(Lc 18,9-14) Il pubblicano tornò a casa giustificato, a differenza del fariseo.

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“L’uomo guarda l’apparenza, il Signore guarda il cuore” (1Sam 16,7).

Il fariseo nella sua preghiera sembra non abbia bisogno di salvezza. È a posto con sé e con gli altri. In fondo fa un monologo con se stesso, con Dio non scambia neppure una parola.

In fondo al tempio, la preghiera del pubblicano, cioè di un peccatore. Si batte il petto chiedendo sinceramente perdono. Egli parla con Dio.

Il fariseo è l’uomo dell’autosufficienza, che cerca incenso più che benedizioni. Il pubblicano è l’uomo umile e perciò autentico: sa di aver bisogno di misericordia perché peccatore e fragile. La sua preghiera, quella che più commuove il Padre, è oggi chiamata Preghiera del cuore. Un vero regalo di Gesù insieme al Padre nostro!

da un commento alla Liturgia a cure dell’Eremo San Biagio

Vergine Maria, Madre della Redenzione,

Angeli, Santi, insegnateci la vera umiltà

sito web L’Oasi di Engaddi

www.oasidiengaddi.it

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