Ordini Religiosi

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Ordini religiosi
Quest’espressione indica le comunità religiose, maschili e femminili, i cui membri hanno emesso liberamente i voti religiosi di obbedienza, povertà e castità, solenni o semplici, a seconda dello statuto canonico proprio di ciascuna comunità. L’espressione viene utilizzata nella Chiesa cattolica dall’XI secolo, ma l’ideale della vita monastica va fatto risalire, in Oriente, agli anacoreti che già dal IV secolo si ritiravano nel deserto dell’Egitto e della Siria, per fuggire il mondo e vivere l’ideale cristiano; in Occidente, a san Benedetto, e all’esperienza di vita comune nei monasteri diffusasi in tutta Europa secondo la sua Regola a partire dalla metà del VI secolo. Dapprima eremiti più o meno isolati, come Antonio, i monaci si qualificarono ben presto come ‘cenobiti’, in quanto vivevano in una comunità monastica secondo il modello proposto inizialmente da Pacomio. Nei monasteri delle Chiese orientali si osservava la Regola di Basilio. I monasteri occidentali dell’epoca dei Padri della Chiesa seguirono varie regole, fra le quali si impose in un primo momento la regola di san Colombano, seguita dai monaci irlandesi e rimpiazzata nel VI-VII secolo dalla Regola di Benedetto, più moderata nelle sue prescrizioni. I monaci erano per lo più laici. Nel secolo XI furono fondati i canonici regolari, sacerdoti destinati al servizio delle parrocchie che seguivano la regola più antica di Sant’Agostino. Le successive riforme dei monasteri funsero a volte da modello per la riforma della chiesa. Così la riforma dell’abbazia di Gorze del IX secolo e la riforma cistercense nel XII. All’inizio del XIII secolo comparve un nuovo tipo di ordini religiosi, definiti ‘ordini mendicanti’: i frati predicatori di Domenico e i frati minori di Francesco d’Assisi. Dediti a forme diverse di apostolato, rappresentarono dei modelli per altri ordini fondati dopo il IV Concilio Lateranense, che nel 1215 obbligò vari gruppi di eremiti a riunirsi in comunità. Così nacquero i carmelitani, le carmelitane e gli eremiti di Agostino. In seguito, incoraggiati da Bernardo, sorsero gli Ordini militari, fra cui i Cavalieri del tempio (Templari) e gli Ospedalieri di san Giovanni di Gerusalemme, per il servizio e la protezione dei pellegrini, mentre altri ordini si consacravano alla redenzione dei prigionieri e degli schiavi. Nel XVI secolo, la Riforma abolì i voti monastici nei propri territori, considerandoli in contraddizione con la dottrina della salvezza per sola fede. Ma nello stesso periodo nascevano nuove comunità religiose consacrate all’apostolato, i cui membri furono in gran parte sacerdoti. Così la Compagnia di Gesù, fondata da Ignazio di Lodola e consacrata interamente all’insegnamento, alla missione e a varie opere apostoliche, prendendo a modello e guida il Papa. In genere, le numerose congregazioni religiose con voti semplici fondate nella Chiesa cattolica al tempo della Controriforma hanno seguito il modello della Compagnia di Gesù. Si costituirono anche comunità di fratelli, come i Fratelli delle scuole cristiane, per assicurare l’insegnamento nello spirito della riforma della Chiesa scaturita dal concilio di Trento. Nel XVIII e XIX secolo vennero fondate varie congregazioni religiose con voti semplici caratterizzate da una particolare forma di pietà, come la devozione al Sacro Cuore e ai vari aspetti del mistero della Vergine Maria. A partire da Pio XII, il diritto canonico della Chiesa cattolica riconosce gli istituti secolari, formati da laici che vivono nel mondo, come associazioni religiose assimilate alle comunità con voti semplici. Sempre nel XIX secolo, un pastore luterano organizzò a Kaysersberg una comunità di diaconesse, donne consacrate al servizio della Chiesa, con uno stile semimonastico (1836). In seguito, sorsero comunità di diaconesse in Danimarca, per iniziativa del teologo Grundtvig Nicolai Frederik (1783-1872), e nella Chiesa d’Inghilterra, nel 1861, nonché nella Chiesa metodista, nel 1888. Successivamente comparvero alcune comunità religiose propriamente dette anche in Germania. Nel XX secolo, durante il secondo conflitto mondiale, comparve una nuova forma di monachesimo nell’ ambiente calvinista svizzero e francese, con la fondazione e lo sviluppo del primo monastero ecumenico a Taizé.

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