L’immagine di Dio nell’uomo secondo San Tommaso d’Aquino
Questione 93 – L’immagine di Dio nell’uomo
Sintesi dalla Somma Teologica di San Tommaso d’Aquino
1) Se vi sia nell’uomo l’immagine di Dio. Nell’uomo vi è un’immagine di Dio imperfetta. La Scrittura indica una approssimazione a una cosa distante quando dice che l’uomo è fatto a immagine di Dio.
2) Se l’immagine di Dio si trovi anche nelle creature irrazionali. Solo le creature razionali sono a immagine di Dio. “[…] hanno con Dio una somiglianza tanto stretta che non ve n’è un’altra più prossima concessa alle creature. [S. Agostino Lib. LXXXIII quaest. 51]
3) Se l’angelo sia immagine di Dio più dell’uomo. L’angelo ha una superiorità nell’essere a immagine di Dio; l’uomo invece ha una superiorità in senso relativo.
4) Se l’immagine di Dio si trovi in ogni singolo uomo. Vi sono tre gradi di immagine, tre aspetti diversi di questa somiglianza: la prima, in quanto l’uomo ha una attitudine naturale a conoscere ed amare Dio e si trova nella mente; la seconda, in quanto l’uomo conosce ed ama Dio in maniera attuale o abituale, non in modo perfetto, e questa immagine è dovuta alla conformità della Grazia; la terza, in quanto l’uomo conosce ed ama Dio in maniera attuale e perfetta, secondo la somiglianza della Gloria. La prima immagine dunque si trova in tutti gli uomini, la seconda nei soli giusti e la terza nei soli beati.
5) Se nell’uomo vi sia l’immagine di Dio secondo la Trinità delle Persone. Nell’uomo vi è l’immagine di Dio tanto secondo la natura divina quanto secondo la Trinità delle Persone: infatti anche in Dio stesso esiste una sola natura in tre Persone. Essere a immagine di Dio secondo l’imitazione della natura divina non esclude la possibilità di esserlo anche secondo la Trinità delle Persone: l’una cosa è implicita nell’altra.
6) Se l’immagine di Dio si trovi nell’uomo soltanto in rapporto all’anima intellettiva. Nell’uomo, in rapporto alla mente c’è una somiglianza di immagine con Dio; c’è invece una somiglianza di vestigio in rapporto alle altre sue parti, il quale indica l’esistenza di tali realtà nella causa che le ha prodotte.
7) Se l’immagine di Dio nell’anima si fondi sugli atti. L’immagine della Trinità si riscontra nella nostra mente in maniera primaria e principale in rapporto all’atto. E’ possibile riscontrare l’immagine creata della Trinità, in maniera secondaria e subordinata, anche nelle potenze e soprattutto negli abiti, in quanto essi si trovano naturalmente negli atti. S. Agostino dice che “non ci può essere un verbo (mentale) senza il pensiero in atto.” [De trin. 14,7]
8) Se l’immagine della Trinità divina si trovi nell’anima solo in rapporto a quell’oggetto che è Dio. L’immagine di Dio è presente nell’anima in quanto questa ha Dio per oggetto, oppure in quanto ha le disposizioni per averlo. L’immagine divina si riscontra nell’uomo in rapporto al verbo mentale che nasce dalla nozione di Dio e in rapporto all’amore che ne deriva.
9) Se sia conveniente distinguere la somiglianza dall’immagine. Si può distinguere la somiglianza dall’immagine in due modi: il primo, in quanto ne è un presupposto e ha un’estensione maggiore. Da questo lato la somiglianza è desunta dagli aspetti più generici delle proprietà della natura intellettiva, dalle quali propriamente si desume l’immagine. Nel secondo invece, la somiglianza può essere considerata, come la perfetta espressione dell’immagine. In questo senso il Damasceno scrive [De fide orth. 2,12]: “L’immagine include l’intelligenza e la libertà di arbitrio; la somiglianza invece include la conformità nella virtù, per quanto è possibile nell’uomo.” Ha lo stesso significato il dire che la somiglianza riguarda l’amore della virtù, poiché non c’è virtù senza l’amore della medesima.
Remo Rosati
