La bontà

La bontà

I sentimenti son qualcosa di difficile interpretazione dal di fuori e forse per questo vengono spesso usati (salvo chi profuma di santità), come dei vestiti da mettere e togliere secondo le circostanze.

Del resto, guardando le interviste ai vicini di qualche persona arrestata per fatti spiacevoli, generalmente si tratta, a loro dire, di brave persone, pacifiche e gentili.

Così come, seguendo le correnti etiche attuali, essere una buona persona non è un fatto oggettivo ma è un aderire a tali idee, le quali offrono tanti vantaggi nei rapporti interpersonali.

Sono situazioni che tutti sperimentiamo; personalmente le ho provate sia da ragazzo, quando seguivo idee politiche di sinistra ma anche quando mi sono riavvicinato, ancora giovane, al Cattolicesimo.

Così vien sovente da chiedermi come si possa essere buoni quando in sostanza sei solo nell’universo, quando ciò che ti aspetta è qualche sofferenza, qualche dolore, la vecchiaia e poi la morte, e tutto quel che vi è di contorno nel passaggio, sembrano come oasi che si incontrano sul cammino nel deserto.

Ne convengo che non si può essere naturalmente buoni, senza qualcosa che intervenga a porci in tale stato. Certo verrebbe da pensare che sia un aiuto esterno, come chi beve o fa uso di stupefacenti.

E’ difficile spiegare tali questioni senza far ricorso alla teologia, al Catechismo della Chiesa Cattolica che, ormai son cose ad uso personale, come vorrebbero coloro che mostrano solo le cose negative, che si renda la religione un fatto esclusivamente personale, che non vada ad impicciarsi delle cose del mondo.

Quindi, ditemi, come possono le persone essere buone?

Lo sono con i familiari, con gli amici, con i parenti, con gli appartenenti al proprio clan?

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Avete inteso che fu detto: “Amerai il tuo prossimo” e odierai il tuo nemico. Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano, affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli; egli fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti.
Infatti, se amate quelli che vi amano, quale ricompensa ne avete? Non fanno così anche i pubblicani? E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani?
Voi, dunque, siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste».

Mt 5, 43-48

Noi non siamo buoni, solo Dio è buono (Mc 10,17-30), e non possiamo pianificare certe cose, innanzitutto dobbiamo, con umiltà, lasciare, offrendo la nostra volontà, che le cose facciano il loro corso in noi, senza in questo avere idee di qualche processo simile a quelli che gli uomini spiegano in modo scientifico.

E’ indubbio che le cose che ci fanno stare meglio, che ci donano pace, lo sono quando spontaneamente e senza calcolo, facciamo qualcosa di buono ed utile per qualcuno.

Il resto è solo acqua in cui far specchiare il nostro Narciso.

 

Remo Rosati

 

L’autore Remo Rosati rivendica i diritti sui testi riportati nel sito a sua firma

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