22 febbraio_Anniversario della morte di Don Giussani_

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Anniversario della morte di Don Giussani

(22 febbraio 2005)

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In occasione dell’ anniversario della morte di don Luigi Giussani (22 febbraio 2005), come ogni anno vengono celebrate Messe che sono presiedute da Cardinali e Vescovi in Italia e nel mondo, chiedendo la Grazia di una conoscenza e affezione sempre più profonde a Cristo, attraverso la sequela intelligente e appassionata del carisma di don Giussani nella vita della Chiesa, al servizio dei nostri fratelli uomini».

In una lettera agli iscritti alla Fraternità di CL, don Carrón ha scritto: «Affinché la nostra vita possa essere così cambiata, occorre la nostra disponibilità alla conversione, cioè alla sequela, secondo l’invito di don Giussani: “La sequela è il desiderio di rivivere l’esperienza della persona che ti ha provocato e ti provoca con la sua presenza nella vita della comunità, è il desiderio di partecipare alla vita di quella persona nella quale ti è portato qualcosa d’Altro, ed è questo Altro ciò cui sei devoto, ciò cui aspiri, cui vuoi aderire, dentro questo cammino”. (…) Ricordando che “a nulla fuorché a Gesù il cristiano è attaccato” (don Giussani), aiutiamoci a camminare dentro la memoria di Lui, obbedendo alla voce del Mistero che ci chiama
attraverso quel grande testimone che è Benedetto XVI. Se ci risparmiassimo questo che è “il” lavoro della vita, mancheremmo al compito della testimonianza per cui il Signore ha suscitato il carisma del movimento nella Chiesa».

“Il Senso Religioso”.

Scrive don Giussani:

<<Il senso religioso è la capacità che la ragione ha di esprimere la propria natura profonda nell’interrogativo ultimo, è il “locus” della coscienza che l’uomo ha dell’esistenza>>.

Ancora:

<<Chiamiamo senso religioso il “cuore” dell’uomo: la sete di verità e di felicità si rivolge al bene ultimo, al significato totale, che eccede la nostra possibilità di immaginazione e di definizione. E che pure è la ragione di tutto l’agire>>.

E ancora:

<<Il senso religioso coincide con quel senso di originale, totale dipendenza che è l’evidenza più grande e suggestiva per l’uomo di tutti i tempi, comunque sia stata tradotta…Il senso religioso è quindi una dote caratteristica della nostra natura, che dispone l’anima ad aspirare verso Dio, quasi la protende nel tentativo di afferrare Dio, in qualche modo>>.

 

Chiediamo a Dio che la nostra attenzione non si svaghi, che la nostra tenerezza non si perda nell’inutile, nella sentimentalità, ma diventi sorgente e suggerimento di dedizione, di dono di sé, cioè di carità: e qui ci sentiamo dentro allo stesso cuore di Dio, «carità».