Liturgia e Lectio del giorno all’Oasi di Engaddi_12_Febbraio_2018_

Condividi sui social!

La Liturgia di Lunedi 12 Febbraio 2018
======================================================
Lunedì della VI settimana del Tempo Ordinario (Anno pari)
======================================================

Grado della Celebrazione: Feria
Colore liturgico: Verde

Antifona d’ingresso
Sii per me difesa, o Dio, rocca e fortezza che mi salva,
perché tu sei mio baluardo e mio rifugio;
guidami per amore del tuo nome. (Sal 31,3-4)

Colletta
O Dio, che hai promesso di essere presente
in coloro che ti amano
e con cuore retto e sincero custodiscono la tua parola,
rendici degni di diventare tua stabile dimora.
Per il nostro Signore Gesù Cristo…

PRIMA LETTURA (Giac 1,1-11)
La vostra fede, messa alla prova, produce la pazienza perché siate perfetti e integri.

Dalla lettera di san Giacomo apostolo

Giacomo, servo di Dio e del Signore Gesù Cristo, alle dodici tribù che sono nella diaspora, salute.
Considerate perfetta letizia, miei fratelli, quando subite ogni sorta di prove, sapendo che la vostra fede, messa alla prova, produce pazienza. E la pazienza completi l’opera sua in voi, perché siate perfetti e integri, senza mancare di nulla.
Se qualcuno di voi è privo di sapienza, la domandi a Dio, che dona a tutti con semplicità e senza condizioni, e gli sarà data. La domandi però con fede, senza esitare, perché chi esita somiglia all’onda del mare, mossa e agitata dal vento. Un uomo così non pensi di ricevere qualcosa dal Signore: è un indeciso, instabile in tutte le sue azioni.
Il fratello di umile condizione sia fiero di essere innalzato, il ricco, invece, di essere abbassato, perché come fiore d’erba passerà. Si leva il sole col suo ardore e fa seccare l’erba e il suo fiore cade, e la bellezza del suo aspetto svanisce. Così anche il ricco nelle sue imprese appassirà.

Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Sal 118)
Rit: Venga a me la tua misericordia e avrò vita.

Prima di essere umiliato andavo errando,
ma ora osservo la tua promessa.
Tu sei buono e fai il bene:
insegnami i tuoi decreti.

Bene per me se sono stato umiliato,
perché impari i tuoi decreti.
Bene per me è la legge della tua bocca,
più di mille pezzi d’oro e d’argento.

Signore, io so che i tuoi giudizi sono giusti
e con ragione mi hai umiliato.
Il tuo amore sia la mia consolazione,
secondo la promessa fatta al tuo servo.

Canto al Vangelo (Gv 14,6)
Alleluia, alleluia.
Io sono la via, la verità e la vita, dice il Signore.
Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me.
Alleluia.

VANGELO (Mc 8,11-13)
Perché questa generazione chiede un segno?

+ Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, vennero i farisei e si misero a discutere con Gesù, chiedendogli un segno dal cielo, per metterlo alla prova.
Ma egli sospirò profondamente e disse: «Perché questa generazione chiede un segno? In verità io vi dico: a questa generazione non sarà dato alcun segno».
Li lasciò, risalì sulla barca e partì per l’altra riva.

Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
La risurrezione di Cristo è il grande segno della nostra fede. Con l’assistenza dello Spirito, chiediamo al Padre la semplicità e l’amore, dicendo:
Sostieni la nostra fede, Signore.

Perché la Chiesa testimoni la verità di Cristo rinunciando alla potenza esteriore, e, sostenuta dall’amore, cammini con gioia nella via dell’umiltà e della povertà. Preghiamo:
Perché i giovani non si lascino sedurre dalla tentazione della violenza ma scoprano nel comandamento dell’amore l’unica possibilità per la personale realizzazione. Preghiamo:
Perché chi vive nel dubbio e nell’incertezza si abbandoni fiduciosamente nel grembo di Dio, da cui ogni vita ha origine. Preghiamo:
Perché il popolo cristiano abbandoni ogni forma di superstizione, e creda unicamente nel Signore morto e risorto per tutti. Preghiamo:
Perché la nostra fede, nutrita dalla preghiera e dai sacramenti, sia sempre più vera e gioiosa e si esprima attraverso i numerosi carismi ricevuti gratuitamente per il bene di tutti. Preghiamo:
Perché non poniamo delle condizioni al Signore.
Per chi si è pentito dei delitti commessi.

O Dio, tu possiedi tutta la gloria e la potenza; eppure hai voluto manifestarti sotto le umili spoglie di un uomo povero e crocifisso. Aiutaci ad essere sereni nei nostri limiti e a godere dei doni che ci hai dato. Per Cristo nostro Signore. Amen.

Preghiera sulle offerte
Questa nostra offerta, Signore,
ci purifichi e ci rinnovi,
e ottenga a chi è fedele alla tua volontà
la ricompensa eterna.
Per Cristo nostro Signore.

Antifona di comunione
Hanno mangiato e si sono saziati
e Dio li ha soddisfatti nel loro desiderio,
la loro brama non è stata delusa. (Sal 78,29-30)

Oppure:
Dio ha tanto amato il mondo da donare il suo unico Figlio,
perché chiunque crede in lui non perisca,
ma abbia la vita eterna. (Gv 3,16)

Preghiera dopo la comunione
Signore, che ci hai nutriti al convito eucaristico,
fa’ che ricerchiamo sempre quei beni
che ci danno la vera vita.
Per Cristo nostro Signore.

Commento
I farisei chiedono un segno per credere. Anche noi chiediamo a Dio segni e miracoli. La tentazione più grande contro la
fede è dire: Perché Dio non interviene? Perché non si manifesta in modo più evidente? Perché non entra con più forza nella storia degli uomini, cambiando situazioni ingiuste, liberando gli oppressi, convertendo i cuori induriti? Noi stessi siamo sempre alle prese con le nostre debolezze e peccati: perché Dio non ci cambia e non ci rende più buoni?
La fede si vive nell’oscurità. Noi non comprendiamo le vie di Dio, che rimane inaccessibile, incomprensibile, misterioso. Dio ci dà tanti motivi per credere ed un egual numero di motivi per non credere. Ci lascia veramente liberi, non vuole imporci nulla né vincerci con la sua forza. Dio si capisce solo nella fede e nell’amore. Fede significa anche fiducia completa.
La mancanza di efficacia della fede è la difficoltà maggiore del credere. Il cristianesimo sembra inefficace nella storia degli uomini: sembra che non cambi nulla, che lasci tutto come prima. La via evangelica della conversione del cuore e della non violenza appare spesso perdente. Il marxismo, ad esempio, è sembrato per decenni ben più efficace per risolvere i problemi sociali e dare ai popoli la liberazione. Oggi non è più così: la storia ha fatto giustizia.
(> vedi tutte le altre omelie di oggi)

 

 

 

 

Lectio Divina: Marco 8,11-13

Lectio:

Lunedì, 12 Febbraio, 2018

Tempo ordinario
1) Preghiera
O Dio, che hai promesso di essere presente
in coloro che ti amano
e con cuore retto e sincero custodiscono la tua parola,
rendici degni di diventare tua stabile dimora.
Per il nostro Signore Gesù Cristo…
2) Lettura del Vangelo
Dal Vangelo secondo Marco 8,11-13
In quel tempo, vennero i farisei e incominciarono a discutere con Gesù, chiedendogli un segno dal cielo, per metterlo alla prova. Ma egli, con un profondo sospiro, disse: “Perché questa generazione chiede un segno? In verità vi dico: non sarà dato alcun segno a questa generazione”. E lasciatili, risalì sulla barca e si avviò all’altra sponda.
3) Riflessione
• Marco 8,11-13: I farisei chiedono un segno del cielo. Il vangelo di oggi narra una discussione dei farisei con Gesù. Anche Gesù, come avvenne con Mosè nell’Antico Testamento, aveva alimentato la gente affamata nel deserto, con la moltiplicazione dei pani (Mc 8,1-10). Segno che lui si presentava dinanzi alla gente come un nuovo Mosè. Ma i farisei non furono capaci di percepire il significato della moltiplicazione dei pani. Loro cominciano a discutere con Gesù e chiedono un segno, “venuto dal cielo”. Non avevano capito nulla di tutto ciò che Gesù aveva fatto. “Gesù sospira profondamente”, probabilmente sentendo disgusto e tristezza dinanzi a tanta cecità. E conclude dicendo: “Nessun segno sarà dato a questa generazione.” Li lasciò e se ne andò verso l’altra riva del lago. Non serve a nulla mostrare un bel quadro a chi non vuole aprire gli occhi. Chi chiude gli occhi non può vedere!
• Il pericolo dell’ideologia dominante. Qui si percepisce chiaramente come il “lievito di Erode e dei farisei” (Mc 8,15), l’ideologia dominante dell’epoca, faceva perdere alle persone la capacità di analizzare con obiettività gli eventi. Questo lievito veniva da lontano ed aveva radici profonde nella vita della gente. Arrivò a contaminare la mentalità dei discepoli e si manifestava in essa in molti modi. Con la formazione che Gesù dava loro, lui cercava di sradicare questo “lievito”.
• Ecco alcuni esempi di questo aiuto fraterno di Gesù ai discepoli.
a) Mentalità di gruppo chiuso. Un certo giorno, una persona non appartenente alla comunità, usò il nome di Gesù per scacciare i demoni. Giovanni vide e proibì di farlo: “Glielo abbiamo vietato perché non era dei nostri” (Mc 9,38). Giovanni pensava di avere il monopolio su Gesù e voleva impedire agli altri di usare il nome di Gesù per fare il bene. Voleva una comunità chiusa in se stessa. Era il lievito del “Popolo eletto, Popolo separato!” Gesù risponde: “Non glielo impedite!… Chi non è contro di noi è per noi!” (Mc 9,39-40).
b) Mentalità di gruppo che si considera superiore agli altri. Certe volte, i samaritani non volevano dare ospitalità a Gesù. La reazione di alcuni discepoli fu immediata: “Scenda un fuoco dal cielo e li consumi!” (Lc 9,54). Pensavano che per il fatto di stare con Gesù, tutti dovevano accoglierli. Pensavano di avere Dio dalla propria parte per difenderli. Era il lievito del “Popolo eletto, Popolo privilegiato!” Gesù li riprende: “Gesù si voltò e li rimproverò” (Lc 9,55).
c) Mentalità di competitività e di prestigio. I discepoli discutevano tra di loro del primo posto (Mc 9,33-34). Era il lievito di classe e di competitività, che caratterizzava la religione ufficiale e la società dell’impero romano. Già si infiltrava nella piccola comunità attorno a Gesù. Gesù reagisce e ordina di avere la mentalità contraria: “Il primo sia l’ultimo” (Mc 9, 35).
d) Mentalità di chi emargina i piccoli. I discepoli allontanavano i piccoli. Era il lievito della mentalità dell’epoca, secondo cui i bambini non contavano e dovevano essere disciplinati dagli adulti. Gesù riprende i discepoli: ”Lasciate che i piccoli vengano a me!” (Mc 10,14). I bambini diventano gli insegnanti degli adulti: “Chi non accoglie il Regno di Dio come un bambino, non vi entrerà” (Lc 18,17).
• Come avvenne al tempo di Gesù, anche oggi la mentalità neoliberale dell’ideologia dominante rinasce e appare di nuovo perfino nella vita delle comunità e delle famiglie. La lettura orante del vangelo, fatta in comunità, può aiutare a cambiare in noi la visione delle cose e ad approfondire in noi la conversione e la fedeltà che Gesù ci chiede.
4) Per un confronto personale
• Dinanzi all’alternativa: avere fede in Gesù o chiedere un segno dal cielo, i farisei vollero un segno dal cielo. Non furono capaci di credere in Gesù. Avviene la stessa cosa con me. Cosa ho scelto io?
• Il lievito dei farisei impediva ai discepoli e alle discepole di percepire la presenza del Regno in Gesù. C’è in me qualche rimanenza di questo fermento dei farisei?
5) Preghiera finale
Tu sei buono, Signore, e fai il bene,
insegnami i tuoi decreti. (Sal 118)

 

 


 

Preghiera a San Michele Arcangelo, 
da recitarsi al termine della S. Messa

Il 13 ottobre 1884, al termine della celebrazione della S. Messa, Leone XIII udì una voce dal timbro gutturale e profondo che diceva: “Posso distruggere la tua Chiesa: per far questo ho bisogno di più tempo e di più potere” Il Papa udì anche una voce più aggraziata che domandava: “Quanto tempo? Quanto potere?”
La voce gutturale rispose: “Dai settantacinque ai cento anni e un più grande potere su coloro che si consegnano al mio servizio”; la voce gentile replicò: “Hai il tempo…” Profondamente turbato, Leone XIII dispose che una speciale preghiera, da lui stesso composta, venisse recitata al termine della S. Messa.

San Michele Arcangelo, difendici nella battaglia: sii tu nostro sostegno contro la perfidia e le insidie del diavolo.
Che Dio eserciti il suo dominio su di lui, te ne preghiamo supplichevoli.
E tu, o principe della milizia celeste, con la potenza divina,
ricaccia nell’Inferno satana e gli altri spiriti maligni i quali errano nel mondo per perdere le anime.
Amen.