Perché il relativismo è un problema?
Visione cattolica
Per la Chiesa Cattolica, il relativismo non è solo una corrente filosofica tra le tante, ma una delle sfide culturali più grandi dell’epoca moderna.
Il nucleo del problema, secondo la visione cattolica, è che il relativismo rifiuta l’esistenza di una verità oggettiva e universale. Se non esiste una verità assoluta, tutto diventa soggettivo, mutevole e negoziabile.
Questa prospettiva è stata sintetizzata magistralmente dal Cardinale Joseph Ratzinger (futuro Papa Benedetto XVI) durante l’omelia della Missa Pro Eligendo Romano Pontifice nel 2005, dove coniò una celebre espressione:
“Si viene costituendo una dittatura del relativismo che non riconosce nulla come definitivo e che lascia come ultima misura solo il proprio io e le sue voglie.”
Ecco i motivi principali per cui il cattolicesimo considera il relativismo un grave pericolo, divisi per aree fondamentali:
La negazione di Dio e della Verità
Per la fede cattolica, la Verità non è un’opinione, ma una Persona: Gesù Cristo, che ha detto di se stesso “Io sono la via, la verità e la vita”.
Il problema: Se tutto è relativo, anche la Rivelazione divina, i Comandamenti e il Vangelo diventano “opzioni” valide solo per chi ci crede, e non leggi universali scritte nel cuore dell’uomo.
La conseguenza: Si scivola verso il nichilismo (la credenza che nulla abbia un significato reale) o verso una fede “fai-da-te”, dove ognuno si costruisce un Dio a propria immagine e somiglianza, svuotando la fede del suo potere di conversione.
Il crollo della morale (La Legge Naturale)
La teologia cattolica si basa sul concetto di Legge Naturale: l’idea che Dio abbia iscritto nella natura umana una distinzione oggettiva tra bene e male, accessibile a chiunque attraverso la ragione.
Il problema: Il relativismo etico sostiene che il bene e il male dipendano dai contesti storici, dalle culture o dalle preferenze personali.
La conseguenza: Senza un punto di riferimento oggettivo, i diritti umani perdono il loro fondamento saldo. Se la morale la decide la maggioranza o il momento storico, ciò che oggi è un crimine domani potrebbe diventare un diritto, lasciando i più deboli alla mercé del potere di turno.
La frammentazione sociale e l’individualismo
Quando non esiste una verità comune su cui accordarsi, viene a mancare il terreno condiviso per costruire la società.
Il problema: L’unica regola rimasta diventa l’IO: i desideri del singolo elevati a diritti assoluti.
La conseguenza: Si perde il concetto di bene comune. I rapporti umani si frammentano e la convivenza civile si trasforma in uno scontro tra egoismi, dove chi è più forte (economicamente, politicamente o mediaticamente) impone la propria visione.
La proposta cattolica: Verità e Carità
La Chiesa non contrappone al relativismo un dogmatismo rigido o violento, ma propone l’alleanza tra Fede e Ragione (Fides et Ratio). La risposta cattolica si articola su due binari:
La libertà vera: Per il cattolicesimo, la vera libertà non è “fare quello che si vuole” (arbitrio), ma la capacità di scegliere il bene. Come dice il Vangelo: “La verità vi farà liberi”.
Il dialogo autentico: Papa Francesco ha spesso sottolineato che il relativismo, paradossalmente, impedisce il vero dialogo. Se tutto è relativo, non c’è nulla da confrontare. Il dialogo autentico, invece, richiede che le persone siano radicate nelle proprie convinzioni profonde, pronte ad offrirle agli altri nell’amore.
In sintesi, per la visione cattolica il relativismo è un problema perché, nel tentativo di rendere l’uomo “libero” da ogni vincolo e da ogni verità, finisce per isolarlo, privandolo del significato profondo della sua esistenza e della sua dignità.
Verità Eterna
