Pollien – Siate Cristiani #25

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Siate cristiani

Consigli fondamentali alle anime serie

di Dom Francesco di Salles Polline, certosino

 

 

Titolo originale francese: Siate cristiani!

Versione dal francese di Padre G.S. Nivoli O.P.

Nulla Osta: Casale 10-X-1958 – Can. Luigi Baiano, Rev. Eccl.

Imprimatur: Casale 12-X-1958 – Can. M. Debernardis, Vic. Gen.

 

Parte II

 

III  Il piacere creato.

 

 

Ma allora perché Dio ha collocato tanti piaceri nelle creature? Piaceri nelle bellezze della natura, della musica e di tutte le arti; piaceri del cibo, del riposo e dei divertimenti; piaceri delle relazioni dell’amicizia e della preghiera, ecc., ecc. Dio ne seminò dappertutto; non è forse per farceli godere?

Ah! anche questa è una questione molto importante ed è qui che toccherai più da vicino la bontà di Dio e la tua cattiveria. Non è forse vero che quando hai un buon strumento, ben preparato, facile a maneggiarsi, tu provi piacere a servirtene? e che servendotene con piacere, fai meglio e più presto e con maggior facilità ciò che devi fare? Quando si tratta di un lavoro importante, gli strumenti non sono mai troppo precisi, perfetti e maneggevoli. È difficile fare un bel lavoro con strumenti che si maneggiano con difficoltà.

Dio lo sa e perciò, in ogni strumento volle metterci per te un piacere. Ad ogni dovere risponde uno strumento per farlo, e ad ogni strumento corrisponde un piacere per ben compiere il dovere. Capisci l’idea di Dio e la sua bontà? Vedi dunque le delicatezze infinite del suo amore. Egli ti affida un magnifico incarico: quello di glorificar Lui e di render te beato. Per questo ti dà un numero infinito di strumenti che sono le creature: Per facilitarti l’uso di questi strumenti, in ognuno di essi mette un piacere: ecco il piacere creato.

Che cos’è dunque per te il piacere creato? È per le tue facoltà quello che l’olio è per le ruote. Osserva una macchina: quando tutto è secco, provi a metterla in moto; sforzi inutili. L’attrito fa troppa resistenza, lo stridore è violento, i movimenti stentati, e così il meccanismo si guasta in poco tempo. Metti una piccola goccia d’olio nei punti più indicati, ed ecco che gli attriti cessano, il movimento si compie con la massima facilità, tutta la macchina funziona senza guastarsi.

Per agire con facilità e forza, anche le tue facoltà hanno bisogno d’un po’ d’olio, di quell’olio di gioia che Dio ha fatto appunto per lubrificare il meccanismo, per dir così, delle anime che vogliono amare la giustizia e odiare l’iniquità[19].

Qual è dunque la funzione che occupa il piacere creato? È quella di facilitare il tuo lavoro; quella di attirare, trascinare, elevare, incoraggiare, dilatare, fortificare le tue facoltà nell’esercizio del tuo dovere.

È dunque un piacere strumentale, una semplice facilitazione di lavoro, e non mai un fine. Esamina tutti i piaceri, dai più soprannaturali fino ai più materiali, da quello delle estasi e delle consolazioni divine nelle alte vette della perfezione fino a quelli del cibo e della generazione, nelle regioni inferiori della conservazione della specie e degli individui umani, tutti senza eccezione hanno per scopo di facilitare il compimento d’un dovere. Perciò imprimitelo bene in testa: un piacere creato, nell’idea di Dio, risponde sempre ad un dovere da compiere.

Esso mai non ti vien dato per trastullarti ed abusarne, ma per servirtene. Tu non sei fatto per esso, ma esso è fatto per te. Tu invece sei fatto per Dio solo.

Onde vedi la disgrazia di quelli che vogliono trastullarsi col piacere ed abusarne. Si lasciano ingannare da esso e dimenticano il dovere. Quello che Dio aveva fatto solo per facilitare il dovere, diventa invece l’ostacolo più grande. Colui che si trastulla con le consolazioni spirituali, finisce con perdere ogni energia soprannaturale; colui che si trastulla coi piaceri sensuali, ohimè! diventa un bruto. Oh! è cosa spaventevole uscire dall’ordine di Dio!… Ogni piacere, di cui vuoi godere e a cui ti soffermi, diventa un vero avvelenamento per l’anima tua e pel tuo corpo. Ricordati di questo: il piacere creato è un rimedio per uso esterno; guai a te se lo ingoi. Dunque invece d’ingoiarlo, sèrvitene; esso t’aiuta a farti compiere il tuo dovere. Sèrvitene per uso esterno, cioè secondo l’espressione di S. Agostino, tienlo nella mano e non permettere che alberghi nel cuore. Fa’ si che il piacere serva unicamente al dovere; non separar mai queste due cose.

Ogni piacere, trastullo, divertimento, gioia o soddisfazione, che prendi fuori del tuo dovere ti guasta. Temi come la morte il piacere che soffoca le tue facoltà nell’egoismo del godimento. Ma quello che ti conduce al tuo dovere, che dà alle tue facoltà lo slancio, la forza, la gioia, il vigore, l’agilità, per compiere il dovere con facilità e prontezza, oh! si quello è buono e benefico, non temere; sèrvitene, Dio lo benedice. Non devi distruggere le buone cose che Dio ha fatte, ma devi solo spezzare le cattive tendenze della tua natura.

Guarda ancora come Dio è delicato nella sua bontà! A principio egli aveva creato soltanto strumenti e non ostacoli, piaceri e non sofferenze. Ogni crea tura era uno strumento, ed ogni strumento portava  con sé il suo piacere. Il peccato sconvolse profondamente questo primo piano di Dio; cambiò una quantità di strumenti in ostacoli, ed una moltitudine di piaceri in sofferenze. L’ostacolo e la sofferenza sono conseguenza del peccato. Ora la bontà di Dio a nostro riguardo gli fece trovare, anche dopo il peccato, il mezzo di cambiare gli ostacoli stessi in strumenti, e le sofferenze in gioie. La Passione del Salvatore ha operato questo prodigio. Tutto serve al bene degli eletti, tutto, anche gli ostacoli del peccato, e tutto per loro diventa gioia perfino la sofferenza, che diventa la più grande delle gioie.

 

 

 

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