La solitudine e la metafisica

La solitudine e la metafisica

Da un certo punto in poi della mia vita, considerai che dovevo ringraziare la metafisica, perchè mi permetteva di riuscire a stare in un universo immenso, in una realtà che non sappiamo definire in modo certo. Nell’Enciclopedia Treccani, la metafisica viene così definita:

“Branca della filosofia che, tradizionalmente, mira a individuare la natura ultima e assoluta della realtà al di là delle sue determinazioni relative, oggetto delle scienze particolari.”

Per gli studiosi, si riassume nello studio dell’Essere.

Secondo Aristotele: “ la metafisica studia le cause ed i principi primi, studia l’essere in quanto essere, studia la sostanza, studia Dio e la sostanza immobile ”

Insomma, per vivere in questo mondo bisogna avere un terreno stabile, una roccia su cui poggiare, uno scoglio a cui aggrapparsi, così come dice Don Giussani a proposito del salto nel vuoto in montagna, verso la persona che ci tende la mano per superare un dirupo. Questa era l’esperienza del gruppo, esperienza che sta diventando sempre più reattiva, come le frasi gridate al vento esaltando come “di ferro” la propria classe, oppure, come han fatto le generazioni presenti, trovare difetti in quelli venuti prima, per segnalare le positività della propria. Boomer, millennial, generazione Z, ecc. ecc. Graham Nash (con Crosby, Stills e Young) negli anni sessanta cantava “Teach your children” condannando la generazione che portò alla seconda guerra mondiale…

In un post che scrissi su un altro blog personale che avevo, e che riproporrò, parlavo di una visita a Solferino, nell’Ossario delle guerre ottocentesche, dove era appesa una bandiera dalla classe 1870, in visita ai caduti di allora. Anch’essi sono poi andati, così come se ne andò Lazzaro, nonostante in miracolo di Gesù che lo riportò in vita.

La nascita delle piattaforme oggi chiamate social, sembravano alla nascita, un possibile ponte per unire le persone sparse nel globo, andando a far sentire gli utilizzatori dei neo-newtoniani, pur senza sapere cosa c’era nella scatola elettronica, o nelle righe di codice che compongono la danza binaria.

Non hanno sortito nessun effetto di unione sociale attiva. Ognuno è perso nei suoi problemi, che altri chiamano croci, ed altri cercano di godersi l’attimo fuggente, stordendosi come può e con tutto ciò che serve allo scopo.

Un pollo non pensa, non può pensare, deve nutrirsi, fino a quando una mano lo preleverà per porre fine alla sua esistenza. L’uomo in genre fa la stessa cosa, con la differenza che sa benissimo che tutto questo ha un termine.

C’è bisogno di qualcosa che unisca la terra al Cielo, che rompa questo muro immanente che sta soffocando, come un serpente costrittore, questa umanità sotto incantesimo.

da it.aleteia.org: Come spiegare lo Spirito Santo a un bambino? (aleteia.org)

 Lo Spirito Santo ha un ruolo speciale nella storia perché è colui che viene inviato perché sia la nostra guida.

Riuscite a ricordare qualche esempio nella Bibbia che mostri il modo in cui lo Spirito Santo realizza la sua missione come Persona della Trinità inviata per aiutarci?

Nell’Antico Testamento:
    Lo Spirito Santo ha ispirato gli scrittori umani dell’Antico Testamento perché questo fosse veramente la Parola di Dio.
    Ha dato ai profeti le parole con cui poter predicare al popolo di Israele. Come afferma San Pietro, “poiché non da volontà umana fu recata mai una profezia, ma mossi da Spirito Santo parlarono quegli uomini da parte di Dio” (2 Pietro 1:21).
    Quando Mosè fece uscire gli israeliti dalla condizione di schiavitù in Egitto, erano guidati dallo Spirito Santo. Nell’Esodo si legge: “Il Signore marciava alla loro testa di giorno con una colonna di nube, per guidarli sulla via da percorrere, e di notte con una colonna di fuoco per far loro luce, così che potessero viaggiare giorno e notte” (Esodo 13:21-22).

Nel Nuovo Testamento:
    Prima che Gesù tornasse in Cielo nella sua ascensione, disse ai discepoli che lo Spirito Santo sarebbe rimasto con loro (e con noi!): “Io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Consolatore perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito di verità che il mondo non può ricevere, perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete, perché egli dimora presso di voi e sarà in voi” (Gv 14:16-17).

 

Remo Rosati

 

L’autore Remo Rosati rivendica i diritti sui testi riportati nel sito a sua firma

Print Friendly, PDF & Email