L’esempio

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Ci è dato poco da sapere.

O forse, capiamo poco perché manca qualcosa?

Forse mancano i sensori per cogliere taluni segnali.

Del resto la colpa ci ha colpiti nostro malgrado e qualche danno lo ha lasciato, certamente come base di partenza: un handicap di sicurezza, per farci mettere del nostro.

Quindi dobbiamo crescere tirando fuori le nostre risorse e con l’aiuto di quella Provvidenza che, aldilà della nostra consapevolezza, ci soccorre nel cammino. Tra questi soccorsi ci sono i “messaggi” delle persone che ci affiancano nel percorso quotidiano: a volte materialmente presenti, altre dai mezzi di comunicazione vari.

Quando ci sentiamo deboli, bisognosi di aiuto, vorremmo che qualche “angelo” ci venisse in soccorso ad indicarci la strada, quasi un cortocircuito che “baipassasse” i molti ostacoli che ci impediscono di vivere nella “felicità” tanto agognata. E non invece quell’ansia che non ci lascia mai, quel timore che qualcosa vada per il verso sbagliato, che qualcuno ci lasci, che il compito sia andato male, che la ragazza prima o poi s’involi, che l’età del “ci pensano i grandi” finisca. Le belle letture, quelle che catturano tutta la nostra attenzione, tutto noi stessi, ci fan tanto bene per qualche tempo: un’evasione, forse fine a se stessa? Quelle belle frasi, quei racconti, quelle dissertazioni sulle cose della vita e quella saggezza virtuale che donano un po’ di certezze, e son meglio dell’assunzione di cose nocive, di quantità dannose di dolci o altro. Il fatto è però, che son parole, a cui serve un’applicazione, un riscontro concreto. Se uno spiegasse come suonare uno strumento, senza mostrarci l’esecuzione di tali operazioni, molto probabilmente avremmo molti dubbi circa la possibilità di poter far quel che ci vien spiegato. E così è per la vita, per tutto ciò che di morale, direttamente o indirettamente, ci viene insegnato. Se vediamo una persona che predica la pace, comportarsi in modo da dare e fare quanto può per realizzare tale situazione dentro e fuori di sé, allora faremmo nostra l’idea che tutto questo è possibile. Qualche angelo potrà anche scendere, qualche luce particolare potrà arrivare, ma le risposte per noi arrivano da tutto ciò che ci circonda.

Noi dobbiamo migliorare il nostro ascolto ed allo stesso tempo, man mano comprendiamo, essere luce ed esempio per quelli che si trovano nella situazione che anche noi abbiamo vissuto precedentemente. Dio per primo, ha deciso di mandare Suo Figlio per darci l’esempio supremo, del Sacrificio che dona senso e dà la direzione alla nostra vita. Non servono a nulla le parole, se non c’è “compassione” nelle cose che facciamo con gli altri. Solo le cose vissute e poi fatte nostre, per mezzo di coloro che ci hanno guidato, possono dare slancio per la vita, oggi e per sempre.

Remo Rosati, da “Dialoghi nell’Oasi” per L’Oasi di Engaddi
Immagini, dei Dialoghi, realizzate da Lucia Rizzo.

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