LETTURE INSIEME: CRISTO NEI SUOI MISTERI_BEATO COLUMBA MARMION O. S. B._#53

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  1. La fede è, per eccellenza, l’arma della resistenza

Voi potete così constatare come sia invincibile l’anima che «dimora nel tempio della divinità».

Ma non dimentichiamo mai che non vi giungiamo se non mediante la fede in Cristo nostro capo e nostro modello. Il salmista difatti ci assicura che a proteggerci contro gli strali del nemico, «Dio ci circonderà della sua verità come di uno scudo». Questo è anche il pensiero di S. Paolo quando specifica le armi di cui per la lotta spirituale deve premunirsi il cristiano (Eph. VI, 16): «In ogni lotta armatevi dello scudo della fede col quale possiate spengere tutti i dardi infiammati e terribilissimi dello spirito maligno».

Anche S. Pietro non parla diversamente: «Il demonio si aggira senza tregua intorno a voi cercando la preda da divorare, ma voi gli resisterete col vigore della vostra fede (I Petr. V, 9). Avrete osservato che, per respingere il demonio, Gesù Cristo ha fatto appello ogni volta alla parola divina. La stessa tattica condurrà anche noi alla vittoria.

Quando dunque il demonio vi tenta, per esempio, contro la fede, ricordatevi della testimonianza dell’eterno Padre che proclama Gesù suo Figlio diletto; ricordatevi che «quelli soltanto vengono da Dio che credono in Gesù Figlio di Dio» (I Joan. V, 1); quando vi spinge alla sfiducia ripetete la parola di Cristo: «Non è buono che Iddio» (Luc, XVIII, 19; cf. Matth, XIX, 17; Marc. X, 18), ovvero: «Venite a me, o voi tutti che siete affaticati, ed io vi ristorerò…» (Matth, XI, 28)  «Io non respingerò quelli che vengono a me» (Joan, VI, 37);  se cerca sgomentarvi col ricordo delle vostre colpe, rispondetegli con le parole del Salvatore: «Io non sono venuto per i giusti, bensì pei peccatori» (Matth. IX, 13; Marc. II, 17; Luc. V, 32); e se vi suggerisce pensieri di orgoglio e d’ambizione: «Tutti quelli che s’innalzano saranno abbassati»; (Matth. XXIII, 12; Luc. XIV, 11; XVIII, 14) se vi sprona alla vendetta: «Beati i mansueti; (Matth. V, 4) se fa balenare ai vostri occhi delle gioie ingannatrici: «Beati i puri…» (Ibid.8). In ogni occasione, In omnibus, armatevi delle parole del Verbo: è uno scudo contro cui tutti i dardi verranno a spezzarsi, a polverizzarsi e a sparire.

La fede è l’arma per eccellenza. «Io sono sicura, scriveva S. Teresa, che Dio non permetterà mai al demonio di ingannare una persona che, non avendo nessuna fiducia in se medesima, sarà così salda nella fede che per la più piccola delle verità rivelate sarebbe disposta ad affrontare mille morti» (Vita scritta da se stessa).

E’ la fede che, al momento della tentazione, ci ricorda i sovrani diritti di Dio all’obbedienza della sua creatura, la sua infinita santità, le adorabili esigenze della sua giustizia, le inenarrabili sofferenze con le quali Gesù ha espiato il peccato, la gratuità della grazia, la necessità della preghiera, l’eternità delle pene con cui Iddio punisce il peccatore morto impenitente, la beatitudine senza fine con cui ricompensa una fedeltà di pochi anni. Tutte queste verità ci vengono ripetute dalla fede, e per quanto terribili siano le frecce del nemico, per quanto violente le sue suggestioni e prolungata la battaglia, l’anima dalla fede viva trova in questa e nell’unione con Cristo che essa produce, il migliore appoggio della sua resistenza, il principio stesso della sua perseveranza nel bene e il segreto della vittoria.  Beata l’anima  Dio stesso lo dice  «Beata l’anima che sostiene così la tentazione senza esservisi esposta; che passa attraverso il fuoco, con gli occhi sulle parole e sugli esempi di Cristo e sulle promesse divine; essa trionferà fin da questa vita e riceverà più tardi il prezzo della sua generosità e del suo amore» (Jac. I, 12).

Perché, dice S. Paolo, Cristo non abbandona i suoi discepoli nella lotta; «pontefice compassionevole, che ha sofferta la tentazione, conosce che cosa è la prova e può sostenerci nel mezzo della battaglia» (Hebr. II, 18; V, 2).

Egli ci aiuta con la sua grazia, ci aiuta con la sua preghiera. Egli ripete allora quella domanda che ha indirizzata a suo Padre nel momento in cui stava per subire, ma per uscirne vittorioso, gli ultimi assalti del demonio: «Padre, io non vi domando di toglierli dal mondo, ma di preservarli dal male» (Joan. XVII, 15). E affinché noi crediamo nel suo Figlio Gesù e non ci allontaniamo da lui, affinché, non sicuri di noi stessi, riponiamo in lui solo, con la preghiera, la nostra speranza, affinché egli ci veda ed ami nel Figlio suo (Ibid. 9), il Padre «ci custodirà dal male» e invierà i suoi angeli buoni «perché si avvicinino a noi invisibilmente e ci soccorrano».

E’, d’altronde, la promessa magnifica fattaci da lui stesso per bocca del sacro Scrittore nel bel salmo novantesimo che mi piace citare una volta ancora terminando questa conferenza: «Perché si è attaccato a me, dice il Signore, io lo libererò; poiché mi riconosce come l’Onnipotente, io lo proteggerò; mi invocherà e io lo esaudirò, sarò con lui nelle angustie per liberarlo e colmarlo di gloria, gli accorderò lunga serie di anni, e, affinché egli ne gioisca per sempre, gli farò vedere la salute che posso dare io solo» (Ps. XC, 14-16).

[…] CONTINUA  #54

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