è apparsa, il sacerdote beve l’acqua del pozzo e guarisce all’istante.
1711 Valverde di Rezzato (BS) Italia “Ora vai ad annunziare le cose che hai viste ed udite. Esorta la gente ad abbandonare le vie dell’empietà, esortali a vivere cristianamente per placare la divina giustizia che hanno gravemente irritata. Suggerisci loro la purificazione nel sacramento della penitenza, facciano devote novene con processioni… vestano bianche vesti… assistano con devozione alla S. Messa… ricevano con fede la S. Comunione. Tra i canti mi è assai gradito lo Stabat Mater dolorosa…”.
1713 Rubiana (TO) Italia un certo Lorenzo Nicol si ruppe una gamba nella zona detta della Bassa e, rivoltosi alla Madonna, fece voto di costruire un pilone in quel posto.Risanato immediatamente dall’intervento divino, il Nicol poté far ritorno in paese e, come spesso succede, si scordò della promessa.Il 20 agosto dell’anno successivo, lavorando nella stessa località, Lorenzo Nicol fu colpito dalla stessa disgrazia. Pentito del suo comportamento passato, pregò la Vergine Maria perché, anche questa volta, venisse in suo aiuto. La Madonna accolse le preghiere del nostro lavorante e gli consentì di raggiungere la propria abitazione. Il Nicol non disattese più il voto fatto. Egli fece costruire un pilone che costituì l’origine dell’attuale santuario e pose in esso la statua della Vergine Maria tutt’oggi venerata in quel luogo.
1714 Rubiana (TO) Italia un certo Lorenzo Nicol si ruppe una gamba nella zona detta della Bassa e, rivoltosi alla Madonna, fece voto di costruire un pilone in quel posto.Risanato immediatamente dall’intervento divino, il Nicol poté far ritorno in paese e, come spesso succede, si scordò della promessa.Il 20 agosto dell’anno successivo, lavorando nella stessa località, Lorenzo Nicol fu colpito dalla stessa disgrazia. Pentito del suo comportamento passato, pregò la Vergine Maria perché, anche questa volta, venisse in suo aiuto. La Madonna accolse le preghiere del nostro lavorante e gli consentì di raggiungere la propria abitazione. Il Nicol non disattese più il voto fatto. Egli fece costruire un pilone che costituì l’origine dell’attuale santuario e pose in esso la statua della Vergine Maria tutt’oggi venerata in quel luogo.
1716 Pellestrina (VE) Italia “Vien qua fio – gli disse – va’ dal Piovan e dighe che faccia celebrar delle messe per le anime del Purgatorio, se volemo aver vittoria, e portime la risposta; e tel digo a ti perchè ti xe degno”.
1729 Montagnaga (TN) Italia Mostrando, poi, le ferite del suo divin Bambino, spiegò che esse erano causate dai peccati, ed esorto a pregare molto per la conversione dei peccatori.
1731 Foggia Italia Il 22 marzo del 1731 la Madonna apparve a Sant’Alfonso Maria de’ Liguori (1696-1787), dottore della Chiesa e fondatore della Congregazione del Santissimo Redentore; autore inoltre di diverse opere di teologia morale, tra cui il Trattato di teologia morale e Le Glorie di Maria.La chiesa di Maria Santissima dei Sette Veli, edificata intorno al 1100, custodiva un’antica icona bizantina recuperata prodigiosamente nel 1062 da alcuni pastori in una palude dove era stata nascosta alla fine del VIII° secolo per sottrarla alla furia degli iconoclasti. Il dipinto raffigurava la Madonna ed era ricoperto da veli per un’antica tradizione. Il volto di Maria, prodigiosamente scoperto, si mostrò vivo al santo per due volte: nel 1731 e nel 1745.Nella sua relazione del 1777 a papa Pio VI così sant’Alfonso descrive la prima apparizione:”Vidi molte volte ed in diversi giorni, nel cristallo di quella Immagine, il volto di Maria Vergine, come volto di una verginella fra i tredici ed i quattordici anni, la quale aveva coperto il capo di un velo bianco. E… vidi quel volto non come scultura o pittura, ma come volto vero, carneo, di fanciulla. Il volto si volgeva qua e là, e nel medesimo tempo che era veduto da me, era pur veduto da tutto il popolo ivi raccolto, il quale perciò si raccomandava a Maria Santissima con grande fervore”.La visione del 1745 ebbe le stesse caratteristiche della precedente; quando tutti gli sguardi dei fedeli presenti in chiesa (circa duemila persone) furono rivolti al volto della Vergine, se ne staccò improvvisamente un abbagliante raggio di luce che andò a posarsi sulla fronte del Santo che, in estasi, si sollevò alcuni palmi dalla cattedra.
1753 Gimigliano (CT) Italia Una notte, nell’ottobre del 1753, nel sogno la Madre di Dio lo invita a cambiare vita “…e gli fece sentire essere sua volontà ch’egli Le erigesse una piccola cappellucia, volgarmente detta Cona, colla sua Immagine, consimile al Quadro esistente nella Chiesa di Gimigliano, nel luogo detto Porto, sopra quel promontorio di pietra che gl’indicò e dove, scorrendo il fiume, le andava da vicino ad urtare”.
1779 Bocca di Pignone (SP) Italia Prima versione dei fattiTra il 1778 e il 1779 la Santa Vergine apparve a più persone presso le rovine di un’antica chiesa del XII secolo, crollata a causa delle grandi piogge del 1752. L’immagine di “Nostra Signora della Castagna”, anch’essa della stessa epoca della chiesa, fu salvata da un sacerdote.Tale immagine farebbe riferimento ad un’antica apparizione; la Madonna vi è raffigurata con il Bambino Gesù tra le braccia.Maria apparve per la prima volta a tre giovani pastori di Padovarma che stavano pascolando il gregge vicino alle rovine della chiesa: aveva il Bambino tra le braccia ed era tutta ridente; si posò sopra un castagno, dal quale discese più volte, lasciandovi però il Bambino. Riapparve loro nello stesso posto il mercoledì Santo del 1779.Il 2 aprile 1779, Domenico Malatesta di 24 anni si stava recando da Sarzana a Borghetto. Giunto verso le 21 sul ponte di Bocca di Pignone, incontrò una contadina della sua età. Percorsero un tratto di strada insieme sino ad arrivare in prossimità della facciata della chiesa diroccata. Improvvisamente la ragazza si gettò in ginocchio guardando in direzione del bosco soprastante la strada e mettendosi a pregare con devozione e riverenza. Il giovane le chiese il motivo e la ragazza rispose, additando il bosco, che c’era la Madonna. Anche Domenico allora La vide in candide vesti, con una piccola pezza bianca legata in forma quadrata sulla testa, sorridente, dolce e amorevole. Il giovane cercò di fare qualche passo in avanti per poterla osservare meglio, ma la visione scomparve e con essa scomparve pure la giovane contadina.Nel 1779 venne posata la prima pietra della nuova chiesa. Gli operai addetti ai lavori, durante una pausa per il pranzo, videro in una luce sfolgorante, una figura femminile vestita di bianco muoversi nel vicino bosco.Fonte: “Apparizioni mariane” di M.Gamba, ed.Segno*** Seconda versione dei fattiIl 2 aprile del 1779, la Madonna appare a tre pastorelli che pascolano il loro gregge nei pressi di una vecchia chiesa diroccata situata nel bel mezzo di un bosco di castagni, nel territorio di Ripalta, castello medioevale alle spalle di Borghetto di Vara, in provincia di La Spezia.La tradizione vuole che, in epoca imprecisata, su quella antica strada detta “romea”, un gruppo di monaci abbia costruito una chiesetta con accanto un ospizio. Un quadro, andato perduto insieme alla cappella distrutta dall’alluvione del Vara nel 1752, rappresentava la Madonna seduta sul tronco di un castagno a ricordo di una sua precedente apparizione.La chiesa viene ricostruita, il quadro viene rifatto per ordine del Vescovo, e ricollocato nel nuovo Santuario nel 1789. La devozione a Nostra Signora della Castagna di Ripalta Ligure (Boccapignone) continua fiorente, soprattutto tra le popolazioni liguri, anche se furti recenti hanno spogliato questa chiesa, come tante altre, dei pochi oggetti di valore presenti, compresa l’immagine della Vergine che la ritraeva seduta, con il Bambino, ai piedi di un castagno. (1)(1) F. M. Bussetti, G. Costa Maura, “I Santuari della Liguria”, Genova, AGIS 1980.Fonte: rivista “Maria Ausiliatrice”, aprile 2006
1798 La Vang Vietnam “Abbiate fiducia, sopportate di buon cuore le pene e i dolori. Io ho già esaudito le vostre preghiere. D’ora in poi tutti coloro che verranno a pregare in questo luogo vedranno i loro desideri esauditi”.
1813 Lipsia Germania Nel 1813 la Santa Vergine apparve al soldato polacco Tommaso Klossowski, gravemente ferito durante la battaglia di Lipsia che avvenne tra il 16 ed il 19 ottobre.

Maria, invocata da Tommaso mentre giaceva sul campo di battaglia, gli si presentò piangente e con un’aquila bianca, simbolo della Polonia, stretta al petto. Gli promise di guarirlo e gli chiese di ricercare un’Immagine simile a quella della visione.

Il ritrovamento avvenne 23 anni dopo mentre Tommaso tornava da Czestochowa; egli ottenne di poter staccare l’Immagine dall’albero sul quale era collocata e di sistemarla su un pino nel bosco di Lichen.

L’Immagine divenne presto oggetto di grande venerazione e, dopo le apparizioni mariane del 1850, verrà trasportata nella chiesa di Lichen, dedicata alla Regina della Polonia Addolorata.

1830 Parigi Francia E soggiunse: “Figlia mia, Dio vuole affidarti una missione; avrai molto da soffrire, ma soffrirai volentieri pensando che si tratta della gloria di Dio. Sarai sostenuta dalla Grazia; rendi conto di tutto quanto in te succede con semplicità e confidenza; vedrai certe cose, sarai ispirata nelle tue orazioni: rendine conto a chi è incaricato dell’anima tua…Figlia mia, i tempi sono molto tristi, gravi sciagure stanno per colpire la Francia, il trono sarà rovesciato, tutto sarà sconvolto da disgrazie di ogni specie (dicendo questo la Madonna aveva l’aspetto molto addolorato). Ma venite ai piedi di questo Altare, qui le grazie saranno sparse su tutti, sopra tutte le persone che le chiederanno con fiducia e fervore, sui piccoli e sui grandi.Verrà un momento in cui il pericolo sarà grande e tutto sembrerà perduto, ma Io sarò con voi, abbiate fiducia, Avrete prove evidenti della mia venuta e della protezione di Dio e di S. Vincenzo sulle due Comunità (Preti della Missione e Figlie della Carità). In altre Comunità ci saranno vittime (la SS. Vergine aveva le lacrime agli occhi dicendo questo); vittime ci saranno nel clero di Parigi e lo stesso Arcivescovo morrà (di nuovo la Madonna versò lacrime).Figlia mia, la Croce sarà disprezzata; per le vie scorrerà il sangue; il mondo intero sarà nell’afflizione (la Vergine non poteva più parlare: un gran dolore le era dipinto sul volto).”
1831 Guadalajara Spagna Nel pomeriggio del 13 agosto 1831 la Santa Vergine apparve ad una religiosa delle Concezioniste francesi, suor Patrocinio, al secolo Dolores Quiroga (1811-1891), nota come la “Monaca delle piaghe” perché per 61 anni portò le stigmate.Nel pomeriggio del 13, mentre la suora era in preghiera con tutte le consorelle, Maria le apparve su un trono di nubi risplendenti, attorniata da numerosi angeli che la lodavano e benedicevano con dolcissimi canti. In mezzo a tutti rifulgeva l’arcangelo Michele, che aveva nelle mani una graziosa immagine della Madonna, la quale le disse, tra l’altro:”L’amore tutto copre, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta… E perciò, a questa immagine darai il titolo misterioso di Oblìo, affinché comprendano che mi hanno dimenticata; ma Io, che sono la vostra tenera ed amorosa Madre, voglio mettere alla vista di tutti i mortali, in questa immagine Mia, che le mie Misericordie mai si separano da loro… Alla tua sollecitudine e cura affido il culto e venerazione di questa Mia sacra immagine, con i titoli di Oblìo, Trionfo e Misericordia. Essa sarà la consolatrice del mondo”.
1834 Valmala (CN) Italia Non parla … sembra addirittura impedita a parlare da un affanno interiore e dagli occhi dolci le spuntano vive lacrime che scorrono giù per le gote e cadono a terra. Ella volge amorosamente gli sguardi lacrimosi ora ad una ora ad un’altra delle quattro pastorelle.
1839 Casnigo (BG) Italia “Non temere o Luigi, vieni con me che ti porrò a dormire, e sta quieto che tra una mezz’ora verrà tuo padre”.Alla domanda di Luigi che voleva sapere dove l’avrebbe condotto, Maria rispose:”Qui sul fienile, che sebbene chiuso a chiave io aprirò”.
1840 Parigi Francia Questo scapolare venne affidato dalla Madonna, durante l’apparizione del 28 gennaio 1840 a suor Giustina Bisqueyburu, Figlia della Carità, con la richiesta di farlo confezionare al più presto e distribuirlo con grande confidenza, dovendo contribuire ad ottenere la guarigione dei malati e a suscitare sentimenti di penitenza, d’amore e di conversione, specialmente in punto di morte.
1842 Roma Italia ” Mentre camminavo per la chiesa ed ero giunto incontro ai preparativi del funerale, all’improvviso mi senti preso da un certo turbamento, e vidi come un velo innanzi a me, mi sembrava la chiesa tutta oscura, eccettuata una cappella, quasi tutta la luce della medesima Chiesa si fosse concentrata in quella. Levai gli occhi verso la cappella raggiante di tanta luce, e vidi sull’Altare della medesima, in piedi, viva, grande, maestosa, bellissima, misericordiosa la SS.ma Vergine Maria simile all’atto e nella struttura all’immagine che si vede nella Medaglia Miracolosa dell’Immacolata. A tal vista io caddi in ginocchio nel luogo dove mi trovavo; procurai, quindi, varie volte di levar gli occhi verso la SS.ma Vergine, ma la riverenza e lo splendore me li feci abbassare, ciò che però non impediva l’evidenza di quell’apparizione. Fissai le di Lei mani, e vidi in esse l’espressione del perdono e della misericordia.Quantunque Ella non mi dicesse nulla compresi l’orrore dello stato in cui mi trovavo, la deformità del peccato, la bellezza della religione cattolica, in una parola capì tutto. “Sono caduto ebreo e mi sono alzato cristiano“.
1846 La Salette Francia Questo santuario, arroccato sulle Alpi a ben 1800 metri di quota, ebbe origine dall’apparizione, avvenuta nel 1846, della Vergine a Massimino (undici anni) e Melania (quattordici anni): due ragazzi poveri e sprovveduti che stavano pascolando le mucche dei loro padroni. In quell’ambiente povero e religiosamente degradato la Vergine si rivolse ai bambini con un linguaggio estremamente semplice: pianse e parlò del Figlio terribilmente adirato con il popolo francese e pronto a castigarlo severamente se non si convertiva, tornando alle più elementari pratiche cristiane. Quest’apparizione, presto riconosciuta dall’autorità episcopale, turbò profondamente la popolazione e segnò l’inizio di un suo insperato ritorno alla fede e alla pratica religiosa. Nonostante il posto disagevole, sul luogo dell’apparizione sorsero una grande chiesa di stile neo-romanico e ampi locali per i custodi e l’accoglienza dei pellegrini. dal sito www.chiesacattolica.it La madonna è apparsa a La Salette per il mondo intero
1853 Cerreto Sorana (GR) Italia La bambina osservò delle lacrime nel viso della signora e chiedendole il motivo del suo dolore questa le disse che piangeva per i peccatori:” Vedete quanto piove? Ma i peccatori sono più numerosi delle gocce d’acqua che cadono…”.La signora parlava di castighi che sarebbero venuti dal cielo se non si riparavano i peccati, chiese di recitare a questo scopo sette Pater,Ave e Gloria per il sangue sparso(Veronica dichiarò poi di non sapere cosa significasse questa espressione) e altre preghiere per le piaghe del Crocifisso e “per me che mi chiamo Maria Addolorata”. Ripeté poi :”Và in casa,dillo a tua madre… che lo dica a tutti… che mi chiamo Maria Addolorata “.
1855 Porzus degli Slavi (UD) Italia Teresa s’incammina. E’ combattuta dentro di sé: obbedire al cappellano o obbedire alla mamma? Chiede aiuto alla Vergine che ama tanto. Arrivata al prato si accinge al lavoro, ma qualcuno le toglie il falcetto di mano. Alza gli occhi e vede una bella Signora col suo falcetto in mano che le sorride e dolcemente le dice:“Non si deve lavorare di festa!”.Teresa confida il suo piccolo dramma. La signora si china, taglia una manata di erba e la porge alla bambina dicendo: “Prendi, questa basterà”. Poi aggiunge:“Di’ a tutti di santificare il nome del Signore e di non bestemmiare, perché così facendo offendono Mio Figlio e addolorano il Mio Cuore materno. Inoltre desidero che si osservino i digiuni e le vigilie”.
1858 Lourdes Francia Le apparizioni hanno avuto come veggente la giovanissima Bernadette Soubirous.La cosa più sconvolgente è il tempo scelto dalla Madre del Signore per apparire a parlare con Bernardetta: nientemeno che durante l’ora che normalmente si trascorre per pranzare:le 12, e proprio nel giovedì grasso, durante feste e banchetti per tutto il villaggio.Ma per Bernadette, ragazza povera di quattordici anni: fragile, malaticcia e analfabeta aiutante della balia che le vuole tanto bene e la tiene con sé praticamente fin quasi ai giorni delle apparizioni, il giovedì grasso e un giorno come tutti gli altri buono per recarsi a racimolare legna da ardere per la famiglia numerosa e povera.A circa un chilometro dal paese v’è una grotta detta di Massabielle, oltre il fiume Gave. E’ qui che Bernadette, lasciata sola dalle sorelle che hanno attraversato in fretta il torrente è richiamata da un segno strano: per due volte il rumore come di un tuono e, in alto, i rami del roseto che si agitano come sospinti dal vento. Subito segue, così scrive Bernadette in tutte le sue descrizioni, l’apparire di una nube d’oro che diventa una bellissima e giovane Signora con i piedi sostenuti dal cespuglio.Dice Bernadette a Jean Baptiste Estrade :”La Signora mi guardò, mi sorrise e mi fece cenno di avanzare, come se fosse stata la mia mamma. La paura mi era passata, ma mi sembrava di non saper più dove fossi. Mi stropicciai gli occhi, li chiusi, li apersi; ma la Signora era sempre là, che continuava a sorridermi e a farmi capire che non mi ingannavo…”La Signora” – continuò Bernadette – “ha l’aspetto di una giovane di sedici o diciassette anni. E’ vestita di bianco, con una fascia azzurra che scende lungo l’abito. Porta sulla testa un velo ugualmente bianco, che lascia scorgere appena i capelli e ricade all’indietro fino al di sotto della fascia. I piedi sono nudi, ma coperti dalle ultime pieghe dell’abito, eccetto alle estremità dove brilla su ciascuno di essi una rosa d’oro. Porta sul braccio un rosario dai grani bianchi, legati da una catenella d’oro lucente, come le due rose ai piedi”.Bernadette cade in ginocchio per cominciare a pregare ma, il segno della croce con cui si inizia può farlo solo dopo che si è segnata la Signora la quale accompagna la preghiera di Bernadette per tutto il tempo dicendo però solo “GLORIA PATRI ET FILI ET SPIRITUI SANCTO ” al termine delle cinque diecine del rosario.Terminata la preghiera la Signora sparisce in un attimo.Il 14 Febbraio- Bernadette che intanto aveva detto subito alla sorella a all’amica quanto accaduto riferendo della cosa anche in casa- chiamata interiormente torna alla grotta di Massabielle, ma munita di una bottiglietta di acqua benedetta perché, così le è stato detto, su queste cose non si sa mai e potrebbe anche essere il diavolo a fare un tiro mancino…La Vergine sorride al gesto di Bernadette e la chiama ancora più profondamente a sé in estasi. Bernadette appare allora insensibile ai richiami, dei presenti e non dimostra di accorgersi di nulla di quanto accade attorno a Lei che non sia la visione.Il 18 Febbraio avviene la terza apparizione della Vergine: la Vergine comincia a far sentire le Sue parole: “VOLETE AVERE LA BONTA’ DI VENIRE QUI PER QUINDICI GIORNI?”IO NON VI PROMETTO DI RENDERVI FELICE IN QUESTO MONDO, MA NELL’ALTRO”. Ma la Signora del Cielo, prima di lasciarla, dopo circa un’ora di estasi- dureranno sempre un’ora le singole apparizioni- confida a Bernadette “TRE SEGRETI” che la giovane deve tenere per sé e non confidare mai ad alcuno. La Vergine durante le estasi coglie ogni occasione per far crescere nella fede e nella dipendenza la sua Bernadette invitando alla penitenza, esortando con gravità la giovane a scavare nel terreno per farvi sgorgare l’acqua d’una sorgente miracolosa: “ANDATE A BERE E A LAVARVI ALLA FONTE”,quindi, più avanti :”ANDATE A DIRE AI PRETI CHE QUI DEVE ESSERE COSTRUITA UNA CAPPELLA”; “VOGLIO CHE QUI SI VENGA IN PROCESSIONE”Le apparizioni erano ormai diventate un fatto notorio mentre ormai si sviluppava una vera e propria devozione con spontanee raccolte di offerte per la cappella richiesta dalla Madonna. Alla sedicesima apparizione avvenuta non a caso il 25 Marzo – Festa dell’Annunciazione a Maria da parte dell’arcangelo Gabriele – Bernadette scorse la Madonna che la stava già aspettando tutta circonfusa di luce (ci si permetta questa parentesi: quando fu chiesto a Bernadette se la Vergine fosse luminosa Ella rispose semplicemente così: non è luminosa ma è Lei stessa la Luce) rivolta con sguardo materno, pieno di amore verso il popolo che la invocava…. “La Signora era in piedi, sopra il roseto, e si mostrava come si mostra nella medaglia miracolosa…Giunse in seguito le mani e le portò verso la parte superiore del petto…, guardò il cielo…; poi staccando lentamente le mani e chinandosi verso di me, mi disse con voce tremante: “IO SONO L’IMMACOLATA CONCEZIONE”.Vi furono ancora altre due apparizioni ufficiali, il 7 di Aprile e il 16 Luglio. Cominciarono anche a verificarsi miracoli riconoscibili esternamente: quelli che la commissione ha riconosciuto ufficialmente sono più di settanta. Ma quanti miracoli nel miracolo ossia quante guarigioni spirituali ha trascinato con sé l’apparizione a Bernadette.Nel 1866 Bernadette entrò nell’ordine delle suore della carità di Nevers, dove morì a trentacinque anni. Fu canonizzata nel 1933.Ora Bernadette è in cielo e il Suo corpo riposa nell’urna della Chiesa a Nevers dove ella attese nel silenzio e nella preghiera, nell’offerta della sofferenza e nella pazienza il giorno dell’ incontro perenne con la Bella Signora e con Suo Figlio Gesù.La cosa più sconvolgente è il tempo scelto dalla Madre del Signore per apparire a parlare con Bernardetta: nientemeno che durante l’ora che normalmente si trascorre per pranzare:le 12, e proprio nel giovedì grasso, durante feste e banchetti per tutto il villaggio.Ma per Bernadette, ragazza povera di quattordici anni: fragile, malaticcia e analfabeta aiutante della balia che le vuole tanto bene e la tiene con sé praticamente fin quasi ai giorni delle apparizioni, il giovedì grasso e un giorno come tutti gli altri buono per recarsi a racimolare legna da ardere per la famiglia numerosa e povera.A circa un chilometro dal paese v’è una grotta detta di Massabielle, oltre il fiume Gave. E’ qui che Bernadette, lasciata sola dalle sorelle che hanno attraversato in fretta il torrente è richiamata da un segno strano: per due volte il rumore come di un tuono e, in alto, i rami del roseto che si agitano come sospinti dal vento. Subito segue, così scrive Bernadette in tutte le sue descrizioni, l’apparire di una nube d’oro che diventa una bellissima e giovane Signora con i piedi sostenuti dal cespuglio.Dice Bernadette a Jean Baptiste Estrade :”La Signora mi guardò, mi sorrise e mi fece cenno di avanzare, come se fosse stata la mia mamma. La paura mi era passata, ma mi sembrava di non saper più dove fossi. Mi stropicciai gli occhi, li chiusi, li apersi; ma la Signora era sempre là, che continuava a sorridermi e a farmi capire che non mi ingannavo…”La Signora” – continuò Bernadette – “ha l’aspetto di una giovane di sedici o diciassette anni. E’ vestita di bianco, con una fascia azzurra che scende lungo l’abito. Porta sulla testa un velo ugualmente bianco, che lascia scorgere appena i capelli e ricade all’indietro fino al di sotto della fascia. I piedi sono nudi, ma coperti dalle ultime pieghe dell’abito, eccetto alle estremità dove brilla su ciascuno di essi una rosa d’oro. Porta sul braccio un rosario dai grani bianchi, legati da una catenella d’oro lucente, come le due rose ai piedi”.Bernadette cade in ginocchio per cominciare a pregare ma, il segno della croce con cui si inizia può farlo solo dopo che si è segnata la Signora la quale accompagna la preghiera di Bernadette per tutto il tempo dicendo però solo “GLORIA PATRI ET FILI ET SPIRITUI SANCTO ” al termine delle cinque diecine del rosario.Terminata la preghiera la Signora sparisce in un attimo.Il 14 Febbraio- Bernadette che intanto aveva detto subito alla sorella a all’amica quanto accaduto riferendo della cosa anche in casa- chiamata interiormente torna alla grotta di Massabielle, ma munita di una bottiglietta di acqua benedetta perché, così le è stato detto, su queste cose non si sa mai e potrebbe anche essere il diavolo a fare un tiro mancino…La Vergine sorride al gesto di Bernadette e la chiama ancora più profondamente a sé in estasi. Bernadette appare allora insensibile ai richiami, dei presenti e non dimostra di accorgersi di nulla di quanto accade attorno a Lei che non sia la visione.Il 18 Febbraio avviene la terza apparizione della Vergine: la Vergine comincia a far sentire le Sue parole: “VOLETE AVERE LA BONTA’ DI VENIRE QUI PER QUINDICI GIORNI?”IO NON VI PROMETTO DI RENDERVI FELICE IN QUESTO MONDO, MA NELL’ALTRO”. Ma la Signora del Cielo, prima di lasciarla, dopo circa un’ora di estasi- dureranno sempre un’ora le singole apparizioni- confida a Bernadette “TRE SEGRETI” che la giovane deve tenere per sé e non confidare mai ad alcuno. La Vergine durante le estasi coglie ogni occasione per far crescere nella fede e nella dipendenza la sua Bernadette invitando alla penitenza, esortando con gravità la giovane a scavare nel terreno per farvi sgorgare l’acqua d’una sorgente miracolosa: “ANDATE A BERE E A LAVARVI ALLA FONTE”,quindi, più avanti :”ANDATE A DIRE AI PRETI CHE QUI DEVE ESSERE COSTRUITA UNA CAPPELLA”; “VOGLIO CHE QUI SI VENGA IN PROCESSIONE”Le apparizioni erano ormai diventate un fatto notorio mentre ormai si sviluppava una vera e propria devozione con spontanee raccolte di offerte per la cappella richiesta dalla Madonna. Alla sedicesima apparizione avvenuta non a caso il 25 Marzo – Festa dell’Annunciazione a Maria da parte dell’arcangelo Gabriele – Bernadette scorse la Madonna che la stava già aspettando tutta circonfusa di luce (ci si permetta questa parentesi: quando fu chiesto a Bernadette se la Vergine fosse luminosa Ella rispose semplicemente così: non è luminosa ma è Lei stessa la Luce) rivolta con sguardo materno, pieno di amore verso il popolo che la invocava…. “La Signora era in piedi, sopra il roseto, e si mostrava come si mostra nella medaglia miracolosa…Giunse in seguito le mani e le portò verso la parte superiore del petto…, guardò il cielo…; poi staccando lentamente le mani e chinandosi verso di me, mi disse con voce tremante: “IO SONO L’IMMACOLATA CONCEZIONE”.Vi furono ancora altre due apparizioni ufficiali, il 7 di Aprile e il 16 Luglio. Cominciarono anche a verificarsi miracoli riconoscibili esternamente: quelli che la commissione ha riconosciuto ufficialmente sono più di settanta. Ma quanti miracoli nel miracolo ossia quante guarigioni spirituali ha trascinato con sé l’apparizione a Bernadette.Nel 1866 Bernadette entrò nell’ordine delle suore della carità di Nevers, dove morì a trentacinque anni. Fu canonizzata nel 1933.Ora Bernadette è in cielo e il Suo corpo riposa nell’urna della Chiesa a Nevers dove ella attese nel silenzio e nella preghiera, nell’offerta della sofferenza e nella pazienza il giorno dell’ incontro perenne con la Bella Signora e con Suo Figlio Gesù.
1858 Alessandria Egitto Sii contenta anche se dovrai soffrire e soffri per Dio; Egli ti invia solo quello che è necessario, accettalo sempre per il bene”.
1866 Philippsdorf – Litomerice Repubblica Ceca Il 13 gennaio del 1866 la Santa Vergine apparve a Magdalena Kade (1835 – 1905). Magdalena era una tessitrice che viveva in casa con la famiglia e da 12 anni era ammalata per un susseguirsi di infermità, tanto da essere più volte ritenuta in fin di vita e da ricevere l’estrema unzione. Era una donna timida e devota alla Madonna, ma non bigotta. Inchiodata a letto da un mese, con ferite su tutto il corpo simili alla lebbra, alle quattro di notte vide improvvisamente una luce vivissima illuminare la camera. “Figlia Mia, d’ora in poi si guarisce”. Ciò detto scomparve e la veggente si ritrovò completamente risanata. Magdalena dopo la guarigione si dedicò a servire i vecchi e gli ammalati. Morì a 70 anni il 10 dicembre del 1905.
1871 Pontmain Francia La sera del 17 gennaio 1871 la Vergine compariva, nel cielo stellato, a un gruppo di bambini di Pontmain (un villaggio bretone di trecento abitanti). Ella non disse nulla, ma fece solo dei gesti, il messaggio fu affidato a delle scritte che, lettera dopo lettera, si disegnavano lentamente nel cielo: «Pregate, figli miei – Dio vi esaudirà fra breve – Mio Figlio si lascia toccare,,. L’apparizione durò tre ore, durante le quali gli abitanti dei villaggio, sotto la guida del curato, pregarono e cantarono con fervore. La sera stessa, i tedeschi cessarono di avanzare e tre giorni più tardi vi fu la ritirata. Il 28 gennaio veniva, infine, firmato l’armistizio.
1874 Prà (SV) Italia Quel lontano giorno, una bambina di dodici anni, Angela Berruti, di Mallare, conduceva le pecore di Maria Scosceria, al pascolo. Ad un tratto, secondo quanto dichiarò la stessa Angela, vide a pochi passi, in un piano con alberi di castagno, una Signora. Stava sollevata da terra, sopra una nube ed aveva un bambino in braccio. Il vestito color caffè, il capo ricoperto da un velo, le fece cenno di avvicinarsi. La bambina la osservava e la contemplava. Impaurita e sorpresa, corse dalla Scosceria e la invitò ad andare con lei in quel luogo, per rivedere la Madonna. Giunsero nel bosco di castagni e furono raggiunti anche dal fratello di Maria Scosceria, Vincenzo.Costui, ragazzo di tredici anni, raccontò nella sua deposizione giurata di aver visto una Signora che: “Teneva ambedue le mani pendenti, aveva in capo una corona d’oro ed era vestita di colore turchino e bianco. Risplendeva più che il sole, ed aveva gli occhi a me rivolti tanto che io intimorito a tale vista, e per attestare più fortemente la verità della visione, pronunciai una parola sconveniente assai, e troppo volgare. E detta appena quella brutta parola, sentii, tre volte, un grido sì forte per cui spaventato e piangendo, in tutta fretta corsi a casa mia. E per tutti questi meravigliosi fatti, non ebbi più quiete, né nella notte, né il domani”.
1875 Villareggio (TO) Italia Rosina Ferro, nata a Villareggio (TO) nel 1851, era la domestica del parroco di un paesino vicino. All’età di 24 anni Rosina ebbe il privilegio di ricevere le apparizioni della Madonna. La giovane vide al margine della strada la “Madre dei dolori” silenziosa e circondata dagli Angeli. Per tutto il mese di luglio e agosto, la vide alle ore 15, sempre allo stesso posto. Tempo dopo, Rosina ricevette le sante Stigmate e soffrì ogni venerdì la Passione di Gesù Cristo, Nostro Signore.
1876 Pellevoisin Francia Dal 14 febbraio al 15 dicembre del 1876, a Pellevoisin, un piccolo villaggio ad una ventina di chilometri da Châteauroux (Francia), la Madonna apparve ripetutamente ad una povera domestica, Estelle Faguette, di 33 anni e gravemente malata, che prestava servizio presso l’abitazione della signora di Rochefoucauld. Tra i vari «messaggi», si propone il seguente:Io sono tutta misericordiosa e padrona di mio Figlio.Sono venuta per la conversione dei peccatori.I tesori di mio Figlio sono aperti.Io raccomando la pace, non solo per te, ma per la Chiesa e per la Francia.Io scelgo i piccoli e i deboli.La Madonna, inoltre, chiese la diffusione dello Scapolare del Sacro Cuore:”Io sono tutta misericordia e signora del Mio Figliolo (…). Il Cuore del mio Figlio mi ama tanto che non può rifiutare nulla alle mie domande. Per me egli muoverà i cuori induriti. Io sono venuta particolarmente per la conversione dei peccatori”.Nelle quindici apparizioni raccomandò la semplicità nel suo servizio, la retta intenzione, la calma, la pazienza, la fiducia e il coraggio; all’ultima rassicurò la veggente con le consolanti parole: “Tu non mi vedrai più, ma io sarò invisibilmente vicino a te”.
1877 Gietrzwald Polonia “Desidero che ogni giorno recitiate il Rosario”.
1879 Knock Irlanda La Vergine in abiti regali con diadema d’oro in testa e mani tese al cielo aveva alla sua destra S.Giuseppe in atteggiamento di preghiera e alla sua sinistra S.Giovanni evangelista, vestito come un vescovo, che reggeva con una mano un libro liturgico e con l’altra indicava Maria.Dietro, a poca distanza, si notava un altare, sormontato da una croce rossa e recante sulla mensa l’Agnello Immacolato, tutto circonfuso di luce e di angeli. Per due ore i veggenti trasecolati pregarono sotto la pioggia senza bagnarsi minimamente, ma anche senza sentirsi rivolgere una parola dai celesti personaggi. Il significato simbolico della visione era facilmente intuibile. Al centro dell’altare brillava l’Agnello immolato, come lo vide nell’Apocalisse S.Giovanni sopra l’altare d’oro del cielo.Così viene ricordato il sacrifìcio del Calvario, reso presente ogni giorno in terra dalla santa Messa e, nel cielo, dall’offerta di Cristo al Padre delle sue piaghe gloriose e della sua obbedienza d’amore. S.Giovanni, il primo figlio di Maria, appare come sacerdote e, additando la Vergine, rievoca il ruolo di Corredentrice svolto da Lei sul Calvario: con le Sue sofferenze, con l’anima trafitta dalla spada dei dolori. Maria completò in sé ciò che mancava alla Passione di Cristo per il suo Corpo che è la Chiesa. Infatti Dio lascia ad ogni uomo e, soprattutto, ad ogni cristiano un po’ della sua croce da portare, un po’ della sua pena da condividere, unendo al sacrificio del capo la piccola parte di quello delle sue membra.
1888 Castelpetroso (IS) Italia Anche qui, come a Lourdes e a Fatima, Ella ha scelto gli umili: Bibiana Cicchino, trentacinquenne, semplice e onesta contadina, nata e residente a Castelpetroso, e Serafina Valentino, trentaquattrenne, anch’ella nativa e residente a Castelpetroso.IL 22 Marzo 1888, mentre è alla ricerca di un agnellino disperso, Bibiana, attirata dallo sfolgorio che promana da una grotta, si avvicina, e subito si trova immersa in una visione celeste: la Vergine SS.ma semi inginocchiata, con le mani allargate e gli occhi rivolti al cielo è lì, in atto di implorazione e di offerta; ai suoi piedi giace Gesù morto coperto di sangue e di piaghe.
1896 Imbersago (LE) Italia Ad Imbersago, in provincia di Lecco, sulle rive dell’Adda di fronte alla Grigna ed al Resegone, si trova il bellissimo Santuario della “Madonna del Bosco” o della “Madonna del Riccio” come anticamente si chiamava per uno dei primi segni avuti, ossia la maturazione delle castagne nel mese di maggio. Questo fatto avvenne il 9 maggio del 1617, ma già dal 1615 si diceva che proprio sulla cima di tre maestosi castagni appariva un essere misterioso, come una grande Signora in mezzo a luci e splendori celestiali con armoniose melodie mai udite.

Il segno prodigioso che si era verificato fece riflettere e si pensò che la Madonna, attraverso questo, chiedeva di essere onorata nel bosco. Da allora iniziarono i pellegrinaggi degli abitanti della zona alla “Valletta del Lupo”, così si chiamava il luogo. Prima con una Croce che appoggiavano ai castagni miracolosi, poi con un quadretto in cui era effigiata l’apparizione di Maria SS. sul castagno dal quale pendeva un riccio maturo.

Con tanta spontaneità e devozione, anche in questo luogo benedetto, iniziava il culto alla Regina dei Cieli. La Madonna si dimostrò subito straordinariamente larga dei Suoi favori a chi La invocava. Le memorie del tempo sono piene di fatti miracolosi attribuiti alla Madonna del Bosco. Tra le prime grazie non si può tacere quella della liberazione di un bimbo dalle fauci di un lupo, grazia immediatamente ottenuta non appena la mamma, accortasi del grande pericolo del figlio, nella più profonda disperazione invocò la SS. Vergine.

1917 Fatima Portogallo la Madre del Signore anche in quel giorno aveva affidato un segreto legato alla consegna del silenzio composto di tre parti, le prime due delle quali furono svelate da Lucia, per obbedienza nel 1941 e che riguardano: “LA SALVEZZA DELLE ANIME” il primo e “LA DEVOZIONE AL CUORE IMMACOLATO DI MARIA” il secondo, mentre la terza parte rimaneva ancora avvolta nel mistero. (N.d.R. sino all’anno 2000). Messaggio di Misericordia e di Salvezza
1924 Cernusco sul Naviglio (MI) Italia “Il Bambino piange perché non è abbastanza amato, cercato, desiderato anche dalle persone che gli sono consacrate… tu devi dire questo!”
1927 Messina (ME) Italia Lì, in un’ora di dolcissimi presagi, ebbe la visione della Vergine Maria nelle fattezze di Bambina.
1930 Campinas Brasile L’8 marzo e l’8 aprile 1930 la vergine apparve a suor Amalia Aguirre, co-fondatrice dell’Istituto delle missionarie di Gesù croscifisso, mostrandole il “Rosario delle lacrime” che teneva in mano ed insegnandole la sua contemplazione per la conversione dei peccatori. L’anno precedente (l’8 novembre 1929) la suora aveva avuto una visione di Gesù che aveva promesso la sua protezione a quanti avessero devotamente pregato per le lacrime della Madonna.
1932 Beauraing Belgio Venerdì 2 dicembre tutti i Voisin e i bimbi Degeimbre si recarono al Pensionato verso le venti. Quando furono a pochi metri dal biancospino, i ragazzi videro la Madonna. Alberto trovò la forza di chiederle:”Siete la vergine Immacolata?”. La figura sorrise dolcemente, chinando il capo e aprendo le braccia. Alberto domandò ancora:”Che volete da noi?”. La vergine rispose:
“Che siate sempre molto buoni”.

Durante le apparizioni silenziose, che furono 19 rispetto alle 33 visioni, la Madonna si mostrò sempre più bella e luminosa, fino a farli piangere di commozione e di gioia. La sera del 28 dicembre la vergine mostrò ai veggenti sul suo petto il suo Cuore tutto d’oro lucente, circondato da raggi luminosi che formavano una corona; lo mostrò ancora il 29 a Fernanda ed il 30 alle quattro ragazze e, infine, il 31 a tutti e cinque.

Le apparizioni terminarono il 3 gennaio 1933. Quella sera la Madonna comunicò ai veggenti (tranne Fernanda ed Andreina) dei segreti personali. A Gilberta Voisin promise:
“Io convertirò i peccatori. Addio!”.

Mentre ad Andreina disse:
“Io sono la Madre di Dio, la Regina del Cielo. Pregate sempre. Addio!”.

Fernanda, che non aveva avuto la visione, continuò a pregare piangendo, nonostante la pioggia; all’improvviso il giardino fu illuminato da una palla di fuoco che, frantumandosi, le mostrò la Vergine, che le disse:
“Amate Mio Figlio? Amate Me?

Allora, sacrificatevi per Me.

Addio”.

1933 Banneux Belgio “Io sono la Madonna dei poveri. Questa sorgente è riservata a Me, per tutte le nazioni. Per alleviare i malati. Io pregherò per te. Arrivederci”. “Io sono la Madre del Salvatore, la Madre di Dio! Pregate molto. Addio”.
1935 Itri (LT) Italia Luigina sente dolori atroci al bacino. È tumore.Rimane a letto, nella sua casa di Itri, per due anni, pregando, offrendo e continuando a occuparsi con eroismo dei suoi fratelli cui fa da mamma. Il 15 agosto 1935, solennità dell’Assunzione di Maria, il Parroco le amministra l’Estrema Unzione, perché ormai è alla fine. Ma ecco il miracolo: Luigina vede Gesù e la Madonna che la interrogano:“Siamo venuti per farti una proposta. Tu però sei libera di scegliere: vuoi venire subito con noi in Paradiso o rimanere sulla terra e offrirti ancora vittima espiatrice per la Chiesa e per i sacerdoti?”.In un istante, Luigina vede i pericoli dell’apostasia, le defezioni che sarebbero venute negli anni futuri e accetta la seconda proposta, offrendosi ancora vittima a Dio.Gesù allora le dice: “Non entrerai più in convento, ma come una persona comune vivrai nascosta agli occhi del mondo. Sarai poco compresa, soffrirai molto e morirai sola come me. Sarai – come dice il tuo nome – il granello di senape in un solco di Roma. Vivrai lo straordinario nell’ordinario. Da questo momento ti lascerò la mia santa Madre: ti guiderà e ti conforterà. Sii una violetta nascosta ma sempre profumata. Non temere”.Non appena Gesù ebbe finito di parlare l’angelo custode di Luigina, Samuele, la prese per mano e la sollevò. Luigina si trovò improvvisamente guarita, mentre le bende che le coprivano il tumore le caddero. Luigina non ha ancora vent’anni. Dopo quella visione, il primo sabato di ogni mese e nelle festività mariane, la Madonna, preannunciata da musiche e cori angelici, apparve sempre a Luigina, lasciando sul luogo un profumo senza eguali che perdurava per tutto il giorno. Luigina nel 1930 era entrata nel convento delle Figlie di San Paolo di don Alberione. Ma ammalatasi, poco dopo dovette lasciare l’istituto.
1938 Milano italia Queste manifestazioni da parte di Gesù si facevano sempre più insistenti e nel maggio del 1938, mentre prega, si presenta sulla predella dell’altare, in un fascio di luce, una bella signora: teneva in mano uno scapolare, formato da due flanelline bianche unite da un cordone. Una flanellina portava l’immagíne del S.Volto di Gesù con scritto intorno: « Illumina Domine Vultum Tuum super nos », l’altra, un’Ostia circondata da raggiera, con scritto intorno: « Mane nobiscum Domine ». Lentamente si avvicina e le dice: « Ascolta bene e riferisci al Padre Confessore: – Questo scapolare è un’arma di difesa, uno scudo di fortezza, un pegno di misericordia che Gesù vuol dare al mondo in questi tempi di sensualità e di odio contro Dio e la Chiesa. I veri apostoli sono pochi. E’ necessario un rimedio divino e questo rimedio è il S.Volto di Gesù. Tutti quelli che indosseranno uno scapolare, come questo, e faranno, potendo, una visita ogni martedì al SS.Sacramento per riparare gli oltraggi che ricevette il S.Volto del mio Figlio Gesù durante la Sua Passione, e che riceve ogni giorno nel Sacramento Eucaristico, verranno fortificati nella fede, pronti a difenderla ed a superare tutte le difficoltà interne ed esterne. Di più faranno una morte serena, sotto lo sguardo amabile del mio Divin Figlio ».
1938 Paravati (VV) Italia Oltre Che Gesù, anche la Madonna ha dato a Natuzza molti messaggi. Quarantacinque anni fa le ha chiesto di costruirle una chiesa. Il 2 luglio 1968 le disse:”Prega per tutti, consola tutti perché i miei figli sono sull’orlo del precipizio, perché non ascoltano il mio invito di Madre, e l’eterno Padre vuol fare giustizia”.Il 17 aprile 1981 le spiega:”Se non fosse per voi anime vittime e per i bambini innocenti, Gesù avrebbe scatenato la sua ira”; e ancora il 15 agosto 1968:” Una giornata della tua sofferenza può salvare mille anime!”.Mentre il 1° aprile 1982 le annunciò che “Gesù è triste, tutto l’intero mondo rinnova la sua crocifissione; gli uomini pensano solo a tutto ciò che è terreno, trascurando le cose spirituali e quindi l’anima. Non si rendono conto che la vita terrena è breve; possono guadagnare tutto l’intero mondo, ma se non sono con Gesù perdono la loro anima. Pensate finché siete in tempo, perché Gesù è buono e misericordioso, però dice:” Non abusate della mia misericordia”.Il 13 marzo 1984 le annuncia:”Io sono l’Immacolata Concezione, figlia mia. Lo so che stai soffrendo…il Signore ti ha affidato un compito doloroso e difficile, ma non ti scoraggiare, c’è Lui che ti protegge e ti aiuta…Con la tua sofferenza salvi tante anime”.
1940 Pfaffenhofen Germania Il Messaggio di Marienfried riguarda la fine dei tempi. Esso ci presenta, in dimensione grandiosa, la “Bestia” in opposizione alla “Donna”. (Apoc. 12, 1-4)
1944 Bonate (BG) Italia Come aveva fatto a Fatima il 13 maggio 1917 durante la Prima Guerra mondiale, la Madonna scelse ancora il 13 maggio per lanciare di nuovo al mondo, dilaniato dalla Seconda Guerra mondiale, i suoi messaggi di speranza e di pace. Le apparizione di Ghiaie di Bonate vennero definite “L’epilogo di Fatima”.
1944 Balasar Portogallo Il 2 dicembre 1944 la Vergine apparve per la prima volta ad Alexandrina Maria da Costa (1904-1955), per confermarle le parole del Figlio che il giorno prima l’aveva unita in matrimonio mistico, dicendole:

“Accetta il mio santissimo manto… puoi coprire il mondo intero. Basta per tutti.

Accetta la mia corona, sei regina”. Nel rivivere la Passione di Gesù, Alexandrina percepiva e vedeva tutti i dolori e le sofferenze di Maria. Ella le apparve il 2 settembre del 1949 con la corona del Rosario dicendole:
“Il mondo agonizza e muore nel peccato. Voglio orazione, voglio penitenza.

Avvolgi in questa mia corona del Rosario coloro che ami e tutto il mondo”.

1945 Amsterdam Olanda Il 25 marzo 1945, Festa dell’Annunciazione, la Madonna è apparsa a Ida Peerdeman (†1996), semplice cittadina di Amsterdam, dove viveva con le sue sorelle. Era la prima di 56 apparizioni avvenute tra il 1945 e il 1959. L’origine soprannaturale dei messaggi della Signora di tutti i Popoli è stata attestata il 31 maggio 2002 dal vescovo diocesano.La Madonna si presenta con il nuovo titolo di “Signora di tutti i Popoli” o “Madre di tutti i Popoli”, col quale vuole essere conosciuta e amata da tutta l’umanità in questo tempo. In una profetica e impressionante visione mostra la situazione nella Chiesa e nel mondo nella seconda metà del ventesimo secolo. Gradualmente, nei suoi messaggi, Maria rivela il piano col quale Dio vuole salvare il mondo tramite la Madre. A questo scopo ella dà ai popoli e alle nazioni un’immagine e una preghiera.L’IMMAGINEL’immagine raffigura la Signora di tutti i Popoli irradiata dalla luce divina, quale corredentrice, ritta sul globo terrestre, davanti alla croce di suo Figlio Redentore, al quale è indissolubilmente unita. Dalle sue mani scaturiscono raggi di Grazia, Redenzione e Pace, che ella può trasmettere a chi la invoca quale Mediatrice.Il gregge rappresenta i popoli di tutto il mondo, che troveranno la pace solo allorché alzeranno lo sguardo alla croce, centro del mondo.UNA PREGHIERA PER LA PACELa Signora di tutti i Popoli ha dettato una breve e potente preghiera destinata a preservarci dalla corruzione, da calamità e dalla guerra.“Popoli di questo tempo, sappiate che siete sotto la protezione della Signora di tutti i Popoli! Invocatela quale Avvocata e pregatela di allontanare tutte le calamità! Pregatela di bandire la corruzione da questo mondo. Dalla corruzione sorgono calamità, dalla corruzione sorgono guerre. Tramite la mia preghiera chiedete di bandire tutto ciò dal mondo! Non conoscete la potenza e l’importanza di questa preghiera presso Dio”. (31.5.1955)“Tramite questa preghiera la Signora salverà il mondo”. (10.5.1953)Nella preghiera si invoca innanzitutto una nuova effusione dello Spirito Santo, il solo che può dare la vera pace al mondo. “Questa preghiera è data per la conversione del mondo”. (31.12.1951)La Madonna invita ognuno a recitare la preghiera almeno una volta al giorno e promette: “Ti assicuro che il mondo cambierà”. (29.4.1951)L’AZIONE MONDIALELa Signora di tutti i Popoli è inviata dal Padre e dal Figlio per portare unità e pace al mondo e “per liberare il mondo, con questo titolo e per mezzo di questa preghiera, da una grande catastrofe planetaria”. (10.5.1953)Per questo la Signora di tutti i Popoli chiede insistentemente di intraprendere una grande azione mondiale per la diffusione della sua preghiera e dell’immagine: “Aiutate con tutti i vostri mezzi e provvedete alla divulgazione, ognuno a modo suo!” (15.6.1952); “Quest’opera di diffusione non è per un solo paese, quest’opera è per tutti i popoli”. (11.10.1953); “Recitate questa preghiera in ogni circostanza! Divulgatela nelle chiese e mediante mezzi moderni”. (31.12.1951); “Voglio che la diffusione avvenga in molte lingue”. (4.3.1951); “Mettetevi con grande zelo al lavoro per realizzare quest’opera di redenzione e di pace, e vedrete il miracolo!” (1.4.1954); “Vedrai, la diffusione andrà praticamente da sé”. (15.4.1951)
1946 Pfaffenhofen Germania
1946 Montichiari (BS) Italia “Preghiera, sacrificio, penitenza”. “Le tue grandi sofferenze insieme alla visione dell’inferno hanno avuto lo scopo di farti conoscere la gravità del peccato mortale nelle anime consacrate a Gesù ed elette al suo amore. Le sofferenze di questi giorni sono valse a strappare dal potere del demonio alcune nostre religiose”.
1947 Tre Fontane (Roma) Italia “Si preghi assai e si reciti il Rosario quotidiano per la conversione dei peccatori, degli increduli e per l’unità dei cristiani. Le Ave Maria che voi dite con fede e amore, sono tante frecce d’oro che raggiungono il Cuore di Gesù”.
1947 Casanova Staffora (PV) Italia All’età di sette anni, il 4 giugno del 1947, mi trovavo con dei miei coetanei a pascolare le mucche nei pascoli del Bocco, una località distante circa mezz’ora dal paese. Ero seduta sull’erba a confezionare dei mazzetti di fiori quando all’improvviso sentii una persona prendermi sotto le braccia da dietro e sollevarmi come per prendermi in braccio. Mi girai, convinta di trovarmi viso a viso con mia zia, ed invece mi trovai di fronte un volto di donna bellissimo, dolcissimo e sconosciuto.Fu quella la prima di 80 apparizioni di Maria che si ripeterono ogni 4 del mese, salvo due interruzioni, fino al 4 giugno del 1956. Da quel giorno fu sconvolta non solo la mia, ma anche la vita della mia famiglia. Nel ‘49, in terza elementare, fui costretta ad abbandonare la scuola per due motivi: perché contestavo il modo con il quale veniva insegnata la storia e per i pellegrini che troppo spesso facevano irruzione in classe durante la lezione. Mentre lasciavo l’edificio della scuola mi ripromisi (e lo dissi) di tornare in quello stesso luogo per insegnare agli uomini a vivere il messaggio riscoprendo il loro valore di “persona”. Dopo dodici anni quella profezia si avverò: la scuola divenne la sede del Centro di Nova Cana.
1947 Hasznos Ungheria Il 2 luglio 1947 la Santa Vergine apparve a Sánta Lászlóné, una contadinella intenta alla recita del Santo Rosario, incaricandola di cercare una specifica fonte d’acqua termale. Sánta la trovò il 10 luglio a 14 chilometri di distanza dal Monte Mantra. Presso tale fonte si verificarono diversi eventi miracolosi, tra cui prodigi solari, nel 1949 e il 13 ottobre 1965, testimoniati da migliaia di persone. Maria preannunciò pericoli futuri per l’umanità se gli uomini non si fossero ravveduti e chiese che le fosse edificata una chiesa.
1947 Ile Bouchard Francia “Dite ai piccoli di pregare per la Francia, perché ne ha molto bisogno in questi giorni di grande pericolo”.

E a Jacqueline, che le chiedeva un miracolo, rispose:
“Non sono venuta per compiere miracoli, ma ad invitarvi a pregare per la Francia. Domani non avrai più bisogno di portare gli occhiali”.

1948 Caiazzo (CS) Italia La Vergine apparve per la prima volta a Teresa Musco (1943-1976) l’8 gennaio 1948, quart’ultima figlia di due modesti agricoltori: Salvatore e Rosina Zullo. Teresa, rimproverata e picchiata dal padre perché era uscita seminuda di casa mentre grandinava, fu consolata e accarezzata da una “Signora molto bella” che le disse:”Vedi, figlia mia, tuo padre ha fatto molto bene”. Maria le riapparve, dicendole: “Figlia mia, sono tua Mamma che ti guida per la strada che piace al mio diletto Figlio. Sono contenta del sacrificio che mi offri. Continua”.
1948 Gimigliano di V. (AP) Italia La Madonna invitò Anita, che stava raccogliendo legna nel bosco, a pregare per la conversione dei peccatori, parlandole nel dialetto locale. Maria le riapparve altre 25 volte, sino a quando, il 23 maggio 1948, le diede la corona della penitenza e del dolore.
1949 Ceggia (VE) Italia Le apparizioni furono sette nell’arco di appena cinque giorni. Tutto comincia il giorno di Pasqua, domenica 17 aprile 1949, poco prima delle 10. Mariolina va alla messa del fanciullo, poi passa al cimitero per portare dei fiori sulla tomba dei nonni. Sta per tornare a casa, quando le appare la Madonna, vestita di bianco, con in mano un giglio e la corona del rosario. Torna a casa, e racconta tutto alla mamma, che taglia corto invitandola a non raccontare stupidaggini, prendendole per fantasie da bambina.
1949 Balestrino (SV) Italia Era la prima di quattro fratelli e la sua vita trascorse nella serenità della fanciullezza sino all’età di nove anni. Il 4 ottobre 1949 qualcosa cambiò radicalmente la sua vita. Qualcosa che porterà Caterina a sacrificare umilmente la sua vita con una testimonianza di fede continua e silenziosa. Una vita rivolta alla preghiera ed alla devozione per quella figura femminile che le si presentò ben 138 volte sino al 5 novembre 1986 e che il 5 giugno 1950 alla domanda: ” Chi sei? ” Ella rispose :” Io sono l’ Immacolata Concezione “.
1950 Venezia Italia prometto a tutti coloro che porteranno con sé questo dono del mio cuore immacolato, testimoniando la loro consacrazione, di benedirli, di condurli per mano, di portarli nel mio cuore come figli prediletti per presentarli a gesù. li assistero’ nel momento della morte affinché il nemico, satana, non possa loro nuocere e saranno lassù, con me, in paradiso, dove gesù darà loro il premio eterno.
1958 Turzovka Slovacchia “Io sono la Figlia dell’Eterno Padre. Io sono la Sposa dello Spirito Santo. Io sono la Madre del Figlio. Guardatemi bene! Voi vedete un taglio al Mio collo. Questo è il segno dell’odio di coloro che mi vogliono combattere e attaccare. Il Mio manto sta slacciato sulla spalla destra, perché possa essere lasciato cadere ogni momento per distenderlo su di voi.Chi prega davanti alla Mia immagine, su questi io distendo il Mio manto come Figlia del Padre.Dove viene portata la Mia immagine Miracolosa – chiese o abitazioni – là io lascio il Mio mantoChi mi invoca per nove volte con le parole: “REGINA DI TURZOVKA, STENDI SU DI ME IL TUO MANTO!”, Io questo lo proteggo come Madre del Figlio.Quando il Mio manto protesse l’Immagine Miracolosa, si formò uno spazio impenetrabile su di essa. Così Io formerò uno spazio impenetrabile su di voi con il Mio manto. In questo spazio voi potrete pregare, offrire e ricevere i Santi Sacramenti. Ma non dimenticate che fu la Vostra Regina a costruire questa chiesa.Entro questo sacro recinto voi dovete offrire a Dio i vostri doni per mano Mia. Io nobilito i vostri doni e li trasmetto a Dio in vostra vece. Dio li accetta da me! – Io vi difendo dall’odio dei vostri nemici e da ogni male! – Dio non vi abbandona nelle fiamme ardenti, ma vi immerge nelle fiamme dell’Amore. Io vi conduco come REGINA e MADRE al RE del mondo, mio FIGLIO – Io provvedo per la vostra vita eterna e vi aiuterò.
1960 Neuweier Germania “Venite spesso qui da me. Io sano la Madre della Grazia, la guarigione dei malati, il rifugio dei peccatori, la consolazione degli afflitti. Chiamatemi e io vi solleverò. Io voglio che la gente si rechi qui in pellegrinaggio in processione. Ritornate di nuovo alla fine del mese e io vi porterò una grande benedizione”.
1961 San Damiano (PC) Italia Il 29 settembre 1961, festa di San Michele Arcangelo, sul mezzogiorno, una Donna sconosciuta entrò in casa Quattrini. Vestiva il costume della Regione: gonna e blusa di vari colori, un grembiule nero e, sul capo, un fazzoletto azzurro.
La zia Adele dice che la Signora sconosciuta le chiese mille lire per offrire un cero alla cappella di Padre Pio poiché Padre Pio é alla distanza di circa ottocento chilometri da San Damiano. Ma ciò non turba la zia Adele che ha ben altro, motivo per declinare la sollecitazione : in quel momento, in casa, si hanno, in tutto e per tutto, mille lire imprestate! Inoltre, il marito é ammalato e Rosa lo é ancor più. La bella straniera insiste, con tanto garbo, che la zia Adele le dà cinquecento lire. Lei accetta e chiede di vedere l’ammalata che giace nella camera accanto. La zia ve la conduce.

La straniera prende la mano di Mamma Rosa e le dice : “Su, alzati!” – Non posso! risponde la povera inferma. – Dammi la mano ! Alzati! – Non posso ! – Dammi anche l’altra mano, ordina la Signora. Mamma Rosa la porge – Alzati! ripete la Signora. E Mamma Rosa si alza avvertendo un benessere improvviso ed eccezionale. Riconosce allora la Celeste Visitatrice che le fa segno di tacere. Suona mezzogiorno: “Recitiamo l’Angelus” ordina la Signora. Poi aggiunge cinque Pater, Ave e Gloria secondo le intenzioni di Padre Pio, in onore delle cinque Piaghe di Nostro Signore. Durante questo tempo, Ella tocca con le Sue Mani le piaghe di Rosa ed esse si chiudono immediatamente. Poi ordina a Rosa di recarsi da Padre Pio: – Non ho denaro né abiti, obietta Rosa. – Avrai quanto ti occorre. – E la Signora se ne va. Intanto Giuseppe era andato a raccogliere castagne per assicurare ai suoi i mezzi per sfamarsi durante il suo soggiorno all’ospedale. Qualche giorno dopo, Rosa riceveva dalla cassa di beneficenza di Padre Pio il denaro per il viaggio e trovava nella “casina”, o rimessa, due abiti da contadina esattamente della sua misura, senza cenno di provenienza.

1962 Monte Fasce (GE) Italia Il 3 febbraio 1962 la Vergine apparve al benedettino padre Bonaventura (1902-1987), al secolo Renato Raschi e a Giliana Faglia. Padre Bonaventura era entrato in seminario da adulto, dopo che il 9 febbraio 1921 il Crocifisso della chiesa di san Giuliano in Genova-Quarto all’improvviso si animò, parlandogli e dicendogli di seguirlo. Nell’apparizione del 4 febbraio 1962 gli annunciò:”Figlio mio prediletto, io sono l’Immacolata Concezione, la grande fonte della Misericordia”.Il 1° febbraio 1963 invece si lamentò dell’incredulità umana dicendogli: “Quante anime ho chiamato da tutte le parti del mondo che mi hanno voltato le spalle, mi hanno deriso”. E, con riferimento al male che stava dilagando, continuò:”La responsabilità è dei miei ministri; i miei sacerdoti sono miserabili. Lo so, sono uomini, ma tanto miserabili da meritare il disprezzo, perché per colpa loro ho perduto tante anime e il mio dolore è stato così grande da superare il dolore per la Crocifissione del Mio Signore Gesù”. Facendogli poi capire che solo l’un per cento della popolazione mondiale pregava, soggiunse: “Ora finalmente sapete il perché del mio grande dolore: il mondo è quasi totalmente lontano da Dio. Voi non credete ai Miei ministri, la Mia Chiesa è sfinita”.Ai due veggenti, con Maria, apparve anche Gesù.
1962 Jaddico (BR) Italia presso un muro sbocconcellato e fatiscente, avanzo di un’antica chiesa. Su di esso, che si estende per circa 6 metri in larghezza e 7 in altezza, è visibilissimo uno sbiadito affresco della Madonna, che stringe al seno il Bambino Gesù, bello nella sua fattura, ma mal ridotto. Viene costruita una Chiesa. Preghiera comunitaria.
1968 Zeitun Egitto Il 5 maggio 1968, il papa copto ortodosso, Cirillo VI, riconobbe ufficialmente le apparizioni che avvennero a Zeitoun, alla periferia del Cairo. I vescovi ed i preti della Commissione di inchiesta istituita da Cirillo VI hanno autenticato con facilità le testimonianze raccolte, visto che loro stessi avevano avuto la possibilità di assistere alle apparizioni, così come un grande numero di fedeli.La dichiarazione ufficiale di Cirillo VI del 5 maggio 1968 fu pubblicata sui principali organi di informazione egiziani e stranieri: «La sede patriarcale dichiara con fede assoluta, con grande allegria ed umile gratitudine verso l’Onnipotente, che la Beata Vergine Maria è apparsa a varie riprese sotto forme chiare e stabili, durante parecchie notti e durante periodi variabili, potendo giungere a più di due ore, dal 2 aprile 1968, sino ad ora, al di sopra della Chiesa Copta di Zeitoun, al Cairo, sulla strada di Matarieh, dove la Sacra Famiglia passò durante il suo soggiorno in Egitto, come tramanda la tradizione. Noi speriamo che questa benedizione sia un segnale di pace per il mondo ed un presagio di prosperità per il nostro beneamato e benedetto paese».Le numerose apparizioni della Vergine furono in effetti visibili ad un grande numero di persone, durante periodi molto lunghi. Per molte settimane su quel posto, la folla raggiunse il ragguardevole numero di 250 mila persone, provocando grandi imbottigliamenti. Il 13 aprile 1968, il fotografo Wagih Rizk Matta fu il primo a scattare delle foto stupefacenti e una sua ferita sul braccio fu curata, così come molti altri furono guariti, quando si recarono sul posto.Dal 1969, la Chiesa Copta ortodossa inserì nel suo calendario liturgico una festa della trasfigurazione della Vergine Maria a Zeitoun, che viene ora celebrata ogni anno il 24 barmahat, che corrisponde al nostro 2 aprile.Quale potrebbe essere il significato di una tale impressionante manifestazione della Vergine? Zeitoun,in arabo, significa « olive » e l’ulivo, un ramo del quale è tenuto in mano dalla Vergine, è il simbolo della pace ed è giunto proprio quando la minoranza copta era minacciata di oppressione dalla terribile guerra dei sette giorni, nel 1967, che aveva seminato il lutto nel Medio Oriente.In seguito della cattura di Gerusalemme, era divenuto pressoché impossibile ai Copti di andare nei Luoghi Santi e Jehan Sadat, la vedova del presidente assassinato, scrisse queste parole nella sua biografia intitolata Una donna d’Egitto, che le aveva dettato Maria:« Popolo d’Egitto, so che tu non potrai più venire a vedermi a Gerusalemme; così sono stata io che sono venuta a vederti al Cairo. »
1968 Placanica (RC) Italia “Lo aprì e lo rivolse verso di me tenendolo con la destra e col dito della sinistra mi indicava quel foglio sul quale c’erano scritte le seguenti parole di maiuscolo carattere e di facile leggibilità. In cima al foglio c’era impressa una croce rossa come di sangue, alla base di essa alcune parole scritte dicevano: – Gesù tutto amore è molto offeso… I popoli inferociti dalla superbia oltraggiarono il Suo nome… Le sue piaghe sanguinano… Figli miei lasciate il peccato e ravvedetevi, umiliatevi, chiedete perdono del male già fatto. Se volete che le vostre anime siano salve, supplicate con vera fede l’eterno Dio e Lui vi darà a tutti il perdono e la salvezza. Preghiera… Eucaristia… Penitenza… -.
1973 Akita Giappone “…Affinché il mondo possa conoscere la Sua ira, il Padre Celeste si sta preparando a infliggere un grande Castigo su tutta l’umanità…”
1974 Gallinaro (FR) Italia Da allora, come in un santuario, vi si recano continuamente comitive di pellegrini e di fedeli, per impetrare le Grazie promesse da Gesù Bambino a Giuseppina Norcia per coloro che ivi pregano insieme.
1976 Betania Venezuela La prima apparizione della Vergine avvenne sopra un grande albero, nel pendio di una collina per la quale discende un ruscello che forma una piccola cascata dove i pellegrini raccolgono e bevono di questa acqua alla quale gli sono state attribuite proprietà miracolose. Testimone unica di questa apparizione fu la signora María Bianchini. Secondo il Pbro. Otty Ossa Aristizábal, nel suo libro “La Vergine Maria appare in Venezuela”, la veggente era accompagnata, tra familiari ed amici, da circa 80 persone che non videro la Santa Vergine, ma che percepirono fenomeni luminosi e strani movimenti del sole. Le seguenti apparizioni: 22 agosto dello stesso anno, quando a richiesta della Vergine andarono a collocare una croce; 25 marzo; 1, 2 e 3 maggio del 1977, avvennero sempre e solo alla veggente; alcuni accompagnatori videro segni nel cielo. Il 25 marzo del 1978, oltre a lei, 15 persone videro anche la Santa Vergine; oltre al famoso miracolo del sole come a Fatima, che sembrò girare si sé stesso e cadere sul mondo.Il 25 marzo del 1984, una domenica nella quale ricorreva l’anniversario delle apparizioni, si realizzò a mezzogiorno una messa campale. Dopo la Santa Messa circa 150 persone videro la Santa Vergine sulla cascata, 108 l’attestarono con la propria firma. La Madonna apparve sotto sette invocazioni distinte, durante tre ore, con intervalli da cinque a dieci minuti. La Santa Vergine apparve come la Vergine di Lourdes, del Carmelo, della Medaglia Miracolosa….. ed alla fine col Bambino nel suo braccio destro in atteggiamento di consegnarcelo. Durò questa scena trentacinque minuti; finendo, tutta la vegetazione sembrava ardere. Fu enorme l’impressione di tutti con l’ansia di un cambiamento profondo nelle loro vite. CappellaDa allora sono state numerose le apparizioni, soprattutto di sabato, di domenica e durante le feste mariane. Secondo l’Istruzione del Vescovo i veggenti comprovati sono arrivati ad essere tra 500 e 1000 persone.
1978 Berlicum Olanda Tutto ebbe inizio nel 1976. Il 18 dicembre, alle 7 della sera, Elisabeth Sleutjes guarì improvvisamente dalla paralisi per intercessione della Vergine Santa. Si è manifestata a Elisabeth in questo modo: “Io sono la Madre di Mio Figlio Gesù Cristo e la Madre di tutte le persone”. In seguito Elisabeth ricevette, mentre era in estasi, centinaia di Messaggi dalla Madonna e li scriveva come se le fossero dettati. Uno dei primi ordini che lei ricevette dalla Madonna fu di rendere pubblica la sua guarigione. Dopo la pubblicazione di un annuncio relativo alla sua guarigione, vennero a visitarla, interessate, le prime persone ed insieme pregarono e cantarono. Di più in più Elisabeth riceveva Messaggi in cui venivano anche date risposte con riguardo ai bisogni personali dei suoi visitatori. Le prime volte lei non vede la Madonna, ma ricevette i suoi Messaggi da una ‘Voce’ durante le estasi. Il numero di visitatori aumentò gradualmente e allora il suo direttore spirituale cominciò a celebrare regolarmente la Santa Messa in casa di Elisabeth in presenza dei pellegrini. Sebbene il primo pullman di pellegrini era già arrivato il 17 Dicembre del 1977 dal vicino Belgio, solo nel 1981 arrivarono pellegrini dal medesimo paese di Elisabeth.
1980 Cuapa Nicaragua “Mi chiamo Maria”.Bernardo le chiese da dove veniva,”Vengo dal Cielo. Sono la Madre di Gesù” – disse la Signora. E quando le domandò cosa volesse, Lei rispose: “Voglio che recitiate il Rosario tutti i giorni…non solo a maggio. Voglio che lo recitiate permanentemente, in famiglia…compresi i bambini che hanno l’uso della ragione…ad un’ora fissa, quando non ci sono problemi con le faccende di casa”.
1981 Medjugorje Bosnia Vengo a convertire e riconciliare tutto il mondo.
1981 Kibeho Ruanda La Madonna è scesa a Kibeho, in Rwanda, per parlare al mondo intero.

In questo luogo vi sono le sorgenti del Nilo, il fiume più espressivo di tutta l’Africa, il fiume che ha visto la liberazione di Mosè e del suo popolo e l’inizio della storia della Salvezza.

Non può essere questa una pura coincidenza, perché Dio non interviene nel mondo per coincidenza o per caso, ma interviene con un determinato e preciso piano per salvare tutto il genere umano perso nel peccato… e la Madonna è la Sua Messaggera.

Possa l’appello accorato di Maria risvegliare le coscienze degli uomini.

1982 Damasco Siria La Santa Vergine è apparsa cinque volte:

Mercoledì 15 Dicembre 1982: nessun messaggio, Myrna corre via, spaventata.
Sabato 18 Dicembre 1982: primo messaggio pubblicato in arabo letterario.
Sabato 8 Gennaio 1983: una parola pronunciata in dialetto arabo.
Lunedì 21 Febbraio 1983: secondo messaggio, messaggio privato pronunciato in dialetto arabo.
Giovedì 24 Marzo 1983: terzo messaggio, messaggio pronunciato in arabo letterario.

Queste messaggi sono in piena armonia col Vangelo, nel loro spirito profondo, e il loro pressante richiamo alla Fede, all’Amore, all’annuncio de l’Emmanuele, alla penitenza, all’umiltà, alla gioia nel Signore, al mutuo perdono e all’Unità della Chiesa. Tutte le apparizioni sono avvenute sulla terrazza, di notte. Soltanto Myrna vedeva la Santa Vergine. Un’atmosfera intensa di preghiera e di pace prevale durante le apparizioni, intorno a lei al resto della casa.

L’apparizione si manifestò sul ramo orizzontale di un albero di eucalipto, situato sul bordo del fiume, a circa quindici metri a sud della casa. Per primo apparve un globo di luce, che a sua volta si aprì per lasciare vedere in alto una sorta di mezzaluna blu che scomparì una volta che la Santa Vergine apparì. La Santa Vergine apparve seduta sul ramo, poi si alzò in piedi e camminò verso il terrazzo della casa, lasciando dietro di se una scia di luce. Attraversò la ringhiera di ferro e si fermò sul terrazzo. Il passaggio della Santa Vergine attraverso la ringhiera di ferro, suscitò in Myrna un problema: “Come può attraversare un corpo umano una ringhiera di ferro ?” La Vergine era vestita di bianco, con una cintura blu in testa un cappuccio che faceva parte del vestito portando sulla spalla destra uno scialle blu, un po’ come sul quadro dell’Annunciazione del Murillo.

Teneva nella sua mano destra, tra il medio e l’anulare, un rosario di color cristallo. Il braccio destro era piegato all’altezza del torace ed il braccio sinistro era rivolto in basso, i suoi piedi erano invisibili.

La Santa Vergine consegnò il Suo messaggio a Myrna e tutto ciò che le disse fu impercettibile per le persone presenti. Myrna ripeté lentamente il messaggio udito. Alla fine della visione, la Vergine Santa ritornò all’eucalipto, indietreggiando. Una volta raggiunto il ramo, scomparve e subito dopo anche il globo luminoso.

1983 San Nicolàs Argentina Il 25 settembre 1983 la Vergine appare per la prima volta a Gladys Quiroga de Motta (1937), una casalinga sposata con un operaio metalmeccanico in pensione, dal quale ha avuto due figlie. La donna è molto pia e quasi analfabeta: ha studiato difatti solo fino alla quarta elementare. Prima delle apparizioni non aveva mai scritto nemmeno una lettera. La Madonna, con in braccio il Bambino Gesù, le si manifestò con le sembianze simili a quelle di una statua venerata nella cattedrale di Nostra Signora del Santo Rosario. Si tratta di una vecchia statua in legno, con una mano rotta, che era giunta da Roma un secolo prima e che finì, dimenticata, in un ripostiglio del campanile della cattedrale. Fu la stessa Vergine ad indicare a Gladys il luogo dove trovarla. Durante le prime cinque apparizioni, avvenute nei giorni successivi, Maria non parla, sorride e si rattrista; il 7 ottobre le mostra il Santuario che desiderava Le fosse costruito a el Campito, un luogo in riva al fiume Paranà. Alla sesta apparizione, del 13 ottobre 1983, ella le dice: “Sei stata fedele. Non avere paura, vieni a trovarmi; e con me, mano nella mano, farai un lungo cammino”.
1984 Carpi (MO) Italia “Gianni, non sono la tua mamma, io sono La Mamma;
il mondo si salverà se saprete tenere lontano i bimbi dalla televisione.”
1985 Schio (VI) Italia Il 25 marzo 1985, Renato Baron si era recato nella chiesetta di San Martino per alcune incombenze, poi si era fermato a pregare inginocchiato in un banco davanti alla statua della Madonna del Rosario, quando all’improvviso «mi sono sentito il corpo morire (è Renato Baron che racconta) e svanire l’anima… Non vedevo più niente intorno a me, non sentivo più niente… La statua della Madonna si mise a parlare, a muoversi, per me era viva. Le vesti parevano muoversi ed Ella sorrideva con occhi bellissimi.Mi diceva: “Ti aspettavo anche ieri. Da oggi in poi verrai sempre qui, perché devo parlare con te di tante cose e poi… scriverai, ma intanto aspetta. Vieni domani e ti dirò il resto”.Renato, terminata l’apparizione, rimase così sconvolto che scappò via, dimenticando anche di chiudere la porta a chiave. Il giorno dopo ritornò alla chiesetta per chiudere la porta, ma prima si sentì spinto a pregare un poco.Renato racconta: «Mi inginocchiai davanti alla statua e cominciai a pregare. Feci delle letture e allungavo la preghiera per portare avanti il colloquio con Dio, augurandomi che non avvenisse quello che era successo il giorno prima… per non vedere le medesime cose… insomma avevo paura… invece Maria venne un’altra volta. Mi sentii nuovamente morire, uscire da me lo spirito, mentre la voce ripeteva:”Sono Io, sono Maria, sono la Madonna, sono Io che ti parlo veramente, prendi sul serio quanto ti dico e d’ora in poi scriverai tutte le mie parole. Ti preparerò. Un giorno parlerai, ma intanto devi aspettare, devi preparare il tuo spirito, perché faremo un cammino di Fede. Ti preparerò degli amici, degli apostoli che amano Maria. Te li manderò Io e farai molta strada con loro, perché noi insieme dovremo convertire tante anime e portale a Gesù”.Quel giorno, quando tornai in me stesso, non fuggii più, ma avevo una grande gioia dentro di me».Renato andò alla porta del campanile con l’intenzione di suonare la campana, per fare conoscere a tutti quello che gli era successo. Per fortuna la porta del campanile era chiusa e dovette limitarsi a gridare al vento la propria felicità. Poi ritorna verso la porta della chiesetta; non ha il coraggio di entrare, ma dopo si inginocchia sulla soglia: piange di gioia e prega per una buona ora. Oramai non aveva più dubbi: la Madonna veramente gli appariva. Dopo qualche giorno, decise di parlarne alla moglie. Le disse: «Rita, ho un peso dentro di me… devo parlare, dirlo a qualcuno, ma non ne ho il coraggio…» La moglie gli rispose: «Da alcuni giorni ti vedo sconvolto. Se hai difficoltà di parlare ad altri, dillo a tua moglie… sono più di vent’anni che viviamo assieme…».Sollecitato da queste parole, Renato racconta tutto nei minimi particolari, cercando il più possibile di essere obiettivo. Ogni tanto esce in qualche esclamazione di gioia, ma subito cerca di ridimensionarsi. Rita rimane pensosa, non sa se si possono ammettere fatti tanto straordinari, ma d’altra parte conoscendo bene il marito, il suo equilibrio e la sua fede, ammette anche che un’apparizione potrebbe essere possibile. E se invece fosse il demonio che lo inganna? Turbata da simile eventualità, dopo un momento di silenzio, dice:«Forse ti potresti sbagliare… insomma non è possibile! In quella chiesetta hai fatto tanti lavori, hai anche trovato degli scheletri che hai ricomposto nella cripta… può darsi che qualche spirito si faccia vivo, che ci sia qualche cosa che non va… Se fossi in te, andrei con l’acqua santa e darei una benedizione a quel luogo».Renato accettò il consiglio della moglie. Andò alla chiesa dei frati con una bottiglietta, la riempì di acqua benedetta, poi si recò davanti alla statua della Madonna in San Martino. Renato racconta così ciò che gli accadde: «Misi l’acqua nell’apposito secchiello, poi mi portai davanti alla statua, reggendo il secchiello. Mi inginocchiai, intinsi la mano nell’acqua, ma come alzai il braccio per benedire, la mano che reggeva il secchiello si aprì, il secchiello cadde e l’apparizione disse: “Sono Io che ti devo benedire. Sono Io che ti benedico. Non temere… sii prudente. Verrà il momento in cui saranno molti coloro che saliranno qui a pregare. Altri non ti crederanno. Sopporta, abbi fede e prega per loro” ». Il giorno nel quale avvenne questo fatto era il 2 aprile 1985. Renato si convinse nell’intimo che era la Madonna a parlargli. A partire dal giorno dopo, il 3 aprile 1985, la Madonna affida a Renato dei messaggi e lo invita a scriverli per riferirli al mondo.
1985 Oliveto Citra (SA) Italia “Non ho scelto solo te, perché mi vedranno in molti, ma resteranno solo quelli che avranno il coraggio di credere”.
1985 Gimigliano di V. (AP) Italia In vari messaggi, la Madonna e Gesù, definiscono la Grotta di Gimigliano, un “Luogo Sacro” dal quale Dio vuole realizzare un progetto di salvezza, e gli strumenti scelti sono chiamati a collaborare a tale progetto divino anche con le loro sofferenze.
1986 Belpasso (CT) Italia Invito al rosario, alla preghiera, alla conversione, alla penitenza. Non mancano alcune concordanze con Medjugorje: dieci segreti da non rivelare di cui il settimo è stato cambiato in un evento lieto per tutto il mondo; numerosi segni nel cielo e nel sole, visti da migliaia di persone; specialmente l’autopresentazione:
1986 Monfenera (TV) Italia Monfenera è un’anticima del Monte Grappa, tristemente noto per i molti caduti della Grande Guerra, dove una veggente di nome Paola Albertini, dal 4 giugno 1986 ha apparizioni della Madonna. La Vergine si presenta come “Regina degli Angeli Custodi”. Da allora le apparizioni sono state continue però in un clima di grande riservatezza. Solo dopo dieci anni (1996) la Madonna ha chiesto di parlarne, di farla conoscere ed amare.
1987 Grushew Ucraina
1987 Borgio Verezzi (SV) Italia Maria SSma, Gesù e tanti Santi sono venuti tra noi !Sono venuti per ricordarci che siamo Chiesa e dobbiamo essere Chiesa viva, ubbidire alla Chiesa e vivere con la forza dei sacramenti il Vangelo per giungere anche noi alla santità testimoniata dai Santi apparsi qui.
1987 Mulevala Mozambico Il 18 dicembre 1987, attorno alle ore 17, in un cielo senza nuvole, verso ponente appare una Signora; ha un alone di arcobaleno intorno alla testa coronata di stelle, cui si aggiungono poi alcune nuvolette risplendenti.

Con lei appare anche Gesù bambino ai piedi di una mangiatoia, piena di stelline e fiori. In veloci fasi, il Bambino Gesù cresce sino all’età adulta e si mette al lato della Signora e, infine, tutti lo vedono salire al cielo altissimo e sparire. La Madonna rimane ancora per un certo tempo, sola, tenendo nella sua mano destra, col braccio semi teso fuori dalla sua persona, un grande calice. Infine una bella nuvola la nascose del tutto.

Tutta la popolazione di 5 villaggi della zona ha potuto osservare contemporaneamente la prodigiosa apparizione. I testimoni della visione non sono solo cattolici, ma anche protestanti, pagani e musulmani. Molte persone, spaventate da tali immagini, si nascosero nelle loro capanne.

La silenziosa visione è apparsa in una zona interamente controllata dalla guerriglia della Renamo, finanziata dal Sud Africa in funzione anti-Frelimo. Nell’ottobre del 1992, dopo 16 anni di guerra civile e ben un milione di morti, vennero firmati gli accordi di pace. Durante la guerra civile era diffusa la pratica del rapimento dei minori, spesso costretti ad uccidere i genitori ed a stare in prima linea durante gli attacchi o ad attraversare i campi minati come cavie.

1989 Kurescek Slovenia “Sono la Regina della pace. In questo luogo ripristinate la preghiera. Qui incontratevi con il mio Cuore e con il Cuore del Figlio. Mettete subito i simboli di fede e di preghiera. Cominciate al più presto con la Santa Messa occasionale, poi questa diventi regolare. Per la celebrazione della Santa Messa allestite una tettoia provvisoria in modo che il celebrante sia al coperto. Qui si svolgeranno le funzioni finché non costruirete la casa e la chiesa dove verrò ad abitare come Regina della Pace e dove distribuirò la Pace. Questo sarà luogo di grazie, luogo di guarigioni di malattie e ferite dell’anima. Chi, in questo luogo, si rifugerà con fede nel mio Cuore e nel Cuore del Figlio, sarà guarito e riceverà quella pace che solo il Cielo può dare. Figlie e Figli del Rinnovamento dello Spirito, fate in modo che Io non rimanga da sola i primi giovedì, venerdì e sabati del mese. In quei giorni venitemi a trovare in questo luogo e Io vi benedirò. Figlie e Figli miei! Amate l’Amore, il mio Cuore è la strada che ad Esso vi conduce. Amatevi a vicenda! L’Amore è più forte di satana che spesso vi assedierà. Siate fedeli e pregate, pregate! Io sarò con voi. Non cercate di dimostrare nulla. Dimostrerò Io. Imparate dai messaggi che ho dato a Medjugorje. Vi benedico!”
1990 Litmanovà Slovacchia “Vi prego… aiutatemi con le vostre preghiere e il digiuno. Quanto hanno disperatamente bisogno del vostro aiuto i Miei figli che si sono allontanati dalla retta via! Vi imploro: pregate, pregate, pregate. Per favore, aiutatemi”.
1992 Aokpe Nigeria “Coloro fra i miei figli che pregano il Rosario con frequenza e impegno riceveranno molte grazie, tanto che Satana non riuscirà ad avvicinarsi a loro. Figli miei, quando siete assaliti da grandi tentazioni e problemi prendete il vostro Rosario e venite da me e i vostri problemi saranno risolti. Ogni volta che direte “Ave Maria piena di Grazia” riceverete da me molte grazie. Quelli che recitano il Rosario non potranno mai essere dannati”.
1993 Carrizales Venezuela “Il giorno 6 febbraio del 1993, dopo la preghiera al Santissimo, usciamo dalla cappella per provare alcuni canti alla Vergine. Verso le 19 e 20 la nostra attenzione venne attirata da alcuni scintillii, come lampi di colore azzurro nel giardino. All’istante, tutti vedemmo la Santa Vergine Maria, posata su un cespuglio di cambur (banano), ad alcuni metri di distanza da dove ci trovavamo: si muoveva, apriva le mani ed alzava gli occhi al cielo.La Sua figura, a grandezza naturale, molto risplendente illuminava tutto il bosco, con luce bianca ed azzurra molto tenue. Una sorella che dubitava dell’apparizione, volendo avvicinarsi per controllare meglio ed assicurarsi su quello che i suoi occhi vedevano, sentì una voce che gli disse: “Non lo fare!”. Dopo la Santa Vergine chiese a questa sorella che ci inginocchiassimo tutti perché voleva benedirci; dopodiché alzò le Sue mani e ci benedisse. Continuammo a pregare e ad un tratto vedemmo staccarsi una stella dal manto della Vergine che cadde nella terra. La Santa Vergine stette lì fino alle 5:45 del mattino, del giorno 7 di Febbraio.Alle 11:00 del mattino, e senza fare nessun commento al riguardo, c’avviciniamo al posto dell’apparizione e potemmo vedere che tutto era coperto di brina argentata. Il giorno dopo, durante le pulizie della casa, si trovò brina di tutti colori sul pavimento, nelle stanze e sulle pareti. Le grate erano coperte con una polvere argentata simile a quella che si vide sul luogo dell’apparizione. Questo fenomeno si andò estendendo nelle comunità come l’aveva promesso in un messaggio privato dato il giorno 9 febbraio di 1993: “Questa manifestazione si estenderà al mondo intero come una fonte di grazia e segno della Mia vicinanza.” Il giorno 19 febbraio apparve di nuovo; osserviamo come le stelle passavano davanti a Lei staccandosi e lasciando la Sua stele sparendo, altre tremolavano lentamente come se il firmamento si rovesciasse su Lei. Finì il Suo messaggio dicendo: “Questo è la mia invocazione: Vergine Maria, Madre delle Anime Consacrate.” Questa volta stette fino alle 4:30 del mattino del giorno 20 febbraio del 1993. Da questa data Lei stessa si incaricò di fare conoscere la Sua apparizione ad altre comunità e congregazioni.
1993 Ostina (FI) Italia …dì al tuo parroco che verrò ancora per molto tempo l’ultima domenica di ogni secondo mese …Nella stessa occasione dirà : …onorate il Padre e il Figlio, perché il Padre e il Figlio e gli uomini della terra sono una sola cosa…
1993 Ischia (NA) Italia Maria in locuzione annuncia a Luigi: “Zaro sarà un luogo di pellegrinaggio”.
1994 Stupinigi (TO) Italia “Qui lascerò dei segni del sole. Pregate per le anime perdute che frequentano questi luoghi perché trovino la luce in Dio Onnipotente. Vi raccomando la frequenza alla Santa Messa”.
1994 Itapiranga Brasile Tra i numerosi messaggi, che sollecitano una maggior preghiera per la conversione personale, dei peccatori e perché finisca la violenza nel mondo e regni la pace, Gesù e Nostra Signora chiedono alla Chiesa un aumento di devozione a San Giuseppe e al suo Cuore Castissimo.
1994 Forio d’Ischia (NA) Italia “Ho visto dei grattacieli che venivano giù; poi ho visto la Statua della Libertà in frantumi e ho capito che doveva essere New York”.
1999 Marpingen Germania Essa chiede insistentemente che il rosario sia pregato per la conversione dei peccatori e per la pace nel mondo.
2009 Il Cairo Egitto Comunicato dell’arcivescovado dei copti ortodossi di Giza.

In data 15 dicembre 2009, durante il patriarcato di S.S. Papa Shenuda III e il vescovado di S.E. Anba Domadio, arcivescovo di Giza, l’arcivescovado di Giza rende noto che il giorno venerdì 11 dicembre 2009, all’una di notte, si è verificata l’apparizione della Vergine Maria nella chiesa a Lei dedicata nel quartiere di Warraq al-Khodr (anche noto come al-Warraq, Il Cairo) che è sottoposto al nostro arcivescovado.

Rivestita di luce, la Vergine è apparsa nella sua interezza sulla cupoletta mediana della chiesa vestita di un abito bianco lucente con una cintura regale di colore azzurro con in capo una corona al di sopra della quale era posta la croce che sovrasta la cupoletta. Le altre croci che sovrastano la chiesa emettevano luci splendenti. Tutti gli abitanti del quartiere hanno visto la Vergine spostarsi e apparire sul portale tra i due campanili. L’apparizione è durata dalle una di notte fino alle quattro all’alba di venerdì.

La fine delle apparizioni è stata registrata da telecamere e videocellulari. Dal quartiere e dai quartieri limitrovi sono sopraggiunte circa 3000 persone che si sono riversate nella strada antistante la chiesa stessa. L’apparizione è stata seguita per qualche giorno, da mezzanotte fino al mattino, da apparizioni di colombe e di stelle luminose che apparivano rapidamente e sparivano dopo aver percorso circa 200 metri in mezzo ai canti della folla festante che attendeva la benedizione della Vergine.

Quest’apparizione rappresenta una grande benedizione per la Chiesa e per il popolo egiziano tutto. Dio abbia misericordia di noi per intercessione della Vergine e per le sue preghiere.

Tra il 1350/1352 Roverano Italia I prati verdi del colle di Roverano costituivano un ottimo pascolo per il gregge dei pastori della zona. Abitualmente vi si recavano due povere pastorelle, assai devote alla Vergine, una delle quali muta fin dalla nascita. Un giorno*, mentre si riposavano ai piedi di un ulivo, improvvisamente apparve loro una bellissima signora vestita di azzurro. Era la Vergine Santissima che con materna tenerezza calmò le pastorelle non poco turbate e poi, rivolgendosi a quella muta disse: “Va, o pastorella, a chiamare il Parroco di L’Ago e digli che venga qui”. Il giorno era sicuramente il 7 settembre mentre per l’anno e’ verosimile una arco di tempo che va dal 1350 al 1352. La fanciulla, fino ad allora muta, improvvisamente parlò e rispose :”Andrò”. Quindi si recò dal parroco e gli narrò dettagliatamente il prodigio. Il Sacerdote, assai emozionato, radunò la popolazione di L’Ago e si recò a Roverano. Giunti sul posto dell’Apparizione tutti speravano di vedere la Madonna, ma la visione era scomparsa. Un terzo prodigio si era frattanto verificato: dall’alta pianta dell’ulivo pendeva un quadro di legno con l’immagine della Vergine.