ESERCIZI PREPARATORI alla Consacrazione a Maria SS. #28

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Servo di Dio B. SILVIO GALLOTTI
ESERCIZI PREPARATORI alla Consacrazione a Maria SS.
PROPAGANDA MARIANA
CASA MISSIONE CASALMONFERRATO (Alessandria)

VIII. La Consacrazione

Giunti al momento di fare la nostra consacrazione solenne, irrevocabile a Gesù Sapienza incarnata, per le mani di Maria, io mi sento stimolato a dire ancora all’anima, che mi ha seguito, qualche parola allo scopo di aiutarla a rendersi ben conto dell’importanza dell’atto che sta per compiere. Ciò interessa non solo questo primo atto di Consacrazione, ma tutti gli atti successivi, che sono utilissimi, necessari anzi. Questa, prima Consacrazione a Maria, infatti, ha da essere come il principio e il preludio di numerose consacrazioni successive, a cui si sentirà portata, secondo che si sarà mantenuta fedele alla prima.
Intendo appunto iniziare alquanto l’anima a questa consacrazione continua, o meglio, a questa vita di consacrazione a Maria, presentandole anche, per meglio aiutarla, qualche esercizio pratico di essa.

Alle anime che hanno la fortuna di essere già da tempo iniziate alla Vera Devozione, ricordo che, se fedeli alle raccomandazioni del Montfort, ripeteranno ogni anno, e anche più di spesso, almeno in compendio, gli Esercizi del mese, ne caveranno sempre vantaggio e riceveranno aiuto di volta in volta sempre più abbondante a percorrere la loro via e a toccare la méta.

1. Per Mariam ad Jesum sulla via della rinuncia.

– Noi siamo tanto più santi e perfetti quanto più siamo uniti a Cristo e rivestiti delle sue virtù; perciò l’unione nostra con Lui, a cui tutti ci vogliamo ora consacrare per mezzo di Maria, sarà più o meno perfetta a seconda della nostra somiglianza con Lui.
Ora, appunto per effettuare in noi questa somiglianza nel tempo più breve possibile e nel modo più perfetto noi ci diamo alla Madonna in qualità di suoi schiavi. Quanto più e meglio ci abbandoneremo a Maria e lo, lasceremo libera di disporre di noi, tanto più Ella lavorerà intensamente a conformarci a Colui che è l’unico Modello propostoci dal Padre.
Se ogni volta che ne proveremo maggior bisogno, soprattutto quando scopriamo sempre meglio la nostra miseria che tanto ci rende dissimili dal nostro divino Modello, saremo pronti a gettarci con fiducia fra le braccia materne della Madonna e le rinnoveremo l’offerta totale, incondizionata di noi stessi, riusciremo a spogliarci del nostro io e toglieremo l’ostacolo che si oppone alla nostra unione con Nostro Signore.

Col ripetere, senza stancarci, questi spogliamenti tanto necessari, le tenebre, che da principio ci accecavano, andranno man mano diradandosi, così che non ci sarà più molto difficile il contemplare, collo sguardo nostro fatto puro, quel bel raggio di celeste Sapienza che traluce tanto bene dalla Madonna e che dovrà essere d’ora innanzi la norma fedele e infallibile di tutta la nostra condotta.
Più ripeteremo la nostra Consacrazione a Maria e più Ella ci consacrerà all’Eterna Sapienza, la quale diverrà alla fine per noi l’unica regola della nostra vita, l’unico punto di mira, l’unico nostro riposo, la nostra vera pace; pace che diviene per l’anima come un raggio dell’eterna pace in Dio, poiché l’anima, avvicinandosi alla Verità e rientrando nell’ordine da Dio stabilito, comincia a gustare la Vita di Dio stesso.

Così noi dunque potremo, con una perfetta rinuncia e un totale annientamento in Maria e per Maria, far vivere Gesù Cristo in noi e rivestirei delle virtù del suo Cuore. Che se un’anima volesse far vivere Dio in sé e non fosse disposta a morire a se medesima, o avesse la pretesa di rivestirsi dell’«Uomo nuovo» senza spogliarsi dell’«uomo vecchio» vorrebbe l’impossibile.

Sono questi i beni, le consolazioni e la pace che la Madonna procura ai suoi fedeli schiavi d’amore; ma a questo prezzo soltanto. Se ce ne aspettassimo altri da Lei, o per altro mezzo, ci troveremmo ingannati. Che se qualche volta, sul principio della nostra vita di dipendenza da Maria, Ella sembra quasi adattarsi alla nostra ricerca di consolazioni spirituali sensibili, alla tendenza nostra tanto naturale all’ozio, all’accidia, lo fa per guadagnarci a Sé.
Siamo però certi che non appena ci avrà sicuramente fra le mani, non tarderà a cominciare quel lavoro di purificazione e di spogliamento, per non dire di scorticamento, come si esprime il Santo di Montfort, che ci dovrà rendere degni di quei beni senza confronto migliori e più preziosi, che Ella desidera di comunicarci.

2. La nostra collaborazione.

– Da un altro errore converrà pure che ci guardiamo, perché, se si credesse che la Madonna, col lavoro, che desidera tanto di compiere in noi per il bene nostro e per la maggior gloria di Dio, ci dispensasse quasi da ogni cooperazione o lavoro personale in ordine alla santificazione nostra, (male intendendo la frase – La Madonna fa tutto Lei) e quindi si guardasse alla santità press’a poco come a un vestito che la Madonna ci tiene preparato e che noi non abbiamo che da indossare, ci inganneremmo a partito e non tarderemmo molto ad accorgersene.

La cara nostra Madre e Padrona, non mi stancherò mai di ripeterlo, sarà la nostra luce, la nostra guida, la nostra forza, il nostro sostegno, il nostro aiuto in ogni bisogno (e quale aiuto! superiore ad ogni nostra aspettazione), ma Ella, non ci può, non ci vuole affatto dispensare dalla parte di lavoro che a noi tocca di compiere.
Non dimentichiamolo mai: è per mezzo dell’intero sacrificio del nostro io, fatto, sì, con ogni sorta di aiuti da parte della Madonna, ma sempre ancora con l’intero e generoso concorso della nostra volontà e dei nostri sforzi, che noi arriveremo alla méta.

Conviene chiarire questo pensiero importante. Abbiamo visto nella 1a e 3a settimana quale distanza immensa, infinita passi tra i loro due soggetti; eppure quello della prima, l’uomo puro, il nulla per essenza, questo impasto di miserie e di debolezze, si è proposto niente meno che di ricopiare quello della terza, l’Uomo-Dio, Colui che è il Tutto, che è la Fonte, il Compendio, l’Esemplare di tutta la vera santità.

E non si dica che questa pretesa dell’uomo è folle, troppo ardita e affatto superiore ad ogni sua esigenza: dacché il Padre, la cui volontà si è fatta manifesta chiaramente, ha appunto disposto che il Figlio suo sia il nostro unico Esemplare. Nessuno, al dire dell’Apostolo, può sperare di avere parte alla gloria del Cielo, che prima non abbia cercato di rendersi conforme qui in terra all’immagine del Figlio di Dio. Tale è la volontà del Padre il quale appunto per questo ha dato il suo Figlio al mondo, affinché l’uomo avesse un modello a cui conformarsi, anzi in cui trasformarsi.

Ora per togliere la grande dissomiglianza che esiste tra questi due soggetti, è necessario che l’uomo si spogli di tutto ciò che è suo, perché apparisca in Lui ciò che è di Dio. Solo attraverso questi spogliamenti progressivi l’uomo potrà rivestirsi di Gesù Cristo.
Quando dunque ti sarai impegnata, o anima cara, a superare con generosità l’accidia a cui la natura tua inclina, e, armata di buona volontà, ti sarai accinta al lavoro che più di ogni altro dà gloria al Signore, il lavoro cioè della tua santificazione, non perderti di coraggio se la méta ti sembra irraggiungibile: non dubitare. Colui che più di tutti desidera che tu giunga felicemente in porto, nella misericordia sua infinita ha pensato di darti un aiuto il quale, non solo ti renderà possibile, ma breve e facile, sicuro e perfetto il cammino.

Questo aiuto è appunto quello che hai considerato nella 2a settimana: è la Madonna l’intermediario potente che la Provvidenza ci ha dato nell’impresa grande della santificazione nostra, mentre la Vera Devozione sarà la scorciatoia mirabile che ci condurrà, in minor tempo e nel modo più sicuro, al termine.
E non saranno, no, le consolazioni che dovranno fortificare la nostra schiavitù d’amore a Maria, la quale invece dovrà essere cementata da un puro sentimento di fede, da un abbandono semplice ed interno nelle mani di Colei che tutto può e vuole ciò che è bene vero per noi.
Animati e spinti da questo sentimento di pura fede, ripetiamo la, nostra consacrazione alla Madonna ogni volta che ci troviamo scoraggiati, freddi, fiacchi, sviati e annebbiati, affinché Ella ci vivifichi, comunicandoci la fiamma del suo spirito.
Sì, diamoci a Lei ogni volta che ci vedremo brutti, immondi e insopportabili ai nostri proprii occhi, affinché ci pulisca, ci trasformi e ci renda sempre più simili al Modello.

Queste continue consacrazioni le quali, insegna San Luigi di Montfort, si possono ripetere con un semplice atto interno, uno sguardo, o, al più, colla breve forma che è proposta dal Trattato (n. 233), sono di grande aiuto per giungere presto al fine, cioè per stabilirci in una perfetta e continua dipendenza dalla Madonna, senza che ci perdiamo per via, in mezzo a quei garbugli che il nostro amor proprio e la stessa ragione non mancheranno di suscitarci contro.
Facciamo in modo che la nostra, vita sia una continua consacrazione a Maria e noi ci troveremo presto tutti uniti a Nostro Signore.
Quanto più per mezzo della Vera Devozione ci avanzeremo con Maria e in Maria verso l’Eterna Sapienza e tanto meglio scopriremo le parti inferme di noi stessi e sempre più forte sentiremo il bisogno di metterle nelle sue mani affinché le risani.
Quanto più dispiaceremo a noi stessi e tanto più ci daremo a Lei, perché ci formi secondo il gusto di Dio. Ogni sacrificio, che sul principio ci riusciva tanto duro e gravoso, perderà ogni sua asprezza, ché il nostro spirito non potrà più trovare sollievo e riposo nelle creature o in se stessa, ma solo avrà quiete nella conformità a Dio, che solo potrà soddisfare il nostro cuore.

O Gesù, Via, Verità e Vita, dateci intelletto perché vi possiamo cercare; dateci coraggio che vi possiamo seguire; dateci fedeltà perché non vi abbiamo a perdere di vista; dateci carità così ardente che meritiamo di trovare rifugio nel vostro Cuore divino e in esso stabilire il luogo del nostro unico riposo! Noi, ve lo domandiamo per Maria, nostra Santa Madre e Padrona.

continua […]

“L’Oasi di Engaddi” – “Il Regno è già in mezzo a voi”(Lc.17,20)

 

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