Avere un sacco di problemi

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Riprendo una frase che un conoscente mi disse quando seppe che ero “credente”. “Allora tu devi avere un sacco di problemi…!” Così mi disse.

Ovviamente la cosa non può essere così riduttiva, essendo questa materia a cui nessuno è immune. Quel che invece mi fa riflettere e un po’ mi dispiace, è l’atteggiamento di sentirsi, a partire dal fatto di esistere, possessore di ogni cosa la mente possa dominare. Essendo anch’io vissuto per tanti anni nella cultura tecnica, posso comprendere come si cerchi di dare una spiegazione logica a tutto ciò che esiste, e di come quel sapere possa, da un lato ridurre tutto ai minimi termini e dall’altro montare dei veri e propri castelli in aria, suffragati da qualche numero fatto tornare con la solita costante universalmente utile.

Alcuni saggi suggeriscono che il dubbio è la condizione ideale nell’andare incontro alle cose della vita. E questo è certamente già un qualcosa, rispetto a certezze senza speranza, solo ostentazione di un abito indossato in modo posticcio.

“Ci sono più cose in cielo e in terra, Orazio, di quante ne sogni la tua filosofia.”

William Shakespeare, da “Amleto”

 

Quella superbia, quella finta sicurezza che viene da un sapere effimero desta un po’ di preoccupazione, allorchè ci si cala nei panni di chi la detiene, pensando a quando i giorni diverranno meno eroici e dove l’unico eroismo utile e possibile è quello della speranza.

Quella, la speranza, non deve venir mai meno e non pensare, d’accordo con Amleto, che tutto si risolva con quanto è nei limiti del nostro pensiero, del nostro scibile.

Cenere su cenere le opere dei cesari.

 

Remo Rosati

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