La prima Quaresima anti hi-tech_”A digiuno di sms, tv e iPod”_

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quaresima anti hi-tech

Qualche anno fa una singolare proposta di digiuno insolito è stata avanzata dal Vescovo di Modena.

Ecco l’ articolo del tempo.

La prima Quaresima anti hi-tech

“A digiuno di sms, tv e iPod”

E’ una vera e propria “fuga dall’Egitto dei desideri superflui”.

La Quaresima anti-consumista e il digiuno non tradizionale, ecco le sorprese della Pasqua cattolica di quest’anno. Sono una mezza dozzina, ma tendono ogni giorno a crescere, le diocesi in cui i fedeli si sentono raccomandare dal pulpito l’astinenza non dalla carne, ma dal cellulare, dall’iPod, dalla tivù, dall’automobile, dall’acqua minerale. A Modena il vescovo Benito Cocchi, con l’appoggio di Azione cattolica e degli scout dell’Agesci, lancia il No-sms day: rinunciare ai “messaggini” tutti i venerdì di Quaresima. Per “tornare a comunicare, invece di komunikare”.

Proposta di sobrietà, recupero di relazioni umane contro le relazioni virtuali. Scelta un po’ sorprendente, considerato che quaranta chilometri più in là, a Bologna, c’è un cardinale, Carlo Caffarra, che da tempo va sperimentando una evangelizzazione giovanile proprio attraverso gli sms: lui parla in diretta televisiva e i ragazzi da casa gli mandano domande con i messaggini. Ma quello di Modena non è esattamente un digiuno anti-tecnologico.

Dietro la scelta di frenare la corsa alla komunikazione c’è anche un motivo più stringente e “politico”: il coltan. Minerale utilizzato per la costruzione dei cellulari, “all’80% viene dal Kiwu, regione del Congo in cui è in corso una guerra civile che ha causato 4 milioni di morti in 10 anni”, spiega Francesco Panigadi del Centro missionario modenese, da cui è partita l’idea: quasi una quaresima da boicottaggio terzomondista. Lanciato pochi giorni fa, il digiuno sms è già stato rilanciato dalla diocesi di Bari attraverso la sua TeleDehon, poi ripreso da quella di Pesaro.

Il patriarcato di Venezia invece ha scelto come bersaglio l’acqua, quella minerale imbottigliata: “Un gesto semplice: apriamo il rubinetto” è lo slogan, distribuzione di caraffe gli strumenti. Qui la quaresima si fa ecologista, e non nasconde di aver preso in prestito l’idea dalla campagna “Imbrocchiamola!” lanciata dal mensile Altreconomia. Un giovane parroco di Rivoli ha distribuito ai ragazzi del catechismo un drappo nero per coprire la televisione da qui a Pasqua, come “fioretto” penitenziale.

La diocesi di Trento propone addirittura un intero calendario liturgico di astinenze insolite, una per ogni domenica quaresimale: digiuno dall’auto, digiuno dal virtuale (niente Facebook, niente mp3), digiuno dallo spreco (non gettare cose riciclabili, niente cicche né chewing-gum per terra), digiuno dall’alcol e perfino (ma come si farà?) “digiuno dall’egocentrismo”. Per l’arcivescovo Luigi Bressan è il modo giusto di rispondere al richiamo del Papa al digiuno come “arma spirituale per lottare contro ogni attaccamento disordinato a noi stessi. Ognuno scelga una forma, accanto a quelle richieste dalla Chiesa”.

A pensare che quaresima sia solo sostituire il pesce alla carne dev’essere rimasta solo la zelante assessora del comune di Roma che ha tolto d’autorità le bistecche dai menù del venerdì in tutte le mense scolastiche (dimenticando che la Chiesa non impone, anzi sconsiglia, il digiuno ai minori di 14 anni).

“Non è quella, oggi, la pratica di rinuncia che può farci migliori”, sorride don Gianni Fazzini, direttore dell’originale Ufficio pastorale per gli stili di vita della diocesi di Venezia, il primo nel suo genere. E’ questo nuovo “pensiero della sobrietà”, a cavallo tra fede ed ecologia della sostenibilità, che sta dietro la sorpresa delle quaresime anomale.

“La nuova idea di digiuno è una rinuncia individuale che si fa strumento di cambiamento collettivo. E’ una reazione alla crisi economica: cambiare le scelte di consumo è la nostra risposta al disastro dell’economia, oltre che una precisa responsabilità del cristiano per la salvaguardia del Creato”.

Le venti diocesi che hanno seguito l’esempio che arriva da Venezia si sono incontrate la settimana scorsa a Padova, e hanno dato vita a una rete che promette nuove iniziative. Per l’ambientalismo laico sempre più in crisi, potrebbe essere una imprevista e gradita Pasqua di Resurrezione.

“Il digiuno anche se per un giorno è uno strumento per ricordarci che le nostre azioni, i nostri stili di vita hanno ricadute in contesti geograficamente lontani. È questo il significato delle proposte per una Quaresima differente e alternativa a un pietismo autogratificante fine a se stesso che offende la stessa religiosità.

In questa linea nel 2007 la diocesi di Trento scelse un digiuno dall’uso dell’automobile, mentre a Venezia si optò per la scelta di rinunciare all’acqua in bottiglia a favore dell’acqua naturale dei nostri rubinetti casalinghi.

Quest’anno noi di Tele Dehon, con alcune realtà ecclesiali e testate giornalistiche attente ai problemi dello sviluppo, proponiamo nei venerdì di Quaresima il “No SMS Day”.

Le nostre dita corrono veloci sulla tastiera del telefonino. Cambiamo i nostri cellulari a ripetizione, alla ricerca di un modello con nuove – spesso inutili – funzioni. Le nostre dita corrono su un minerale, il coltan, fondamentale per la tecnologia di telefoni, computer, videogiochi, satelliti e missili. Le nostre dita non pensano al viaggio che questo minerale compie: nel mondo l’80% del coltan proviene dalla regione orientale del Congo, il Kivu, dove una guerra civile ha causato oltre 4 milioni di morti negli ultimi dieci anni.

L’estrazione e il commercio di questo minerale da parte di potenti multinazionali occidentali finanzia e alimenta la guerriglia”. Noi di Tele Dehon quindi per quest’anno rilanciamo la proposta di un digiuno particolare: nei venerdì di Quaresima tutti sono invitati a rinunciare all’uso degli SMS. Un piccolo modo per sottolineare che le nostre dita sul telefonino contribuiscono a scrivere la storia di morte di milioni di vite in Congo e per ricordare l’importanza di relazioni concrete e non virtuali con gli altri: per riscoprire la bellezza dell’incontro”.

Elia Ercolino
direttore di Tele Dehon

 Menù del digiuno

MENU’ DEL DIGIUNO

(per il Mercoledì delle Ceneri e i Venerdì di Quaresima)
Antipasto di Canti meditativi
(lo chef consiglia un Inno allo Spirito Santo)

Primi Piatti
Versetti di Sacra Scrittura
(lo chef suggerisce Ezechiele 37,12-14)

Secondi Piatti
Trancio di Salmo
(lo chef suggerisce Salmo 86)

Sorbetto di Canto

Passo di Vangelo
con contorno di deliziosi minuti di silenzio
(consigliato un: Giovanni 6,35-40)

Frutta
Buffet di Intercessioni Spontanee
alternate da un canone cantato
(suggerito “In Manus tuas, Pater” dei Fratelli di Taizè)

Dessert

Padre Nostro servito a mani strette
(si consiglia di chiudere il pasto con un Canto Mariano)

Buon cammino di Quaresima ! 

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