Lectio del giorno all’Oasi di Engaddi 20-26_Settembre-2021

Lunedì, 20 settembre 2021

Tempo ordinario

Preghiera

O Dio, che nell’amore verso di te e verso il prossimo hai posto il fondamento di tutta la legge, fa’ che osservando i tuoi comandamenti meritiamo di entrare nella vita eterna.  Per il nostro Signore Gesù Cristo…

Lettura dal Vangelo secondo Luca 8,16-18

In quel tempo, Gesù disse alla folla: “Nessuno accende una lampada e la copre con un vaso o la pone sotto un letto; la pone invece su un lampadario, perché chi entra veda la luce. 

Non c’è nulla di nascosto che non debba essere manifestato, nulla di segreto che non debba essere conosciuto e venire in piena luce. 

Fate attenzione dunque a come ascoltate; perché a chi ha sarà dato, ma a chi non ha sarà tolto anche ciò che crede di avere”.

Riflessione

  • Il vangelo di oggi ci presenta tre brevi frasi dette da Gesù. Sono frasi sparse che Luca colloca qui dopo la parabola della semina (Lc 8,4-8) e della sua spiegazione ai discepoli (Lc 8,9-15). Questo contesto letterario, in cui Luca colloca le tre frasi, aiuta a capire come vuole che la gente capisca queste frasi di Gesù.
  • Luca 8,16: La lampada che illumina. “Nessuno accende una lampada e la copre con un vaso o la pone sotto un letto; la pone invece su un lampadario, perché chi entra veda la luce.” Questa frase di Gesù è una breve parabola. Gesù non spiega, perché tutti sanno di cosa si trattava. Apparteneva alla vita di ogni giorno. In quel tempo, non c’era luce elettrica. Immaginiamoci questo. La famiglia è riunita in casa. Inizia il tramonto. Una persona si alza, prende la lampada, la copre con un vaso o la mette sotto il letto. Cosa diranno gli altri? Tutti grideranno: “Ma sei matto. Metti la lampada sul tavolo!” In una riunione biblica, qualcuno fa il commento seguente: La parola di Dio è una lampada che bisogna accendere nell’oscurità della notte. Se rimane chiusa nel libro della Bibbia, è come la lampada sotto un vaso. Ma quando è posta sul tavolo illumina tutta la casa, e quando è letta in comunità è comunicata alla vita”. Il contesto in cui Luca colloca questa frase, si riferisce alla spiegazione che Gesù ha dato della parabola della semina (Lc 8,9-15). É come se dicesse: le cose che avete appena ascoltato non dovete guardarle per voi, ma dovete irradiarle agli altri. Un cristiano non deve aver paura di dare testimonianza ed irradiare la Buona Notizia. L’umiltà è importante, ma è falsa l’umiltà che nasconde i doni di Dio dati per edificare la comunità (1Cor 12,4-26; Rom 12,3-8).
  • Luca 8,17: Ciò che è nascosto si manifesterà. “Non c’è nulla di nascosto che non debba essere manifestato, nulla di segreto che non debba essere conosciuto e venire in piena luce.” Questa seconda frase di Gesù si riferisce anche agli insegnamenti dati da Gesù in particolare ai discepoli (Lc 8,9-10). I discepoli non possono tenerli per loro, ma devono divulgarli, perché fanno parte della Buona Notizia porta da Gesù.
  • Luca 8,18: Attenzione ai preconcetti. “Fate attenzione dunque a come ascoltate; perché a chi ha sarà dato, ma a chi non ha sarà tolto anche ciò che crede di avere”. In quel tempo, c’erano molti preconcetti sul Messia che impedivano alla gente di capire nel modo corretto la Buona Notizia del Regno annunziata da Gesù. Per questo fatto, l’avvertenza di Gesù in relazione ai preconcetti è assai attuale. Gesù chiede ai discepoli di essere consapevoli dei preconcetti con cui ascoltano l’insegnamento che lui presenta. Mediante questa frase di Gesù, Luca sta dicendo alle comunità ed a tutti noi:“Fate attenzione alle idee con cui voi guardate Gesù!” Perché se il colore degli occhiali è verde, tutto sembra verde. Se fosse azzurro, tutto sarebbe azzurro! Se l’idea con cui guardo Gesù è sbagliata, tutto ciò che riceve ed insegno su Gesù sarà minacciato di errore. Se penso che il messia deve essere un re glorioso, non vorrei sentire niente di quanto Gesù insegna sulla Croce, sulla sofferenza, sulla persecuzione e sull’impegno, e perderò perfino ciò che pensavo di possedere. Unendo questa terza frase alla prima, possiamo concludere quanto segue: chi trattiene per sé ciò che riceve, e non lo condividere con gli altri, perde ciò che ha, perché si corrompe.

Per un confronto personale

  • Hai già avuto esperienza di preconcetti, che ti impedivano di percepire e di apprezzare nel suo giusto valore, le cose buone che le persone fanno?
  • Hai percepito i preconcetti che si nascondono dietro certe storie, racconti e parabole che certe persone narrano?

Preghiera finale

Beato l’uomo di integra condotta,  che cammina nella legge del Signore.  Fammi conoscere la via dei tuoi precetti  e mediterò i tuoi prodigi. (Sal 118)


 

Martedì, 21 settembre 2021

Tempo ordinario

Preghiera

O Dio, che ci hai reso figli della lucecon il tuo Spirito di adozione, fa che non ricadiamo nelle tenebre dellerrore, ma restiamo sempre luminosi nello splendore della verità. Per il nostro Signore Gesù Cristo…

Lettura dal Vangelo secondo Matteo 9,9-13

In quel tempo, Gesù passando, vide un uomo, seduto al banco delle imposte, chiamato Matteo, e gli disse: “Seguimi”. Ed egli si alzò e lo seguì.

Mentre Gesù sedeva a mensa in casa, sopraggiunsero molti pubblicani e peccatori e si misero a tavola con lui e con i discepoli.

Vedendo ciò, i farisei dicevano ai suoi discepoli: “Perché il vostro maestro mangia insieme ai pubblicani e ai peccatori?”.

Gesù li udì e disse: “Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati. Andate dunque e imparate che cosa significhi: Misericordia io voglio e non sacrificio. Infatti non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori”.

Riflessione

  • Il Discorso della Montagna occupa i capitoli 5,6 e 7 del vangelo di Matteo. La parte narrativa dei capitoli 8 e 9 ha lo scopo di mostrarci come Gesù metteva in pratica ciò che aveva appena insegnato. Nel Discorso della Montagna, lui insegna laccoglienza (Mt 5,23-25.38-42.43). Ora lui stesso la mette in pratica accogliendo i lebbrosi (Mt 8,14), gli stranieri (Mt 8,5-13), le donne (Mt 8,14-15), i malati (Mt 8,16-17), gli indemoniati (Mt 8,28-34), i paralitici (Mt 9,1-8), i pubblicani (Mt 9,9-13), le persone impure (Mt 9,2022), etc. Gesù rompe con le norme ed i costumi che escludevano e dividevano le persone, cioè con la paura e la mancanza di fede (Mt 8,23-27) e le leggi della purezza (9,14-17), e dice chiaramente quali sono le esigenze di coloro che vogliono seguirlo. Devono avere il coraggio di abbandonare molte cose (Mt 8,18-22). Così, negli atteggiamenti e nella prassi di Gesù vediamo in cosa consiste il Regno e losservanza perfetta della Legge di Dio.
  • Matteo 9,9: La chiamata a seguire Gesù. Le prime persone chiamate a seguire Gesù sono quattro pescatori, tutti giudei (Mt 4,18-22). Ora, Gesù chiama un pubblicano, considerato peccatore e trattato come un essere impuro dalle comunità più osservanti dei farisei. Negli altri vangeli, questo pubblicano si chiama Levi. Qui, il suo nome è Matteo, che significa dono di Dio o dato da Dio. Le comunità, invece di escludere il pubblicano e considerarlo impuro, devono considerarlo un Dono di Dio per la comunità, poiché la sua presenza fa sì che la comunità diventi un segno di salvezza per tutti! Come i primi quattro chiamati, così pure il pubblicano Matteo lascia tutto ciò che ha e segue Gesù. Seguire Gesù comporta lobbligo di rompere con molte cose. Matteo lascia il banco delle tasse, la sua fonte di reddito, e segue Gesù!
  • Matteo 9,10: Gesù si siede a tavola con peccatori e pubblicani. In quel tempo i giudei vivevano separati dai pagani e dai peccatori e non mangiavano con loro allo stesso tavolo. I giudei cristiani dovevano rompere questo isolamento e mettersi a tavola con i pagani e con gli impuri, secondo linsegnamento dato da Gesù nel Discorso sulla Montagna, espressione dellamore universale di Dio Padre. (Mt 5,44-48). La missione delle comunità era quella di offrire uno spazio a coloro che non lo avevano. Ma questa nuova legge non era accettata da tutti. In alcune comunità le persone venute dal paganesimo, pur essendo cristiane, non erano accettate attorno allo stesso tavolo (cf. At 10,28; 11,3; Gal 2,12). Il testo del vangelo di oggi ci mostra Gesù che si mette a tavola con pubblicani e peccatori nella stessa casa, attorno allo stesso tavolo.
  • Matteo 9,11: La domanda dei farisei. Ai giudei era proibito sedersi a tavola con i pubblicani e con i peccatori, ma Gesù non segue questa proibizione. Anzi, fa amicizia

con loro. I farisei, vedendo latteggiamento di Gesù, chiedono ai discepoli: “Perché il vostro maestro mangia insieme ai pubblicani e ai peccatori?” Questa domanda può essere interpretata come unespressione del loro desiderio di sapere perché Gesù agisce così. Altri interpretano la domanda come una critica al comportamento di Gesù, perché per oltre cinquecento anni, dal tempo della schiavitù in Babilonia fino allepoca di Gesù, i giudei avevano osservato le leggi della purezza. Questa osservanza secolare diventa un forte segno di identità. Allo stesso tempo era fattore della loro separazione in mezzo agli altri popoli. Così, a causa delle leggi sulla purezza, non potevano né riuscivano a sedersi attorno allo stesso tavolo per mangiare con i pagani. Mangiare con i pagani voleva dire contaminarsi, diventare impuri. I precetti della purezza legale erano rigorosamente osservati, sia in Palestina che nelle comunità giudaiche della Diaspora. Allepoca di Gesù, cerano più di cinquecento precetti per conservare la purezza. Negli anni 70, epoca in cui scrive Matteo, questo conflitto era molto attuale.

  • Matteo 9,12-13: Misericordia voglio e non sacrifici. Gesù ascolta la domanda dei farisei ai discepoli e risponde con due chiarimenti. Il primo è tratto dal buon senso: “Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati”. Laltro è tratto dalla Bibbia: “Imparate, quindi, cosa significa: Misericordia voglio, e non sacrifici”. Per mezzo di questi chiarimenti, Gesù esplicita e chiarisce la sua missione tra la gente: “Non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori”. Gesù nega la critica dei farisei, non accetta i loro argomenti, poiché nascevano da una falsa idea della Legge di Dio. Lui stesso invoca la Bibbia: “Misericordia voglio e non sacrifici!” Per Gesù, la misericordia è più importante della purezza legale. Lui fa riferimento alla tradizione profetica per dire che la misericordia vale per Dio molto di più che tutti i sacrifici (Os 6,6; Is 1,10-17). Dio ha viscere di misericordia, che si commuovono dinanzi alle mancanze del suo popolo

(Os 11,8-9).

Per un confronto personale

  • Oggi, nella nostra società, chi è emarginato ed escluso? Perché? Nella nostra comunità, abbiamo preconcetti? Quali? Qual è la sfida che le parole di Gesù presentano alla nostra comunità?
  • Gesù chiede alla gente di leggere e di capire lAntico Testamento che dice: “Misericordia voglio e non sacrificio”. Cosa vuol dirci Gesù con questo oggi?

Preghiera finale

Beato chi è fedele ai tuoi insegnamenti  e ti cerca, Signore, con tutto il cuore.

Con tutto il cuore ti cerco: 

non farmi deviare dai tuoi precetti. (Sal 118)        


 

 

Mercoledì, 22 settembre 2021

Tempo ordinario

Preghiera

O Dio, che nellamore verso di te e verso il prossimo hai posto il fondamento di tutta la legge, fa che osservando i tuoi comandamenti meritiamo di entrare nella vita eterna.  Per il nostro Signore Gesù Cristo…

Lettura dal Vangelo secondo Luca 9,1-6

In quel tempo, Gesù chiamò a sé i Dodici e diede loro potere e autorità su tutti i demoni e di curare le malattie. E li mandò ad annunziare il regno di Dio e a guarire gli infermi. 

Disse loro: “Non prendete nulla per il viaggio, né bastone, né bisaccia, né pane, né denaro, né due tuniche per ciascuno. In qualunque casa entriate, là rimanete e di là poi riprendete il cammino. Quanto a coloro che non vi accolgono, nelluscire dalla loro città, scuotete la polvere dai vostri piedi, a testimonianza contro di essi”. 

Allora essi partirono e passavano di villaggio in villaggio, annunziando dovunque la buona novella e operando guarigioni.

Riflessione

  • Il vangelo di oggi descrive la missione che i Dodici ricevettero da Gesù. Più avanti, Luca parla della missione dei settantadue discepoli (Lc 10,1-12). I due vangeli si completano e rivelano la missione della Chiesa.
  • Luca 9,1-2: Linvio dei dodici in missione. “Gesù chiamò a sé i Dodici, e diede loro potere ed autorità su tutti i demoni e di curare le malattie. E li mandò ad annunziare il regno di Dio e a guarire gli infermi”. Nel chiamare i Dodici, Gesù intensifica lannuncio della Buona Notizia. Lobiettivo della missione è semplice e chiaro: ricevettero il potere e lautorità di scacciare i demoni, di curare le malattie e di annunciare il Regno di Dio. Così come la gente rimaneva ammirata vedendo lautorità di Gesù sugli spiriti impuri, e vedendo il suo modo di annunciare la Buona Notizia (Lc 4,32.36), così dovrà accadere con la predicazione dei dodici apostoli.
  • Luca 9,3-5: Le istruzioni per la Missione. Gesù li manda con le seguenti raccomandazioni: non portare nulla “né bastone, né bisaccia, né pane, né denaro, né due tuniche per ciascuno”. Non andare di casa in casa, ma “in qualunque casa entriate, là rimanete e di là poi riprendete il cammino” In caso di non essere ricevuti, “scuotete la polvere dai vostri piedi, a testimonianza contro di essi”. Come vedremo, queste raccomandazioni strane per noi, hanno un significato molto importante.
  • Luca 9,6: Lesecuzione della missione. Essi partirono. E linizio di una nuova tappa. Ora non solo Gesù, ma tutto il gruppo va ad annunciare la Buona Notizia alla gente.

Se la predicazione di Gesù causava conflitto, tanto più ora, con la predicazione di tutto il gruppo. 

  • I quattro punti fondamentali della missione. Al tempo di Gesù, cerano diversi movimenti di rinnovamento: esseni, farisei, zeloti. Anche loro cercavano un nuovo modo di convivere in comunità ed avevano i loro missionari (cf. Mt 23,15). Ma costoro, quando andavano in missione, erano prevenuti. Portavano bastone e bisaccia per mettervi il proprio cibo. Non si fidavano del cibo che non sempre era “puro”. Al contrario degli altri missionari, i discepoli di Gesù riceveranno raccomandazioni diverse che ci aiutano a capire i punti fondamentali della missione di annunciare la Buona Notizia:
    1. Devono andare senza niente (Lc 9,3; 10,4). Ciò significa che Gesù li obbliga a confidare nellospitalità. Perché chi va senza niente, va perché confida nella gente e pensa che sarà ricevuto. Con questo atteggiamento loro criticano le leggi di esclusione, insegnate dalla religione ufficiale e mostrano, mediante una nuova pratica, che avevano altri criteri di comunità.
    2. Dovevano rimanere nella prima casa, fino a ritirarsi dal luogo (Lc 9,4; 10,7). Cioè, dovevano convivere in modo stabile e non andare di casa in casa. Dovevano lavorare con tutti e vivere di ciò che ricevevano a cambio “perché loperaio ha diritto al suo salario” (Lc 10,7). Con altre parole, loro devono partecipare alla vita ed al lavoro della gente, e la gente li accoglierà nella sua comunità e condividerà con loro casa e cibo. Ciò significa che devono aver fiducia nella condivisione. Ciò spiega anche la severità della critica contro coloro che rifiutano il messaggio: scuotere la polvere dei piedi, come protesta contro di loro (Lc 10,10-12), perché non rifiutano qualcosa di nuovo, bensì il loro passato.
    3. Devono curare i malati e scacciare i demoni (Lc 9,1; 10,9; Mt 10,8). Cioè devono svolgere la funzione del “difensore” (goêl) ed accogliere nel clan, nella comunità, gli esclusi. Con questo atteggiamento criticano la situazione di disintegrazione della vita comunitaria del clan ed indicano sbocchi concreti. Lespulsione di demoni è segno della venuta del Regno di Dio (Lc 11,20).
    4. Devono mangiare ciò che la gente da loro (Lc 10,8). Non potevano vivere separati con il loro cibo, ma dovevano accettare la comunione con gli altri, mangiare con gli altri. Ciò significa che nel contatto con la gente, non devono aver paura di perdere la purezza così come era stato loro insegnato. Con questo atteggiamento criticano le leggi di purezza in vigore ed indicano, per mezzo della nuova pratica, che possiedono un altro accesso alla purezza, cioè, lintimità con Dio.

Questi erano i quattro punti fondamentali della vita comunitaria che dovevano marcare latteggiamento dei missionari e delle missionarie che annunciavano la Buona Notizia di Dio in nome di Gesù: ospitalità, condivisione, comunione ed accoglienza degli esclusi (difensore, goêl). Se si risponde a queste quattro esigenze, allora è possibile gridare ai quattro venti: “Il Regno è venuto!” (cf. Lc 10,1-12; 9,1-6; Mc 6,7-13; Mt 10,6-16). Ed il Regno di Dio che Gesù ci ha rivelato non è una dottrina, né un catechismo, né una legge. Il Regno di Dio avviene e si rende presente quando le persone, motivate dalla loro fede in Gesù, decidono di convivere in comunità per rendere testimonianza e rivelare, in questo modo, a tutti, che Dio è Padre e Madre e che noi gli esseri umani siamo fratelli e sorelle. Gesù voleva che la comunità locale fosse di nuovo unespressione dellAlleanza del Regno, dellamore di Dio Padre, che ci rende tutti fratelli e sorelle.

Per un confronto personale

  • La partecipazione nella comunità ti ha aiutato ad accogliere e ad aver fiducia nelle persone, soprattutto le più semplici e povere?
  • Qual è il punto della missione degli apostoli che per noi oggi ha più importanza? Perché?

Preghiera finale

Signore, tieni lontana da me la via della menzogna,  fammi dono della tua legge. 

La legge della tua bocca mi è preziosa  più di mille pezzi doro e dargento. (Sal 118)


 

Giovedì, 23 settembre 2021

Tempo ordinario

Preghiera

O Dio, che nellamore verso di te e verso il prossimo hai posto il fondamento di tutta la legge, fa che osservando i tuoi comandamenti meritiamo di entrare nella vita eterna.  Per il nostro Signore Gesù Cristo…

Lettura dal Vangelo secondo Luca 9,7-9

In quel tempo, il tetrarca Erode sentì parlare di tutto ciò che accadeva e non sapeva che cosa pensare, perché alcuni dicevano: “Giovanni è risuscitato dai morti”, altri: “È apparso Elia”, e altri ancora: “È risorto uno degli antichi profeti”. 

Ma Erode diceva: “Giovanni lho fatto decapitare io; chi è dunque costui, del quale sento dire tali cose?”. E cercava di vederlo.

 

Riflessione

  • Il vangelo di oggi presenta la reazione di Erode alla predicazione di Gesù. Erode non sa come porsi davanti a Gesù. Aveva ucciso Giovanni Battista ed ora vuole vedere Gesù da vicino. Lorizzonte sembra minacciato.
  • Luca 9,7-8: Chi è Gesù? Il testo inizia con lesposizione delle opinioni della gente e di Erode su Gesù. Alcuni associavano Gesù a Giovanni Battista e a Elia. Altri lo identificavano con un Profeta, cioè con una persona che parla a nome di Dio, che ha il coraggio di denunciare le ingiustizie dei poderosi e che sa animare la speranza dei piccoli. E il profeta annunciato nellAntico Testamento come un nuovo Mosè (Dt 18,15). Sono le stesse opinioni che Gesù stesso raccoglie dai discepoli quando domanda:”Chi sono io secondo la gente?” (Lc 9,18). Le persone cercavano di capire Gesù partendo da cose che loro conoscevano, pensavano e speravano. Cercavano di inquadrarlo nei criteri familiari dellAntico Testamento con le sue profezie e speranza, e nella Tradizione degli Antichi con le loro leggi. Ma erano criteri insufficienti. Gesù non vi entrava, lui era più grande!
  • Luca 9,9: Erode vuole vedere Gesù. Ma Erode diceva “Giovanni lho fatto decapitare io; chi è dunque costui, del quale sento dire tali cose?” E cercava di vederlo. Erode, uomo superstizioso e senza scrupoli, riconosce di essere lui lassassino di Giovanni Battista. Ora vuole vedere Gesù. In questo modo Luca suggerisce che le minacce incominciano a spuntare sullorizzonte della predicazione di Gesù. Erode non ha avuto paura di uccidere Giovanni. Non avrà paura di uccidere Gesù. Daltro canto, Gesù, non ha paura di Erode. Quando gli dissero che Erode cercava di prenderlo per ucciderlo, gli mandò a dire: “Andate a dire a quella volpe: ecco io scaccio i demoni e compio guarigioni oggi e domani; ed il terzo giorno avrò finito” (Lc 13,32). Erode non ha potere su Gesù. Quando nellora della passione, Pilato manda Gesù ad essere giudicato da Erode, Gesù non risponde nulla (Lc 23,9). Erode non merita risposta.
  • Da padre a figlio. A volte si confondono i tre Erodi che vissero in quellepoca, poi i tre appaiono nel Nuovo Testamento con lo stesso nome:
    1. Erode, chiamato il Grande, governò su tutta la Palestina dal 37 a. Cristo. Lui appare alla nascita di Gesù (Mt 2,1). Uccise i neonati di Betlemme (Mt 2,16).
    2. Erode, chiamato Antipas, governò sulla Galilea dal 4 al 39 dopo Cristo. Appare nella morte di Gesù (Lc 23,7). Uccise Giovanni Battista (Mc 6,14-29).
    3. Erode, chiamato Agrippa, governò su tutta la Palestina dal 41 al 44 dopo Cristo. Appare negli Atti degli Apostoli (At 12,1.20) e uccise lapostolo Giacomo (At 12,2).

Quando Gesù aveva più o meno quattro anni, il re Erode morì. Era lui che aveva fatto uccidere i neonati di Betlemme (Mt 2,16). Il suo territorio fu diviso tra i figli, Archelao, ricevette il governo sulla Giudea. Era meno intelligente di suo padre, ma più violento. Quando assunse il potere, furono massacrate circa 3000 persone sulla pizza del Tempio! Il vangelo di Matteo dice che Maria e Giuseppe, quando seppero che questo Archelao aveva assunto il governo della Giudea, ebbero paura di ritornare per quel cammino e si ritirarono a Nazaret, in Galilea (Mt 2,22), governata da un altro figlio di Erode, chiamato Erode Antipa (Lc 3,1). Questo Antipa durò oltre 40 anni. Durante i trenta e tre anni di Gesù non ci furono cambiamenti nel governo della Galilea.

Erode il Grande, il padre di Erode Antipa, aveva costruito la città di Cesarea Marittima, inaugurata nellanno 15 prima di Cristo. Era il nuovo porto di sbocco dei prodotti della regione. Doveva competere con il grande porto di Tiro nel Nord e, così, aiutare a svolgere il commercio nella Samaria e nella Galilea. Per questo, fin dai tempi di Erode il Grande, la produzione agricola in Galilea iniziava ad orientarsi non più a partire dai bisogni delle famiglie, come succedeva prima, ma partendo dalle esigenze del mercato. Questo processo di mutazione nelleconomia continuò durante tutto il governo di Erode Antipa, oltre quarantanni, e trovò in lui un organizzatore efficiente. Tutti questi governatori erano „servi del potere. Infatti chi comandava in Palestina, dal 63 prima di Cristo, era Roma, lImpero.

Per un confronto personale

  • E bene chiedersi sempre: Chi è Gesù per me?
  • Erode vuole vedere Gesù. Era una curiosità superstiziosa e morbosa. Altri vogliono vedere Gesù perché cercano un senso per la loro vita. Ed io che motivazione ho che mi spinge a vedere ed incontrare Gesù?

Preghiera finale

Saziaci al mattino con la tua grazia: 

esulteremo e gioiremo per tutti i nostri giorni. 

Sia su di noi la bontà del Signore, nostro Dio:  rafforza per noi lopera delle nostre mani. (Sal 89)


 

Venerdì, 24 settembre 2021

Tempo ordinario

Preghiera

O Dio, che nellamore verso di te e verso il prossimo hai posto il fondamento di tutta la legge, fa che osservando i tuoi comandamenti meritiamo di entrare nella vita eterna.  Per il nostro Signore Gesù Cristo…

Lettura dal Vangelo secondo Luca 9,18-22

Un giorno, mentre Gesù si trovava in un luogo appartato a pregare e i discepoli erano con lui, pose loro questa domanda: “Chi sono io secondo la gente?” Essi risposero: “Per alcuni Giovanni il Battista, per altri Elia, per altri uno degli antichi profeti che è risorto”. 

Allora domandò: “Ma voi chi dite che io sia?” Pietro, prendendo la parola, rispose: “Il Cristo di Dio”. 

Egli allora ordinò loro severamente di non riferirlo a nessuno. “Il Figlio delluomo, disse, deve soffrire molto, essere riprovato dagli anziani, dai sommi sacerdoti e dagli scribi, esser messo a morte e risorgere il terzo giorno”.

Riflessione

  • Il vangelo di oggi riprende lo stesso tema del vangelo di ieri: lopinione della gente su Gesù. Ieri, partendo da Erode, oggi è Gesù stesso che chiede cosa pensa la gente, lopinione pubblica e gli apostoli rispondono dando la stessa opinione di ieri. Viene immediatamente dopo il primo annuncio della passione, della morte e della risurrezione di Gesù.
  • Luca 9,18: La domanda di Gesù dopo la preghiera. “Un giorno, mentre Gesù si trovava in un luogo appartato a pregare e i discepoli erano con lui, pose loro questa domanda: “Chi sono io secondo la gente?” Nel vangelo di Luca, in diverse occasioni importanti e decisive, Gesù si presenta in preghiera: nel battesimo quando assume la sua missione (Lc 3,21); nei 40 giorni nel deserto, quando vince le tentazioni del diavolo alla luce della Parola di Dio (Lc 4,1-13); la notte prima di scegliere i dodici apostoli (Lc 6,12); nella trasfigurazione, quando con Mosè ed Elia conversa sulla passione a Gerusalemme (Lc 9,29); nellorto, quando affronta lagonia (Lc 22,39-46); sulla croce, quando chiede perdono per il soldato (Lc 23,34) e consegna lo spirito a Dio (Lc 23,46).
  • Luca 9,19: Lopinione del popolo su Gesù. “Loro risposero: “Per alcuni Giovanni Battista, per altri Elia, ma altri pensano che tu sei uno degli antichi profeti che è risorto.” Come Erode, molti pensavano che Giovanni Battista fosse risorto in Gesù. Era credenza comune che il profeta Elia doveva ritornare (Mt 17,10-13; Mc 9,11-12; Ml 3,23-24; Eclo 48,10). E tutti alimentavano la speranza della venuta del profeta promesso da Mosè (Dt 18,15). Risposte insufficienti.
  • Luca 9,20: La domanda di Gesù ai discepoli. Dopo aver ascoltato le opinioni degli altri, Gesù chiede: “E voi chi dite che io sia?” Pietro rispose: “Il Messia di Dio!” Pietro riconosce che Gesù è colui che la gente sta aspettando e che viene a realizzare le promesse. Luca omette la reazione di Pietro che cerca di dissuadere Gesù dal seguire il cammino della croce ed omette anche la dura critica di Gesù a Pietro (Mc 8,32-33; Mt 16,22-23).
  • Luca 9,21: La proibizione di rivelare che Gesù è il Messia di Dio: “Allora Gesù ordinò loro severamente di non riferirlo a nessuno”. A loro fu proibito di rivelare alla gente che Gesù è il Messia di Dio. Perché Gesù lo proibì? In quel tempo, come abbiamo già visto, tutti aspettavano la venuta del Messia, ma ognuno di loro a modo suo: alcuni aspettavano un re, altri un sacerdote, altri un dottore, un guerriero, un giudice, o profeta! Nessuno sembrava aspettare il messia servo, annunciato da Isaia (Is 42,1-9). Chi insiste nel mantenere lidea di Pietro, cioè del Messia glorioso senza la croce, non capisce nulla e non giungerà mai ad assumere latteggiamento del vero discepolo.

Continuerà a camminare nel buio, come Pietro, cambiando la gente per alberi (cf. Mc 8,24). Perché senza la croce è impossibile capire chi è Gesù e cosa significa seguire Gesù. Per questo, Gesù insiste di nuovo sulla Croce e fa il secondo annuncio della sua passione, morte e risurrezione. 

  • Luca 9,22: Il secondo annuncio della passione. E Gesù aggiunge: “Il Figlio dellUomo deve soffrire molto, essere riprovato dagli anziani, dagli scribi, essere messo a morte e risorgere il terzo giorno”. La comprensione piena della sequela di Gesù non si ottiene mediante listruzione teorica, ma mediante limpegno pratico, camminando con lui lungo il cammino del servizio, dalla Galilea fino a Gerusalemme. Il cammino della sequela è il cammino del dono di sé, dellabbandono, del servizio, della disponibilità, dellaccettazione del conflitto, sapendo che ci sarà risurrezione. La croce non è un incidente di percorso, fa parte di questo cammino. Perché nel mondo organizzato partendo dallegoismo, lamore ed il servizio possono esistere solo crocifissi! Chi fa della sua vita un servizio agli altri, scomoda coloro che vivono afferrati ai privilegi, e soffre.

Per un confronto personale

  • Tutti crediamo in Gesù. Ma cè chi lo capisce in un modo e chi in un altro. Qualè oggi il Gesù più comune nel modo di pensare della gente?
  • La propaganda, come interferisce nel mio modo di vedere Gesù? Cosa faccio per non cadere nel giro della propaganda? Cosa ci impedisce oggi di riconoscere e di assumere il progetto di Gesù?

Preghiera finale

Benedetto il Signore, mia roccia,  mia grazia e mia fortezza,  mio rifugio e mia liberazione,  mio scudo in cui confido. (Sal 144)


 

Sabato, 25 settembre 2021

Tempo ordinario

Preghiera

O Dio, che nellamore verso di te e verso il prossimo hai posto il fondamento di tutta la legge, fa che osservando i tuoi comandamenti meritiamo di entrare nella vita eterna.  Per il nostro Signore Gesù Cristo…

Lettura dal Vangelo secondo Luca 9,43b-45

In quel tempo, mentre tutti erano pieni di meraviglia per tutte le cose che faceva, Gesù disse ai suoi discepoli: “Mettetevi bene in mente queste parole: il Figlio delluomo sta per essere consegnato in mano degli uomini”. 

Ma essi non comprendevano questa frase; per loro restava così misteriosa, che non ne comprendevano il senso e avevano paura a rivolgergli domande su tale argomento.

Riflessione

  • Il vangelo di oggi ci presenta il secondo annuncio della Passione, Morte e Risurrezione di Gesù. I discepoli non capiscono la parola sulla croce, perché non sono capaci di capire né di accettare un Messia che diventa servo dei fratelli. Loro continuano a sognare un messia glorioso.
  • Luca 9,43b-44: Il contrasto. “Tutti erano pieni di meraviglia per tutte le cose che faceva, Gesù disse ai suoi discepoli: ” Mettetevi bene in mente queste parole: il Figlio delluomo sta per essere consegnato in mano degli uomini”. Il contrasto è molto grande. Da un lato, lammirazione della gente per tutto ciò che Gesù diceva e faceva. Gesù sembra corrispondere a tutto ciò che la gente sogna, crede e spera. Daltro canto, laffermazione di Gesù che sarà messo a morte e consegnato nelle mani degli uomini. Ossia, lopinione delle autorità su Gesù è totalmente contraria allopinione della gente.
  • Luca 9,45: Lannuncio della Croce. “Ma essi non comprendevano questa frase; per loro restava così misteriosa, che non ne comprendevano il senso e avevano paura a rivolgergli domande su tale argomento”. I discepoli lo ascoltavano, pero non capivano la parola sulla croce. Ma pur così, non chiedono chiarimenti. Hanno paura di lasciare apparire la loro ignoranza!
  • Il titolo Figlio dell Questo nome appare con grande frequenza nei vangeli: 12 volte in Giovanni, 13 volte in Marco, 28 volte in Luca, 30 volte in Matteo. In tutto 83 volte nei quattro vangeli. E il nome che più piaceva a Gesù. Questo titolo viene dallAT. Nel libro di Ezechiele, indica la condizione ben umana del profeta (Ez 3,1.4.10.17; 4,1 etc.). Nel libro di Daniele, lo stesso titolo appare nella visione apocalittica (Dn 7,1-28), in cui Daniele descrive gli imperi dei Babilonesi, dei Medi, dei Persiani e dei Greci. Nella visione del profeta, questi quattro imperi hanno lapparenza di “animali mostruosi” (cf. Dn 7,3-8). Sono imperi animaleschi, brutali, disumani, che perseguono ed uccidono (Dn 7,21.25). Nella visione del profeta, dopo i regni antiumani, appare il Regno di Dio che ha lapparenza, non di un animale, bensì di una figura umana, Figlio delluomo. Ossia un regno con apparenza di gente, regno umano, che promuove la vita e umanizza (Dn 7,13-14). Nella profezia di Daniele la figura del Figlio dellUomo rappresenta, non un individuo, bensì, come lui stesso lo dice, il “popolo dei Santi dellAltissimo” (Dn 7,27; cf Dn 7,18). E il popolo di Dio che non si lascia ingannare o manipolare dallideologia dominante degli imperi animaleschi. La missione del Figlio dellUomo, cioè del popolo di Dio, consiste nel realizzare il Regno di Dio come un regno umano. Regno che promuove la vita, che umanizza le persone.

Presentandosi ai discepoli come Figlio dellUomo, Gesù fa sua questa missione che è la missione di tutto il Popolo di Dio. E come se dicesse a loro ed a tutti noi: “Venite con me! Questa missione non è solo mia, ma è di tutti noi! Andiamo insieme a svolgere la missione che Dio ci ha fatto, ed andiamo insieme a realizzare il Regno umano che lui sognò, regno che ci rende umani!” E fu ciò che fece tutta la sua vita, soprattutto negli ultimi tre anni. Il papa Leone Magno diceva: “Gesù fu così umano, ma così umano, come solo Dio può essere umano”. Quanto più umano, tanto più divino. Quanto più “figlio delluomo” tanto più “figlio di Dio!” Tutto ciò che sfigura le persone, che toglie loro questo senso di umanità allontana da Dio. Ciò è stato condannato da Gesù, che ha posto il bene della persona umana al di sopra di tutte le leggi, al di sopra del sabato (Mc 2,27). Nel momento della sua condanna a morte da parte del tribunale religioso del sinedrio, Gesù assunse questo titolo. Quando gli fu chiesto se era il “figlio di Dio” (Mc 14,61), risponde che è il “figlio dellUomo”: “Io sono. E voi vedrete il Figlio dellUomo seduto alla destra dellOnnipotente” (Mc 14,62). Per questa affermazione fu dichiarato reo di morte dalla autorità. Lui stesso lo sapeva perché aveva detto: “Il Figlio dellUomo non è venuto per essere servito, ma per servire e dare la sua vita in riscatto per molti” (Mc 10,45).

Per un confronto personale

  • Come unisci nella tua vita la sofferenza e la fede in Dio?
  • Al tempo di Gesù si viveva un contrasto: la gente pensava e sperava in un modo, le autorità religiose pensavano e speravano in un altro modo. Oggi cè lo stesso contrasto.

Preghiera finale

La tua parola, Signore,  è stabile come il cielo. 

Tengo lontano i miei passi da ogni via di male,  per custodire la tua parola. (Sal 118)


 

Domenica, 26 settembre 2021

Accogliere i piccoli e gli esclusi 

Nessuno è padrone di Gesù 

Marco 9,38-43.47-48

Orazione iniziale

Signore Gesù, invia il tuo Spirito, perché ci aiuti a leggere la Scrittura con lo stesso sguardo, con il quale l’hai letta Tu per i discepoli sulla strada di Emmaus. Con la luce della Parola, scritta nella Bibbia, Tu li aiutasti a scoprire la presenza di Dio negli avvenimenti sconvolgenti della tua condanna e della tua morte. Così, la croce che sembrava essere la fine di ogni speranza, è apparsa loro come sorgente di vita e di risurrezione. 

Crea in noi il silenzio per ascoltare la tua voce nella creazione e nella Scrittura, negli avvenimenti e nelle persone, soprattutto nei poveri e sofferenti. La tua Parola ci orienti, affinché anche noi, come i due discepoli di Emmaus, possiamo sperimentare la forza della tua risurrezione e testimoniare agli altri che Tu sei vivo in mezzo a noi come fonte di fraternità, di giustizia e di pace. Questo noi chiediamo a Te, Gesù, figlio di Maria, che ci hai rivelato il Padre e inviato lo Spirito. Amen.

Lettura

  1. Chiave di lettura:

Il testo del Vangelo di questa 26 Domenica del tempo ordinario ci riporta una parte di una lunga istruzione fatta da Gesù ai suoi discepoli (Mc 8,22 a 10,52). (Vedasi il commento del vangelo della 24 Domenica). Questa volta il Vangelo espone, soprattutto, tre esigenze di conversione per la persona che vuole seguirlo: (i) corregge la mentalità sbagliata di chi pensa essere padrone di Gesù (Mc 9,38-40); (ii) insiste nellaccoglienza da dare ai piccoli (Mc 9,41-42) e (iii) ordina dimpegnarsi radicalmente per il Vangelo (Mc 9,43-48). 

  1. Una divisione del testo per aiutarne la lettura:

Marco 9,38-40: Gesù corregge la mentalità chiusa dellapostolo Giovanni 

Marco 9,41: Chi dà un bicchiere dacqua ad un discepolo o ad una discepola di Gesù è ricompensato 

Marco 9,42: Evitare di scandalizzare i piccoli 

Marco 9,43-48: Impegnarsi radicalmente per il Vangelo c) Testo: 

38Giovanni gli disse: «Maestro, abbiamo visto uno che scacciava i demoni nel tuo nome e glielo abbiamo vietato, perché non era dei nostri». 39Ma Gesù disse: «Non glielo proibite, perché non c’è nessuno che faccia un miracolo nel mio nome e subito dopo possa parlare male di me. 40Chi non è contro di noi è per noi. 41Chiunque vi darà da bere un bicchiere d’acqua nel mio nome perché siete di Cristo, vi dico in verità che non perderà la sua ricompensa. 42Chi scandalizza uno di questi piccoli che credono, è meglio per lui che gli si metta una macina da asino al collo e venga gettato nel mare. 43Se la tua mano ti scandalizza, tagliala: è meglio per te entrare nella vita monco, che con due mani andare nella Geenna, nel fuoco inestinguibile. 44. 45Se il tuo piede ti scandalizza, taglialo: è meglio per te entrare nella vita zoppo, che esser gettato con due piedi nella Geenna. 46. 47Se il tuo occhio ti scandalizza, cavalo: è meglio per te entrare nel regno di Dio con un occhio solo, che essere gettato con due occhi nella Geenna, 48dove il loro verme non muore e il fuoco non si estingue.

Momento di silenzio orante 

perché la Parola di Dio possa entrare in noi ed illuminare la nostra vita.

Alcune domande 

per aiutarci nella meditazione e nella orazione. 

  1. Qual è il punto del testo che più ti è piaciuto o che più ti ha colpito? Perché?
  2. Cosa significa oggi per noi, laffermazione di Gesù: “Chi non è contro è a favore”?
  3. Come tradurre oggi il “bicchiere dacqua” di cui parla Gesù?
  4. Chi erano i “piccoli”? Cosa significa “essere motivo di scandalo per i piccoli”? (v. 42)?
  5. “Corda al collo”, “Taglia la mano o il piedi”, “Cava locchio”: Queste espressioni possono essere prese letteralmente? Cosa vorrà dire Gesù con queste espressioni?
  6. Nella nostra società e nella nostra comunità, chi sono i piccoli e gli esclusi? Qualè e comè laccoglienza che diamo loro?

Per coloro che volessero approfondire maggiormente il tema

  1. a) Contesto di ieri e di oggi:
  • Come dicevamo prima, il Vangelo di questa domenica presenta tre importanti esigenze di conversione a chi vuole essere discepolo di Gesù: (i) Non avere la mentalità chiusa del discepolo di Giovanni che pensava di essere padrone di Gesù, ma avere un atteggiamento aperto ed ecumenico, capace di riconoscere il bene negli altri, anche se sono di unaltra religione. (ii) Superare la mentalità di coloro che si consideravano superiori agli altri e che, per questo, disprezzavano i piccoli ed i poveri e si allontanavano dalla comunità. Per Gesù questa persona merita la corda al collo o essere gettato nel fondo del mare. (iii) Gesù chiede di non lasciar entrare la routine nel vissuto del Vangelo, ma chiede di essere capaci di rompere i legami che ci impediscono di viverlo in pienezza.
  • Sono tre raccomandazioni che hanno molta attualità oggi per noi. In molte persone appartenenti alla chiesa cattolica cè la tendenza anti-ecumenica a rinchiudersi in se stessi, come se noi fossimo cristiani meglio degli altri. Nel mondo doggi, dominato dal sistema neoliberale, cè un disprezzo per i piccoli, ed infatti aumenta ovunque la povertà, la fame ed il numero di profughi e di abbandonati. Manca tra noi cristiani limpegno a vivere il Vangelo. Ma se noi, milioni di cristiani, vivessimo realmente il Vangelo, il mondo non starebbe come sta.
  1. b) Commento del testo:

Marco 9,38-40: La mentalità di chiusura. 

 

Qualcuno che non era della comunità usava il nome di Gesù per scacciare i demoni. 

Giovanni, il discepolo, vede e proibisce di farlo: Glielo abbiamo vietato, perché non era dei nostri. In nome della comunità Giovanni impedisce che un altro possa fare una buona azione! 

Per essere discepolo, lui pensava di avere il monopolio su Gesù e, per questo, voleva proibire che altri usassero il nome di Gesù per fare il bene. Era questa una mentalità chiusa ed antica del “Popolo eletto, Popolo separato!” Gesù risponde: Non glielo proibite! Chi non è contro di me è per me! (Mc 9,40). Per Gesù, ciò che importa non è se la persona fa o no parte della comunità, ma se fa o no il bene che la comunità deve fare. Gesù aveva una mentalità ecumenica.

 

Marco 9,41: Chi dà un bicchiere d’acqua riceve ricompensa. 

 

Una frase di Gesù è stata inserita qui: In verità vi dico: chiunque vi darà da bere un bicchiere d’acqua perché siete di Cristo, non rimarrà senza la sua ricompensa. Due pensieri per commentare questa frase: i) “Chi vi darà un bicchiere d’acqua”: Gesù si sta dirigendo a Gerusalemme per dare la sua vita. Gesto di grande donazione! Ma lui non dimentica i gesti piccoli di dono nella vita di ogni giorno: un bicchiere dacqua, una accoglienza, unelemosina, e tanti altri gesti con cui possiamo rivelare lamore. Chi disprezza il mattone, non costruisce mai la casa! ii) “Perché siete di Cristo”: Gesù si identifica con noi che vogliamo appartenere a Lui. Ciò significa che, per Lui, valiamo molto. Per questo, dobbiamo chiederci sempre: “Chi è Gesù per me?” ed è anche bene chiederci: “Chi sono io per Gesù?” In questo versetto incontriamo una risposta che ci dà coraggio e speranza.

 

Marco 9,42: Scandalo per i piccoli. 

 

Scandalo è ciò che devia una persona dal buon cammino. Scandalizzare i piccoli é essere motivo per cui i piccoli smarriscono il cammino e perdono la fede in Dio. Chi fa questo, riceve la seguente sentenza: “Corda al collo, con una pietra da mulino per essere gettato nel fondo del mare!” Perché tanta severità? Perché Gesù si identifica con i piccoli (Mt 25,40.45). 

Chi li tocca, tocca Gesù! Oggi, in molti luoghi, i piccoli, i poveri, molti di loro abbandonano la chiesa cattolica e le chiese tradizionali e vanno alle altre chiese. Non riescono più a crederci! Perché? Prima di accusare quelli che appartengono alle altre chiese è bene chiederci: perché se ne vanno dalla nostra casa? Se se ne vanno è perché non si sentono in casa con noi. Qualcosa deve mancare in noi. Fino a che punto siamo colpevoli. Meritiamo la corda al collo?

 

Marco 9,43-48: Tagliare mano e piede.

 

Gesù ordina alla persona di tagliarsi mano, piede e cavarsi locchio, se fossero motivo di scandalo. Dice: “É meglio entrare nel Regno di Dio con un piede (mano, occhio) che entrare nellinferno-Geenna con due piedi (mani, occhi)”. Queste frasi non possono essere prese letteralmente. Significano che la persona deve essere radicale nella sua opzione per Dio e per il Vangelo. Lespressione “Geenna (inferno), dove il loro verme non muore ed il fuoco non si estingue”, é unimmagine che indica una situazione della persona che rimane senza Dio. La Geenna era il nome di una valle vicino a

Gerusalemme, dove si gettava limmondizia della città e dove cera sempre un fuoco acceso che bruciava limmondizia. Questo luogo mal odorante veniva usato dal popolo per simboleggiare la situazione di una persona che non partecipava del Regno di Dio.  c) Ampliando le informazioni: 

Gesù accoglie e difende la vita dei piccoli 

Varie volte Gesù insiste nellaccoglienza da dare ai piccoli. “Chi accoglie uno di questi piccoli nel mio nome, accoglie me” (Mc 9,37). Chi dà un bicchiere dacqua ad uno di questi piccoli non perderà la sua ricompensa (Mt 10,42). Chiede di non disprezzare i piccoli (Mt 18,10). E nel giudizio finale i giusti saranno ricevuti perché dettero da mangiare a “uno di questi più piccoli” (Mt 25,40).

Se Gesù insiste tanto nellaccoglienza da dare ai piccoli, è perché molti piccoli non erano accolti! Infatti, donne e bambini non contavano (Mt 14,21; 15,38), erano disprezzati (Mt 18,10) e costretti al silenzio (Mt 21,15-16). Perfino gli apostoli impedivano che si avvicinassero a Gesù (Mt 19,13; Mc 10,13-14). In nome della legge di Dio, mal interpretata dalle autorità religiose, molte persone buone erano escluse. Invece di accogliere gli esclusi, la legge era usata per legittimare lesclusione.

Nei vangeli, lespressione “piccoli” (in greco si dice elachistoi, mikroi o nepioi), a volte indica “i bambini”, altre volte indica i settori esclusi della società. Non è facile discernere. A volte ciò che è “piccolo” nel vangelo, vuol dire “bambini”, perché i bambini appartenevano alla categoria dei “piccoli”, degli esclusi. Inoltre, non è sempre facile discernere tra ciò che viene dal tempo di Gesù e ciò che viene dal tempo delle comunità per le quali sono stati scritti i vangeli. Ma comunque, ciò che è chiaro è il contesto di esclusione vigente a quellepoca, e limmagine che le prime comunità avevano di Gesù: Gesù si mette dalla parte dei piccoli, e ne assume la difesa. Colpisce quando si vede tutto ciò che Gesù fa in difesa della vita dei bambini, dei piccoli: 

  • Accogliere e non scandalizzare. Una delle parole più dure di Gesù è contro coloro che causano scandalo ai piccoli, cioè, che con il loro atteggiamento tolgono ai bambini la fede in Dio. Per coloro sarebbe meglio mettersi una pietra al collo ed essere gettati nel profondo del mare (Mc 9,42; Lc 17,2; Mt 18,6).
  • Accogliere e toccare. Quando i bambini si avvicinano a Gesù per chiedere la sua benedizione, gli apostoli si infastidiscono e vogliono allontanarli. Secondo le norme dellepoca, sia le madri che i bambini piccoli, vivevano tutti praticamente in un permanente stato di impurità legale. Toccare voleva dire contrarre impurità! Ma Gesù corregge i discepoli, ed accoglie le madri ed i bambini. E li abbraccia. “Lasciate che i bambini vengano a me, non glielo impedite!” (Mc 10,13-16; Mt 19,13-15).
  • Identificarsi con i piccoli. Gesù abbraccia i bambini e si identifica con loro. Chi riceve un bambino, “riceve me” (Mc 9,37). “E tutto ciò che farete ad uno di questi piccoli, lo farete a me” (Mt 25,40).
  • Divenire come bambini. Gesù chiede che i discepoli diventino come bambini ed accettino il Regno come bambini. Altrimenti non è possibile entrare nel Regno (Mc 10,15; Mt 18,3; Lc 9,46-48). Lui indica che i bambini sono i professori delladulto! E ciò non era normale. Voliamo fare il contrario.
  • Difendere il diritto di gridare. Quando Gesù, entrando nella città di Gerusalemme, sono i bambini quelli che gridano di più: “Osanna al figlio di Davide!” (Mt 21,15). Criticati dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, sono difesi da Gesù ed invoca perfino la Scrittura per difenderli (Mt 21,16).
  • Ringraziare per il Regno presente nei piccoli. Lallegria di Gesù è grande, quando si rende conto che i piccoli, capiscono cose del Regno che lui annunciava alla gente. “Padre, io ti ringrazio!” (Mt 11,25-26) Gesù riconosce che i piccoli capiscono meglio le cose del Regno che i dottori!
  • Accogliere e curare. Sono molti i bambini ed i giovani che lui accoglie, cura o risuscita: la figlia di Giairo, di 12 anni (Mc 5,41-42), la figlia della Cananea (Mc 7,29-30), il figlio della vedova di Naim (Lc 7, 14-15), il bambino epilettico (Mc 9,25-26), il figlio del Centurione (Lc 7,9-10), il figlio del funzionario pubblico (Gv 4,50), il bambino dei cinque pani e dei cinque pesci (Gv 6,9).

Pregare con il Salmo 34 (33)

Un povero condivide con noi la sua fede  Benedirò il Signore in ogni tempo,  sulla mia bocca sempre la sua lode. Io mi glorio nel Signore,  ascoltino gli umili e si rallegrino.

Celebrate con me il Signore,  esaltiamo insieme il suo nome. Ho cercato il Signore e mi ha risposto  e da ogni timore mi ha liberato. Guardate a lui e sarete raggianti, non saranno confusi i vostri volti. Questo povero grida e il Signore lo ascolta,  lo libera da tutte le sue angosce. L’angelo del Signore si accampa  attorno a quelli che lo temono e li salva. Gustate e vedete quanto è buono il Signore;  beato l’uomo che in lui si rifugia. Temete il Signore, suoi santi,  nulla manca a coloro che lo temono. I ricchi impoveriscono e hanno fame,  ma chi cerca il Signore non manca di nulla. Venite, figli, ascoltatemi;  v’insegnerò il timore del Signore. C’è qualcuno che desidera la vita  e brama lunghi giorni per gustare il bene? Preserva la lingua dal male,  le labbra da parole bugiarde. Sta lontano dal male e fà il bene,  cerca la pace e perseguirla. Gli occhi del Signore sui giusti,  i suoi orecchi al loro grido di aiuto. Il volto del Signore contro i malfattori,  per cancellarne dalla terra il ricordo. Gridano e il Signore li ascolta,  li salva da tutte le loro angosce. Il Signore è vicino a chi ha il cuore ferito,  egli salva gli spiriti affranti.

Molte sono le sventure del giusto, 

ma lo libera da tutte il Signore. Preserva tutte le sue ossa,  neppure uno sarà spezzato.

La malizia uccide l’empio e chi odia il giusto sarà punito. Il Signore riscatta la vita dei suoi servi,  chi in lui si rifugia non sarà condannato.

Orazione Finale

Signore Gesù, ti ringraziamo per la tua Parola che ci ha fatto vedere meglio la volontà del Padre. Fa che il tuo Spirito illumini le nostre azioni e ci comunichi la forza per eseguire quello che la Tua Parola ci ha fatto vedere. Fa che noi, come Maria, tua Madre, possiamo non solo ascoltare ma anche praticare la Parola. Tu che vivi e regni con il Padre nell’unità dello Spirito Santo, nei secoli dei secoli. Amen.

 

 

 

 
 

 

Preghiera a San Michele Arcangelo, 
da recitarsi al termine della S. Messa

 

 

Il 13 ottobre 1884, al termine della celebrazione della S. Messa, Leone XIII udì una voce dal timbro gutturale e profondo che diceva: “Posso distruggere la tua Chiesa: per far questo ho bisogno di più tempo e di più potere” Il Papa udì anche una voce più aggraziata che domandava: “Quanto tempo? Quanto potere?”
La voce gutturale rispose: “Dai settantacinque ai cento anni e un più grande potere su coloro che si consegnano al mio servizio”; la voce gentile replicò: “Hai il tempo…” Profondamente turbato, Leone XIII dispose che una speciale preghiera, da lui stesso composta, venisse recitata al termine della S. Messa.

San Michele Arcangelo, difendici nella battaglia: sii tu nostro sostegno contro la perfidia e le insidie del diavolo.
Che Dio eserciti il suo dominio su di lui, te ne preghiamo supplichevoli.
E tu, o principe della milizia celeste, con la potenza divina,
ricaccia nell’Inferno satana e gli altri spiriti maligni i quali errano nel mondo per perdere le anime.
Amen.

 


 
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