La cipollina

Ho ascoltato, durante l’ultima Messa Festiva, un’omelia incentrata su (Lc 16,19-31) , la parabola di Lazzaro ed il ricco epulone. Confesso che non capita spesso di essere colpiti da qualche predica sulla Parola di Dio, molte volte è un sentirsi ripetere quanto letto poco prima. Quando la luce sulle Sacre Scritture illumina anche il nostro cuore, ci rendiamo conto per quante vie la Verità giunga a noi, vie sempre nuove e sorprendenti. Nel raccontare di Lazzaro e del ricco epulone, è stata letta una favola citata in un romanzo che ho sempre apprezzato, di un autore russo: Fyodor Dostoevsky. Ho pensato di far leggere anche a voi tale racconto. Il tema è sul primo e secondo tempo della vita, qui e nell’aldilà.

Buona lettura!

La cipollina

Tratta dal romanzo “I fratelli Karamazov” di Fyodor Dostoevsky

«Vedi, Alëšeèka», e Grušen’ka si rivolse a lui con una risatina nervosa, «mi stavo vantando quando dicevo a Rakitka di aver dato la mia cipollina anche io, ma con te non mi vanto, a te parlerò con un altro scopo. È soltanto una favola, ma è una bella favola, l’ho sentita quando ero piccola, dalla mia Matrëna che adesso mi fa da cuoca. È così: “C’era una volta una donna cattiva cattiva che un giorno morì. E dietro di sé non lasciava nemmeno una buona azione. I diavoli la afferrarono e la lanciarono nel lago di fuoco. Ma l’angelo custode della donna si mette a pensare: ‘che buona azione posso ricordare per dirla a Dio?’ Se ne ricordò una e la riferì al Signore: ‘una volta strappò una cipollina dal suo orticello e la diede a una mendicante’. Allora Dio gli rispose: ‘prendi anche tu quella stessa cipollina, allungala verso di lei nel lago, fa’ in modo che lei ci si aggrappi per tirarla fuori: se riesci a tirarla fuori dal lago, che vada pure in paradiso, ma se la cipolla si strappa, che la donna rimanga lì dov’è’. L’angelo corse dalla donna, le allungò la cipollina e le disse: ‘Aggrappati e io ti tirerò fuori’. E cominciò a tirarla piano piano e l’aveva tirata fuori quasi tutta, quando gli altri peccatori che erano nel lago videro che la stavano tirando fuori e cominciarono tutti a tentare di afferrarla, in modo da essere tratti in salvo anche loro. Ma la donna cattiva cattiva cominciò a scalciare: ‘Stanno tirando me e non voi, la cipollina è mia, non vostra’. Non aveva ancora finito di dirlo che la cipollina si spezzò. La donna ricadde nel lago ed è ancora lì che brucia. E l’angelo scoppiò a piangere e andò via”. Ecco, è questa la favola, Alëša, l’ho imparata a memoria, perché anche io sono come quella donna cattiva cattiva.

 

Remo Rosati

 

L’autore Remo Rosati rivendica i diritti sui testi riportati nel sito a sua firma

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