L’essenza di una persona è quella che già da ora vive l’eternità

 

Non dovremmo guardare le persone fissandole nel solo istante che vivono. Il presente, da solo, non basta a dire chi sono.

L’essenza di una persona è più ampia del suo tempo, più profonda dei suoi gesti, più vera delle sue cadute.

C’è qualcosa in noi che non appartiene all’oggi: una traccia di eternità che non si consuma, che non invecchia, che non si spegne. Non è un’idea consolatoria.

È la struttura stessa dell’essere umano.

Siamo nati per non morire mai. Non nel senso biologico, ma nel senso più radicale:

l’uomo è fatto per una vita che non finisce, per una relazione che non si interrompe, per una pienezza che non può essere contenuta in un calendario.

Per questo giudicare qualcuno solo dal suo presente è sempre un errore. Perché il presente è solo la superficie.

Sotto, c’è una storia che viene da lontano e una destinazione che va oltre il tempo.

Ogni persona che incontriamo porta già ora un seme di eternità. E riconoscerlo cambia tutto: lo sguardo, il giudizio, la pazienza, la misericordia, la speranza.

Guardare l’altro così significa vedere ciò che Dio vede: non ciò che appare, ma ciò che resta. Non ciò che passa, ma ciò che è destinato a compiersi.

 

L’essenza di una persona è quella che già da ora vive l’eternità, perché siamo nati per non morire mai.

 

(Remo Rosati – Verità Eterna)

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