Cose nuove e cose antiche: il tesoro dell’uomo alla luce del Regno dei cieli

 

«Ogni scriba divenuto discepolo del Regno dei cieli è simile a un padrone di casa che trae fuori dal suo tesoro cose nuove e cose antiche»

(Mt 13,52)

Questa breve frase del Vangelo di Matteo racchiude una visione profonda dell’uomo, della fede e del tempo. Gesù non oppone il nuovo al vecchio, ma li ricompone. Il Regno dei cieli non nasce distruggendo ciò che c’era prima: lo porta a compimento.

Lo scriba che diventa discepolo

Lo scriba è l’uomo della memoria, della legge, della tradizione. Quando diventa discepolo del Regno, non rinnega ciò che ha studiato e vissuto, ma lo comprende finalmente nella sua verità più profonda. La conoscenza non viene cancellata: viene illuminata.

Il tesoro che non si perde

Il padrone di casa del Vangelo non butta via nulla. Sa cosa possiede, conosce il valore delle cose antiche e riconosce la forza delle cose nuove. Così è la fede cristiana: non una rottura violenta, ma una trasfigurazione.

Sant’Agostino lo esprime con chiarezza: nulla di ciò che è vero va perduto. Anche il passato, anche l’inquietudine, anche l’errore possono diventare parte del tesoro, se attraversati dalla luce di Cristo. La memoria, nell’eternità, non scompare: viene guarita.

Origene vede nelle “cose antiche” il senso letterale delle Scritture e nelle “cose nuove” il loro senso spirituale. La Parola è la stessa, ma l’uomo che la legge cresce, cambia, matura. Come dirà Gregorio Magno: la Scrittura cresce con chi la legge.

Dante: il Vangelo fatto poesia

La Divina Commedia è l’immagine vivente di questo versetto. Dante non elimina nulla: la cultura classica, Virgilio, la colpa, l’esilio, il dolore. Tutto viene ordinato, tutto trova posto. Virgilio, simbolo della ragione “antica”, non entra in Paradiso, ma senza di lui il viaggio non inizierebbe mai.

Nel Paradiso, la memoria non è cancellata ma finalmente compresa. L’eternità non distrugge l’umano: lo rende intelligibile.

Nulla è inutile

Questo Vangelo parla anche di noi. Delle nostre esperienze, delle ferite, delle domande mai risolte. Nel Regno dei cieli nulla è sprecato. Ciò che oggi appare frammento, domani sarà senso.

Nel Regno non si ricomincia da zero:

si ricomincia dalla verità.

 

Verità Eterna

 

 

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