La devozione al­la Madonna di Santa Teresina di Lisieux_Raccolta di pensieri e aneddoti_

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maggio con maria teresina

«Noi siamo più felici della Madonna, perché… Lei non ha avuto una Santa Vergine da amare!…».

Questa uscita deliziosa di santa Teresina non dovrebbe lasciarci indifferenti. È talmente bella e sorprendente! Ci fa comprendere in un baleno l’incanto dell’amore alla Ma­donna. Ci fa capire in un attimo di quale felicità noi siamo privi, senza la devozione alla Madonna.

Santa Teresina chiamava la Madonna: «La Regina del mio cuore». E noi dobbiamo avere la devozione al­la Madonna perché Ella è la nostra Regina, ed è do­vere dei sudditi, amare, venerare e lodare la propria Regina.

C’è una graziosa poesia in cui santa Teresina de­scrive l’impressione felice che provava pensando a questa dolce realtà: Gesù e Teresa sono figli della stessa Madre… Questa è la nostra felice condizione, il no­stro felice dovere: imitare Gesù nel suo essere figlio di Maria.

Santa Teresina scrisse il suo ultimo biglietto prima della morte, con questo delizioso pensiero tutto ma­riano: «O Maria, se io fossi la Regina del cielo e voi foste Teresa, vorrei essere Teresa affinché voi foste la Regina del Cielo!!».

La mamma di santa Teresina ci racconta un grazio­so episodio sulla sua santa figlia: «La piccola Teresa mi domanda un giorno se essa andrebbe in Paradiso. “Sì, se sei gentile, se sei buona” – le risposi. “Ah! mamma – ripre­se allora – se io non fossi gentile, se non fossi buona an­drei dunque all’inferno? Ma, so bene io ciò che farei allora, prenderei il volo con te mentre vai in cielo, poi tu mi terre­sti ben stretta fra le tue braccia. Come farebbe, allora, a prendermi il buon Dio?…”. Lessi nel suo sguardo che essa era persuasissima che il buon Dio non poteva nulla contro di lei se stava fra le braccia della mamma».

Santa Teresina,  già a cinque anni di età amava ornare di fiori l’altarino della Madonna in casa sua

Santa Teresina diceva di voler «passare il giorno della vita nascosta con Gesù sotto il velo di Maria». E realmente dovette vivere assorta nella Madonna, fin da piccola, se quella volta che fu condotta a visitare Parigi, l’unica cosa che ricordava della meravigliosa città era il tempio di «Nostra Signora delle vittorie».

Santa Teresina si offri «vittima dell’amore misericor­dioso» per le mani di Maria; e prima di scrivere la «Storia di un’anima» si inginocchiò dinanzi a Lei, supplicando di tenerle la mano «perché neppure una sola riga da me scritta non le torni accetta».

Santa Teresina ha diverse ricorrenze mariane per la sua vita religiosa: entra al Carmelo nella festa dell’Annunziata; diviene Sposa di Gesù nella festa della Natività di Maria; riceve il Viatico nella festa della Madonna del Carmine.

Santa Teresina fin da piccina si fece apostola della Medaglia miracolosa; e da grande scriverà ella stes­sa: «Se io fossi stato sacerdote, come avrei parlato bene della Madonna…». Questo desiderio di santa Teresina ci fa ricordare l’amore fervido dei Santi sacerdoti nel donare la Madonna alle anime.

Santa Teresina, nel suo trasporto verso la Beata Vergine, si era tracciato un programma di vita tutto «ricalcato sulle orme di Maria»; si considerava la sua bambina, e sarà ella a scrivere che «ordinariamente i bambini assomigliano alla loro mamma».

La terza forma di consacrazione si ispira all’offerta di santa Teresina come vittima dell’Amore misericor­dioso di Gesù, ed esprime soprattutto l’immolazione totale di sè per Iddio come olocausto dell’amore misericordioso di Maria.

Santa Teresina fin da piccola si rivelò ingegnosa apostola della Medaglia miracolosa. C’era in casa sua una domestica incredula che non voleva sentir parla­re di religione; ebbene, la piccola Teresa tanto fece che riuscì a farle prendere la Medaglia miracolosa con la promessa di portarla al collo fino alla morte. In un’al­tra occasione, stando gli operai a far lavori in casa, la piccola Teresa si industriava a mettere la Medaglia miracolosa nelle tasche delle loro giacche appese.

 

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