Pollien – Siate Cristiani #28

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Siate cristiani

Consigli fondamentali alle anime serie

di Dom Francesco di Salles Polline, certosino

 

 

Titolo originale francese: Siate cristiani!

Versione dal francese di Padre G.S. Nivoli O.P.

Nulla Osta: Casale 10-X-1958 – Can. Luigi Baiano, Rev. Eccl.

Imprimatur: Casale 12-X-1958 – Can. M. Debernardis, Vic. Gen.

 

Parte II

 

Semicristiano.

 

 

– Ma perché mi chiami a tali altezze? – Non sono mica io che ti chiamo, è Dio. Vorrai dunque lagnarti che Dio t’abbia dato un destino troppo grande? Ti lagnerai che io, dal canto mio, non consenta a lasciarti vivacchiare nella volgarità e ignorare i tuoi destini? Sì, io ti voglio dire quanto sei grande nelle idee di Dio, voglio che tu veda a quale altezza egli ti chiama; voglio aprire davanti ai tuoi occhi quell’orizzonte infinito, pel quale sei fatto; voglio che ogni meschinità sia in te inescusabile. Fin da principio t’ho domandato: Sei deciso a tutto? sei risoluto di non arrestarti per via?

Che? saresti tanto vile da consentire di non essere che un mezzo cristiano? No, mai. Vediamo: ti piacciono le cose fatte a metà? Se il tuo sarto ti portasse un abito fatto per metà, lo accetteresti? A che possono servire le cose fatte per metà? A te piace aver sempre cose buone e ben finite, dice S. Agostino. I frutti dei tuoi giardini, i mobili di casa tua, i tuoi domestici, i tuoi amici, vuoi che tutto sia il più perfetto possibile. Non c’è cosa, neppure la tua calzatura, che tu non voglia perfettamente finita. E per l’anima tua non vorresti che una semiperfezione? Di grazia, preferisci l’anima tua alla calzatura[29] ‘.

-. Ma sì, io sono assolutamente deciso a preferire l’anima mia alla mia calzatura, a volerla perfetta, interamente perfetta. Sì, desidero e voglio andare fin dove Dio lo desidera e vuole. Sarò cristiano senza restrizione né diminuzione, cristiano tutto d’un pezzo e nient’altro che cristiano. Poco importano i sacrifici, con la grazia di Dio non ne avrò paura. Ringrazio il mio Creatore d’avermi creato si grande, e lo ringrazio di farmelo conoscere adesso, perché prima non lo sapevo ancora. Viva Dio! è lui ch’io voglio; lui ch’io voglio conoscere, lui che voglio amare, lui che. voglio servire, e in quella misura che lui vuole.

– Si, viva Dio! Piglia arditamente per tuo motto questo antico grido di guerra. Dio non muore, diceva abitualmente quell’eroe che fu cosi cristiano, e che seppe morir per colui che non muore. Ah! se tu avessi la fede, di Garçia Moreno! Credi in Dio, ma in modo tale ch’egli sia non solo il primo, ma tutto nella tua vita. Viva Dio! Dio non muore!

 

 

 

 

 

Lo spogliamento esteriore.

 

 

Bisogna dunque che ti spogli di tutto ciò che ti arresta e t’impedisce d’andare a Dio. Ora vi sono due spogliamenti: quello esterno e quello interno. Il primo ti libera dalla tirannia delle cose esteriori, il secondo dalla tirannia di te stesso.

Vuoi imparare come si fanno questi due spogliamenti?

Quello esterno, anzitutto.

Tu sai di essere mente, cuore e sensi. Lo spogliamento deve farsi successivamente in questi tre ordini di facoltà, cominciando dalle facoltà inferiori. In primo luogo bisogna liberare i sensi.

Per liberare i sensi dalle seduzioni esterne, Dio ti manda consolazioni sensibili, il cui scopo è di distaccare progressivamente la parte sensibile del tuo essere e sottrarla all’influsso dei piaceri esterni, per ricondurla verso di lui. Queste consolazioni durano quanto occorre, perché il piacere esterno sia vinto e i tuoi sensi siano attaccati a Dio. Ma bada bene: questa consolazione non è Dio, ma è solo il veicolo di Dio. Se ti attaccassi ad essa, sconcerteresti ed ostacoleresti l’operazione di Dio. Poiché egli te la dà perché ti unisca a lui, e non ad essa. Devi sapertene servire, e non cercare di goderne in modo da riposarti in essa. Per cui quando i tuoi sensi sono sufficientemente distaccati dall’esterno e il veicolo parte, ogni consolazione sensibile si dilegua. Sarai allora in preda all’aridità, e in quel momento per l’appunto potrai vedere fin a qual segno i tuoi sensi sono attaccati a Dio e scevri dal piacere sensibile.

All’aridità succederanno i grandi lumi, le visioni profonde della fede, la cognizione dei misteri, che sono potenti illuminazioni destinate a conquistare la tua intelligenza, a staccarla dagli oggetti esterni, per fissarla in Dio. Comprendi benissimo che si tratta d’un nuovo veicolo di Dio, quello col quale egli viene alla tua mente. Ma non è altro che un veicolo; bisogna che anche di questo te ne sappia servire senza attaccarvi il cuore. Questi lumi dureranno finché avranno conquistato la tua mente; poi scompariranno, e tu cadrai nelle tenebre. Perché queste tenebre? Perché tu ti possa render ben conto di quello a cui la tua mente si è attaccata, se a Dio o al suo veicolo.

Il periodo delle tenebre sarà seguito da un periodo di grandi fervori. Il tuo cuore si sentirà infiammato d’immensi desideri di virtù e di sacrificio, avrà tali slanci di generosità, che si sentirà capace di sacrificare il mondo intero, per darsi tutto all’amor di Dio. Intendi che cosa sono codesti slanci? Sono il terzo veicolo di Dio, quello che viene a cercare il tuo cuore; esso sarà a tua disposizione finché il tuo cuore sarà completamente conquistato da Dio. Ma dovrà alla sua volta scomparire e il tuo cuore nuovamente si troverà freddo e come impotente. Tale freddezza sarà la prova, con la quale potrai verificare se veramente il tuo cuore è attaccato a DIO.

Ecco i tre gradi dello spogliamento esterno. Le loro operazioni sono lunghe e molteplici; perché molti sono gli oggetti esterni, da cui occorre distaccare i sensi, la mente e il cuore!… Ma ritieni questo: siffatte operazioni saranno tanto più pronte, quanto meglio saprai servirti delle consolazioni, dei lumi e degli ardori e quanto meno ti attaccherai ad essi. Servirtene e non attaccarviti, ecco la regola fondamentale, ed ecco la condizioni del progresso e dell’avanzamento.

Dopo queste operazioni l’anima diventa indifferente al piacere, non è più dominata che dal dovere. Quello ch’ella fa d’ora innanzi, non lo fa più per allettamento del piacere, ma per attrattiva del dovere. È l’idea del dovere, l’idea della gloria di Dio da promuovere, che la domina, la possiede e la conduce in tutto. Per cui ha una facilità prodigiosa per compiere tutto ciò che può contribuire all’onore di Dio. Ecco il segreto della potenza d’azione esercitata dai santi. La nostra nullità proviene dal nostro orgoglio. Vogliamo godere e ci rendiamo inutili in siffatta ricerca di noi stessi. e inutile rendiamo tutto quello che gettiamo in questa voragine del godimento egoistico. Oh! la potenza di un’anima che non ricerca nulla per sé, ma tutto per Dio!

 

 

 

Lo spogliamento interno.

 

 

Ecco il grande lavoro. Poiché se è cosa grande e difficile rinunciare alle cose esterne, è cosa anche più ardua rinunciare a se stesso. Per quanto tu sia distaccato dalle cose esterne, non lo sei ancora interamente da te stesso. La compiacenza nelle tue facoltà e nelle tue azioni è lungi dall’essere distrutta. Ora non è in te, ma in Dio che tu devi compiacerti, poiché Dio dev’essere il tuo unico tutto.

Bisogna dunque che Dio strappi dai tuoi sensi, dalla tua mente e dal tuo cuore ogni compiacenza in te stesso; tu comprendi benissimo che codesti ritorni egoistici su di te non sono per lui. Perciò ecco le nuove operazioni che si rendono necessarie da parte di Dio.

Egli comincia con la purificazione dei sensi; e per distaccarti completamente, li scuote con orribili tempeste d’orgoglio, di collera, d’impurità, di gelosia ed altre, affinché ne esca l’ultimo lievito del male.

Poi si rivolge alla tua mente e l’agita in tenebre indicibili, nelle angosce del dubbio e delle incertezze, finché sia come morta a se stessa, ne sia bandita ogni cognizione egoistica, e l’occupi la sola volontà di Dio.

Poi è la volta della volontà. Dio le toglie anzitutto ogni potere di azione; l’anima non conserva che una sola energia, quella del soffrire: essa soffre ed accetta la sua sofferenza. Presto non avrà più nemmeno quest’energia di accettare, non avrà nulla, nessuna forza, nessun movimento da se stessa. Ed allora ogni movimento separato ed egoista del cuore sarà soppresso; niente più resta che non sia unito a Dio; la purificazione dell’anima è completa, è la perfezione della vita cristiana: l’individuo è tutto di Dio, tutto in Dio, tutto per Dio.

Se un giorno o l’altro avrai la felice occasione di leggere Vite di Santi ben fatte, ti raccomando soprattutto le Vite dei Santi scritte da loro stessi; tu vi troverai la serie di siffatte operazioni, e ne vedrai la terrificante lunghezza. Oh!, quanto è viziata la nostra povera natura! e che lavoro ci vuole per restituirle la sua rettitudine e la sua integrità primitiva!

Adesso capisci cosa significano quelle parole del catechismo: l’uomo è creato per conoscere, amare e servire Dio? Comprendi l’estensione del comandamento che ti dice: amerai il Signore Dio tuo con tutta la tua mente, con tutto il tuo cuore e con tutte le tue forze? Ecco fin dove giunge quel comandamento, che è il primo e il più grande di tutti. Dio esige tutto e tu non gli avrai accordato questo tutto, se non nel momento in cui raggiungerai l’ultima vetta. Oh! le parole hanno pure un significato profondo, quando si ha volontà di misurarlo! E quando Dio parla all’uomo, dà alle sue espressioni tutta la pienezza di cui sono suscettibili. ‘

Sì, sì, medita, medita il gran comandamento: Amerai… cioè, cercherai il bene… Il bene di chi? il bene di Dio, cioè, la sua gloria; è cosi che l’amerai… Amerai il Signore Dio tuo… L’amerai, perché anzitutto è il tuo Signore, cioè, il tuo padrone; e perciò devi metterlo al primo posto. Poi l’amerai, perché è il tuo Dio, cioè il tuo tutto; e perciò devi spogliarti di tutto e conservar lui solo… Amerai il Signore Dio tuo… come l’amerai? Con tutta la tua mente… le tue facoltà conoscitive devono essere tutte di lui, per conoscerlo… Con tutto il tuo cuore… le tue facoltà volitive devono essere di lui, per amarlo… Con tutte le tue forze… le tue facoltà operative devono essere tutte di lui per servirlo. Tu sei stato creato, e sei stato creato unicamente per conoscere, amare e servire Dio.