Liturgia e Lectio del giorno all’Oasi di Engaddi_13_Febbraio_2018_

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La Liturgia di Martedi 13 Febbraio 2018
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Martedì della VI settimana del Tempo Ordinario (Anno pari)
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Grado della Celebrazione: Feria
Colore liturgico: Verde

Antifona d’ingresso
Sii per me difesa, o Dio, rocca e fortezza che mi salva,
perché tu sei mio baluardo e mio rifugio;
guidami per amore del tuo nome. (Sal 31,3-4)

Colletta
O Dio, che hai promesso di essere presente
in coloro che ti amano
e con cuore retto e sincero custodiscono la tua parola,
rendici degni di diventare tua stabile dimora.
Per il nostro Signore Gesù Cristo…

PRIMA LETTURA (Giac 1,12-18)
Dio non tenta nessuno.

Dalla lettera di san Giacomo apostolo

Beato l’uomo che resiste alla tentazione perché, dopo averla superata, riceverà la corona della vita, che il Signore ha promesso a quelli che lo amano.
Nessuno, quando è tentato, dica: «Sono tentato da Dio»; perché Dio non può essere tentato al male ed egli non tenta nessuno. Ciascuno piuttosto è tentato dalle proprie passioni, che lo attraggono e lo seducono; poi le passioni concepiscono e generano il peccato, e il peccato, una volta commesso, produce la morte.
Non ingannatevi, fratelli miei carissimi; ogni buon regalo e ogni dono perfetto vengono dall’alto e discendono dal Padre, creatore della luce: presso di lui non c’è variazione né ombra di cambiamento. Per sua volontà egli ci ha generati per mezzo della parola di verità, per essere una primizia delle sue creature.

Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Sal 93)
Rit: Beato l’uomo a cui insegni la tua legge, Signore.

Beato l’uomo che tu castighi, Signore,
e a cui insegni la tua legge,
per dargli riposo nei giorni di sventura.

Poiché il Signore non respinge il suo popolo
e non abbandona la sua eredità,
il giudizio ritornerà a essere giusto
e lo seguiranno tutti i retti di cuore.

Quando dicevo: «Il mio piede vacilla»,
la tua fedeltà, Signore, mi ha sostenuto.
Nel mio intimo, fra molte preoccupazioni,
il tuo conforto mi ha allietato.

Canto al Vangelo (Gv 14,23)
Alleluia, alleluia.
Se uno mi ama, osserverà la mia parola, dice il Signore,
e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui.
Alleluia.

VANGELO (Mc 8,14-21)
Guardatevi dal lievito dei farisei e dal lievito di Erode.

+ Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, i discepoli avevano dimenticato di prendere dei pani e non avevano con sé sulla barca che un solo pane. Allora Gesù li ammoniva dicendo: «Fate attenzione, guardatevi dal lievito dei farisei e dal lievito di Erode!». Ma quelli discutevano fra loro perché non avevano pane.
Si accorse di questo e disse loro: «Perché discutete che non avete pane? Non capite ancora e non comprendete? Avete il cuore indurito? Avete occhi e non vedete, avete orecchi e non udite? E non vi ricordate, quando ho spezzato i cinque pani per i cinquemila, quante ceste colme di pezzi avete portato via?». Gli dissero: «Dodici». «E quando ho spezzato i sette pani per i quattromila, quante sporte piene di pezzi avete portato via?». Gli dissero: «Sette». E disse loro: «Non comprendete ancora?».

Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
Le preoccupazioni terrene spesso ci impediscono di comprendere il messaggio di Cristo. Memori di quanto egli ha fatto per noi, invochiamolo per la Chiesa e per il mondo. Diciamo insieme:
Apri i nostri occhi, Signore.

Perché la Chiesa sia memoria perenne dell’amore di Dio per ogni uomo, indicando a tutti i segni della sua presenza nel mondo. Preghiamo:
Perché l’ordine e la meraviglia del creato, i fiori dei campi e il volo degli uccelli, l’acqua che beviamo e l’aria che respiriamo ci richiamino la lode al Signore creatore e datore di ogni bene. Preghiamo:
Perché ogni gesto di amore e di comprensione porti gli uomini a riconoscere Dio fonte di carità e ad amarlo sopra ogni cosa. Preghiamo:
Perché l’abbondanza di cibo e di vestiario ci aiuti a ringraziare il Signore e a donare ai poveri qualche cosa di nostro. Preghiamo:
Perché questa eucaristia, che è rendimento di lode perfetta al Padre, sia il nostro grazie per il suo Figlio Gesù, morto e risorto per noi. Preghiamo:
Perché non si accusi mai Dio del male.
Perché la libertà dell’uomo non impedisca il piano di Dio.

Padre della luce che illumini ogni uomo, rischiara le tenebre che ci impediscano di riconoscere il volto fraterno del tuo Cristo che dona il suo corpo per la nostra salvezza. Egli è Dio e vive e regna con te nei secoli dei secoli. Amen.

Preghiera sulle offerte
Questa nostra offerta, Signore,
ci purifichi e ci rinnovi,
e ottenga a chi è fedele alla tua volontà
la ricompensa eterna.
Per Cristo nostro Signore.

Antifona di comunione
Hanno mangiato e si sono saziati
e Dio li ha soddisfatti nel loro desiderio,
la loro brama non è stata delusa. (Sal 78,29-30)

Oppure:
Dio ha tanto amato il mondo da donare il suo unico Figlio,
perché chiunque crede in lui non perisca,
ma abbia la vita eterna. (Gv 3,16)

Preghiera dopo la comunione
Signore, che ci hai nutriti al convito eucaristico,
fa’ che ricerchiamo sempre quei beni
che ci danno la vera vita.
Per Cristo nostro Signore.

Commento
Qui vediamo Gesù muoversi in una direzione diversa da quella dei suoi discepoli. Essi sono tutti presi dalla mancanza
di cibo: Gesù invece li mette in guardia dal ripiegarsi sulla propria visuale, che diventa una falsa linea d’azione.
Se vogliamo applicare alla nostra vita questo passo, dobbiamo correggere questo strabismo che spesso anche noi abbiamo: con un occhio essere sì presi da Gesù e dalla sua vita, con l’altro occhio inseguire i nostri piccoli problemi. Occorre invece fissare bene entrambi gli occhi su Gesù, avere orecchie per lui, cuore aperto su di lui (Mc 8,17-18): contemplare e comprendere il suo agire, per poi incarnarlo nella vita di ogni giorno. Vivere il “come in cielo così in terra”.
Contemplando lui, parola viva del Padre, eviteremo l’errore di chiuderci sulle nostre preoccupazioni o, peggio, di giudicare il suo agire in base alla nostra visuale, e impareremo ad avere i suoi occhi per contemplare come dall’alto il ricamo divino che il Padre ha ordito per noi e per i nostri fratelli, dove tutto risulta come una splendida trama d’amore.
Apriamoci allora alla sua Parola, soprattutto là dove ci comanda di amare il fratello, ogni fratello: sarà il modo migliore di distogliere il pensiero da noi e di avere per essi “occhi che vedono, orecchie che sentono, cuore che batte”. Come lui.
(> vedi tutte le altre omelie di oggi)

 

 

 

 

 

 

Lectio Divina: Marco 8,14-21

Lectio:

Martedì, 13 Febbraio, 2018

Tempo ordinario
1) Preghiera
O Dio, che hai promesso di essere presente
in coloro che ti amano
e con cuore retto e sincero custodiscono la tua parola,
rendici degni di diventare tua stabile dimora.
Per il nostro Signore Gesù Cristo…
2) Lettura del Vangelo
Dal Vangelo secondo Marco 8,14-21
In quel tempo, i discepoli avevano dimenticato di prendere dei pani e non avevano con sé sulla barca che un pane solo. Allora Gesù li ammoniva dicendo: “Fate attenzione, guardatevi dal lievito dei farisei e dal lievito di Erode!”.
E quelli dicevano fra loro: “Non abbiamo pane”. Ma Gesù, accortosi di questo, disse loro: “Perché discutete che non avete pane? Non intendete e non capite ancora? Avete il cuore indurito? Avete occhi e non vedete, avete orecchi e non udite? E non vi ricordate, quando ho spezzato i cinque pani per i cinquemila, quante ceste colme di pezzi avete portato via?” Gli dissero: “Dodici”. “E quando ho spezzato i sette pani per i quattromila, quante sporte piene di pezzi avete portato via?” Gli dissero: “Sette”. E disse loro: “Non capite ancora?”
3) Riflessione
• Il vangelo di ieri parlava del malinteso tra Gesù e i farisei. Il vangelo di oggi parla del malinteso tra Gesù ed i discepoli e mostra che il “lievito dei farisei e di Erode” (religione e governo), si era talmente impossessato del pensiero dei discepoli che impediva loro di udire la Buona Novella.
• Marco 8,14-16: Attenzione al lievito dei farisei e di Erode. Gesù avverte i discepoli: “Guardatevi dal lievito dei farisei e di Erode”. Ma loro non capivano le parole di Gesù. Pensavano che lui parlasse così perché avevano dimenticato di comprare il pane. Gesù dice una cosa e loro ne capiscono un’altra. Questo ‘scontro’ era il risultato dell’influsso insidioso del “lievito dei farisei” nella testa e nella vita dei discepoli.
• Marco 8,17-18ª: Le domande di Gesù. Dinanzi a questa mancanza quasi totale di percezione nei discepoli, Gesù pone una serie di domande rapide, senza aspettare una risposta. Domande dure che evocano cose molto serie e rivelano una totale incomprensione da parte dei discepoli. Anche se sembra incredibile, i discepoli giunsero al punto in cui non c’era differenza tra loro ed i nemici di Gesù. Prima Gesù si era rattristato vedendo la “durezza di cuore” dei farisei e degli erodiani (Mc 3,5). Ora, i discepoli stessi hanno il “cuore indurito” (Mc 8,17). Prima, “quelli di fuori” (Mc 4,11) non capivano le parabole, perché “hanno occhi e non vedono, ascoltano, ma non intendono” (Mc 4,12). Ora, i discepoli stessi non capiscono più nulla, perché “hanno occhi e non vedono, ascoltano, ma non intendono” (Mc 8,18). Inoltre, l’immagine del “cuore indurito” evocava la durezza di cuore del popolo dell’AT che si allontanava sempre dal cammino. Evocava inoltre il cuore indurito del faraone che opprimeva e perseguitava il popolo (Es 4,21; 7,13; 8,11.15.28; 9,7…). L’espressione “hanno occhi e non vedono, ascoltano ma non intendono” evocava non solo la gente senza fede, criticata da Isaia (Is 6,9-10), ma anche gli adoratori dei falsi dèi, di cui il salmo dice: “hanno occhi e non vedono, udito e non sentono” (Sal 115,5-6).
• Marco 18b-21: Le due domande sul pane. Le due domande finali si riferiscono alla moltiplicazione dei pani: Quanti cesti raccolsero la prima volta? Dodici! E la seconda? Sette! Come i farisei, anche i discepoli, malgrado avessero collaborato attivamente alla moltiplicazione dei pani, non arrivavano a capirne il significato. Gesù termina dicendo: “E voi ancora non capite”. Il modo in cui Gesù lancia queste domande, una dopo l’altra, quasi senza aspettare la risposta, sembra un taglio. Rivela uno scontro molto grande. Qual è la causa di questo scontro?
• La causa dello scontro tra Gesù e i discepoli. La causa dello scontro tra Gesù ed i discepoli non era dovuta a cattiva volontà da parte loro. I discepoli non erano come i farisei. Anche loro non capivano, ma in loro c’era malizia. Si servivano della religione per criticare e condannare Gesù (Mc 2,7.16.18.24; 3,5.22-30). I discepoli erano buona gente. Non avevano cattiva volontà. Poiché, pur essendo vittima del “lievito dei farisei e degli erodiani”, non interessava loro difendere il sistema dei farisei e degli erodiani contro Gesù. E allora qual era la causa? La causa dello scontro tra Gesù e i discepoli aveva a che fare con la speranza messianica. Tra i giudei c’era un’ enorme varietà di aspettative messianiche. Secondo le diverse interpretazioni delle profezie, c’era gente che aspettava un Messia Re (cf. Mc 15,9.32). Altri, un Messia Santo o Sacerdote (cf. Mc 1,24). Altri, un Messia Guerriero sovversivo (cf Lc 23,5; Mc 15,6; 13,6-8). Altri, un Messia Dottore (cf. Gv 4,25; Mc 1,22.27). Altri, un Messia Giudice (cf. Lc 3,5-9; Mc 1,8). Altri, un Messia Profeta (6,4; 14,65). Ma sembra che nessuno aspettasse un Messia Servo, annunciato dal profeta Isaia (Is 42,1; 49,3; 52,13). Loro non si aspettavano di considerare la speranza messianica come servizio del popolo di Dio all’umanità. Ognuno, secondo i suoi propri interessi e secondo la sua classe sociale, aspettava il Messia, volendo ridurlo alla propria speranza. Per questo, il titolo Messia, secondo la persona o la posizione sociale, poteva significare cose assai diverse. C’era un’enorme confusione di idee! E proprio in questo atteggiamento di Servo si trova la chiave che accende una luce nell’oscurità dei discepoli e li aiuta a convertirsi. Solamente accettando il Messia come il Servo Sofferente di Isaia, loro saranno capaci di aprire gli occhi e di capire il Mistero di Dio in Gesù.
4) Per un confronto personale
• Qual è oggi per noi il lievito dei farisei e di Erode? Cosa significa oggi per me avere un “cuore indurito”?
• Il lievito di Erode e dei farisei impedisce ai discepoli di capire la Buona Novella. Forse oggi la propaganda della televisione ci impedisce di capire la Buona Novella di Gesù?
5) Preghiera finale
Quando dicevo: “Il mio piede vacilla”,
la tua grazia, Signore, mi ha sostenuto.
Quand’ero oppresso dall’angoscia,
il tuo conforto mi ha consolato. (Sal 93)

 

 

 


 

Preghiera a San Michele Arcangelo, 
da recitarsi al termine della S. Messa

Il 13 ottobre 1884, al termine della celebrazione della S. Messa, Leone XIII udì una voce dal timbro gutturale e profondo che diceva: “Posso distruggere la tua Chiesa: per far questo ho bisogno di più tempo e di più potere” Il Papa udì anche una voce più aggraziata che domandava: “Quanto tempo? Quanto potere?”
La voce gutturale rispose: “Dai settantacinque ai cento anni e un più grande potere su coloro che si consegnano al mio servizio”; la voce gentile replicò: “Hai il tempo…” Profondamente turbato, Leone XIII dispose che una speciale preghiera, da lui stesso composta, venisse recitata al termine della S. Messa.

San Michele Arcangelo, difendici nella battaglia: sii tu nostro sostegno contro la perfidia e le insidie del diavolo.
Che Dio eserciti il suo dominio su di lui, te ne preghiamo supplichevoli.
E tu, o principe della milizia celeste, con la potenza divina,
ricaccia nell’Inferno satana e gli altri spiriti maligni i quali errano nel mondo per perdere le anime.
Amen.