LITURGIA E LECTIO DEL GIORNO ALL’OASI DI ENGADDI_17 GIUGNO 2017_

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  Sabato della X settimana del Tempo Ordinario (Anno dispari)

Grado della Celebrazione: Feria
Colore liturgico: Verde

Antifona d’ingresso
Il Signore è mia luce e mia salvezza,
di chi avrò paura?
Il Signore è difesa della mia vita,
di chi avrò timore?
Proprio coloro che mi fanno del male
inciampano e cadono. (Sal 27,1-2)

Colletta
O Dio, sorgente di ogni bene,
ispiraci propositi giusti e santi
e donaci il tuo aiuto,
perché possiamo attuarli nella nostra vita.
Per il nostro Signore Gesù Cristo…

PRIMA LETTURA (2Cor 5,14-21)
Colui che non aveva conosciuto peccato, Dio lo fece peccato in nostro favore.

Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi

Fratelli, l’amore del Cristo ci possiede; e noi sappiamo bene che uno è morto per tutti, dunque tutti sono morti. Ed egli è morto per tutti, perché quelli che vivono non vivano più per se stessi, ma per colui che è morto e risorto per loro.
Cosicché non guardiamo più nessuno alla maniera umana; se anche abbiamo conosciuto Cristo alla maniera umana, ora non lo conosciamo più così. Tanto che, se uno è in Cristo, è una nuova creatura; le cose vecchie sono passate; ecco, ne sono nate di nuove.
Tutto questo però viene da Dio, che ci ha riconciliati con sé mediante Cristo e ha affidato a noi il ministero della riconciliazione. Era Dio infatti che riconciliava a sé il mondo in Cristo, non imputando agli uomini le loro colpe e affidando a noi la parola della riconciliazione.
In nome di Cristo, dunque, siamo ambasciatori: per mezzo nostro è Dio stesso che esorta. Vi supplichiamo in nome di Cristo: lasciatevi riconciliare con Dio. Colui che non aveva conosciuto peccato, Dio lo fece peccato in nostro favore, perché in lui noi potessimo diventare giustizia di Dio.

Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Sal 102)
Rit: Misericordioso e pietoso è il Signore.

Benedici il Signore, anima mia,
quanto è in me benedica il suo santo nome.
Benedici il Signore, anima mia,
non dimenticare tutti i suoi benefici.

Egli perdona tutte le tue colpe,
guarisce tutte le tue infermità,
salva dalla fossa la tua vita,
ti circonda di bontà e misericordia.

Misericordioso e pietoso è il Signore,
lento all’ira e grande nell’amore.
Non è in lite per sempre,
non rimane adirato in eterno.

Perché quanto il cielo è alto sulla terra,
così la sua misericordia è potente su quelli che lo temono;
quanto dista l’oriente dall’occidente,
così egli allontana da noi le nostre colpe.

Canto al Vangelo (Sal 118,36)
Alleluia, alleluia.
Piega il mio cuore, o Dio, verso i tuoi insegnamenti;
donami la grazia della tua legge.
Alleluia.

VANGELO (Mt 5,33-37)
Io vi dico: non giurate affatto.

+ Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Avete anche inteso che fu detto agli antichi: “Non giurerai il falso, ma adempirai verso il Signore i tuoi giuramenti”. Ma io vi dico: non giurate affatto, né per il cielo, perché è il trono di Dio, né per la terra, perché è lo sgabello dei suoi piedi, né per Gerusalemme, perché è la città del grande Re. Non giurare neppure per la tua testa, perché non hai il potere di rendere bianco o nero un solo capello. Sia invece il vostro parlare: “Sì, sì”; “No, no”; il di più viene dal Maligno».

Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
A Dio, fedele ad ogni sua promessa, rivolgiamo la nostra preghiera, perché rinnovi continuamente la sua Chiesa e trasformi gli uomini. Preghiamo insieme dicendo:
Ascoltaci, o Signore.

Per il Papa, i vescovi e i sacerdoti, perché siano tra gli uomini testimoni della parola di verità. Preghiamo.
Per tutti i popoli e i loro governanti, perché si sentano animati dalla ricerca della verità e insieme promuovano la pace. Preghiamo:
Per gli operatori delle comunicazioni sociali, perché amino profondamente la verità che per prima promuove la dignità dell’uomo. Preghiamo:
Per quanti sono vittime della menzogna o della falsa testimonianza, perché sappiano conservare sempre dignità e fermezza di spirito. Preghiamo:
Per tutti noi, riuniti dalla fede in Cristo Gesù, perché rifuggiamo dalla menzogna e sappiamo agire e parlare sempre con sincerità. Preghiamo:
Perché ogni riconciliazione sia fondata sulla verità.
Perché ogni ricerca di verità porti a Cristo.

Signore Dio nostro, donaci lealtà e rettitudine di cuore, e aiutaci a misurare le parole e ad essere fedeli a ciò che ci ha insegnato Gesù Cristo, unica parola di verità, che vive e regna con te per i secoli dei secoli. Amen.

Preghiera sulle offerte
Quest’offerta del nostro servizio sacerdotale
sia bene accetta al tuo nome, Signore,
e accresca il nostro amore per te.
Per Cristo nostro Signore.

Antifona di comunione
Il Signore è mia roccia e mia fortezza:
è lui, il mio Dio, che mi libera e mi aiuta. (Sal 18,3)

Oppure:
Dio è amore; chi sta nell’amore dimora in Dio,
e Dio in lui. (1Gv 4,16)

Preghiera dopo la comunione
Signore, la forza risanatrice del tuo Spirito,
operante in questo sacramento,
ci guarisca dal male che ci separa da te
e ci guidi sulla via del bene.
Per Cristo nostro Signore.

Commento
La prima lettura è ricca di pensieri molto profondi, ai quali la liturgia ha attinto copiosamente.
Scrive san Paolo: “Egli è morto per tutti, perché quelli che vivono non vivano più per se stessi ma per colui che è morto e risuscitato per loro”. La IV preghiera eucaristica riprende questo concetto: “E perché non viviamo più per noi stessi, ma per lui che è morto e risorto per noi, ha mandato lo Spirito Santo…”.
C’è una specie di scambio: Cristo è morto per noi affinché noi possiamo vivere per lui. San Paolo prende molto sul serio questa morte di Cristo per tutti. Dice: “Uno è morto per tutti, quindi tutti sono morti”. Cristo prende la nostra morte, ma per trasformarla.
Siamo morti in un’offerta, e questo fa della morte un passaggio verso Dio. È la grande grazia che riceviamo in Cristo.
Il secondo passo utilizzato dalla liturgia è quello sulla riconciliazione: “E stato Dio infatti a riconciliare a sé il mondo in Cristo”. Nella formula della assoluzione sacramentale ritroviamo proprio questa espressione: “Dio, Padre di misericordia, che ha riconciliato a sé il mondo nella morte e risurrezione di Cristo…”.
C’è chi immagina la redenzione un po’ come una lotta tra Cristo e Dio: Dio che nella sua giustizia vorrebbe la nostra perdizione, e Cristo che offre la sua vita per preservarci da questa disgrazia. Invece la redenzione ha la sua origine in Dio Padre. “Tutto questo viene da Dio”, dice san Paolo: la grazia, l’amore, la novità di vita, tutto ha la sorgente in Dio. Cristo è fedele al Padre e adempie la sua volontà, ci salva quindi non contro il Padre, ma con il Padre. “Tutto questo viene da Dio, che ci ha riconciliati con sé mediante Cristo”. Dio è veramente per gli uomini un padre che vuole il loro bene, e che ha sacrificato il proprio unico figlio per la loro salvezza.”Dio ha mandato il suo Figlio unigenito nel mondo scrive san Giovanni nella sua prima lettera come vittima di espiazione per i nostri peccati, perché noi avessimo la vita per lui”.
Ringraziamo insieme il Signore e riflettiamo su questa profonda verità, per la nostra consolazione.

 

Lectio Divina: Matteo 5,33-37

Lectio:

Sabato, 17 Giugno, 2017

Tempo ordinario

1) Preghiera

O Dio, sorgente di ogni bene,
ispiraci propositi giusti e santi
e donaci il tuo aiuto,
perché possiamo attuarli nella nostra vita.
Per il nostro Signore Gesù Cristo…

2) Lettura

Dal Vangelo secondo Matteo 5,33-37

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: “Avete anche inteso che fu detto agli antichi: Non spergiurare, ma adempi con il Signore i tuoi giuramenti; ma io vi dico: non giurate affatto: né per il cielo, perché è il trono di Dio; né per la terra, perché è lo sgabello per i suoi piedi; né per Gerusalemme, perché è la città del gran Re. Non giurare neppure per la tua testa, perché non hai il potere di rendere bianco o nero un solo capello. Sia invece il vostro parlare sì, sì; no, no; il di più viene dal maligno”.

3) Riflessione

• Nel vangelo di oggi, Gesù rilegge il comandamento: “Non spergiurare”. E anche qui supera la lettera, cerca lo spirito della legge e cerca di indicare l’obiettivo ultimo di questo comandamento: raggiungere la trasparenza totale nel rapporto tra persone. Qui vale applicare ciò che abbiamo detto riguardo ai due comandamenti “Non uccidere” e “Non commettere adulterio”. Si tratta di un modo nuovo di interpretare e situare nella pratica la Legge di Mosè, partendo dalla nuova esperienza di Dio Padre/Madre che Gesù ci porta. Lui rilegge la legge partendo dall’intenzione che Dio aveva nel proclamarla, secoli addietro, sul Monte Sinai.

• Matteo 5,33: Fu detto agli antichi: non spergiurare. Le legge dell’AT diceva: “Non spergiurare”. E aggiungeva che la persona deve giurare per il Signore (cf. Nm 30,2). Nella preghiera dei salmi si dice che può salire sul monte di Yavè e giungere al luogo santo “colui che ha le mani innocenti ed il cuore puro, che non confida negli idoli, non fa giuramento per ingannare” (Sal 24,4). Lo stesso si dice in diversi altri punti dell’AT (Eccle 5,3-4), perché ci si deve poter fidare delle parole dell’altro. Per favorire questa fiducia reciproca, la tradizione aveva inventato l’aiuto del giuramento. Per dare forza alla propria parola, la persona giurava per qualcuno o per qualcosa che era più grande di lui e che avrebbe potuto castigarla se non compiva ciò che aveva promesso. Le cose continuano così fino ad oggi. Sia nella Chiesa come nella società, ci sono momenti ed occasioni che esigono giuramenti solenni da parte delle persone. In fondo, il giuramento, è l’espressione della convinzione secondo cui nessuno può fidarsi completamente della parola dell’altro.

• Matteo 5,34-36: Ma io vi dico: non giurate affatto. Gesù vuole sanare questa deficienza. Non basta “non spergiurare”. Lui va oltre ed afferma: “Ma io vi dico: non giurate affatto: né per il cielo, perché è il trono di Dio; né per la terra, perché è lo sgabello per i suoi piedi; né per Gerusalemme, perché è la città del gran Re. Non giurare neppure per la tua testa, perché non hai il potere di rendere bianco o nero un solo capello. Sia invece il vostro parlare sì, sì; no, no; il di più viene dal maligno”. Giuravano per il cielo e per la terra, per la città di Gerusalemme, per la propria testa. Gesù mostra che tutto ciò è medicina che non guarisce il dolore della mancanza di trasparenze nel rapporto tra le persone. Qual è la soluzione che propone?

• Matteo 5,37: Il vostro parlare sì, sì; no,no. La soluzione che Gesù propone è questa: “Sia invece il vostro parlare sì, sì; no, no; il di più viene dal maligno”. Lui propone un’onestà radicale e totale. Nient’altro. Ciò che tu dici in più, viene dal Maligno. Qui, di nuovo, siamo confrontati ad un obiettivo che rimarrà sempre nella nostra mente e che mai giungeremo a compiere completamente. E’ un’altra espressione del nuovo ideale di giustizia che Gesù propone: “essere perfetto come il Padre del cielo è perfetto” (Mt 5,48). Gesù sradica qualsiasi tentativo di creare in me la convinzione che mi salvo perché osservo la legge. Nessuno può meritare la grazia di Dio. Perché altrimenti non sarebbe grazia. Osserviamo la Legge, non per meritare la salvezza, ma per ringraziare di cuore l’immensa bontà gratuita di Dio che ci accoglie, perdona e salva senza merito da parte nostra.

4) Per un confronto personale

• Come osservo la legge?

• Ho sperimentato qualche volta nella vita la bontà gratuita di Dio?

5) Preghiera finale

Benedico il Signore che mi ha dato consiglio;
anche di notte il mio cuore mi istruisce.
Io pongo sempre innanzi a me il Signore,
sta alla mia destra, non posso vacillare. (Sal 15)

 

“L’Oasi di Engaddi” – “Il Regno è già in mezzo a voi”(Lc.17,20)