Le Rivelazioni del Divino Amore – #16

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Le Rivelazioni del Divino Amore

 

LE SEDICI RIVELAZIONI

 

Sedicesima rivelazione

E dopo ciò il buon Signore mostrò nella notte seguente la sedicesima rivelazione, come dirò: questa sedicesima fu la conclusione e la conferma di tutte le altre
quindici.
Prima però è necessario che vi descriva qualcosa circa la mia debolezza, miseria e cecità.
Avevo detto all’inizio: “E all’improvviso mi fu tolta tutta la mia pena” e, in effetti, non ebbi da quella pena né sofferenza né malessere alcuno per tutta la durata
delle quindici rivelazioni.
Alla fine tutto si chiuse e io non vidi più nulla, e subito avvertii che avrei continuato a vivere.
E, immediatamente, ritornò la mia malattia, prima nella testa, con un suono e un grande fracasso, e all’improvviso tutto il mio corpo fu preso dalla malattia, come prima, e mi sentivo secca e inaridita come se avessi avuto solo uno scarsissimo conforto, e nella mia miseria, mi lamentavo penosamente per il dolore che sentivo nel mio corpo, e per la mancanza di conforto sia spirituale che fisico.
Venne allora da me un religioso e mi chiese come , e gli risposi che avevo delirato per tutto quel giorno.
Ed egli scoppiò a ridere forte e di cuore. E io dissi: “La croce che mi stava davanti, mi sembrava che sanguinasse copiosamente”.
A queste parole la persona a cui parlavo divenne tutta seria e rimase molto sorpresa.
E subito provai una grande vergogna e mi stupii della la mia sventatezza, pensai: “Quest’ uomo prende sul serio la minima parola che dico”, e cosi non dissi più nulla.
Volli confessarmi.
Ma non potevo dire la cosa a nessun prete, perché pensavo “come potrebbe un prete credermi se io, dicendogli che ho delirato, mostro di non credere in Dio nostro Signore?”.
Eppure nel momento delle visioni io credevo veramente che fosse Lui, e volevo e intendevo continuare a credere in Lui, sempre.
Ma come una stupida lasciai che la cosa mi uscisse dalla mente…
E nel sonno dall’inizio mi sembrò che il demonio mi prendesse alla gola, cacciando la sua faccia molto vicino alla mia, ed aveva il volto di un giovane, lungo e incredibilmente magro.
Non vidi mai niente di simile: il colore era rosso come una mattonella appena cotta, con macchie nere come lentiggini, più scure della mattonella; i capelli erano rossi come la ruggine, non tagliati davanti, con riccioli che ricadevano sulle tempie.
Ghignava verso di me con uno sguardo malizioso, e mi mostrava denti bianchi e così enormi che lo rendevano ancora più orribile. Non aveva né corpo né mani dalla forma normale, ma con le sue zampe mi afferrava per la gola e voleva impedirmi di respirare, e uccidermi, ma non poteva.
Questa orrenda visione l’ebbi mentre dormivo, a differenza di tutte le altre. Durante tutto questo tempo continuai a credere con fiducia di essere salvata e protetta dalla misericordia di Dio.
E il nostro cortese Signore mi fece la grazia di svegliarmi, ma ero più morta che viva.
Le persone che erano con me mi osservavano e mi bagnavano le tempie, e il mio cuore cominciò a sentirsi più forte.
Allora un filo di fumo entrò dalla porta con un grande caldo e una puzza orribile.
E allora dissi: “Benedicite Dominus! Sta andando tutto a fuoco qui?”.
E pensavo che fosse un fuoco materiale che ci avrebbe bruciati tutti.
Chiesi a quelli che erano con me se sentissero un qualche odore. Mi dissero di no, che non sentivano.
Dissi: “Sia benedetto Iddio!”, perché allora mi resi ben conto che si trattava del diavolo che era solo venuto per tentarmi..
Immediatamente tutto svani, e mi ritrovai in una grande quiete e pace, senza nessun dolore nel corpo o paura nella mente.
E allora Dio nostro Signore apri gli occhi del mio spirito e mi mostrò la mia anima nel mezzo del mio cuore.
Vidi che l’anima era cosi grande da essere come una Cittadella senza confini e un regno beato.
Dalle caratteristiche che aveva, compresi che era una gloriosa città, e in mezzo alla città sedeva nostro Signore Gesù, vero Dio e vero uomo, una persona bella e di alta statura, vescovo nobilissimo, re grande e maestoso
Signore gloriosissimo.
E lo vidi adorno di vesti splendide e magnifiche. Egli siede nell’anima, sempre uguale nella pace e nella quiete, e regge e governa il cielo e la terra e tutto ciò che esiste. L’umanità e la divinità siedono in pace, la divinità regge e governa senza strumento o sforzo alcuno. E l’anima è tutta immersa nella beata divinità, che è potenza sovrana, sapienza sovrana e sovrana bontà.
II posto che Gesù occupa nella nostra anima non sarà mai abbandonato da Lui, in eterno, a quanto vedo, perché egli ha in noi la dimora che più gli è familiare, e la sua abitazione eterna.
E in questo mi mostrò la gioia che gli viene dalla creazione dell’uomo.
Perché, come il Padre può fare una creatura, e come il figlio può fare una creatura, cosi lo Spirito Santo ha voluto che l’anima dell’uomo fosse creata, e cosi fu fatto.
E perciò la beata Trinità si rallegra eternamente di aver creato l’anima dell’uomo, perché essa vide fin dal principio ciò che l’avrebbe rallegrata senza fine.
Tutte le cose che egli ha fatto rivelano la sua sovranità, come mi fu fatto capire con l’esempio di una creatura che fu condotta a vedere la grande nobiltà e i regni che appartengono a un Signore.
E dopo che ebbe visto vari gradi di nobiltà inferiori a quella, fu spinta con meraviglia a cercare più in alto la nobile sede dove abita il Signore, poiché la ragione le faceva pensare che la sua dimora doveva essere nel luogo più degno.
E cosi io compresi veramente che la nostra anima non può trovare quiete in nessuna cosa che le sia inferiore…

E quando si eleva al di sopra di tutte le creature e giunge a se stessa, non pud ancora fermarsi nella contemplazione di se, ma tutto il suo contemplare è beatamente posto in Dio, che è il creatore, e che abita in essa, poiché la sua vera dimora è nell’anima dell’uomo.
È l’altissima luce e il luminosissimo splendore della città e l’amore glorioso di Dio nostro Signore, a quanto vedo. E cosa può farci gioire maggiormente in Dio, del vedere in Lui che Egli si rallegra in noi come nella più nobile delle sue opere?
Poiché io vidi nella medesima visione che se la Trinità avesse potuto fare l’anima dell’uomo migliore… Non sarebbe stata pienamente soddisfatta della creazione..
Ed Egli vuole che i nostri cuori siano potentemente elevati al di sopra della bassezza della terra e di tutte le vane inquietudini, e che ci rallegriamo in Lui..
Dio mi rivelò: “Sappi ora con certezza che quello che hai visto oggi non era un’allucinazione, ma accogli e credi alla visione, rimani in essa, ricavane conforto, confida in essa, cosi non sarai sconfitta” …
E questa parola “Tu non sarai sconfitta”, mi fu detta con somma decisione e grande forza, per infondere sicurezza e conforto contro tutte le tribolazioni a venire.
Egli non disse: “Tu non sarai disturbata, non sarai travagliata, non sarai inquietata”; ma disse: “Tu non sarai sconfitta”.
Dio vuole che prestiamo attenzione a questa parola, e ne ricaviamo una costante grandissima fiducia, sia nel benessere che nella desolazione, perché Egli ci ama e ci vuol bene, e cosi vuole che lo amiamo e gli vogliamo bene e abbiamo un’indomabile fiducia in Lui, e tutto sarà bene.
 
E subito tutto sparì e dopo ciò non vidi più nulla…
Dobbiamo avere tre specie di conoscenze: la prima è che conosciamo Dio nostro Signore; la seconda è che noi conosciamo noi stessi, cosa siamo per Lui nella natura e nella grazia; la terza è che conosciamo umilmente la situazione del nostro io nei confronti del peccato e della nostra debolezza.
Per quanto capisco, tutta la visione mi fu mostrata perché conoscessi queste tre cose…
Dio mi rivelò che abbiamo due specie di malattie.

Una è l’impazienza, o accidia, ed è quando sopportiamo con fatica i nostri travagli e le nostre pene. L’altra è la disperazione, o la paura piena di dubbi. Egli mi mostrò il peccato in generale, nel quale sono inclusi tutti i peccati; ma in particolare Egli mi mostrò solo queste due cose…
Come aiuto contro di essi, nostro Signore, Con grande dolcezza, mi mostrò la pazienza che Egli ebbe durante la sua crudele passione, e pure la gioia e il gaudio che Egli guadagnò per aver patito con amore.
E questo fu dato come esempio perché sopportassimo con gioia e serenità le nostre pene: questo dà un grande piacere a Lui ed è di infinito giovamento per noi…In questa conoscenza noi siamo terribilmente ciechi, poiché alcuni di noi credono che Dio è onnipotente e può far tutto…
Ma che Egli sia tutto amore, e che voglia davvero far tutto, questo non riusciamo a crederlo.
Questa ignoranza è, secondo me, l’ostacolo maggiore per chi ama il Signore…
L’amore, infatti, riempie la potenza e la sapienza di mansuetudine per noi, e quindi, come Dio nella sua cortesia dimentica il nostro peccato, dopo che ce ne siamo pentiti, cosi egli vuole che noi dimentichiamo il nostro peccato, anche per quanto riguarda il nostro stupido scoraggiamento e i nostri dubbi pieni di paure…
Se noi siamo spinti a essere più noncuranti circa la nostra condotta o la custodia del nostro cuore, perché siamo consapevoli del suo amore generoso, allora dobbiamo stare molto attenti a questo impulso.
Se dovesse sorgere in noi, è falso, e dobbiamo odiarlo decisamente, perché non somiglia affatto alla volontà di Dio.
E quando cadiamo per fragilità o cecità, il nostro cortese Signore ci sveglia con il suo tocco e ci protegge.
E allora Egli vuole che vediamo la nostra miseria e che umilmente la riconosciamo: ma non vuole che rimaniamo in questo stato d’animo, né che ci affanniamo troppo nell’autoaccusarci, né vuole che ci sentiamo troppo depressi per il nostro stato di miseria.
Vuole invece che spostiamo in fretta la nostra attenzione su di Lui.

 

 

 

 

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