Il timore o la paura

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Il timore o la paura

Certamente l’uomo, fu ignaro del sentimento del timore e della paura, fino al momento in cui ascoltò la voce della ribellione: Ho avuto paura e mi sono nascosto (Gen 3,10).

Questa è la prima volta che l’uomo si trovò, come noi oggi, dinanzi alla propria solitudine e bisognoso di comprensione, per tutto ciò che intorno lo insidiava.

Si sentiva un po’ come chi tradisce un amore, chi rinnega un amico, di chi compie un gesto che pesa sulla sua coscienza, scoprendosi poi nudo.

Nella pagina “La realtà delle cose” cerco di discutere su alcuni temi che ritengo fondamentali per porsi dinanzi alla realtà. Spesso siamo perseguitati da ansie, timori, paure che, non comprendendone la natura, ci tarpano le ali, impedendoci non solo di volare, ma anche solo di camminare in equilibrio tra le cose.

Le nostre paure nascono innanzitutto dall’ignoranza di come stanno le cose attorno a noi: ci sentiamo in balìa di mille pericoli e poniamo tutto sullo stesso piano. Niente di ciò che ci circonda ci sembra amico, solo noi stessi siamo la cosa che conta e sicura. Ignorando chi sia Dio, temendo addirittura che Egli possa essere un ulteriore scoglio, forse il più terribile nel Suo silenzio e nella Sua paventata potenza.

Se Chi ci ha creati lo consideriamo in questo modo, che speranza possiamo avere di accedere alla gioia dell’esistenza?

E’ quindi estremamente necessario far luce su come stanno le cose.

S. Teresa d’Avila diceva: “Niente ti turbi, solo Dio basta!” Ma non basta ripeterlo come un mantra per far sì che le cose ci vadano meglio. C’è magia nelle parole?

Bisogna che Dio diventi veramente nostra famiglia, fidandoci di Lui innanzitutto, perché tutto da Lui proviene e niente e nessuno possono separarci dal Suo amore.

Alla prossima.

Remo Rosati

26 Giugno 2019

 

 

L’autore Remo Rosati rivendica i diritti sui testi riportati nel sito a sua firma

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