Lettera di Pavel Florenskij
12 novembre 1933 Cara Olečka,
ho ricevuto la tua lettera e ora mi metto a risponderti. Innanzitutto, non preoccuparti per i tuoi insuccessi a scuola: tutto andrà bene e si aggiusterà nel modo migliore. Studia con tranquillità, momento per momento, ciò che ti è accessibile; cresci, completa il tuo sviluppo e sii sicura che tutto quello che accumulerai con il tuo lavoro oggi, che sei giovane, un giorno ti servirà, anzi, succederà che ti occorrerà proprio questo sapere che ora sembra casuale. Te lo dico sulla base di una lunga esperienza di vita.
Cosa devi fare allora? Per prima cosa bisogna acquisire certe nozioni che sono necessarie indipendentemente dal mestiere che farai in seguito: lingue, letteratura, matematica, fisica e scienze naturali, disegno (almeno un po’), anche pittura e musica. Queste cose sono indispensabili in qualunque situazione di vita e qualsiasi attività si svolga. Impara ad esporre i pensieri, i tuoi e quelli degli altri, impara a descrivere; acquista l’abitudine a un atteggiamento attento verso la parola, lo stile, la costruzione. È bene che tu abbia cominciato a studiare il tedesco in modo serio; non dimenticare però di studiare anche il francese: per questo leggi ogni giorno almeno una pagina, ma assolutamente a voce alta, e cerca le parole sconosciute nel vocabolario. Non è male anche leggere in francese avendo la traduzione russa del testo e confrontando cosa e come è tradotto, cogliendo i difetti della traduzione.
In generale cerca di far sì che le lingue, quella russa come quelle straniere, siano per te un suono vivo e non solo segni sulla carta. Ricorda pertanto di leggere ad alta voce anche gli scritti russi, se non interi, almeno in parte, cogliendo la perfezione del suono e il ritmo della costruzione, sia dal punto di vista sonoro, sia da quello contenutistico ed espressivo. Leggi immancabilmente a voce alta belle poesie, soprattutto quelle di Puškin e di Tjutčev; anche gli altri ascoltino, per imparare e riposarsi. Mi sono imbattuto qui in un volume di Puškin, dell’edizione del Polivanov. Quanto è stato bello, dopo il pranzo, in riva al fiume Urjum, leggere le poesie di Puškin a voce alta e meditare sulla somma perfezione di ogni parola, di ogni modo di dire, senza parlare della costruzione del tutto!
Per la matematica, cerca non solo di ricordare semplicemente cosa e come fare, ma anche di capirlo e di apprenderlo come si apprende un pezzo musicale. La matematica non deve essere nella mente come un peso portato dall’esterno, ma come un’abitudine del pensiero: bisogna imparare a vedere i rapporti geometrici in tutta la realtà e a individuare le formule in tutti i fenomeni. Chi è capace di rispondere all’esame e di risolvere i compiti, ma dimentica il pensiero matematico quando non si parla direttamente di matematica, non ha appreso la matematica. Mi chiedi se devi studiare la botanica. Certamente, nei limiti del tempo e delle possibilità, sforzati se non di studiare, almeno di prepararti a tali studi: guarda più spesso le illustrazioni nei testi di botanica, confrontando le piante disegnate con quelle vere, cerca di comprendere lo stile delle specie, quell’unità artistica e biologica che sta alla loro base. Devi infine a poco a poco accumulare quanti più nomi di piante, ma in modo che non siano nomi vuoti, ma salvadanai in cui si raccoglieranno le informazioni sulla vita, sulle proprietà e sull’utilità delle piante contraddistinte da questi nomi. Quanto più ricche saranno le tue nozioni, anche disordinate, sulle singole piante, tanto più facili e interessanti saranno in futuro i tuoi studi di botanica.
Tieni conto che non è bene accedere ad alcuna scienza senza un bagaglio acquisito precedentemente: ciò costringe a trascinare una zavorra morta e nociva e gli studenti, non potendola digerire subito, rimangono per sempre con le teste ingombre. Quando passeggiavamo insieme, cercavo di rivolgere la vostra attenzione sulla somiglianza di singole piante, di dirvi i nomi di alcune di esse. Ora a queste informazioni bisogna aggiungere le caratteristiche tecniche delle piante. In particolare, leggi ogni tanto la Vita delle piante di Kerner von Marilaun: lì troverai molte cose utili; non aver fretta, è meglio che tu legga a porzioni, tranquillamente, assimilando e riflettendo. È molto importante guardare le raffigurazioni della stessa pianta in diversi libri, e in genere tornare più volte alla stessa pianta per saperla riconoscere.
Un bacio forte a te, cara Olečka, bacia la mammina. Vivi con forza e allegria, lavora e sii sana. Tuo papà. Di’ alla mamma di non preoccuparsi per me, perché trovo sempre qualcuno che ha cura di me e mi aiuta a organizzarmi col cibo e le altre cose quotidiane.
(Pavel A. Florenskij, Non dimenticatemi. Dal gulag staliniano le lettere alla moglie e ai figli del grande matematico, filosofo e sacerdote russo, Mondadori, Milano 2000, pp. 67 ss.)