Domenica 6 Agosto 1978_Papa Paolo VI moriva alle ore 21.40 in Castelgandolfo

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Paolo VI

In occasione dell’anniversario della scomparsa, un ritratto di Giovanni Battista Montini, il pontefice che concluse il Concilio e affrontò la crisi degli anni Settanta con la forza della fede

Paolo VI

La ricorrenza liturgica della Trasfigurazione del Signore è ormai stabilmente congiunta alla memoria di Paolo VI, secondo una bella consuetudine per la comunità castellana, la famiglia delle Ville Pontificie e i tanti che ancora lo ricordano e lo amarono in vita. Il Servo di Dio Paolo VI, Giovanni Battista Montini, visse il suo transito alla casa del Padre la sera del 6 agosto 1978 nel Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo.

Ricorderemo che il 9 maggio 2014 , il Santo Padre Francesco ha ricevuto in Udienza privata il card. Angelo Amato, prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, ed ha autorizzato la Congregazione a promulgare il Decreto riguardante il miracolo, attribuito all’intercessione del Venerabile Servo di Dio Paolo VI. Nella medesima udienza il Papa ha autorizzato il Dicastero a comunicare che il rito della beatificazione del Venerabile Servo di Dio Paolo VI avrà luogo, in Vaticano, il 19 ottobre 2014.

Era la sera della Trasfigurazione, il 6 agosto 1978, quando nella calura e nella solitudine di Castel Gandolfo quietamente  si  spegneva,  quasi  ottantunenne, Paolo VI. Da tempo Papa Montini era sofferente, ma la morte – alla quale veniva preparandosi ormai da anni – sopraggiunse come desiderava, quasi improvvisa, senza cioè che una lunga malattia impedisse o rallentasse il carico quotidiano e irrinunciabile del suo servizio alla Chiesa e al mondo.

Così, per un momento, nella distrazione dell’estate, ci si accorse di quell’uomo fragile e anziano, ma animato da una forza interiore che traspariva dagli occhi grigi e dallo sguardo intenso che colpiva come la sua voce, fattasi con gli anni più roca e talora drammatica.

Si concludeva così un pontificato difficile ma decisivo. Per la vita della Chiesa e per la sua presenza nel mondo di oggi. Come ha voluto ricordare Benedetto XVI, affermando – con parole brevi, ma tanto più impressionanti quanto più Papa Ratzinger rifugge dalle espressioni enfatiche – che “appare sempre più grande, direi quasi sovrumano, il merito di Paolo VI” nel guidare il Vaticano II e la Chiesa nella “movimentata fase” successiva. Grandezza e merito che gli vennero subito riconosciuti dai suoi due immediati successori (anch’essi, come l’attuale, cardinali da lui creati), che ne ripresero il nome insieme a quello del predecessore, a sottolineare una continuità evidente nei fatti, ma messa in dubbio già a metà degli anni Sessanta, e poi ricorrente nell’esercizio strumentale, giornalistico e storiografico, che non si limita a enucleare diversità ovvie ma contrappone i Papi l’uno con l’altro .

Servo di Dio Paolo VI (Giovanni Battista Montini) Papa

 

Preghiera

Signore Gesù Cristo,

parola del Padre a te ci rivolgiamo.

Custodisci i nostri propositi,

ravviva il nostro servizio ecclesiale,

sorreggi le nostre fatiche,

guida i nostri passi

nella ricerca delle vie più adatte

per annunciare il tuo vangelo.

La nostra povertà è grande,

noi non confidiamo in noi stessi, ma solo in te:

incoraggiaci, assicuraci, donaci la tua benedizione.

Tu che, con il Padre e lo Spirito Santo,

vivi e regni in noi nella tua Chiesa,

per tutti i secoli dei secoli. Amen.

Paolo VI

 

“Per Paolo VI la gioia è qualcosa di contagioso, qualcosa che ha in sé un’’energia di espansione. Per questo lui dice: La gioia diventa per il cristiano un impegno apostolico e missionario nei riguardi degli altri”.

Orazione per la pace

Paolo VI

Signore, noi abbiamo ancora le mani insanguinate, dalle ultime guerre mondiali, così che non ancora tutti i popoli hanno potuto stringerle fraternamente fra loro;

Signore, noi siamo tanto armati che non lo siamo mai stati nei secoli prima d’ora, e siamo così carichi di strumenti micidiali da potere, in un istante, incendiare la terra e distruggere forse anche l’umanità;

Signore, noi abbiamo fondato lo sviluppo e la prosperità di molte nostre industrie colossali sulla demoniaca capacità di produrre armi di tutti i calibri, e tutte rivolte ad uccidere e a sterminare gli uomini nostri fratelli; così abbiamo stabilito l’equilibrio crudele dell’economia di tante Nazioni potenti sul mercato delle armi alle Nazioni povere, prive di aratri, di scuole e di ospedali;

Signore, noi abbiamo lasciato che rinascessero in noi le ideologie, che rendono nemici gli uomini fra loro: il fanatismo rivoluzionario, l’odio di classe, l’orgoglio nazionalista, l’esclusivismo razziale le emulazioni tribali, gli egoismi commerciali, gli individualismi gaudenti e indifferenti verso i bisogni altrui;

Signore, noi ogni giorno ascoltiamo e impotenti le notizie di guerre ancora accese nel mondo;

Signore, è vero! Noi non camminiamo rettamente;

Signore, guarda tuttavia ai nostri sforzi, inadeguati, ma sinceri, per la pace del mondo! Vi sono istituzioni magnifiche e internazionali; vi sono propositi per il disarmo e la trattativa;

Signore, vi sono soprattutto tombe che stringono il cuore, famiglie spezzate dalle guerre, dai conflitti, dalle repressioni capitali; donne che piangono, bambini che muoiono; profughi e prigionieri accasciati sotto il peso della solitudine e della sofferenza: e vi sono tanti giovani che insorgono perché la giustizia sia promossa e la concordia sia legge delle nuove generazioni;

Signore, tu lo sai, vi sono anime buone che operano il bene in silenzio, coraggiosamente, disinteressatamente e che pregano con cuore pentito e con cuore innocente; vi sono cristiani, e quanti, o Signore, nel mondo che vogliono seguire il Tuo Vangelo e professano il sacrificio e l’amore;

Signore, Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo, dona a noi la pace.

www.oasidiengaddi.it 

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