In attesa della nuova scena

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In attesa della nuova scena

Hai viaggiato tutto il giorno, se per giorno intendi la vita vissuta finora, sui binari della storia, un progresso continuo nel quale, pensavi, gli ultimi sarebbero stati un giorno quelli che avrebbero guidato il mondo, assorbendo le restanti classi, a quel punto ormai anacronistiche.

Questa è un’idea come altre, tipo quella teologica sulla Provvidenza di Dio ed il Cammino della Chiesa nella storia, fino al suo ultimo esplicarsi.

Ognuno aveva le sue storie, i suoi amori, le proprie amicizie, le proprie avventure esistenziali, tutte utili alla crescita verso un futuro che la scienza un giorno avrebbe reso illimitato nella singola vita umana.

Tutte queste teorie, escluse quelle nichiliste, fungevano da corrimano, da strada maestra, arricchita di cartelli indicatori.

Le singole vite erano importanti dentro questo disegno del fiume della storia. Sentirsene partecipe, come cosa più importante del proprio nutrirsi, respirare, camminare, dava senso alla propria vita e tutti coloro che usavano la ragione, dovevano dialetticamente, agendo di conseguenza, attenersi a questa ragione.

Poi, di cosa in cosa, ci si ritrova in un tempo in cui, l’azione nichilista, contaminando le varie tesi storiche in corso, mostrava, a chi sapeva osservare, il suo vero volto, stringendo d’assedio la corrente sulla quale poneva il proprio interesse sgretolatore.

Così oggi, la gran parte dell’umanità vive imbevuta della cultura senza scopo, del vivere come si vuole e finché si può.

Anche coloro che vivono con le idee che seguono un senso nella vita, spesso sono sotto pressione per quanto li circonda, di come il modo di pensare camaleontico, dettato dal narcisismo personale, dall’egoismo asserviti al disfacimento della società umana, anche se ufficialmente hanno a cuore le sorti dell’uomo.

Persino le guide dell’umanità, anche quelle religiose, e spesso sembra proprio tutte, nella gran parte della loro consistenza, pare abbiano come riferimento le critiche che vengono loro da questo progressismo nichilista.

Costruire, o ricostruire un uomo, pur non sapendo chiaramente cosa sia un uomo, quale la sua grandezza, quale la dignità, gli abissi dell’anima, in alto, come in basso.

Finire per esser nulla senza nemmeno aver saputo chi siamo, giocando passivamente una partita: pedone inconsapevole del “gioco” in corso. Come quel gabbiano che vedevo volare ignaro, posandosi su un lampione del ponte sul fiume, mentre sotto gli uomini mettevano in scena la disputa tra religioni, razze, culture: un uomo morto a terra ed un piccione che cerca cibo nell’acqua trasparente.

Così è la nostra vita attuale, in attesa del terzo tempo, dove scambiandosi convenevoli tutti da concepire, gli uomini e gli angeli prenderanno il loro posto nella nuova scena.

 

Remo Rosati

29 Novembre 2019

 

 

L’autore Remo Rosati rivendica i diritti sui testi riportati nel sito a sua firma

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