Le Rivelazioni del Divino Amore – #15

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Le Rivelazioni del Divino Amore

 

LE SEDICI RIVELAZIONI

 

 Quindicesima rivelazione

 

Prima di quel tempo avevo una grande brama e un gran desiderio di essere liberata, per dono di Dio, da questo mondo e da questa vita.

Perché spesso vedevo l’afflizione che c’è qui, e la gioia e il benessere che ci sono lassù e se anche non ci fosse stata, in questa vita, al tra pena all’infuori dell’assenza di nostro Signore, mi sembrava talvolta che questo fosse più di quanto io potevo sopportare, e questo mi portava a lamentarmi e ad ardere dal desiderio; e inoltre, per la mia miseria, indolenza e stanchezza, perdevo il gusto di vivere e di lavorare come avrei dovuto.

A tutto questo, il nostro cortese Signore rispose per infondermi conforto e pazienza, e disse queste parole: “Improvvisamente sarai liberata da tutte le tue pene, da tutta la tua malattia, da tutte le tue inquietudini e da tutta la tua afflizione.

E giungerai quassù e avrai me come ricompensa, sarai ricolma di gioia e di felicità, e non proverai più alcuna specie di pena, né alcuna specie di malattia, né alcuna specie di dispiacere, né mancanza di volontà, ma gioia eterna e felicità senza fine.

Perché dunque dovrebbe pesarti il soffrire per un poco, dal momento che questa è la mia volontà e torna

a mio onore?”

E in queste parole “improvvisamente sarai liberata”, io vidi che Dio ricompensa l’uomo per la pazienza

che ha nel rispettare la volontà e l’ora di Dio, e che T’uomo allunga la sua pazienza per tutto il tempo dei

la sua vita, poiché non conosce il momento della sua morte.

Questo è un grande vantaggio, perché se l’uomo conoscesse la sua ora, non avrebbe pazienza fino a quel

giorno.

E, ancora, Dio vuole che fino a che l’anima è nel corpo, essa abbia l’impressione che in qualsiasi momento

possa essere portata via.

Perché tutta la vita e tutto il nostro languire qui è solo un istante, e quando saremo improvvisamente

tolti dalla pena e portati nella felicità, allora il dolore non sarà più niente. E in quel momento vidi un corpo

che giaceva per terra, un corpo che sembrava pesante e orrendo e senza contorno né forma, come se fosse una massa rigonfia di melma puzzolente.

E improvvisamente balzò fuori da questo corpo una bellissima creatura, un piccolo bimbo, perfetto di linee

e di forme, agile e vivace, e più bianco di un giglio, che rapidamente si librò leggero verso il cielo.

La massa rigonfia del corpo significa la grande miseria della nostra carne mortale: la piccolezza del bimbo

Significa la chiarezza e la purezza della nostra anima.

E pensai: in questo corpo non rimane niente della bellezza di quel bambino, e nel bambino non rimane niente della lordura di questo corpo.

È una grande beatitudine per l’uomo essere tolto dalla pena, più che se la pena fosse tolta dall’uomo, poiché se la pena fosse tolta da noi potrebbe tornare ancora. In vero è una consolazione sovrana e una contemplazione beatissima, per un’anima che ama, il sapere che saremo strappati alla pena…

È volontà di Dio che noi accogliamo le sue promesse il suo conforto nella misura più larga e più grande

possibile; e vuole anche che noi accettiamo i nostri indugi e le nostre desolazioni nel modo più leggero possibile, trattandoli come cose da niente.

Poiché quanto più tranquillamente li accettiamo, o quanto meno importanza diamo loro per amore di Lui tanto meno sofferenza ne avremo quando li sperimentiamo, e tanto più ringraziamento e ricompensa ne ricaveremo.

E questo Egli lo rivela per far sì che lo amiamo, lo gustiamo e non temiamo niente altro che Lui.

Poiché è sua volontà che noi sappiamo che tutto il potere del nostro nemico è chiuso nelle mani del nostro

amico, e perciò, l’anima che sa con certezza queste cose non temerà nessun altro all’infuori di Colui che essa ama. Tutte le altre paure essa le colloca tra le passioni, le malattie fisiche e le immaginazioni.

Perciò, anche se ci troviamo in una pena, un’inquietudine e un’afflizione cosi grandi che ci sembra non ci

Sia possibile pensare a niente altro se non allo stato in cui ci troviamo o che sperimentiamo, cerchiamo appena possibile di passar sopra a queste cose e di ritenerle

come fossero niente.

E perché?

Perché Dio vuole essere conosciuto.

E se lo conosciamo e lo amiamo e abbiamo un timore riverente di lui, allora troveremo la pazienza ed entreremo in una grande quiete. E tutto quello che egli fa dovrebbe essere per noi fonte di grande gioia, e questo nostro Signore lo rivelò quando disse: “Perché dovrebbe pesarti il soffrire un poco, dal momento che questa e la mia volontà e torna a mio onore?”.

Ora vi ho parlato di quindici rivelazioni, come Dio si è degnato affidarle alla mia mente, rinnovate da illuminazioni e tocchi che spero siano del medesimo Spirito che me le ha rivelate tutte.

Di queste quindici rivelazioni la prima cominciò al mattino presto, verso le quattro, e tutte durarono, succedendosi con ordine, in modo bellissimo e tranquillo, una dopo l’altra, fino alle tre del pomeriggio o più tardi.

 

 

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