LITURGIA E LECTIO DEL GIORNO ALL’OASI DI ENGADDI_18 GIUGNO 2017_

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  SANTISSIMO CORPO E SANGUE DI CRISTO (ANNO A)

Grado della Celebrazione: SOLENNITA’
Colore liturgico: Bianco

Antifona d’ingresso
Il Signore ha nutrito il suo popolo
con fior di frumento,
lo ha saziato di miele della roccia. (Sal 81,17)

Colletta
Signore Gesù Cristo,
che nel mirabile sacramento dell’Eucaristia
ci hai lasciato il memoriale della tua Pasqua,
fa’ che adoriamo con viva fede
il santo mistero del tuo Corpo e del tuo Sangue,
per sentire sempre in noi i benefici della redenzione.
Tu sei Dio, e vivi e regni con Dio Padre,
nell’unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

Oppure:
Dio fedele, che nutri il tuo popolo
con amore di Padre,
ravviva in noi il desiderio di te,
fonte inesauribile di ogni bene:
fa’ che, sostenuti dal sacramento
del Corpo e Sangue di Cristo,
compiamo il viaggio della nostra vita,
fino ad entrare nella gioia dei santi,
tuoi convitati alla mensa del regno.
Per il nostro Signore Gesù Cristo…

PRIMA LETTURA (Dt 8,2-3.14-16)
Ti ha nutrito di un cibo, che tu non conoscevi e che i tuoi padri non avevano mai conosciuto.

Dal libro del Deuteronòmio

Mosè parlò al popolo dicendo:
«Ricòrdati di tutto il cammino che il Signore, tuo Dio, ti ha fatto percorrere in questi quarant’anni nel deserto, per umiliarti e metterti alla prova, per sapere quello che avevi nel cuore, se tu avresti osservato o no i suoi comandi.
Egli dunque ti ha umiliato, ti ha fatto provare la fame, poi ti ha nutrito di manna, che tu non conoscevi e che i tuoi padri non avevano mai conosciuto, per farti capire che l’uomo non vive soltanto di pane, ma che l’uomo vive di quanto esce dalla bocca del Signore.
Non dimenticare il Signore, tuo Dio, che ti ha fatto uscire dalla terra d’Egitto, dalla condizione servile; che ti ha condotto per questo deserto grande e spaventoso, luogo di serpenti velenosi e di scorpioni, terra assetata, senz’acqua; che ha fatto sgorgare per te l’acqua dalla roccia durissima; che nel deserto ti ha nutrito di manna sconosciuta ai tuoi padri».

Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Sal 147)
Rit: Loda il Signore, Gerusalemme.

Celebra il Signore, Gerusalemme,
loda il tuo Dio, Sion,
perché ha rinforzato le sbarre delle tue porte,
in mezzo a te ha benedetto i tuoi figli.

Egli mette pace nei tuoi confini
e ti sazia con fiore di frumento.
Manda sulla terra il suo messaggio:
la sua parola corre veloce.

Annuncia a Giacobbe la sua parola,
i suoi decreti e i suoi giudizi a Israele.
Così non ha fatto con nessun’altra nazione,
non ha fatto conoscere loro i suoi giudizi.

SECONDA LETTURA (1Cor 10,16-17)
Poiché vi è un solo pane, noi siamo, benché molti, un solo corpo.

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi

Fratelli, il calice della benedizione che noi benediciamo, non è forse comunione con il sangue di Cristo? E il pane che noi spezziamo, non è forse comunione con il corpo di Cristo?
Poiché vi è un solo pane, noi siamo, benché molti, un solo corpo: tutti infatti partecipiamo all’unico pane.

Parola di Dio

SEQUENZA
[Sion, loda il Salvatore,
la tua guida, il tuo pastore
con inni e cantici.

Impegna tutto il tuo fervore:
egli supera ogni lode,
non vi è canto che sia degno.

Pane vivo, che dà vita:
questo è tema del tuo canto,
oggetto della lode.

Veramente fu donato
agli apostoli riuniti
in fraterna e sacra cena.

Lode piena e risonante,
gioia nobile e serena
sgorghi oggi dallo spirito.

Questa è la festa solenne
nella quale celebriamo
la prima sacra cena.

È il banchetto del nuovo Re,
nuova Pasqua, nuova legge;
e l’antico è giunto a termine.

Cede al nuovo il rito antico,
la realtà disperde l’ombra:
luce, non più tenebra.

Cristo lascia in sua memoria
ciò che ha fatto nella cena:
noi lo rinnoviamo.

Obbedienti al suo comando,
consacriamo il pane e il vino,
ostia di salvezza.

È certezza a noi cristiani:
si trasforma il pane in carne,
si fa sangue il vino.

Tu non vedi, non comprendi,
ma la fede ti conferma,
oltre la natura.

È un segno ciò che appare:
nasconde nel mistero
realtà sublimi.

Mangi carne, bevi sangue;
ma rimane Cristo intero
in ciascuna specie.

Chi ne mangia non lo spezza,
né separa, né divide:
intatto lo riceve.

Siano uno, siano mille,
ugualmente lo ricevono:
mai è consumato.

Vanno i buoni, vanno gli empi;
ma diversa ne è la sorte:
vita o morte provoca.

Vita ai buoni, morte agli empi:
nella stessa comunione
ben diverso è l’esito!

Quando spezzi il sacramento
non temere, ma ricorda:
Cristo è tanto in ogni parte,
quanto nell’intero.

È diviso solo il segno
non si tocca la sostanza;
nulla è diminuito
della sua persona.]

Ecco il pane degli angeli,
pane dei pellegrini,
vero pane dei figli:
non dev’essere gettato.

Con i simboli è annunziato,
in Isacco dato a morte,
nell’agnello della Pasqua,
nella manna data ai padri.

Buon pastore, vero pane,
o Gesù, pietà di noi:
nutrici e difendici,
portaci ai beni eterni
nella terra dei viventi.

Tu che tutto sai e puoi,
che ci nutri sulla terra,
conduci i tuoi fratelli
alla tavola del cielo
nella gioia dei tuoi santi.

Canto al Vangelo (Gv 6,51)
Alleluia, alleluia.

Io sono il pane vivo, disceso dal cielo, dice il Signore,
se uno mangia di questo pane vivrà in eterno.

Alleluia.

VANGELO (Gv 6,51-58)
La mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda.

+ Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Gesù disse alla folla:
«Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».
Allora i Giudei si misero a discutere aspramente fra loro: «Come può costui darci la sua carne da mangiare?».
Gesù disse loro: «In verità, in verità io vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda.
Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui. Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia me vivrà per me. Questo è il pane disceso dal cielo; non è come quello che mangiarono i padri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno».

Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
Riconoscendo nel Corpo e nel Sangue del Signore il vero nutrimento per la nostra vita, preghiamo il Padre perché ci doni la grazia di essere autentici cristiani.
Preghiamo dicendo: Ascoltaci Signore.

1. Perché la Chiesa riconosca sempre nell’Eucaristia la fonte e il culmine della vita di fede. Preghiamo.
2. Perché il Papa, i Vescovi e i Presbiteri celebrino l’Eucaristia con fede, con zelo pastorale e cura della divina liturgia. Preghiamo.
3. Perché i cristiani offrano la loro concreta solidarietà ai bisognosi e condividano i loro beni con i poveri e gli affamati, aiutati in quanto fratelli da amare. Preghiamo.
4. Per chi è scoraggiato e disperato, perché trovi nell’Eucaristia il cibo spirituale per rinascere a vita nuova. Preghiamo.
5. Perché i fanciulli della nostra comunità che hanno ricevuto la Prima Comunione cerchino in Gesù la forza per crescere e divenire uomini veri, animati da una fede grande. Preghiamo.

O Dio, che ci hai donato il tuo Figlio Gesù come salvatore e redentore, rendici assidui nello spezzare il pane della parola e nell’accostarci alla Comunione, perché siamo sostenuti per le vie del mondo verso la vera vita che è comunione definitiva ed eterna con te. Per Cristo nostro Signore.

Preghiera sulle offerte
Concedi benigno alla tua Chiesa, o Padre,
i doni dell’unità e della pace,
misticamente significati nelle offerte che ti presentiamo.
Per Cristo nostro Signore.

PREFAZIO
L’Eucaristia memoriale del sacrificio di Cristo

È veramente cosa buona e giusta,
nostro dovere e fonte di salvezza,
rendere grazie sempre e in ogni luogo
a te, Signore, Padre santo,
Dio onnipotente e misericordioso,
per Cristo nostro Signore.
Sacerdote vero ed eterno,
egli istituì il rito del sacrificio perenne;
a te per primo si offrì vittima di salvezza,
e comandò a noi di perpetuare l’offerta in sua memoria.
Il suo corpo per noi immolato è nostro cibo e ci dà forza,
il suo sangue per noi versato
è la bevanda che ci redime da ogni colpa.
Per questo mistero del tuo amore,
uniti agli angeli e ai santi,
cantiamo con gioia l’inno della tua lode: Santo…

Oppure:
PREFAZIO
L’Eucaristia vincolo di unità e di perfezione

È veramente cosa buona e giusta renderti grazie
e innalzare a te l’inno di benedizione e di lode,
Dio onnipotente ed eterno, per Cristo nostro Signore.
Nell’ultima cena con i suoi Apostoli,
egli volle perpetuare nei secoli
il memoriale della sua passione
e si offrì a te, Agnello senza macchia,
lode perfetta e sacrificio a te gradito.
In questo grande mistero tu nutri e santifichi i tuoi fedeli,
perché una sola fede illumini
e una sola carità riunisca l’umanità diffusa su tutta la terra.
E noi ci accostiamo a questo sacro convito,
perché l’effusione del tuo Spirito
ci trasformi a immagine della tua gloria.
Per questo mistero di salvezza
il cielo e la terra si uniscono in un cantico nuovo
di adorazione e di lode,
e noi con tutti gli angeli del cielo
proclamiamo senza fine la tua gloria: Santo…

Antifona di comunione
Dice il Signore:
“Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue,
rimane in me e io in lui”. Alleluia. (Gv 6,56)

Preghiera dopo la comunione
Donaci, Signore,
di godere pienamente della tua vita divina
nel convito eterno,
che ci hai fatto pregustare
in questo sacramento del tuo Corpo e del tuo Sangue.
Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli.

Commento
Oggi festeggiamo il sacramento dell’Eucaristia che il Signore ci ha lasciato come segno della sua presenza, della sua realtà corporale, del suo sacrificio sulla croce e della vita eterna di cui ci ha reso partecipi. Gesù ce ne parla in termini di corpo e di cibo. La realtà del dono del Padre alla nostra umanità si esprime, dall’inizio alla fine, sotto forma di corpo. Si tratta dapprima della realtà carnale del corpo fatto di carne e sangue, che soffre e muore sulla croce. È questo corpo ferito che risorge e che Gesù dà da vedere e da toccare agli apostoli. Ma Gesù non si ferma qui. Suo corpo è anche la Chiesa (Col 1,18), corpo mistico di cui Cristo è la testa. Ed è infine questo corpo sacramentale che nutre coloro che lo mangiano: “Prendete e mangiate: questo è il mio corpo!” (Mt 26,26).
Già i primi cristiani paragonarono il corpo spezzato di Cristo al grano, macinato in farina per diventare pane, dopo essere stato mischiato all’acqua della vita e passato nel fuoco dello Spirito.
Questo pane spirituale, fatto dal grano del campo che è Gesù (Gv 15,1), divenendo, come il vino dell’Eucaristia, nostro cibo, nutre in noi la vita divina, che è vita eterna. E Gesù, ancora una volta, afferma: “Io sono”. Qui dice: “Io sono il pane”. Gesù costituisce il solo nutrimento che possa dare la vita divina. Chi non mangia di questo pane non avrà la vita in lui (Gv 6,53). Ecco perché noi celebriamo oggi la realtà umana e divina del Verbo fatto carne e anche quella del corpo risorto; ed ecco perché ci dà davvero quanto promesso. Attraverso lui, siamo concretamente in comunione con il nostro Dio. Bisogna essere presenti alla sua presenza reale.

Lectio Divina:Corpo e Sangue di Cristo (A)

Lectio:

Domenica, 18 Giugno, 2017

Gesù è il Pane della Vita
“Chi mangia questo pane vivrà in eterno!”
Giovanni 6,51-58

1. Orazione iniziale

Signore Gesù, invia il tuo Spirito, perché ci aiuti a leggere la Scrittura con lo stesso sguardo, con il quale l’hai letta Tu per i discepoli sulla strada di Emmaus. Con la luce della Parola, scritta nella Bibbia, Tu li aiutasti a scoprire la presenza di Dio negli avvenimenti sconvolgenti della tua condanna e della tua morte. Così, la croce che sembrava essere la fine di ogni speranza, è apparsa loro come sorgente di vita e di risurrezione.

Crea in noi il silenzio per ascoltare la tua voce nella creazione e nella Scrittura, negli avvenimenti e nelle persone, soprattutto nei poveri e sofferenti. La tua Parola ci orienti, affinché anche noi, come i due discepoli di Emmaus, possiamo sperimentare la forza della tua risurrezione e testimoniare agli altri che Tu sei vivo in mezzo a noi come fonte di fraternità, di giustizia e di pace. Questo noi chiediamo a Te, Gesù, figlio di Maria, che ci hai rivelato il Padre e inviato lo Spirito. Amen.

2. Lettura

a) Chiave di lettura:

Nella ricorrenza della festa del Corpo e Sangue di Cristo, meditiamo sulla parte finale del lungo discorso del Pane di Vita. Mediante questo discorso, il vangelo di Giovanni ci aiuta a capire il significato profondo della moltiplicazione dei pani e dell’Eucaristia. Nel corso della lettura, cercheremo di essere attenti alle parole di Gesù che aiutano la gente a capire il segnale del Pane di Vita.

 b) Una divisione del testo per aiutarne la lettura:

Giovanni 6,51: L’affermazione iniziale che riassume tutto
Giovanni 6,52: La reazione contraria dei Giudei
Giovanni 6,53-54: La risposta di Gesù afferma di nuovo quanto detto prima
Giovanni 6,55-58: Gesù trae le conclusioni per la vita

c) Il Testo:

51Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».
52Allora i Giudei si misero a discutere tra di loro: «Come può costui darci la sua carne da mangiare?». 53Gesù disse: «In verità, in verità vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avrete in voi la vita. 54Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. 55Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda. 56Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue dimora in me e io in lui. 57Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia di me vivrà per me. 58Questo è il pane disceso dal cielo, non come quello che mangiarono i padri vostri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno».

3. Momento di silenzio orante

perché la Parola di Dio possa entrare in noi ed illuminare la nostra vita.

4. Alcune domande

per aiutarci nella meditazione e nella orazione.

a) Quale parte del testo ha attirato maggiormente la mia attenzione? Perché?
b) Quante volte, nel testo, si usa la parola vita  e che ci dice della vita?
c) Gesù dice: “Il sono il pane vivo disceso dal cielo”. Cosa significa questo? Cercate una risposta nel testo.
d) Cosa ci dice questo testo sulla persona di Gesù: titoli, funzioni, ecc?
e) In quale modo questo testo ci aiuta a capire meglio il significato dell’Eucaristia?

5. Per coloro che desiderano approfondire il discorso del Pane di Vita.

a) Contesto in cui il nostro testo si colloca nel discorso del Pane di Vita:

Il discorso del Pane di Vita (Gv 6,22-71) è una sequenza di sette brevi dialoghi tra Gesù e le persone che si trovavano con lui dopo la moltiplicazione dei pani. Gesù cerca di aprire gli occhi della gente, facendo loro capire che non basta lottare per il pane materiale. La lotta quotidiana per il pane materiale non va alla radice se non è accompagnata da una mistica. Non solo di pane vive l’essere umano! (Dt 8,3) I sette brevi dialoghi sono una catechesi molto bella che spiega alla gente il significato profondo della moltiplicazione dei pani e dell’Eucaristia. Lungo tutto il dialogo appaiono le esigenze che il vissuto della fede in Gesù traccia per la nostra vita. La gente reagisce. Rimane colpita dalle parole di Gesù. Ma Gesù non cede, non cambia le sue esigenze. Per questo, molti lo abbandonano. Fino ad oggi succede la stessa cosa: quando il vangelo comincia ad esigere un impegno, molta gente lo abbandona. Nella misura in cui il discorso di Gesù va avanti, meno gente rimane attorno a lui. Alla fine rimangono solo i dodici e Gesù non può confidare nemmeno in loro!

Ecco la sequenza dei sette dialoghi che compongono il lungo discorso del Pane di Vita:
Giovanni 6,22-27: 1º Dialogo: La gente cerca Gesù perché vuole più pane
Giovanni 6,28-33: 2º Dialogo: Gesù chiede alla gente di lavorare per il vero pane
Giovanni 6,34-40: 3º Dialogo: Il pane vero è fare la volontà di Dio
Giovanni 6,41-51: 4º Dialogo: Chi si apre a Dio accetta Gesù e la sua proposta
Giovanni 6,52-58: 5º Dialogo: Carne e sangue: espressione della vita e del dono totale
Giovanni 6,59-66: 6º Dialogo: Senza la luce dello Spirito queste parole non si capiscono
Giovanni 6,67-71: 7º Dialogo: Confessione di Pietro

b) Commento sui sette dialoghi che compongono il discorso del Pane di Vita:

L’anno 2005 è l’anno dell’Eucaristia. Per questo, invece di commentare solamente gli otto versetti del Vangelo di questa Domenica (Giovanni 6,51-58), si è pensato di dare una chiave generale per capire i sette brevi dialoghi che compongono tutto il discorso. Una visione globale dell’insieme aiuterà a capire meglio il significato e la portata degli otto versetti del testo liturgico di questo giorno del Corpus Christi.

1º Dialogo – Giovanni 6,22-27: La gente cerca Gesù perché vuole più pane
22Il giorno dopo, la folla, rimasta dall’altra parte del mare, notò che c’era una barca sola e che Gesù non era salito con i suoi discepoli sulla barca, ma soltanto i suoi discepoli erano partiti. 23Altre barche erano giunte nel frattempo da Tiberìade, presso il luogo dove avevano mangiato il pane dopo che il Signore aveva reso grazie. 24Quando dunque la folla vide che Gesù non era più là e nemmeno i suoi discepoli, salì sulle barche e si diresse alla volta di Cafarnao alla ricerca di Gesù. 25Trovatolo di là dal mare, gli dissero: «Rabbì, quando sei venuto qua?». 26Gesù rispose: «In verità, in verità vi dico, voi mi cercate non perché avete visto dei segni, ma perché avete mangiato di quei pani e vi siete saziati. 27Procuratevi non il cibo che perisce, ma quello che dura per la vita eterna, e che il Figlio dell’uomo vi darà. Perché su di lui il Padre, Dio, ha messo il suo sigillo».

La gente vede il miracolo, ma non capisce che si tratta di un segno di qualcosa di più grande e di più profondo. Si ferma alla superficie del fatto, nella distribuzione del cibo. Cerca il pane di vita, ma solo per il corpo. Secondo la gente, Gesù fa qualcosa che Mosè aveva già fatto nel passato: dare alimento a tutti. E la gente voleva che il passato si ripetesse. Ma Gesù chiede alla gente di fare un passo in più. Non affaticarsi per il pane che perisce, ma procurarsi anche il cibo che non perisce. Questo nuovo cibo che non perisce dà la vita che dura per sempre.

2º Dialogo – Giovanni 6,28-33: Gesù chiede alla gente di procurarsi il pane vero
28Gli dissero allora: «Che cosa dobbiamo fare per compiere le opere di Dio?». 29Gesù rispose: «Questa è l’opera di Dio: credere in colui che egli ha mandato». 30Allora gli dissero: «Quale segno dunque tu fai perché vediamo e possiamo crederti? Quale opera compi? 31I nostri padri hanno mangiato la manna nel deserto, come sta scritto: Diede loro da mangiare un pane dal cielo ». 32Rispose loro Gesù: «In verità, in verità vi dico: non Mosè vi ha dato il pane dal cielo, ma il Padre mio vi dá il pane dal cielo, quello vero; 33il pane di Dio è colui che discende dal cielo e dá la vita al mondo».

La gente chiede: Cosa bisogna fare per realizzare l’opera di Dio? E Gesù risponde: Credere nell’inviato di Dio! Cioè, credere in Gesù. E la gente reagisce: Dacci una segnale per capire che sei veramente l’inviato di Dio. I nostri padri hanno mangiato la manna che fu dato loro da Mosé! Secondo la gente, Mosè è e continua ad essere il grande leader, a cui credere. Se Gesù vuole che la gente creda in lui deve compiere un segnale più grande di quello compiuto da Mosè. Gesù risponde che il pane dato da Mosè non era il vero pane, perché non garantiva la vita di nessuno. Tutti morirono nel deserto. Il pane vero di Dio è quello che vince la morte e dà la vita! Gesù cerca di aiutare la gente a liberarsi dagli schemi del passato. Per Gesù, la fedeltà al passato non significa rinchiudersi nelle cose del passato e rifiutare il rinnovamento. La fedeltà al passato vuol dire accettare ciò che è nuovo che è frutto del seme piantato nel passato.

3º Dialogo – Giovanni 6,34-40: Il pane vero è fare la volontà di Dio
34Allora gli dissero: «Signore, dacci sempre questo pane». 35Gesù rispose: «Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà più fame e chi crede in me non avrà più sete. 36Vi ho detto però che voi mi avete visto e non credete. 37Tutto ciò che il Padre mi dá, verrà a me; colui che viene a me, non lo respingerò, 38perché sono disceso dal cielo non per fare la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato. 39E questa è la volontà di colui che mi ha mandato, che io non perda nulla di quanto egli mi ha dato, ma lo risusciti nell’ultimo giorno. 40Questa infatti è la volontà del Padre mio, che chiunque vede il Figlio e crede in lui abbia la vita eterna; io lo risusciterò nell’ultimo giorno».

La gente chiede: Signore dacci sempre questo pane! Pensavano che Gesù stesse parlando di un pane speciale. Allora, Gesù risponde chiaramente: “Io sono il pane di vita!” Mangiare il pane del cielo è lo stesso che credere in Gesù ed accettare il cammino che lui ha insegnato, cioè: “Mio cibo è fare la volontà del Padre che è nei cieli!” (Gv 4,34). Questo è il vero alimento che sostenta la persona, che ci dà per sempre una vita nuova. E’ seme garantito di resurrezione!

4º Dialogo – Giovanni 6,41-51: Chi si apre a Dio accetta Gesù e la sua proposta
41Intanto i Giudei mormoravano di lui perché aveva detto: «Io sono il pane disceso dal cielo». 42E dicevano: «Costui non è forse Gesù, il figlio di Giuseppe? Di lui conosciamo il padre e la madre. Come può dunque dire: Sono disceso dal cielo?». 43Gesù rispose: «Non mormorate tra di voi. 44Nessuno può venire a me, se non lo attira il Padre che mi ha mandato; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. 45Sta scritto nei profeti: E tutti saranno ammaestrati da Dio. Chiunque ha udito il Padre e ha imparato da lui, viene a me. 46Non che alcuno abbia visto il Padre, ma solo colui che viene da Dio ha visto il Padre. 47In verità, in verità vi dico: chi crede ha la vita eterna. 48Io sono il pane della vita. 49I vostri padri hanno mangiato la manna nel deserto e sono morti; 50questo è il pane che discende dal cielo, perché chi ne mangia non muoia. 51Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».

Il discorso diventa più esigente. Ora sono i Giudei, cioè, i leaders del popolo, che mormorano: “Non è costui Gesù, il figlio di Giuseppe, di cui conosciamo il padre e la madre? Come può dire che è sceso dal cielo?” Loro si credevano capaci di conoscere e di riconoscere le cose che vengono da Dio. Ma si sbagliavano. Se fossero veramente aperti alle cose di Dio, sentirebbero in loro l’impulso di Dio che li attrae verso Gesù e riconoscerebbero che Gesù viene da Dio (Gv 6,45). Nella celebrazione della Pasqua, i Giudei ricordavano il pane del deserto. Gesù li aiuta a dare un passo in più. Chi celebra la Pasqua ricordando solo il pane che i padri mangiarono nel deserto, morirà come tutti loro! Il vero senso della Pasqua non è quello di ricordare la manna che nel passato cadde dal cielo, bensì accettare Gesù Pane di Vita che è sceso dal cielo e seguire  il cammino da lui tracciato. Non vuol dire mangiare la carne dell’agnello pasquale, ma la carne di Gesù, che è sceso dal cielo per dare la vita al mondo!

5º Dialogo – Giovanni 6,52-58: Carne e sangue: espressione della vita e del dono totale
52Allora i Giudei si misero a discutere tra di loro: «Come può costui darci la sua carne da mangiare?». 53Gesù disse: «In verità, in verità vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avrete in voi la vita. 54Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. 55Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda. 56Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue dimora in me e io in lui. 57Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia di me vivrà per me. 58Questo è il pane disceso dal cielo, non come quello che mangiarono i padri vostri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno».

I Giudei reagiscono: “Come può quest’uomo darci da mangiare la sua carne?” Loro non capivano queste parole di Gesù, perché il rispetto profondo verso la vita esigeva che fin dai tempi dell’Antico Testamento fosse proibito mangiare il sangue, perché il sangue era segnale di vita (Dt 12,16.23; At 15.29). Inoltre si era vicini alla Pasqua e tra pochi giorni tutti avrebbero mangiato la carne ed il sangue dell’agnello pasquale nella celebrazione della notte di Pasqua. Presero letteralmente le parole di Gesù, per questo non capivano. Mangiare la carne di Gesù significava accettare Gesù come il nuovo Agnello Pasquale, il sui sangue li avrebbe liberati dalla schiavitù. Bere il sangue di Gesù significava assimilare la stessa maniera di vivere che ha segnato la vita di Gesù. Ciò che dà vita non è celebrare la manna del passato, bensì mangiare questo nuovo pane che è Gesù, la sua carne ed il suo sangue. Partecipando alla Cena Eucaristica, assimiliamo la sua vita, la sua donazione, la sua dedizione.

6º Dialogo – Giovanni 6,59-66: Senza la luce dello Spirito non si capiscono queste parole
59Queste cose disse Gesù, insegnando nella sinagoga a Cafarnao. 60Molti dei suoi discepoli, dopo aver ascoltato, dissero: «Questo linguaggio è duro; chi può intenderlo?». 61Gesù, conoscendo dentro di sé che i suoi discepoli proprio di questo mormoravano, disse loro: «Questo vi scandalizza? 62E se vedeste il Figlio dell’uomo salire là dov’era prima? 63E’ lo Spirito che dá la vita, la carne non giova a nulla; le parole che vi ho dette sono spirito e vita. 64Ma vi sono alcuni tra voi che non credono». Gesù infatti sapeva fin da principio chi erano quelli che non credevano e chi era colui che lo avrebbe tradito. 65E continuò: «Per questo vi ho detto che nessuno può venire a me, se non gli è concesso dal Padre mio». 66Da allora molti dei suoi discepoli si tirarono indietro e non andavano più con lui.

Qui termina il discorso di Gesù nella sinagoga di Cafarnao. Molti discepoli pensavano: Gesù sta andando troppo oltre! Sta ponendo fine alla celebrazione della Pasqua! Sta occupando il posto centrale della nostra religione! Per questo molta gente si allontanò dalla comunità e non seguiva più Gesù. Gesù reagisce dicendo: “É lo spirito che dà la vita, la carne non giova a nulla; le parole che vi ho detto sono spirito e vita”. Non dobbiamo prendere letteralmente le cose che dice. Solo con l’aiuto della luce dello Spirito Santo è possibile capire il senso pieno di tutto ciò che Gesù disse (Gv 14,25-26; 16,12-13).

7º Dialogo – Gv 6,67-71: Confessione di Pietro
67Disse allora Gesù ai Dodici: «Forse anche voi volete andarvene?». 68Gli rispose Simon Pietro: «Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna; 69noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Santo di Dio». 70Rispose Gesù: «Non ho forse scelto io voi, i Dodici? Eppure uno di voi è un diavolo!». 71Egli parlava di Giuda, figlio di Simone Iscariota: questi infatti stava per tradirlo, uno dei Dodici.

Alla fine rimasero solo i dodici. Gesù dice loro: “Forse anche voi volte andarvene!” Per  Gesù l’importante non è il numero della gente attorno a lui. Non cambia il discorso quando il messaggio non piace. Gesù parla per rivelare il Padre e non per piacere a chi che sia. Preferisce rimanere solo, più che essere accompagnato da persone che non si impegnano con il progetto del Padre. La risposta di Pietro è bella: “Da chi andremo? Tu solo hai parole di vita eterna!” Pur senza capire tutto, Pietro accetta Gesù e crede in lui. Malgrado tutti i suoi limiti, Pietro non è come Nicodemo che voleva vedere tutto chiaramente, a conferma della sue proprie idee. Ma anche fra i dodici c’erano persone che non accettavano la proposta di Gesù.

c) Approfondimento: Eucaristia e Nuovo Esodo

Nel descrivere la moltiplicazione dei pani, Gesù che cammina sulle acque ed il discorso del Pane di Vita, il Vangelo di Giovanni suggerisce un parallelo con l’Esodo. Questo parallelo insegna che mediante l’Eucaristia si compie un nuovo Esodo. L’Eucaristia ci aiuta a vivere nello stato permanente dell’Esodo:

i) La moltiplicazione dei pani (Gv 6,1-15):

Gesù ha davanti a sé una moltitudine affamata e la sfida di garantire il pane a tutti. Anche Mosè affrontò questa sfida lungo l’itineranza del popolo per il deserto (Es 16,1-35; Num 11,18-23). Dopo aver mangiato, la gente saziata riconosce in Gesù il nuovo Mosè, il “Profeta che deve venire nel mondo” (Gv 6,14), secondo quanto annunciato nella Legge dell’Alleanza (Dt 18,15-22).

ii) Gesù cammina sul mare (Gv 6,16-21):

Nell’Esodo, il popolo è itinerante per ottenere la libertà ed affronta e vince il mare  (Es 14,22). Anche Gesù, come Mosè, domina e vince il mare, impedisce che la barca dei suoi discepoli sia inghiottita dalle onde, e fa in modo che giungano salvi sull’altra riva.

iii) Il discorso sul pane di vita (Gv 6,22-58):

Il discorso evoca il capitolo 16 del libro dell’Esodo che descrive la storia della manna. Quando Gesù parla di “un alimento che non perisce” (Gv 6,27), sta ricordando la manna che perisce e che va a male (Es 16,20). I Giudei “mormorando” contro Gesù (Gv 6,41), fanno la stessa cosa che gli Israeliti nel deserto, che dubitavano della presenza di Dio con loro lungo la traversata  (Es 16,2; 17,3; Num 11,1). I Giudei dubitavano della presenza di Dio in Gesù di Nazaret (Gv 6,42). Gesù è la vera manna che ci dà vita per sempre.

6. Salmo 85 (84)

La giustizia e la pace si abbracceranno

Signore, sei stato buono con la tua terra,
hai ricondotto i deportati di Giacobbe.
Hai perdonato l’iniquità del tuo popolo,
hai cancellato tutti i suoi peccati.
Hai deposto tutto il tuo sdegno
e messo fine alla tua grande ira.

Rialzaci, Dio nostra salvezza,
e placa il tuo sdegno verso di noi.
Forse per sempre sarai adirato con noi,
di età in età estenderai il tuo sdegno?
Non tornerai tu forse a darci vita,
perché in te gioisca il tuo popolo?
Mostraci, Signore, la tua misericordia
e donaci la tua salvezza.

Ascolterò che cosa dice Dio, il Signore:
egli annunzia la pace
per il suo popolo, per i suoi fedeli,
per chi ritorna a lui con tutto il cuore.
La sua salvezza è vicina a chi lo teme
e la sua gloria abiterà la nostra terra.
Misericordia e verità s’incontreranno,
giustizia e pace si baceranno.
La verità germoglierà dalla terra
e la giustizia si affaccerà dal cielo.

Quando il Signore elargirà il suo bene,
la nostra terra darà il suo frutto.
Davanti a lui camminerà la giustizia
e sulla via dei suoi passi la salvezza.

7. Orazione Finale

Signore Gesù, ti ringraziamo per la tua Parola che ci ha fatto vedere meglio la volontà del Padre. Fa che il tuo Spirito illumini le nostre azioni e ci comunichi la forza per eseguire quello che la Tua Parola ci ha fatto vedere. Fa che noi, come Maria, tua Madre, possiamo non solo ascoltare ma anche praticare la Parola. Tu che vivi e regni con il Padre nell’unità dello Spirito Santo, nei secoli dei secoli. Amen.

 

“L’Oasi di Engaddi” – “Il Regno è già in mezzo a voi”(Lc.17,20)